lunedì 22 giugno 2026

Tanto tuonò che piovve!

di Torquato Cardilli - Secondo la leggenda, il modo di dire “tanto tuonò che piovve” deriverebbe da una grande sfuriata di Santippe contro il marito Socrate., che incurante dei richiami della moglie ad aiutarlo nello sbrigare una faccenda domestica, continuava a disputare di filosofia in giardino con un suo allievo. Santippe andò su tutte le furie e, presa dalla collera, gli versò dalla finestra di casa una brocca d’acqua in testa. Socrate, senza scomporsi, avrebbe detto appunto all’allievo la massima arrivata sino a noi. Cioè che il risultato di tutto il brontolio precedente non era inatteso.

Mutatis mutandis è quanto accaduto tra Trump e Meloni: il primo furioso per i distinguo di Meloni sulla guerra all’Iran le ha rovesciato addosso un insulto non digeribile. 

Lasciamo la metafora e entriamo nella politica, o meglio nel comportamento dei maggiorenti del mondo, che si riuniscono in continuazione. Il filo comune è un turismo assurdo, inconcludente, a spese del popolo che attende invano un provvedimento per stare meglio.

Che si tratti di Consiglio Europeo, del Consiglio Nato, di riunione dei volenterosi, o nel formato a cinque, o del G7, il risultato non cambia: ciascun personaggio cerca di fare sfoggio di ospitalità in una gara utile solo a soddisfare il proprio ego. Da ultimo a Evian il presidente Macron, conoscendo lo scarso livello culturale del più rozzo della compagnia ha voluto farlo girare nello splendore della reggia di Versailles tanto “pour épater le bourgeois” e fargli venire un eccesso di travaso di bile di fronte alla pacchianeria delle sue ambizioni edili.

Ma ciò’ che accadde dopo fu la realizzazione dell’aforisma di Socrate. C’era da aspettarselo. Concedendo un’intervista ad un giornalista italiano, ha umiliato la nostra premier facendola passare per una povera questuante di attenzione. L’intento offensivo dell’onore personale era evidente perché diretto ad essere conosciuto dal popolo italiano. 

Pensatori e scrittori non hanno esitato a qualificare l’onore come una importante virtù paragonandolo all’anima che non ritorna da dove se n’è andata (Publilio Siro), oppure che la gloria la si deve acquistare, l'onore lo si può solo perdere (Cechov), oppure la dignità non consiste nel possedere l’onore, ma nella consapevolezza di meritarlo (Aristotele), la stima vale più della celebrità, la considerazione più della fama, l'onore più della gloria (Chamfort).

A Trump va ricordato che due secoli fa, l’ammiraglio americano Stephen Decatur, già eroe della guerra del 1812 contro la Gran Bretagna e della seconda guerra contro la pirateria berbera nel Mediterraneo, nel corso di un banchetto celebrativo, brindò dicendo: “our country in her intercourse with foreign nations may she always be in the right; but right or wrong, is our country!” (auspico che il nostro paese nei rapporti internazionali sia sempre nel giusto, ma nel giusto o nell’errore è sempre il nostro paese). E’ con questo metro che la maggioranza del popolo italiano ha giudicato ciò che è stato documentato in ogni casa dal video che ha cristallizzato le immagini e le parole di un bifolco arrivato a guidare la superpotenza mondiale.

Il Presidente della Repubblica si è fatto interprete del sentimento popolare esternando, così come le forze politiche, la più completa solidarietà verso la premier che con la sua reazione, “io e l’Italia non imploriamo mai”, perfetta lezione di stile, di orgoglio, di onore, ha ripercorso il destino di Francesco I, re di Francia, che scrivendo alla madre Luisa di Savoia, dopo la terribile disfatta di Pavia del 1525 si espresse così "Tutto è perduto fuorché l'onore". parola che ha un senso persino tra i ladri, ma che è sconosciuta all’inquilino della Casa bianca.

Torquato Cardilli
22 giugno 2026


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