di Torquato Cardilli - Questo Governo, ogni volta che viene beccato con le mani nella marmellata, tenta di giustificarsi arrampicandosi sugli specchi; ma le mani sono scivolose e quindi l’arrampicata finisce con una rovinosa caduta, caduta di stile, di credibilità, di rispetto della Costituzione che parla di disciplina ed onore. Mentire al Parlamento è un reato politico gravissimo che richiede, ad ogni latitudine democratica, le dimissioni del Ministro mentitore o dell’intero Governo. Ma il Parlamento italiano ha uno stomaco di ferro se ha ingoiato tante menzogne tra cui il rospo gigante di Ruby nipote di Mubarak per salvare Berlusconi.
Più recentemente il caso del generale libico torturatore e assassino el Masri è stato una dimostrazione abbastanza evidente di menzogne meschine e vergognose del Ministro della giustizia Nordio (scusante del mandato di cattura della CPI di 40 pagine redatto in inglese; scorrettezza della CPI che ha inviato il mandato di domenica; ricostruzione menzognera della tempistica; attribuzione della responsabilità alla Procura di Roma, mentre si trattava di responsabilità diretta e esclusiva del Ministro; decisione di spedire a Torino un aereo di Stato per prelevare al Masri dal carcere torinese e rimpatriarlo in Libia ancor prima che fosse conclusa l’istruttoria operativa; scarico di ogni responsabilità su Bartolozzi, capo di gabinetto di Nordio, prima difesa e poi silurata) e del Ministro dell’interno Piantedosi (secondo cui l’operazione non aveva nulla a che vedere con la correttezza o meno del mandato di cattura; che si è trattato di decisione politica di non attenersi alla richiesta della Corte per evitare ritorsioni libiche contro gli italiani in Libia).
La Storia si è vendicata con ironia e sberleffo contro i pusillanimi italiani: la magistratura libica si è dimostrata più rispettosa della Corte Penale Internazionale (pur non facendone parte) impartendo una lezione alle nostre Autorità per aver processato e condannato al Masri a 7 anni di prigione.
Ora il Parlamento e il popolo italiano devono ingoiare un altro rospo gigante quanto 500 voli di aerei militari americani. Da quando gli USA e Israele hanno aggredito l’Iran, bombardando pesantemente con raid continui, la pubblica opinione era stata rassicurata dalla Primo Ministro in Parlamento sulla non disponibilità della base aerea di Sigonella per operazioni belliche. Di fatti ci fu un primo diniego italiano alla concessione del permesso di atterraggio a due aerei da guerra USA che avevano chiesto di poter atterrare quando erano già in volo, mentre gli accordi bilaterali prevedono che il permesso sia chiesto sempre prima che gli aerei decollino dal punto di partenza e non quando sono già in volo.
Sembrava che tutto fosse secondo le regole e secondo la nostra Costituzione fino a quando il Segretario Generale della Nato, l’olandese Rutte, ha rivelato che durante l’operazione Iran dalle basi italiane, sono decollati ben 500 missioni di aerei americani sulle 4.000 missioni partite da tutta l’Europa. Premesso che la Nato non c’entra nulla con la guerra in Iran e che questa ammissione di Rutte sia la prova dell’asservimento più totale della Nato agli Usa, più che alle contorte smentite governative c’è da dare credito all'ex comandante della Folgore, generale Fioravanti, che in un'intervista ha detto che "Rutte non è uno sprovveduto e quello che ha detto lo ha detto a ragion veduta. Non è stata un'uscita casuale". La telefonata di Meloni a Rutte con preghiera di rettifica non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Voleva far rettificare e ha fatto un pasticcio perché ha fatto riferimento ai report ufficiali forniti da Crosetto in cui si parla di solo 200 decolli. Capito come si falsano le cose? Siamo alla modica quantità di Nordio?
Ma a chi vogliono darla a bere Meloni e Crosetto? Qui siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio, come già ampiamente dimostrato dalla vicenda di Crosetto a Dubai mentre partivano i missili sull'Iran? Con quale meschina scusa si giustificò Crosetto. Poveretto nessuno l’aveva avvertito e lui non aveva letto i giornali che da settimane parlavano del pericolo della zona, ben evidente al popolo italiano.
Premesso che erano ben note le minacce di Trump all’Iran, non è assolutamente credibile che l’intelligence militare non abbia informato il ministro. Se così fosse andrebbero tutti mandati a casa. Evidentemente sotto quel viaggio c’erano interessi di altro tipo.
Torniamo alla questione Rutte. L’immediato comunicato ufficiale del nostro ministero della difesa è stato un concentrato di termini da azzeccagarbugli per non far capire la verità.
In sintesi si dice che Rutte non ha fatto bene i conti, che non ha letto bene le informazioni e che è andato al di là del suo mandato perché doveva stare zitto. Figuriamoci se il capo della Nato che si avvale di uno staff americano di prim’ordine può aver equivocato sui numeri. Chi può crederlo?
Inoltre gli accordi in vigore tra Italia e USA prevedono che i permessi siano accordati per attività cinetiche. Capito? Cinetiche? Che vuol dire? Cosa si nasconde dietro questa terminologia?
Il termine attività cinetica si riferisce generalmente all'energia del movimento in contrapposizione all’attività dinamica dei corpi nello spazio che implica le cause che hanno generato il movimento stesso. Traducendo in termini più comprensibili vuol dire che gli aerei implicati in attività cinetica non recavano bombe, ma servizi logistici come rifornimento di carburante ad aerei in volo, attività radar, attività di ricognizione e supporto. Dunque secondo il nostro Ministero della Difesa perfettamente in regola secondo i trattati bilaterali. Cosa non vera perché nei trattati è specificato che in caso di attacco militare unilaterale non è consentita nessuna attività logistica di supporto. Facendo un esempio concreto e comprensibile a tutti: se io porto un rifornimento alimentare, o acqua, o medicine, o carburante alle truppe alleate in trincea sto aiutando sì o no chi sta sparando?
Conclusione? Il Governo ha mentito ed è stato reticente verso l’opinione pubblica e il Parlamento. Menzogna contenuta nella pilatesca dichiarazione di Meloni sull’attacco all’Iran “noi non condividiamo e non condanniamo” che inizialmente nessuno aveva capito. E brava l’equilibrista nel salto mortale triplo, senza sapere che Rutte gli avrebbe tolto la rete di protezione.
Torquato Cardilli
26 Giugno 2026

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