mercoledì 1 agosto 2012

GENERAZIONE PERDUTA. CHE FARE?

Copertina di Sette x blogdi Giangiuseppe Gattuso - Che messaggio si sente di dare a quei 30-40enni italiani che sono in grande difficoltà, a coloro che sono stati definiti la "generazione" perduta in termini di mancato inserimento nel mondo del lavoro?”
«Le risposte corrette l'Italia avrebbe dovuto darle dieci, venti anni fa, gestendo in modo diverso la politica e la politica economica, pensando di più al futuro e un po' meno all'immediato presente. Alcide De Gasperi diceva che il politico pensa alle prossime elezioni, mentre l'uomo di Stato pensa alle prossime generazioni. Lo sottoscrivo. Quindi la verità, purtroppo non bella da dire, è che messaggi di speranza - nel senso della trasformazione e del miglioramento del sistema - possono essere dati ai giovani che verranno tra qualche anno. Ma esiste un aspetto di "generazione perduta", purtroppo. Si può cercare di ridurre al minimo i danni, di trovare formule compensative di appoggio, ma più che attenuare il fenomeno con parole buone, credo che chi in qualche modo partecipa alle decisioni pubbliche debba guardare alla crudezza di questo fenomeno e dire: facciamo il possibile per limitare i danni alla "generazione perduta", ma soprattutto impegniamoci seriamente a non ripetere gli errori dei passato, a non crearne altre, di "generazioni perdute"».

Così chiude l’intervista esclusiva al magazine del Corriere della Sera “SETTE”, del 27 luglio 2012, il Presidente del Consiglio Mario Monti. Una lunga intervista confessione a tutto campo nella quale emerge l’uomo Monti, l’economista, il politico e, forse, lo statista. Non a caso, infatti, va ripetendo la frase di Alcide De Gasperi, riportata sopra, che fa intravedere nel personaggio un aspetto finora sconosciuto. Ma ciò che vogliamo sottolineare, se possibile, con accresciuta preoccupazione, sta tutto proprio nell’ultima risposta all’intervistatore. Monti, con sincera consapevolezza e senza nascondersi dietro l’abito della sua delicata e importante carica, afferma, sostanzialmente, la resa di fronte alla catastrofe che sta travolgendo la cosiddetta “generazione perduta”.

I figli di quest’Italia che ha distrutto il futuro di intere generazioni. Quei giovani, scolarizzati e ultra laureati, che vagano senza approdo e quando possono fuggono verso paesi più generosi, e i trenta quarantenni e oltre che, o non sono entrati mai nel mondo del lavoro, o ne sono usciti. Che cercano qualcosa che ormai non esiste più. Quell’apparato pubblico e parapubblico, di regioni comuni e province, delle società dell’universo statale, il mondo della scuola e dell’istruzione alta, e delle cosiddette “partecipate”. Niente da fare. Tutto occupato. Chiuso per overbooking, per eccesso di accessi. Anzi, da tutta questa galassia, c’è solo un flusso in uscita. Per pensionamenti, e, ancora peggio per esuberi, mobilità e licenziamenti!

E non va affatto meglio nel mercato del lavoro privato, nell’industria, nei servizi avanzati, nell’agricoltura e via dicendo. Insomma, anche volendo essere ottimisti, è una mezza tragedia. C’è in Italia una “generazione perduta”. Certificata da un governo d’emergenza, da una situazione politica ed economica ancora nel pieno della sua espressione.
“Si può cercare di ridurre i danni”, afferma Monti, a questa “generazione perduta” e fare il possibile per non crearne altre di “generazioni perdute”. Una dichiarazione cruda che non lascia adito a dubbi. Una analisi spietata che evidenzia tutta la gravità del “sistema Italia”. Un sistema che ha generato otto milioni di poveri e che, in questi anni, ha aggravato ulteriormente questo pericoloso fenomeno sociale.
E allora che fare? Dice ancora Monti. “Far funzionare meglio le nostre economie” e non “avere più paura di parlare di politiche contro le eccessive disuguaglianze e di fiscalità progressiva”.

Ma il tempo è arrivato. Siamo ben oltre questo confine. È superata la paura di “parlare”. Non è possibile aspettare ancora i cambiamenti di cui l’Italia ha urgente bisogno. In questo caso Monti dimostra la sua “timidezza” e il timore di agire, di fare male a quelli che detengono le leve del potere economico e politico del Paese. Questo governo, e ancora peggio, questa classe politica non hanno dimostrato di averne la volontà e l’impegno necessario.

I cittadini, i giovani, i disoccupati, la “generazione perduta”, dovranno fare ciò che non è stato fatto finora. Impegnarsi, con tutta la forza di cui sono capaci, con tutta la rabbia che richiede una situazione così grave, per determinare loro il cambiamento. Partecipare in prima persona, senza delegare nessuno, alla formazione di progetti politici, affrontando senza paura e senza sottovalutarsi chiunque si proponga per il governo del Paese e delle autonomie locali. Sicuri che questa volta tante ma tante facce nuove si ritroveranno in Parlamento e nelle sedi decisive.
E allora sarà un piacere! Oltre che una speranza.

