domenica 5 agosto 2012

DELUSIONE

Francesco-Gallo-Mazzeodi Francesco Gallo MazzeoVoglio dirlo subito: sento, un vento di delusione che via via diventa più forte, più avvertibile. Intanto lo sento in me, più che in altri, con cui non ne parlo.
E ne scrivo con dispiacere, non tanto per attribuire meriti e pagelle, che non ho nessun titolo per attribuire, quanto per iniziare un dibattito sul tempo, che è realmente forma delle cose:
Non vedo cose, cose concrete, che siano nel segno della discontinuità, della novità. Sento parole, anche belle, ma tutte coniugate al futuro e senza date precise, come se il presente fosse radioso oltre che afoso e ci fosse tempo per aspettare. Mentre, così non è, assolutamente. La prima impressione disarmante, avvilente, sono le erbacce, divenute ormai consistenti giardinetti alla palermitana, con contorno di escrementi e cartacce: non ne vedo nessuna riduzione vera, anche se qualcuno sarà pronto a dire il contrario. La spazzatura stanziale è sempre tanta, da tutte le parti e in questi giorni si sta accumulando anche quella che nei giorni più bui, è sempre stata portata via e solo il centro centro ne è parzialmente esente (e voglio dirlo, ma l’idea che in centro si operi in un modo e in tutto il resto in un altro, la trovo inaccettabile, da tutti i punti di vista).
La seconda è la segnaletica orizzontale e verticale, che continua ad essere, la prima fantasmatica e la seconda, sbilenca e penzolante, con un effetto ottico devastante, da città dell’ex terzo mondo e con reali rischi per l’incolumità dei pedoni e incertezza per gli automobilisti:non capisco perché non si provveda, visto che tutto il movimento urbano si svolge vorticosamente in superficie. La terza, lasciatemelo dire, è l’impressione, da depressione dei monumenti (e mi rallegro per gli interventi relativi a Piazza Politeama e Castelnuovo, che avevano raggiunto una sporcizia e un degrado, inaccettabili: ma tutto resta inutile, senza manutenzione e pulizia ordinaria e sorveglianza, visto che tutti gli amorazzi e le intemperanze alcoliche finiscono per imbattersi su di essi) che quando non sono recintati, sono res nullius e mi riferisco al Monumento ai Caduti, detto la “statua” che è talmente imbrattato da chiedere, subito, subito, una ripulita e una recinzione, che chiuda i cancelli a sera e notte, proclamando che quello è un simbolo di tutti noi e non un giardinetto da strapazzo. Costi di tutto questo? Non li conosco, ma se non si possono fare queste cose elementari, basilari, che senso ha fare proclami e progetti.
Che senso ha proclamarsi, turistici, monumentali, culturali, quando, anche le cose elementari devono aspettare e aspettare e di quelle grandi non se ne parla neanche. Potrei parlare dei centri di pronto soccorso degli ospedali, dove si salvano solo medici e infermieri, veramente eroici, in mezzo a degrado e confusione e mi piacerebbe sentire direttori sanitari e responsabili e sapere quante visite ispettive fanno, non già per sorvegliare e punire, ma per aiutare, dare decoro, professionalità. Non so quali siano i compiti del Comune in merito, ma il comune è interessato a questo o no! Basta saperlo, insieme a tutti gli altri oneri e incombenze del comune, nell’edilizia popolare per esempio, dove basta passare in macchina intorno allo Zen, per capire che tutto è agonizzante e non se ne interessa nessuno. L’elenco delle cose da fare (empiriche, episodiche, scollegate,… c’è dell’altro,… c’è ben altro, dirà qualche “sapiente”: non mi si diano lezioni di metodologia e neanche di politica, per favore, per cortesia) è lunghissimo. Quelli che ne hanno obbligo e responsabilità, facciano il loro elenco: ma subito. Dire e fare: fare e dire. Delusione: forte delusione. Il nostro ruolo individuale e quello collettivo, deve rafforzarsi ed estendersi, anche quello di questo blog.
Francesco Gallo Mazzeo
05 luglio 2012
Ps. Mi giunge notizia della morte di Renato Nicolini, inventore dell’estate romana, negli anni bui del terrorismo, all’età di 70 anni. Con lui scompare una pagina bella del secondo novecento, di quelle da imitare e copiare, senza vergogna. Ciao Renato!



