mercoledì 3 giugno 2026

EUROPEI FATE PRESTO: MANCA SOLO LA GUERRA

di Giovanni Caianiello - Per anni ci hanno spiegato che per entrare nell'Unione Europea servivano stabilità, riforme, istituzioni solide, confini definiti e una lunga trafila di verifiche. Poi è arrivata l'Ucraina e abbiamo scoperto che forse non serviva nulla di tutto questo. Perché perdere decenni in negoziati quando si può accelerare tutto. Basta usare la formula “privilegiata.” E chi se ne frega se l'Ucraina è sotto legge marziale, ha territori occupati, elezioni sospese, partiti del parlamento messi in naftalina e problemi di corruzione nell’entourage di Zelensky, del quale tutto il mondo si è schifiato. Solo Bruxelles non se n’è ancora accorto. Però bisogna fare presto. Prestissimo, prima che finisca la guerra. Altrimenti tanto lavoro per nulla. Allora, da una parte l'Unione Europea afferma che Kyiv deve ancora rafforzare lo Stato di diritto, la giustizia e la lotta alla corruzione, democrazia, tutte cose ancora da inventare. Dall'altra ci spiega che è urgente aprirle le porte. Una specie di promozione a Gennaio e gli esami a Settembre con 100% di crediti CFU. Nel frattempo gli altri paesi, quelli dei Balcani, colpevoli di pace osservano zitti e muti. E anche se aspettano da anni e hanno fatto riforme, negoziati, concessioni e sacrifici. Tutti rimandati a Settembre, ma di un anno che verrà…forse.

Poi c’è il capolavoro della sicurezza. L’Europa che fino a ieri aveva vantava eserciti moderni, attrezzati così tanto da inviarli ovunque in giro per il pianeta, perchè capaci di costringere gli altri alla pace, oltre alla NATO, basi militari ovunque e deterrenza nucleare. Oggi invece, decide improvvisamente che potrebbe essere alla mercè persino del Burundi, tanto da dover spendere 450 miliardi in nuovi armamenti, altrimenti il continente rischia di essere conquistato entro martedì prossimo o se va bene tra un mese. Ma tra i leader europei, c’è chi la sa lunga e che quei 450 miliardi in armi non sono destinati agli scaffali dei magazzini militari, ma per essere messe in mano alla leva obbligatoria di cui vanno cianciando da mesi per farla digerire alle masse. Tanto i figli e i nipoti, carne da macello ce li mettono gli altri, cioè i fessi che pensano che la leva serve a educare i giovani.

Così madre Europa, continua ad apparecchiare una guerra, quella alla Russia portando tirando i fili del burattino di Kyiv, passato dall’intrattenitore per battesimi e matrimoni a buffone di corte della Von del Leyen. Tra un drone russo ricondizionato con lo scotch e uno deviato a turno su Polonia, Romania per far gridare gli utili citrulli: “Ha stato Putin ’, guerra a Putin con l’Ucraina in Europa e quindi guerra anche alla Cina, Corea e se va bene anche all’India, Pakistan e chissà quanti altri. E guerra sia, perché si sa, i russi sono il male assoluto, anzi nazisti per il giudizio presidenziale, ma non per quello papale, che dall’altra parte del Tevere invece tuonava: “L’Occidente è andato ad abbaiare alle porte di della Russia.” Come dare non dare ragione a Francesco, gli ameri-cani sono andati a latrare sul confine russo tentando di installarvi missili da puntare direttamente su Mosca?

E come non dare torto chi dava del nazista a chi, al contrario ha speso oltre 27 milioni di morti proprio per sconfiggerlo? Forse, sarebbe il caso di dichiararla davvero una guerra, ma non alla Russia, bensì a quelli molto più pericolosi e anziché portare l’Ucraina in Europa, portare Bruxelles in Ucraina!

Giovanni Caianiello
03 giugno 2026

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