domenica 9 agosto 2026

L’ONORE SOTTO I PIEDI

di Torquato Cardilli - Manzoni, per descrivere la vigliaccheria di chi non osa mettersi contro il sopruso del potere, insegna che «il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare». La meschinità di questa metafora riferita ad un curato di campagna non può stupire più di tanto. Quando invece si parla di rappresentanti del popolo investiti di carica pubblica, allora le cose cambiano.

Per il grande pubblico, avvezzo alle sguaiataggini di certi politici, vorrei ricordare quanto scritto sulla pietra della nostra Costituzione. L’articolo 54 stabilisce che i cittadini con funzioni pubbliche devono svolgere i loro compiti con disciplina e onore e l’articolo 67 precisa che il parlamentare “rappresenta la nazione”, cioè che lavora per il bene di tutti e non solo del suo partito e di chi lo ha votato. Se si comporta come il curato di campagna non può nascondersi, perché ne va di mezzo proprio l’onore, parola che ha un senso persino fra i ladri, ma che pare sconosciuta dalla politica.

Sulla sua definizione si sono esercitati pensatori e scrittori, antichi e moderni, per convenire che si tratta della più importante virtù: non si può acquistare, ma si può perdere in una piccolissima frazione di tempo, come quella per esprimere un voto in Parlamento.
Francesco I, re di Francia, dopo la terribile disfatta di Pavia del 1525 scrisse alla madre Luisa di Savoia, “tutto è perduto fuorché l’onore”. Possono dire la stessa cosa i parlamentari di maggioranza dopo il loro voto che ha impedito alla Magistratura di fare completa luce sui traffici di un pregiudicato per mafia?
La Procura di Roma aveva chiesto l’autorizzazione ad esaminare le chat tra l’ex Sottosegretario alla Giustizia (avete capito bene Sottosegretario alla Giustizia, con delega sulle carceri e non un quisquam de populo qualunque), parlamentare di Fratelli d’Italia, di professione avvocato, con il pregiudicato ristoratore Carroccia.

La maggioranza ha voluto impedire che la giustizia potesse scoperchiare gli altarini profani di un parlamentare che si mette in società commerciale con un pregiudicato per la creazione di una attività di ristorazione.
Già è disonorevole per un parlamentare impegnarsi in una lucrosa attività commerciale, ma lo è ancora di più se il socio è un pregiudicato, attualmente in galera. Ma il colmo della ambiguità in questo rapporto insano è raggiunto dall’aver registrato l’atto notarile, non a Roma sede dell’attività commerciale, ma presso un notaio di Biella, noto feudo politico dell’ex Sottosegretario.

Basta? No. Ad allertare i sospetti su qualcosa di losco è il fatto che l’intestatario dell’impresa di ristorazione è la figlia, appena diciottenne, del pregiudicato. L’ex Sottosegretario non ha svelato come abbia conosciuto la pulzella, né si è domandato come abbia fatto una diciottenne senza lavoro a disporre del capitale iniziale e da quale fonte le sia pervenuto. Possibile che un Sottosegretario alla Giustizia, che da avvocato conosce il codice, con tutte le fonti di informazioni riservate a disposizione, non abbia fatto un’indagine preventiva sulla socia e la di lei famiglia?

Non se lo è domandato, come hanno scritto tutti i giornali, perché il suo amico pregiudicato Carroccia è una testa di legno del noto boss camorristico Senese. A provare l’intimità con il ristoratore pregiudicato circolano varie foto che lo ritraggono fianco a fianco anche alla presenza dello stato maggiore amministrativo del Ministero di Grazia e Giustizia in piena allegria per una cena di lavoro in bisteccheria. Il Sottosegretario ha fatto un passo avanti lasciandosi alle spalle le “cene eleganti” per dedicarsi alle “cene con pregiudicati”. Evoluzione della politica!
L’onore, in questa triste vicenda è stato calpestato non solo da Del Mastro, e dai deputati che lo hanno sottratto alla Magistratura, ma anche dal capo gruppo di Fratelli d’Italia che con un comizio alla Goebbels (per chi non lo sapesse è quello che aveva sulla manica la croce uncinata nazista) per giustificare il diniego alla Procura, ha sparato sulle istituzioni con plateali menzogne.

Torquato Cardilli
09 agosto 2026

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