8 commenti:

  1. Delusione esprime il prof. Gallo in questo, come sempre, pregevole articolo. Delusione per tutto ciò che è evidente e che questa città stenta a riconoscere e a cambiare. A cominciare dalle piccole cose che, spesso, sono lo specchio di un sistema che non va. E, purtroppo, chi arriva dopo i disastri, anche sull’onda dell’entusiasmo e della spinta popolare, con difficoltà riesce a percepire come urgenze, perché sommerso dal contingente e dalle emergenze croniche. È il fattore tempo che, invece, dovrebbe essere messo al primo posto. Bisogna stabilire, come dice bene Nino Bevilacqua sul GdS del 4 agosto 2012, “un tempo prefissato e obbligatorio per tutti i settori…, il tempo ha più valore del denaro… regole tassative per il tempo che è efficienza, in qualsiasi attività in maniera maniacale, un’opera deve essere realizzata nei tempi, un parere in ore, il fattore tempo viene prima dei costi nell’assegnazione degli appalti. Tutti i paesi in via di sviluppo mettono ai primi posti il fattore tempo”. Ma non è facile diffondere queste regole che sembrano elementari, anzi, è proprio su questo fattore che tutte le amministrazioni si sono perse. Il tempo come variabile indipendente. Il tempo che scorre non conta nulla. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dalla vergogna di Bellolampo, alla raccolta differenziata, e così via. Ma non serve adesso fare elenchi. Servono segnali. Urge sentire gli effetti del vento benefico cha ha investito Palermo. Leoluca Orlando, il sindaco che è del partito di “Palermo” (parole sue), faccia ciò che deve fare. Ci faccia sognare, ci dia quella speranza che ha solo bisogno di essere svegliata. Ecco, dice bene Gallo, “dire e fare, fare e dire”. Senza perdere tempo. Un esempio? Fare smontare immediatamente l’orrendo gazebo abusivo di via Malaspina. Uno schiaffo a ogni automobilista che deve effettuare una deviazione per superare questo incredibile manufatto costruito nella sede stradale. È poco? È banale? Forse. Ma sarebbe bellissimo iniziare a contare le cose fatte, piccole ma che si possono vedere, in attesa delle grandi che verranno. È pure vero, però, che il tempo passato dall’insediamento della nuova amministrazione cittadina è davvero poco. Aspettiamo ancora un po’, armiamoci di qualche mese di pazienza e poi, se non arriveranno i cambiamenti, rilanceremo l’allarme. E pure forte!

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  2. Caro professore, ultimamente non ho molta voglia di scrivere. E, tuttavia, talvolta gli stimoli che si ricevono sono talmente forti da indurre la nostra volontà a piegarsi ed a compiere ugualmente una cosa, quasi come si fosse necessità a farla.
    Ho letto il suo articolo e ne sono rimasto profondamente colpito. Stavolta non ne viene fuori l'immagine (che pure esiste ed è importante) del professore colto e, per certi versi, estroso e brillante. Viene fuori, a mio modesto avviso, il profilo dell'uomo. Di un uomo, per di più, in grado di dismettere la gradevolezza dell'ironia e la piacevolezza dell'eloquio forbito. Tutto ciò a vantaggio di una genuinità che lo rende assolutamente più vicino, credo, a tutti noi; a me certamente.
    Vi si legge lo sconforto di chi tante volte ha intrapreso battaglie; probabilmente alcune vinte e alcune perse. Ma che ha la sensazione di aver perso la guerra. Né d'altronde, potrebbe avvenire diversamente.
    Per chi vive in questa terra, vincere la guerra significa avere costretto il mondo ad invertire la sua rotta; cambiarlo radicalmente. Ed un uomo, da solo, non potrebbe mai farcela.
    Da questo ultimo suo scritto sul blog emerge la personalità forte e sensibile di un intellettuale che non cade preda degli "ismi" riduttivi, e che - per quanto deluso - ancora pone in essere tentativi, impegnando in essi la propria intelligenza, la propria ‘vis’ morale.
    Sento di dirle che mi sento molto vicino a lei, e che condivido quasi tutto di ciò che ha scritto.
    In particolare, anch'io, come lei, vorrei che questo blog, sul quale in tanti stiamo scommettendo, costituisse spunto ed occasione per compiere qualcosa di effettivamente concreto.
    Il rischio, notevole, consiste nel gratificarci del suono delle nostre parole o della lettura di esse. Per questo condivido soprattutto l'invito ad intraprendere almeno piccole azioni di un piccolo programma.
    Se non altro, non avremo costretto il nostro mondo cambierà rotta, ma potremo pervenire alla consapevolezza di aver dato un primo contributo. E chissà che il vero cambiamento non debba partire proprio da iniziative di questo tipo.
    Le sono sinceramente grato per le cose che ha scritto.