Giangiuseppe-Gattuso  Giangiuseppe Gattuso
  01 agosto 2012

6 commenti:

  1. Monti sa come sono andate le cose economiche e politiche in Italia,e chi è stato e perchè. Anche lui è responsabile della situazione attuale perchè è stato per lunghi anni il consulente teorico ed operativo più corteggiato e ben remunerato di quelle persone.
    Perciò è stato creato Commissario straordinario di tutto il paese Italia. Sa che non c'è più "trippa per gatti". Non ci sono e non ci saranno mai più le risorse e la possibilità di indebitarsi senza limite per fare finta che tutto è sotto controllo.
    Che fare? Ce lo chiediamo tutti, ma è una falsa domanda perchè sappiamo bene che si può solo pagare i debiti e ridurre il nostro tenore di vita fino al livello sostenibile economicamente e accessibile a tutti.
    Quindi: decrescita e sobrietà.
    Gli italiani sono disponibili? All'estero non ci crede nessuno.

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  2. Che il mio grande amico Gianni Gattuso abbia raggiunto alti livelli di principi etici mi appaga e mi inorgoglisce di essere suo amico. La chiarezza, unita alla consapevolezza, della sua esposizione della situazione delle giovani genrazioni dovrebbe provocare un moto di ribellione in ciascuno di noi unito ad una sincera autocritica delle vecchie generazioni, quelle dei padri e dei nonni, cioè noi. Cosa abbiamo fatto in tutti questi anni? Abbiamo condiviso scelte scellerate di gente come come Berlusconi, Craxi, Andreotti, Lima, Lombardo? Se siamo stati ascari, galoppini o utili idioti, poco importa...diciamo basta! Perchè ogni limite è stato superato, quindi cerchiamo di riparare, nel nostro piccolo, prima che sia troppo tardi. Gianni parla di "generazione perduta"...sarebbe un ottimo titolo per un romanzo od un film, se non fosse che già esiste un vecchio film il cui titolo, gioventù bruciata, ricalca perfettamente l'articolo del nostro autore. Abbiamo saputo che il grande statista Lombardo finalmente si è tolto dai co...pardon dalle scatole ed abbiamo letto una lista di toto candidati: la loggia, cascio,miccichè, granata, crisafulli, crocetta, fava, musumeci. Di fronte a questi grandi uomini, verginelli immacolati, la figura di GIUSEPPE VITA ed il suo curriculum sono troppo piccini di fornte a cotanti statisti, difensori dell'autonomia, titolari di grandi progetti per il riscatto della nostra terra e per la valorizzazione dei nostri giovani soprattutto fautori della meritograzia e di un progetto industriale per la nostra terra. Leggeremo i loro programmi soprattutto dei maggiordomi di berlusconi e decideremo di quale morte dobbiamo morire, di assistenzialismo, clientelismo, parassitismo e di spread? Gianni...Sergio ma voi che dite cu miccichè, cascio, la loggia...si ci pò parrari?...

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  3. nunzio carrozza1 agosto 2012 21:37

    MITICO SIG GIANNI GATTUSO condivido in pieno tutto il suo discorso,anche perche' io faccio parte di quella generazione
    perduta.Ho lavorato per ventotto anni pagando sempre le tasse
    e non ho mai chiesto aiuto a nessuno.oggi che ho perso il lavoro per la crisi dell'automobile mi sento abbandonato dalle istituzioni e la rabbia che ho dentro e' indescrivibile.Devo dire pero'che ho avuto la fortuna di incontrare alla presidenza della regione una persona diversa da tutte le altre di nome GIANGIUSEPPE GATTUSO.
    Condivido in pieno il discorso di partecipare in prima persona alla formazione di progetti politici infatti mi sono candidato come consigliere v circoscrizione in una lista civica,ma non ha raggiunto lo sbarramento del 5%.
    Le persone che abbiamo perso il lavoro nel campo automobilistico siamo in tanti,qualcosa si potrebbe fare.
    saluti al mio grande amico GIANGIUSEPPE GATTUSO.aspetto risposta......

