sabato 12 gennaio 2013

IL MAESTRO

Angelo Roccadi Angelo Rocca - Cosa è un MAESTRO? Nella storia si lasciano documenti scritti per ricordare gli eventi, per tramandare idee, per continuare le scoperte o per elaborare nuove forme di società.
Ma da sempre l’uomo, fin dalla sua creazione e ancora prima dell’invenzione della scrittura, si è preoccupato di lasciare ai posteri quanto ha saputo elaborare e conquistare a livello umano, scientifico e sociale. Questa voglia di trasmettere è stata tramandata da padre in figlio ma anche e soprattutto da maestro a discepolo. Il discepolo è colui che fa da serbatoio a quanto la sapienza del professore ha saputo trasmettere, come un bicchiere che conserva ciò che vi si mesce dentro.

Ovviamente la differenza tra un bicchiere e un discepolo è enorme perché il bicchiere lascia inalterato il contenuto mentre il discepolo elabora le cose che incamera, le trasmette con entusiasmo, ne comunica la veridicità, ne dimostra sulla propria pelle la fattibilità, e così facendo diventa anche lui maestro.
La trasmissione da maestro a discepolo è un segno di evoluzione continua, un ripetersi nei secoli, fino all’invenzione della scrittura che ha cambiato e aiutato molto questa comunicazione.
Con la scrittura il compito del maestro si è arricchito, potendo egli non solo comunicare verbalmente il proprio sapere ma anche avendo la possibilità di affidare i suoi scritti ai discepoli che a loro volta potranno diffonderne i contenuti.

TIME De GasperiNell’ambito politico cattolico l’associazionismo cristiano ha contribuito a formare maestri di politica e di vita come Aldo Moro, Benigno Zaccagnini, Amintore Fanfani, Vittorio Bachelet, Giorgio La Pira, Alcide De Gasperi, Don Luigi Sturzo, Giuseppe Dossetti e anche l’Università Cattolica ha formato eccellenti politici come Giulio Andreotti, ma stranamente, i discepoli di detti maestri si sono poco preoccupati di scrivere e ancor meno di tramandare gli insegnamenti ricevuti.

Azione CattolicaNemmeno l’Azione Cattolica attraverso gli assistenti ecclesiastici ha saputo continuare gli insegnamenti degli illustri maestri di cui sopra. Il risultato è stato un progressivo annacquamento e abbandono degli ideali e degli Sturzoinsegnamenti di tutte quelle grandi personalità politiche di ispirazione cattolica come De Gasperi, Moro e tutti gli altri menzionati, e la dimostrazione di ciò si ebbe quando i dirigenti della Democrazia Cristiana cominciarono ad inserire nelle liste candidati di discussa moralità.

Quando, per mantenere, le poltrone di governo i democristiani hanno fatto di tutto, anche accordi con forze politiche laiche e lontane dai loro principi cristiani ispiratori, divenne chiaro che gli insegnamenti dei grandi cattolici politici erano stati dimenticati e la Chiesa, purtroppo, non ha fatto quanto era nelle sue possibilità per bloccare la deriva laicista e i comportamenti moralmente discutibili.
I discepoli di cotanti maestri sono rimasti in silenzio.

DCÈ vero, la democrazia e il sistema politico non sono stati capaci di rigenerarsi, ma anche la chiesa, che con i suoi principi aveva formato quei Maestri, ha considerato la politica un mondo di cui, forse, non necessitava occuparsene.

Andando indietro nel tempo, Grandi Maestri come San Giovanni Crisostomo, Sant’Ambrogio, San Tommaso Moro, Santa Caterina da Siena hanno dimostrato che la politica non necessariamente deve essere sporca, e hanno avuto la capacità di bacchettare, ma anche di confortare e guidare quelli (anche re e governanti) che volevano sconfinare.

Comizio di De GasperiL’Azione Cattolica ormai da tempo ha concluso il suo ruolo e anche gli altri movimenti sono stati assorbiti dalla voglia di dividersi e di andare appresso alle poltrone; si sente l’assenza di un grande come padre Puglisi capace di lottare fino all’estremo sacrificio contro il malaffare e la mafia. E anche centri importanti come l’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe”, di Palermo, non hanno avuto quello sviluppo che avrebbero dovuto avere perché non aiutati, incoraggiati, e sorretti.

