di
Domenico Spatola - Non equivale automaticamente al migliore governo. Il "ventennio fascista" fu più lungo. Il tempo prolungato dice più responsabilità. Di quelle la Meloni avrebbe dovuto farsi carico. Ha avuto più tempo. Per fare che? Per la sua amicizia (da lei millantata unilateralmente) con Trump fu l'unica dell'Europa a presenziare alla corte del Tycoon al suo insediamento, da monarca assoluto, come poi si rivelò. Come Tajani, ministro degli esteri, fu l'unico europeo presente a inaugurare il "Borgo della Pace" con lo scopo di sostituire l'ONU, sotto il protettorato "sine die" di Trump. Nel suo ampolloso discorso, gridato in registro fortemente nasale, a Bari, la Meloni dimenticò di dire che le leggi approvate, compresa quella per modificare la Costituzione sulla giustizia e che le fu bocciata dal Referendum, era stata approvata in Parlamento a furia di maggioranza, senza che venisse accolta alcuna proposta o correttivo delle Opposizioni. La sua elezione, la Meloni la ritiene da Dio, perché "investitura del popolo sovrano". Va detto che anche le opposizioni possono vantare altrettanto ruolo. Le sue promesse elettorali, registrate mentre faceva benzina, sull'abolizione delle accise, come sono finite? Prevale la "ragion di Stato", come prevalsero le motivazioni per riportare in Libia il pluripregiudicato Almasri, ricercato dalla polizia di mezza Europa. Il governo italiano lo ricondusse, con volo di Stato, trionfalmente nella sua Terra. Gli investimenti in armi da acquistare da Trump, per l'obbligo imposto dal padrone americano, come anche i dazi supinamente indiscussi dall'Europa e subiti anche dall'Italia per l'amicizia con Trump. Che ne ottenne la Meloni? Il pubblico disprezzo da ripudio. Come va l'economia in Italia? A due velocità, sempre più distanti tra loro: quella dei ricchi e delle banche che ringraziano la Meloni per i profitti insperati, e mai tassati i loro spregiudicati guadagni. Se non fosse per la UE, saremmo come uno Stato sudamericano. E l'altra dei poveri che aspettano il turno negli ospedali alla "Godot", le scuole in attesa di manutenzione. La Legge elettorale che con affanno il Parlamento è costretto a votare senza contraddittorio, vuole essere l'alternativa alla legge del "Premierato" che alla Meloni preme e teme tuttavia che come impopolare le venga bocciata, perché deturpa la Costituzione. Il "caso Ranucci" fu risolto in tutta fretta, con le forze cammellate di La Russa, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia e della Lega. Poteva essere una voce pericolosa per le prossime elezioni. Intanto Vannacci, regalo della Lega, professa ostinato, il cambiamento di tutto, con la rivoluzione somigliante a un "colpo di Stato". L'esercito con lui avanza. "E lo stato di diritto?" ci chiediamo. "Per governare, meglio - è la risposta - quello della forza". Trump e i dittatori del momento orientano. Le dittature affermate con le estreme Destre (e domani in Sassonia il rischio di un loro avanzamento e controllo è più che elevato), si fanno più aggressive. Cosa chiedeva la plebe romana agli imperatori per lasciarsi governare? "Panem et circenses". "Pane e divertimento" erano lo specchietto per le allodole, a sottomettere le masse. Questo e altro, con la foga da solita "pasionaria" e timbro di voce leggermente nasale, ha gridato la Prémiere, ieri dal palco di Bari, ad una folla di fans, chiamati ad applaudire consensi più che a riflettere.
Frà Domenico Spatola
05 settembre 2026