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  4. "Generazione perduta..." il concetto posto in evidenza da Gianni Gattuso riguarda la possibilità concreta che la generazione attuale in età da lavoro possa trovarsi nella condizione di non trovarlo mai e di vivere sostanzialmente un'esistenza priva di ciò che rende l'uomo veramente tale, e cioè un'occupazione che possa realizzare gli aspetti principali della sua personalità oltre che metterlo in condizione di disporre dei mezzi necessari per inserirsi dignitosamente nella società, realizzare un proprio gruppo familiare, avere dei figli e su di essi investire per integrare il proprio orizzonte filogenetico.
    Devo dire che le parole – icastiche, severe e autorevoli – del nostro direttore, hanno messo in crisi alcuni miei precedenti convincimenti, e ritengo giusto discuterne in questa sede.
    In effetti se un giovane non riesce a trovare la propria dimensione, sul piano lavorativo e non solo su quello ma anche su tutti quegli altri che in genere discendono da esso, entro i trent'anni almeno, la sua vita ne rimarrà probabilmente compromessa; immaginiamo allora quella, cui faceva riferimento Gattuso, dei quarantenni e oltre che ancora sono in attesa o addirittura sono già stati espulsi dal mondo del lavoro.
    Una generazione annullata, un assurdo salto sociale. E se la generazione non fosse soltanto una? E se da questa crisi la popolazione dei paesi cosiddetti civili si abituasse all'idea che con maggiore o minore periodicità, una o più generazioni possano e debbano immolarsi?
    Sembra quasi di ritrovarsi nella condizione di quelle antiche popolazioni tribali che secoli o millenni fa, ritenevano di dover compiere un sacrificio in termini di vite umane arbitrariamente scelte, come fatto che apotropaicamente consentisse a tutti gli altri, alla tribù, di vivere al sicuro la propria vita personale.
    Dobbiamo allora renderci conto che il consentire che anche soltanto una generazione possa perdersi significa cominciare a determinare quel micidiale ritorno ai tempi più bui dell'umanità.
    E allora, dice Gattuso, occorre "scompaginare" l'attuale realtà politica, culturale, economica e sociale. Scardinare il sistema attuale, smetterla di subire l'ipocrisia di Casini, la spudoratezza di Formigoni, l'ingenuità sospetta di Bersani, i deliri di Berlusconi e chi più ne ha più ne metta.
    E se noi non siamo più in grado di ristabilire l'ordine e il buon senso, se non sono capaci di farlo nemmeno i protagonisti negativi della generazione perduta, che allora lo faccia chi ne è capace, purché qualcuno lo faccia!
    E se dovesse essere l'unico ad essere in grado di farlo, che ben venga anche Grillo. Non si può infatti saltare una generazione... è contro l'ordine naturale delle cose! E, come dice un proverbio siciliano, "quello che viene, ci prendiamo”.

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  5. Il grosso problema delle "generazioni perdute" è stato esposto e allargato molto bene dal caro Giangiuseppe, per una migliore comprensione;nelle dichiarazioni di Monti c'è un sottofondo di inesorabilità seppure mitigata dalla speranza di non ricaderci, impegnandosi... Ma chi restituirà ai nostri giovani le certezze che hanno perduto e continuano a non trovare ?Chi opererà seriamente affinchè ,questa "generazione perduta" per l'incapacità dei governi passati e presenti ,riesca a ritrovare la possibilità di realizzarsi? Spessissimo li abbiamo accusati di non sapersi rimboccare le maniche e di adagiarsi nel "benessere" offerto dalla famiglia .E ben sia che, finchè la famiglia di questa "generazione perduta" potrà agevolarli saranno da ritenersi "fortunati" ...Ciò che è irreparabile è che i giovani della generazione futura non potranno godere di nessun appoggio neppure in quello delle famiglie ,perchè saranno formate da questa "generazione perduta" che non avrà nulla da offrire.Sembra un paradosso! Lasciamo però sempre le porte aperte alla speranza!(parlo col cuore di mamma...)

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  6. In questo articolo l’autore rappresenta al meglio il frutto delle cattive gestioni di governo. Infatti, da dopo la seconda guerra mondiale, dove la ricostruzione del paese è avvenuta grazie all’impegno di uomini di Stato (che hanno pensato alle generazioni future), poi c’è stato un susseguirsi di personaggi che a forza di pensare sempre alle tornate elettorali hanno portato il Paese a questo punto. Precariato, consulenze affidati ad esperti, incarichi a vario titolo e ben remunerati nei diversi settori del pubblico impiego, hanno reso forti questi uomini politici solo dal punto di vista elettorale. L’incapacità di governare con il passare degli anni ha portato l’Italia a questa profonda crisi. Crisi accresciuta oggi, anche dalla situazione europea.
    La cosa giusta dopo questo scempio, è quella che i cittadini, i giovani, i disoccupati partecipino in prima persona alla formazione di nuovi progetti da poter determinare un radicale cambiamento. Ma purtroppo i nostri giovani sono molto distratti. Lontani dalle dinamiche della politica, per colpa della politica stessa e dagli uomini che la esercitano. Questa “generazione perduta”, così graziosamente definita da Monti, ancora non si è resa conto della gravità della situazione e di conseguenza non riesce ad esternare quella rabbia di cui parla Gattuso. Allora a parer mio, è chi ha preso coscienza degli eventi, (che è la generazione prima di quella perduta, cioè noi) che deve incentivare, parlare, formare questi giovani, in modo che essi si rendano conto. E’ grazie alla comunicazione delle conoscenze e alla crescita culturale, che si può arrivare a rendere consapevole questa generazione.
    Allora si che si potrà pensare realmente ad un futuro migliore.

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