Oggi il Papa ci esorta ad essere cattolici prima di essere politici, ma allora servono bravi Assistenti Ecclesiastici, incoraggiati e sostenuti dai Vescovi affinché i principi inderogabili della Dottrina Sociale della Chiesa non vengano calpestati, e la politica, nelle sue variegate forme, non usi il termine CATTOLICO o CRISTIANO per interesse di parte o personale.

Non è mai troppo tardi per iniziare un cammino che riporti i cattolici all’impegno per ridare dignità e rispettabilità alla Politica. Vescovi e Sacerdoti insieme alle associazioni e ai movimenti, possono e devono svolgere un importante missione per sconfiggere l'assenteismo, il disimpegno e l’indifferenza. Solo così la Politica e la Democrazia potranno riacquistare quella funzione regolatrice della società fondata sui principi della solidarietà, della giustizia sociale e della partecipazione.

Angelo Rocca
10 gennaio 2013

P.S
. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante articolo, intriso di valori cristiani, di Angelo Rocca. Nato a San Mauro Castelverde, dopo la Maturità Classica ha frequentato per 2 anni la facoltà di Economia e Commercio alla Cattolica di Milano per poi continuare a Palermo.
Ha svolto la sua attività lavorativa da funzionario, prima dell'ex INAM e poi della Regione - Assessorato Sanità, fino alla pensione. Appassionato di politica, tesserato della democrazia Cristiana fino al suo scioglimento ha portato avanti i valori di quel partito attraverso la realizzazione di Mostre e conferenze su temi specifici del sociale. Oggi fa volontariato presso l'università della terza età dove insegna informatica e organizza forum su temi politici.
Benvenuto su PoliticaPrima e buon lavoro.

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16 commenti:

  1. Indubbiamente il parere e la visione politica di un cattolico che ha vissuto la politica dentro la Democrazia Cristiana, in questo periodo in cui i cattolici non hanno più un punto di riferimento politico, rappresenta qualcosa di interessnte ma anche di anacronistico, senza dare un senso negativo a questo aggettivo. Praticamente si tratta di una visione ormai storicizzata e non più attuale. L'idea è quella che la Chiesa, i vescovi e i loro delegati debbano considerare la politica come cosa appartenente a loro, come emanazione della loro dottrina sociale e come asserzione di verità.
    La conseguenza di una simile visione è che gli avversari politici vengono considerati come le forze e le divisioni della menzogna contro la verità, per le quali vale il motto che campeggia sul frontespizio dell'Osservatore Romano, e cioè : "Non praevalebunt", chiara derivazione dalla famosa frase che Gesù disse a Simone: "Io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi NON PREVARRANNO contro di essa.
    Una simile percezione della politica e dell'imperativo morale per la Chiesa di immischiarsi in queste faccende terrene, se nell'immediato dopoguerra ha avuto un senso, cioè quello di contrastare l'avvento del comunismo in Italia, pericolo reale, come sappiamo, adesso, dopo più di mezzo secolo, dopo che la guerra fredda è finita e il regime comunista sovietico è crollato, non c'è motivo che continui ancora ad avere tante ragioni di esistere. Ormai i tempi sono cambiati, il popolo, dopo l'iniziale sbandamento del dopoguerra a sua volta derivato da 20 anni di fascismo, ha man mano consolidato le sue scelte in fatto di politica, di religione e di etica.
    Ormai possiamo dire che il popolo italiano è abbondantemente maggiorenne e quindi non ha bisogno nè della Chiesa, ma neanche dell'ideologia comunista che che gli suggeriscano come stare in politica.
    Se poi la Chiesa non è molto soddisfatta della eccessiva laicizzazione del popolo italiano, potrebbe cominciare a fare qualche riflessione sul perchè si sia giunti a questo punto e sulle responsabilità addebitabili alla stessa Chiesa.

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    1. Dire che la visione politica di un cattolico è una visione ormai storicizzata e non più attuale, mi sembra giustificare il lassismo di oggi dove tutto è permesso in nome della libertà, che libertà non è perché la mia libertà finisce dove comincia quella dell'altro e la dottrina sociale della Chiesa questo insegna. Proprio oggi serve imbrigliare questo lassismo in valori non negoziabili che solo una buona formazione e responsabilità può arginare e chi se non il VANGELO TRAMITE LA CHIESA PUò DARCI.
      Il popolo è una massa che ha bisogno di una Luce, di un orizzonte, di uno scopo e se tutto questo non lo porta la CHIESA con i suoi valori di libertà predicata da Cristo nel suo Vangelo ci sarà altra ideologia ad impossessarsi della massa del popolo.