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  3. Gli interventi del prof. Gallo, sempre piacevoli e gentili, ci "costringono" a fermarci e a riflettere con severa pacatezza sui malesseri profondi della nostra città, atavici ed immobili, che si impongono alla nostra attenzione e, purtroppo, anche ai nostri sentimenti più intimi con immediatezza.
    Efficacissima è la sua tecnica di investigazione, mettere cioè sotto la lente di ingrandimento fatti "apparentemente" minori ma che, invece, dopo l'analisi risultano sorprendenti "pezzi di DNA etnoantropologico" di Palermo e dei palermitani.
    E quì, caro professore, purtroppo amaramente devo dirLe che dal risultato delle nostre ultime elezioni comunali dentro me avverto che la delusione iniziale adesso si è tramutata in una consapevole triste malinconia sulla svogliatezza e la incapacità di questa città e Isola a voler cambiare.
    La dico più semplicemente: "abbiamo gettato la spugna". Non per vigliaccheria o per stanchezza, ma invece, come per gli allenatori dei pugili sul ring, per "constatata inferiorità tecnica", direi civica, dei nostri rappresentanti.
    E, scusate se ci vado giù ancor più di brutto, come nel pugilato, se il pugile è talmente scarso che si sospende l'incontro, la colpa ed i fallimento sono di tutti, anche dell'allenatore (i dirigenti politici) e della società sportiva (elettorato).
    La prova di quanto sopra la rinvengo nel "commissariamento" delle nostre istituzioni: al Comune prima di Orlando ma che lo stesso ritiene possa tornare per default perchè non si immaginava che i conti fossero così scassati; alla Regione, dove Monti ha dovuto minacciarlo per far dimettere Lombardo, ma che non è escluso che possa davvero arrivare perchè i "politici" non sono uomini d'onore, non hanno mantenuto la parola data a Monti di fare le riforme entro il 31 luglio ormai trascorso.
    D'altra parte, la stessa politica nazionale è commissariata da Monti, e l'Italia è commissariata dall'Europa. Forse, da qualche giorno perfino e fianalmente la stessa Germania sta per essere commissariata dalla BCE di Draghi.
    Mi scusi prof., l'ho gettata ancora una volta in politica. Ma è più forte di me. Mi hanno insegnato ed ho provato che se le cose nel mondo stanno in un modo poiuttosto che in un altro, non è un caso. Niente avviene per caso. Tutto è voluto.
    Dobbiamo uscirne, ne sono convinto, anch'io voglio dare il mio contributo. Ma cadono le braccia quando ci troviamo a vivere in questi giorni, e forse ancora per un mese, sotto le nubi della diossina dell'incendio della discarica di Bellolampo. Una cosa del genere non è accaduta mai in nessuna città. E' dolosa. E' gravissima e pericolosissima. Lo sappiamo tutti. Che fà la popolazione? Niente. E se non si protesta quando "alcuni" hanno deciso di avvelenare te e la tua famiglia, ma quando lo vogliamo fare?

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  4. Esimio prof Gallo, è vero ciò che Lei denuncia, ma ricordiamoci sempre che siamo a Palermo dove ci vivono i palermitani, cosa di non poco conto.
    Orlando ha fatto tanti proclami e forse realizzazioni quasi nulla, però ha provato qualcosa che potrebbe cominciare a far diventare questa città un po più civile, ha tentato di pedonalizzare Mondello, penso abbia letto cosa è successo, un putiferio tutti i commercianti in piazza per non parlare degli abitanti, contestualmente ha provato a pedonalizzare il quartiere dell’Arenella, in questo quartiere ancora peggio tantè che ha dovuto sospendere l’ordinanza sindacale.
    A cosa servirebbe pedonalizzare alcuni punti critici della città, sicuramente a riappropriarsi da parte dei cittadini di spazi destinati solo ad auto e vivere con maggiore decoro (vedi via P.pe di belmonte), ma forse non ci siamo abituati.
    Adesso, per la felicità del nostro amico Vullo, l’assessore a ville e giardini sta recuperando degli spazi di terreni abbandonati per destinarli ad associazioni che ne prendono cura e coltivino l’orto, per poi i frutti destinarli a cittadini bisognosi, ma riusciremo Noi Palermitani a proseguire in queste piccole ma importantissime cose che questa Amministrazione sta tentando di fare?
    Io mi auguro che insista in quello che ha pensato di buono per questa città, certamente non condivido questa marcia indietro sulla pedonalizzazione di questi quartieri, ma voglio essere fiducioso e sperare che poco per volta riesca a farci capire che una città è vivibile quando i cittadini amano la propria città e ne prendono cura per quel po che ognuno di noi può fare, diversamente non ci saranno Sindaci di nessun genere che riusciranno in un’impresa così ardua.

