di Torquato Cardilli - L'ordine di palazzo Chigi è stato quello di salvare il soldato crosetto. Appunto, un cosiddetto ministro della difesa degradato a soldato semplice, inconsapevole di quello che accade nel mondo e delle conseguenze di ogni suo atto.
Con una mancanza di stile e di dignità, una volta salvato, ha tenuto a precisare di aver pagato di tasca propria tre volte il costo dell'aereo militare che lo ha riportato a casa. Il problema, come lo hanno percepito gli altri ministri della difesa della Nato e gran parte dell'opinione pubblica italiana, non è certo una questione etica di chi abbia pagato, in un Governo di finanza allegra, ma un macroscopico errore politico.
Crosetto ha mostrato inadeguatezza per il ruolo che ricopre, assenza di percezione della gravità del momento, mancanza di rispetto della regola che impone a ogni ministro che si rechi all'estero, anche per ragioni private, di informare il presidente del Consiglio e nel caso della difesa anche il Presidente della Repubblica che è il capo delle forze armate, dimostrazione di non colloquio con i servizi di informazione, assoluta ignoranza degli avvertimenti lanciati da più fonti internazionali. Il ministro della difesa di un paese che si considera centrale dal Mediterraneo all'Atlantico, fino alla regione artica (Tajani dixit), possibile che non abbia avvertito la responsabilità di quello che fa?
Tutti gli indicatori presagivano che sarebbe scoppiato il finimondo dopo l'ultimatum di Trump all'Iran e l'invito americano e cinese rivolto ai propri connazionali di lasciare subito la zona e l'ordine alle proprie ambasciate di riduzione immediata del personale diplomatico non essenziale. E il ministro della difesa italiano che fa? Va in zona di guerra senza scorta, senza dire niente a nessuno forse perché non voleva che si sapesse la sua fuitina di nascosto. Perché i servizi di informazione e di analisi non hanno dato alcuna notizia ai vertici dello Stato ? Quale è il rapporto di fiducia con i servizi segreti alleati?
Infine ha fatto pena, nonostante la stazza, vederlo umiliato nell'udienza delle commissioni esteri e difesa del parlamento, come Pinocchio per le bugie giustificative del viaggio, date una dietro l'altra e in aperta contraddizione tra di loro. Forse è ora che, a dispetto della coda da pavone di Meloni che pontifica sulla centralità dell'Italia, sul suo ruolo di ponte tra America e Europa, sulla saldezza dell'amicizia con Trump, si prenda atto che gli Stati Uniti ci considerano nei fatti solo come scendiletto politico e affittacamere delle basi militari. Nulla di più!
Torquato Cardilli
05 marzo 2026


Nessun commento:
Posta un commento