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  2. il tentativo di mettere in sesto qualcosa di simile a Palermo lo ha fatto per le regionali padre Lupo con il suo Unanimi e partecipi, e invece di perseguire un progetto di formazione a medio e lungo termine, ha tentato in tutti i modi di entrare nell'agone politico, con il risultato di ripicche tra i componenti, e una candidatura del presidente del movimento di cui non si è accorto quasi nessuno. qualcuno dimentica che i cattolici sono anche cittadini, e pertanto hanno il diritto dovere di portare dentro la società il loro apporto forti della loro esperienza di fede e di comunità. " voi siete nel mondo,non siete del mondo, ma siete per il mondo" così Paolo VI parafrasando il detto evangelico, ci ha lasciato nei suoi insegnamenti, stigmatizzando che la politica è la più alta forma di carità. Per far questo occorre creare nuove schiere sullo stile araldi della fede che al tuo cenno alla tua voce un esercito all'altar!come cantava l'azione cattolica nel ventennio al Pontefice? no occorre formare coscienze, perchè abbiano a rendere testimonianza della speranza che è in essi, come Pietro ci invita nella sua lettera. e l'attenzione al prossimo non è una partita che si risolve stando a dx o a sx, perchè sia a dx che a sx ci sta sempre il volto di Dio che è in ogni uomo. E questa deve essere la via maestra per un cattolico che fa politica, indipendentemente dalla collocazione partitica, senza per questo sentirsi depositario delle uniche verità, la verità tutta intera la conosceremo nella vita eterna, in questo mondo è dato di cercarla e non sta tutta in Vaticano o nella più piccola sacrestia della più sperduta chiesa. Per cui personalmente rifuggo da tentativi di forme organizzate o da riorgsnizzare per ribadire la presenza dei cattolici in politica in forma partitica. Anche perchè per far questo occorrerebbero laici di grande autorevolezza e testimonianza che allo stato non ci sono, ancor prima di vescovi e preti disponibili e capaci.

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    1. Caro Enzo meno male che non tutti la pensano come te.
      Sai spiegarmi perchè i cattolici che dici tu a dx e a sx hanno fatto prevalere il laicismo sfrenato che ha costruito una politica falsa e menzognera vivendo due vite separate in chiesa battendosi il petto e fuori adeguandosi e giustificando tutte le nefandezze contro i valori del Vangelo? L'etica, la moralità è stata calpestata proprio dai cattolici per questo tuo separare la politica dalla fede, e oggi il Papa è stato costretto a indire l'anno della fede affinché i suoi araldi possano dare fiducia alla gente. Hai citato Padre Lupo, magari ce ne fossero di Padri Lupo che da anni sprona i suoi parrocchiani a tenere alta la candela della fede contro le menzogne dei falsi Cristiani.

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    2. il laicismo si sfrena quando vi sono cattivi testimoni e non perchè vi è un partito dei cattolici che lo frena. poi io non ho mai detto che bisogna separare politica e fede,ritengo semmai superata l'idea di un partito dei cattolici in quanto tale, soprattutto se lo stesso dovesse fondarsi su principi etici e basta. il Vangelo non è strumento etico, ma messaggio di misericordia e conoscenza del Padre attraverso il Figlio. e questo te lo dico da nutricato a pane e democrazia cristiana di cui sono stato attivista, vice segretario di sezione, consigliere di quartiere, candidato alle comunale, dirigente provinciale, attività parallela a quella ecclesiale da chierichetto ad animatore di oratorio, a catechista, a capo coro, e ancora oggi preoccupato di indicare qualche riflessione ai ragazzi che scelgono di sposarsi. L'Anno della fede il Pontefice non lo indice per una nuova crociata, ma per richiamarci tutti all'importanza della fede, a 50 anni di un concilio che è post a quegli araldi cui si accenna. fare paragoni sull'impegno dei sacerdoti per le comunità loro affidate è cosa antipatica e fuori luogo. Io sono stato educato nella fede a guardare più al travo del mio occhio che alla pagliuzza dell'occhio del fratello, fratello che per quanto mi riguarda è l'uomo nella sua interezza ontologica e senza distinzione di fede e di idee. del resto Gesù Cristo ad esempio di carità indicò un pagano per quell'epoca: il samaritano. il più grande dialogo sulla fede lo fece con un'altra persona poco male: la samaritana convivente e sei volte sposata, e il primo santo da lui stesso canonizzato è un ladrone. e dovrei preoccuparmi di fare un partito confessionale per imporre la mia etica senza la misericordia del Padre? finirebbe per garantirmi spazi di potere per scontare imu, lucrare contributi, e sistemare figli e nipoti. Preferisco una composizione di fiori, ad un mazzo di sole rose.