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  5. Preg.mo prof., sarà per il caldo torrido e per l'afa che mi toglie il respiro.... mi sento svuotato da ogni energia.
    Il suo articolo mi istilla forza per dirle che ho apprezzato l'analisi che serenamente fa della triste estate palermitana. Personalmente sono profondamente preoccupato e deluso di questo compassato inizio della tanto decantata rivoluzione palermitana. Saluti
    Felice Ajello

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  6. L’afa è tanta, ma la delusione, la disillusione, il pessimismo che gronda da quanto abbiamo scritto tutti noi sull’argomento mi da la forza per voler aggiungere ancora qualcosa.

    Ad Orlando, come per Napoleone, dobbiamo dare i fatidici 100 giorni (scadono il 23 agosto p.v.) per trarre il primo bilancio provvisorio della sua nuova sindacatura che poi, fatalmente, sarà , in qualche modo, l’anticipazione del giudizio finale sul suo mandato.

    Spiace dirlo, ma già la “sentenza” è data. Prossimi alla scadenza, infatti, per strada ci sono più rifiuti di prima. La discarica di Bellolampo è stata incendiata dolosamente, e tutta la città è aggredita dalla nube tossica di benzene e diossina. Le autorità non danno informazioni decenti su questo. Il movente si sospetta che sia da collegare al rischio del licenziamento di circa 600 precari dell’AMIA, oppure all’ escamotage di creare nuovo spazio per lo smaltimento futuro dei rifiuti , considerato che questa vasca, la quinta, è l’ultima e non ci sono alternative immediate, né i famosi inceneritori. L’unica possibilità è versarli nelle discariche private a Trapani, quindi da pagare profumatamennte.

    Hai visto mai che sia attendibile l’equazione: Trapani = Matteo Messina Denaro = Capo della mafia = smantellamento PM e Carabinieri di Palermo sulle sue traccie = incendio doloso di Bellolampo = conferimento rifiuti di Palermo e altri 20 comuni in discariche private trapanesi a pagamento?

    A questo aggiungiamo la rivolta vittoriosa dei palermitani contro le limitazioni al traffico e la pedonalizzazione di aree di pregio urbano, e gli elementi per una “sentenza” perentoria ci sono tutti.

    In questi giorni tutti siamo con un fazzoletto in mano, e con questo ci dobbiamo fare “tutto”: asciugarci la fronte per il sudore per l’afa, le lacrime per un sindaco che non riesce a pedonalizzare neppure un vicolo, il naso per la puzza dei rifiuti, la faccia per la diossina ed il benzene. Non ci rimane che sventolarlo in alto come “resa incondizionata” verso questa “terra matrigna”.

    Se poi ci rammentiamo che fra due mesi dobbiamo andare a votare per le regionali, allora temo che rischiamo di passare o al lenzuolo, o agli insulti o alla valigia. Chi vivrà , vedrà!

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  7. Grazie a tutti per avermi letto con attenzione, con benevolenza, con amicizia. E' vero la delusione è crescente in tutti i sensi e non vedo segni positivi.Oggi ho preso un autobus, dopo avere atteso per un certo tempo, che mi e'sembrato eterno e ho guardato la pensilina: ma che schifo, tutta sporca, arrugginita,con fili penzolanti e nessuna capacità di fare ombra e penso nessuna capacità di riparare dall'acqua, d'inverno.Mi sembra che non andiamo da nessuna parte e vedo che il numero dei riciclati aumenta, ad attualizzare una sorta di antropologia del potere, trasversale e sempre col potere. Un piccolo tocco metodologico.Si possono fare le cose eclatanti e quelle minute, insieme. Si possono fare solo quelle eclatanti. Si possono fare solo quelle minute:ma non bisogna confondersi, bisogna scegliere, altrimenti è sale sulle ferite.Mondello: sono d'accordo nel pedonalizzarla, ma non lo si può fare d'estate, quando la somma degli interessi "colpiti" si fa enorme, col rischio di fare boomerang: bisogna farla d'inverno, quando la resistenza è minore e c'è tutto il tempo per apprezzarne i vantaggi e eventualmente correggere gli errori, arrivando serenamente all'estate, con un risultato acquisito. La politica degli annunci escaduta, ma anche l'amministrazione che la imita è scaduta.FGM

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    1. GIUSEPPE ARENA14 agosto 2012 13:15

      Complimenti sempre puntuale e preciso. Dopo avere letto il Suo pensiero non posso essere che d'accordo su tutto.
      Ancora complimenti e grazie.

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