domenica 15 marzo 2026

LE MIE RAGIONI PER IL "NO"

di Domenico Spatola - Al referendum voterò "No" per ragioni di metodo. Richiesto da più parti, sento di esprimere l'amarezza di come si sia proceduti per approvare la Legge. A detta degli intenditori, questa cancellerebbe "sette articoli" della nostra Costituzione, che da ottanta anni garantisce la democrazia per gli equilibri interni fra i tre poteri: il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario. Su di essi si fonda la stessa nostra Repubblica. Ognuno dei tre poteri deve avere indipendenza e autonomia per rispondere alla stessa Costituzione, garantendo l'osservanza delle Leggi da parte di tutti, dal capo dello Stato all' ultimo cittadino. 

La voglia di supremazia del potere esecutivo che possa limitare i poteri della magistratura, legiferando sulla sua necessaria indipendenza, riporterebbe l'Italia a un secolo addietro o attualmente troverebbe in Orban o in Trump il modello di potere allegramente determinare ciò che è buono e ciò che è cattivo. Il Kaos. Basta chiedersi come il governo Meloni abbia approvato questa legge in Parlamento, dove nessuna proposta, o obiezione fatta dalle opposizioni è stata recepita, così è stata approvata a furia di maggioranza. Come un "diktat", scritto e intoccabile. Non è il metodo democratico adottato dai Costituzionalisti fondatori, che erano rappresentanti dell'intero arco repubblicano. 

Tale legge può favorire una parte, come con candore ineffabile, ebbe a dire il ministro della giustizia Nordio, per calmare l'opposizione. Tradì le sue reali intenzioni: "Non vi lamentate - disse - questa legge oggi serve oggi a noi. Quando sarete voi al potere, servirà a voi". Mi inquieta il fervore che i parlamentari di maggioranza, mettono per l'affermazione di questa legge, che rimane un "vulnus", e la magistratura dovrebbe rivendicare, come in gran parte fa (vedi Gratteri, Mattei... ) perché il "rischio" dell'uomo o della donna della Provvidenza (di infelice memoria) è dietro l'angolo, e a limitarne lo straripare di potere, non ci saranno argini di difesa, e il prossimo che comanderà, potrà come Trump, dire: "La legge sono io".

Frà Domenico Spatola
15 marzo 2026

9 commenti:

  1. Poche, semplici e chiare parole veritiere. Bisogna votare NO in difesa della Costituzione.

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  2. Sono convintissimo che bisogna impedire che vengano modificati alcuni punti della Costituzione, perché è evidente che se questo Governo ci tiene cosi tanto lo fa esclusivamente per il proprio tornaconto, non certo a favore del popolo.
    Quindi NO senza ombra di dubbio.

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  3. Emanuela Adele Di Chiara15 marzo 2026 alle ore 23:11

    Sempre e solo NO

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  4. Giovanni Caianiello16 marzo 2026 alle ore 08:44

    Sinceramente non capisco quelli che citano errori giudiziari a sostegno di questa riforma, quando persino chi l'ha proposta l'ha detto in tutte le salse che non influisce sulla giustizia !
    Ovviamente, sono vittime ignoranti della propaganda e perché non sanno neppure cosa vanno a votare.
    È paradossale!
    Infatti, con il sorteggio previsto, senza distinzioni, potranno essere eletti proprio quei magistrati autori di indagini e sentenze con errori giudiziari clamorosi e poco noti quotidiani.
    A molti toglierei il diritto al voto per manifestare ignoranza!

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  5. I magistrati dovrebbero essere super partes come i re delle moderne monarchie costituzionali. e non dovrebbero scendere in politica nemmeno quando sono in pensione

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  6. Io sono un fan di padre Spatola e perciò non commento, ma gli auguro tutto il bene del mondo

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  7. Non dimentichiamo il calvario giudiziario di Enzo Tortora innocente !

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  8. E niente Giangiuseppe, alcuni non vogliono assolutamente capire, sono legati da un filo morboso e non lasciano spazio al sapere, documentarsi e riuscire a comprendere lo stravolgimento, a tornaconto, che vogliono attuare questi pseudo politici che stanno “Sgovernando” la nostra Italia.
    Mai come ora dal dopo guerra.

    “Ahi serva Italia,
    di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma
    bordello”.

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  9. Stamani su Radio 3 a Prima Pagina è stata letta l'intervista del Ministro Nordio sul Giornale. Dunque il 16 marzo 2026 a circa 3 mesi dal lancio del referendum il Ministro ci dice che la cosa importantissima di questa riforma costituzionale ovvero i decreti attuativi che metteranno a terra la stessa riforma li discuteranno con i Parlamentari. Ma si può sapere che cosa pensano dei cittadini italiani? Ma se nell'arco dei quattro passaggi parlamentari a tre mesi di distanza uno dall'altro non hanno cambiato neanche una virgola della loro riforma perché dovremmo credere che dopo aver incassato l'umiliazione dei Magistrati con il sorteggio e il bazzuca in mano al Capo di Gabinetto del Ministro andranno a mettersi d'accordo con chi? Se il NO avrà un larghissimo consenso e perché i 2/3 del Parlamento non ha accettato questa riforma quindi hanno sprecato il nostro tempo e i nostri soldi.

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