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  3. Quanti ricordi mi fa venire in mente Angelo Rocca: l’Azione Cattolica, che io frequentai in tutti i suoi gradi: da “Aspirante” a “Juniores”, quindi presidente della GIAC con Mons. Pizzo, Asssistente per l’Azione Cattolica e per decenni Parroco del mio paese, Belmonte Mezzagno. E quando ero piccolino feci anche il chierichetto; anche là feci carriera, diventai vice Delegato dei chierichetti, la Delegata era una donna, una signorina anche lei, da molto tempo, in quell’incarico.
    Era una ottima palestra l’Azione Cattolica per poi passare nella Democrazia Cristiana e continuare in quel partito l’attività politica. Era quasi una strada obbligata per chi, come me, aveva avuto la fortuna di studiare.
    Una strada basata su valori autenticamente cristiani:la dottrina sociale cristiana della Chiesa. Questa fu anche la strada percorsa dai vecchi statisti democristiani ricordati sopra nell’articolo da Scalfaro ad Andreotti,da Fanfani a Moro. Allora, come ricorda Angelo Rocca, c’erano gli Assistenti Ecclesiastici che preparavano i futuri dirigenti, si era nel dopoguerra e c’era una Italia da ricostruire.
    Nasceva la repubblica, però c’era sempre il fantasma della guerra, il riarmo da una lato, e la guerra fredda dall’altro, la divisione del mondo in due blocchi. Dovettero passare cinquanta anni, prima che un altro sconquasso non colpisse l’Italia: tangentopoli e da allora si passò alla cosiddetta seconda repubblica.
    E con tangentopoli ci scoprimmo tutti ricchi ed anche la chiesa ebbe, con la ricchezza, anche i suoi guai, con la Banca Vaticana del cardinale Marcinkus, le violenze dei preti sui minori, i lussi sfrenati. Credo che la Chiesa, come del resto anche lo Stato dimenticarono il dovere principale che ognuno aveva, per la propria parte. Per lo stato era quello di offrire servizi ai cittadini in modo da garantire una civile convivenza, mentre la Chiesa aveva il compito di stare dalla parte dei poveri, dalla parte degi ammalati, di chi ha bisogno. "Ama il prossimo tuo come te stesso" mi insgnarono che è il primo comandamento. Nè abbiamo parlato giorni fa su questo blog, i politici hanno pensato solo alle loro tasche, e la Chiesa, allo stesso modo, ha pensato a chiedere aiuti allo stato italiano, avere sconti sull’IMU, etc. Si ritorni alle origini e la Chiesa torni ad essere povera tra poveri, come ricordava il cardinale Carlo Maria Martini, sei mesi fa, poco prima di morire.
    Solo allora possiamo parlare di cattolici in politica.

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  4. Grazie di questo tuo intervento,e voglio aggiungere che un filosofo che non ricordo il nome disse << Homo homini lupus>> il che vuol dire che i cattolici senza retine danno ragione a questo filosofo, io non dico che i preti devo scendere in politica, ma che devono mettere delle briglie ai cattolici affinché la Dottrina sociale della Chiesa non sia uno scritto da tenere in libreria ma uno stile di vita. Oggi non c'è da giustificare ma serve frenare riportando i valori del VANGELO nella Società.

