giovedì 30 aprile 2026

IL GOVERNO E IL QUIRINALE

di Domenico Spatola - Il 30 aprile 1982 veniva trucidato, in una via centrale della vecchia Palermo, Pio La Torre. Non so se fosse solito celebrare il giorno del suo onomastico. Ma quel giorno moriva sotto i colpi di kalashnikov insieme a Rosario Di Salvo, il suo autista. Ora la strada di quel eccidio, vicino alla Caserma "Sole", gli è stata intitolata. 

L'evento affrettò l'arrivo a Palermo, come prefetto, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, per iniziare "i cento giorni" che lo separeranno dalla morte, avvenuta il 3 settembre successivo con la moglie Emanuela Setti Carraro e la scorta. Pio La Torre era stato promotore della legge che toglieva ai mafiosi i beni materiali, non legittimamente giustificabili. Era come toccare un filo scoperto ad altissima elettricità. Della stessa legge si avvantaggiò Falcone, che dieci anni dopo verrà trucidato con la moglie e la scorta sull’autostrada che collega Palermo con l’aeroporto, vicino Capaci. Oggi la mafia però si è scaltrita. Sono finiti i roboanti crimini e il loro lavoro si è fatto carsico. Ossia si opera nel silenzio, e la droga fluisce in grande quantità. Come fiume in piena.

Il caso Minetti, che ha investito ingenuamente anche il Quirinale, fa oggi riflettere su quale intesa tra il ministro Nordio e il presidente della Repubblica, che a febbraio ha firmato la grazia, perché la Minetti non scontasse la pena. Giorgia Meloni preferisce scagionare il suo Ministro della Giustizia. Accusa implicitamente di leggerezza Mattarella? La vicenda appare losca, a venirci dentro, con ambigue presenze come quella del compagno dell'imputata, e dei loro affari in Uruguay, che a nuova disamina, non appaiono limpidi. 
Nordio è chiamato a rispondere alle tante intemperanze a partire dal "caso Almasri". Il referendum, da lui voluto e sonoramente perduto, nonché la notizia della liceità da lui proposta della "modica mazzetta" validate a corrompere giudici e deputati. La stessa di quando si parla - è suo il paragone - della "modica quantità" per la droga. Strano che non abbia avuto ancora il pudore di dimettersi, nel rispetto del "buon governo", tanto millantato.

Mattarella vuole approfondimenti per sapere se la grazia concessa fosse legittima. Si è fidato di un ministro e di un governo che gli fa quadrato. Ma che appare "ventre molle" e criticabile dalle opposizioni. Se ne faccia una ragione, signor Nordio, non si renda facile bersaglio, troppe ne ha combinate e dette. Lasci quel posto con dignità. Glielo chiedono i tanti eroi che per l'onore dell'Italia hanno, come Pio La Torre, sacrificato la vita.

Frà Domenico Spatola
30 aprile 2026

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