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  5. E sì, tra un bicchiere e un discepolo c'è una grande differenza, ma tutti e due, per molti versi, sono il frutto di una "creazione artigianale".
    Dio stesso fu artigiano nel formare l'uomo, forgiando la creta con le sue mani e soffiandogli l'anima nelle narici....la sua anima: ricca di saperi e di amore; perchè quella creatura divenisse a sua volta "artigiano" nel mondo a cui era destinato!
    L'artigiano tocca, plasma, anima con la sua passione, oltre che con la sua arte.
    Sembrerà esagerato ciò che dico, ma l'insegnante se non si sente un pò operaio e un pò artista non può "formare" niente.
    Ci vuole molto cuore, oltre che molta arte per fare un'opera completa!
    Molto cuore: è un dono!
    Molta arte: anni e anni di studio, senza mai fermarsi....neanche quando si va in pensione.
    Perchè si resta insegnanti sempre, anche quando "ti mandano a casa"!
    Dio si rese responsabile dell'opera compiuta, l'insegnante dovrebbe sentirsi responsabile allo stesso modo: ad imitazione di quel maestro primo che lo rese persona!
    Con cura, con riguardo, con impegno!
    E' troppo? No, non lo è!
    I rischi sono tanti! Bisogna stare sempre all'erta!
    Loro ti guardano, ti misurano, ti giudicano!
    E, cosa non da poco, tendono ad imitarti, soprattutto se ti scelgono come figura di "riferimento": nel parlare, negli atteggiamenti e persino nel modo di vestire.
    E' un lavoro difficile e delicato! Quanta responsabilità!
    Il tempo passa, gli alunni se ne vanno, ma tu non li dimentichi, nè loro dimenticano te!
    Il tuo passaggio nelle loro vite è....per sempre! Come il loro nella tua!
    La DC, i grandi padri della democrazia! Le scuole cattoliche! Sicuramente, almeno quelle di allora, le migliori!
    Scuole di morale, discutibile quanto vogliamo e per moltissimi aspetti- anche fortunatamente- superata dal tempo. Ma scuole ricche di saperi: sicuramente formative! Dove ci si chiedeva il senso dell'esserci, dove si scoprivano le inclinazioni per le scelte future, di studio e di vita; anche nel confronto con le nascenti ideologie social-comuniste.
    Molti "compagni" sono usciti dalle scuole cattoliche.
    Io stessa sono stata in collegio dalle Paoline fino alla licenza liceale: una vita!
    Ricordo quante gliene ho fatte passare a quelle poverette con le mie continue "invocazioni" filosofiche: si confondevano, ribattevano indignate, minacciavano di chiamare i miei genitori....!
    Ma come dimenticare ciò che di molto buono, almeno nel ricordo di oggi, mi hanno dato: sane, dolci, fresche donzelle di Dio!



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    1. Come vedi Fausta Le vie del signore sono infinite,in te non ha voluto una integralista, ma immettere dei valori che ancora oggi apprezzi. Oggi la società si è imbrigliata in un laicismo permissivo che se due fanno qualcosa questa non viene criticata ma presa per esempio, anche se porta male. Oggi si uccide con facilità donne e bambini e nei tribunali si mitiga la colpa dando la colpa alle vittime, nella politica si giustifica dicendo che bisogna recuperare queste persone, e intanto si lascia serpeggiare l'idea che si può uccidere che non è cosa grave ma malattia da guarire. Questo si insegna oggi tramite i media e i nuovi mezzi di comunicazione e nessuno fa niente per recuperare quei valori di cui ti pregi di avere imparato nelle scuole cattoliche.

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  6. Quello che i genitori sono per la trasmissione nel futuro della vita biologica, il maestro e il discepolo lo sono per quella intellettuale e spirituale.
    Oggi sono in crisi i primi ed i secondi; ciò viene dimostrato dal calo delle nascite (nell'Occidente intendo)da un lato, e da quello degli studi umanistici (nelle scuole) e spirituali (nei seminari religiosi) dall'altro.
    Attenzione! I maestri continuano ad esserci. Ad esempio in ambito Cattolico sono sicuramente dei Maestri papa Benedetto XVI, Cardinale Martini, Cardinale Scola, Cardinale Ravasi, Il Priore della Comunità di Bosè Bianchi, il gesuita Bartolomeo Sorge, etc...
    Ma i discepoli non ci sono più, o meglio, sono sempre di meno ed apatici o scettici, insomma quei pochi fanno o gli ipercritici o i liberi pensatori in proprio.
    La vita, biologica e spirituale non si trasmette quasi più. Si preferisce vivere subito la propria, metterla in mostra,per guadagnarci notorietà, denaro e magari potere.
    Questo male affligge la politica come la religione, la famiglia come la società, la scuola come la cultura.
    Causa di ciò? L'affermazione della società mediatica ed informatica.Dunque, la voglia di apparire in TV (protagonismo)e ritenere di essere detentori del "sapere" perchè su Internet raccolgo qualunque informazione desiderata o utile, e quindi si ritiene che chi sà è potente (presunzione illusoria di sapere "veramente").
    Dunque, i mediocri e la loro ignoranza sono al potere sui "liberi, ma deboli". I danni sono sotto gli occhi di tutti noi.
    Occorre un'inversione immediata e radicale di questa tendenza. I leaders ci sono, ma non vengono riconosciuti, vengono odiati e distrutti dalla massa degli individui perchè sono la misura vivente e materiale della mia ignoranza, quindi li ignoro, li discredito e li distruggo.

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    1. Bella sintesi solo che I maestri di oggi vogliono lasciare il loro pensiero, ma non la verifica tramite la loro vita. Oggi si predica bene ma si razzola male.
      Il professore Savagnone sforna libri sul Cattolicesimo in Politica, ma quando gli fu chiesto di vivere quel suo pensiero NON HA AVUTO IL CORAGGIO, anzi ha ostacolato chi lo ha fatto

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  7. E allora diciamola tutta la verità.
    Oggi i maestri non hanno discepoli, le loro aule sono deserte. E questo accade a partire dai primi maestri di vita dell'individuo, e cioè i genitori.
    I Maestri oggi non sono più a servizio della società e del loro futuro, ma di se stessi. Sono esseri vanitosi e vanagloriosi. Aspirano a primeggiare in autorevolezza e autoreferenza, ad essere sui giornali ed in TV.
    A quel punto fanno casta tra di loro per monetizzare il loro sapere facendo i consulenti o i portavoce dei potenti di riferimento.
    Oggi i maestri, quasi tutti, mentono etica e generosità che in realtà non hanno.
    Questo i discepoli, soprattutto i giovani, lo avvertono subito e non gli fanno sconti, e li mandano a quel paese in un battibaleno. E attendono che il corso naturale e biologico della vita che li tolga dai piedi. Soltanto dopo essi, i giovani discepoli, saranno disponibili a prendere in mano le redini del governo della società, redini che i vecchi (maestri e non) non hanno nessuna intenzione di mollare.

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  8. "Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio": a partire dalla non facile interpretazione del celeberrimo passo del vangelo di Matteo (22,21).
    Cosa dobbiamo a Cesare e che cosa a Dio?
    Il fondamento della religione sta nella persona e non nella politica. E' il modo di vivere di ognuno di noi che ci distingue.
    Il Papa e la Chiesa Cattolica e le religioni tutte devono dare gli indirizzi di fede che gli uomini dovrebbero seguire poi ognuno, nel proprio credo politico, dovrebbe unire le indicazioni della propria fede religiosa e di quella politica, una per tutte "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".
    Forse dobbiamo, dopo secoli, continuare a dibattere su potere temporale e potere spirituale?

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    1. non sul potere temporale e spirituale, ma sull'unità della persona, non si può separaare corpo e anima cosi non si può nella stessa persona separare la politica dalla religione

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    2. E' proprio questo che ho scritto, l'uomo porta in sè l'insegnamento religioso che guida la propria vita in tutte le sue manifistazioni.
      Il potere temporale e spirituale è riferito all'indicazione della Chiesa sul voto ad un politico o ad un partito. La Chiesa, tutte le religioni, scendano dal piedistallo e stiano in mezzo alla gente (cosa che alcuni, singolarmente, sacerdoti o rappresentanti di altre religioni fanno).

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  9. Il carisma che trasmette un maestro ai propri discepoli è forte sino a quando egli stesso è in vita e anche negli anni successivi alla sua morte. Sta poi a chi è erede del sapere, tenere vivo l’entusiasmo e diffonderne le idee.
    I grandi maestri della politica italiana di ispirazione cattolica hanno lavorato per il benessere materiale ed anche spirituale della società di allora. Con uno stile di vita sobrio si impegnavano a favore, non di se stessi ma della comunità.
    Molti uomini, del nostro tempo hanno iniziato la loro esperienza politica, facendosi forti degli insegnamenti di questi grandi maestri. Ma la sempre più forte smania di potere ha portato al progressivo allontanamento da quegli ideali trasmessi.
    Viviamo in un tempo dove i valori dell’amore della verità hanno lasciato il posto all’ostilità ed alla menzogna.
    Allora è giusto come dice il Papa essere cattolici prima che politici. E non è troppo tardi per ridare dignità e rispettabilità alla Politica”.
    Basta a pare mio cambiare i pensieri, la mentalità ed i comportamenti. Vivere un po’ più da cristiani significa anche un valore aggiunto per una società migliore e più giusta.

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