La risposta del Popolo è stata pletorica, andando in massa (inusuale!) a votare. Gli Italiani vogliono che "tutti siano uguali dinanzi alla Legge" anche i signori dell'esecutivo e i parlamentari. I magistrati devono avere indipendenza e autonomia decisionale. Chiedersi se sia stato un voto contro il governo è superfluo. La Meloni in più di tre anni si è trincerata a godersi i consensi tributatele da Trump e dai suoi ad Atreyu, in eterna campagna elettorale, come dal suo fortino a lanciare slogan, falsando spesso oggettive verità. Non sembra essersi calata mai nel ruolo di "presidente" di tutti gli italiani. Le è mancato l'ascolto. Ha gridato spesso con rabbia le sue ragioni e tanta voglia di recuperare i silenzi passati e subito. Ha mostrato le sue vistose vulnerabilità, diventate facili bersagli per le opposizioni.
Forte della sua maggioranza in Parlamento, che comunque le avrebbe votato di tutto, senza fiatare. Ha glissato sempre nei confronti, scappando quando le si rinfacciano i temi del carovita, della Sanità, delle pensioni, dell'energia, del lavoro. Ha sempre raccontato un Paese di Bengodi, con tutti i conti in regola. Ma non c'è... E cosa più ridicola agli occhi delle Nazioni, Europa compresa, ha posto l'Italia a scendiletto (il tipo ha usato altra metafora) di un "bullo" quale è ormai ridicolizzato a livello mondiale il suo Donald Trump, da lei più volte riproposto per il "Nobel della pace". Ha cercato Alleanze con i sovranisti antieuropei, e con Orban si lascia ritrarre disinvoltamente. A chi affida le sorte degli Italiani? A... Del Mastro, alla Santanchè, alla capo di gabinetto di Nordio che, senza pudore, definisce i giudici "plotone di esecuzione", senza rispetto per i magistrati che furono vittime di quei plotoni, per avere compiuto il loro dovere. La serie è lunga... Comunque, se la lezione serve, chiediamo più rispetto per la Costituzione, sulla quale la premier e i suoi ministri hanno giurato fedeltà. Oppure no?
Frà Domenico Spatola
Frà Domenico Spatola



CONSIDERAZIONI DEL GIORNO DOPO
RispondiEliminaLa mia interpretazione del voto referendario che ha dato la vittoria al NO, è semplice e lineare ed è la seguente: non sono maturi i tempi per forgiare una nuova costituzione, ci teniamo quella che abbiamo perché, finora, ha funzionato bene. Continuiamo ad applicarla, senza stravolgerla, e tutto funzionerà ancora, fino a prova contraria. Quando verrà il momento di cambiarla, dovremo farlo tutti insieme, come fecero i padri e le madri fondatori dell'attuale Carta fondamentale.
È STATA LA VITTORIA DEL “NO” E, SOPRATTUTTO, LA VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA PARTECIPAZIONE
RispondiEliminaIll referendum sospensivo, art. 138 della Costituzione Italiana, è stabilito a garanzia della corrispondenza tra esigenze politiche del Paese e volontà politica del Parlamento, in materia costituzionale. Vuol dire che il popolo sovrano, con la democrazia diretta, deve approvare o bocciare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento. Il costituzionalista Costantino Mortati attribuiva a tale referendum valore “costitutivo dell’atto di revisione”.
La riforma non è stata approvata da 17 regioni su 20 con la maggioranza del “NO” (53,74% = 14.461.074 voti). Il “SI” si è fermato al 46,26% (12.448.047).
Con l’affluenza record del 58,93%, possiamo dire che hanno vinto la democrazia e la partecipazione.
Il voto dei giovani, fascia 18/34 anni, ha trainato la vittoria del “NO” con il 61,1%, il 38,9% per il “SI”. Tra i 35 e 54 anni, il 53,3% ha votato “NO” e il 46,7% “SI”. Oltre i 55 anni la forbice si assottiglia: il 49,3 per il “NO” e il 50,7% per il “SI”.
Nel referendum, il “NO” e il “SI” non sono sinonimo di vittoria o sconfitta né di divisione. Il referendum (costituzionale, abrogativo, territoriale, consuntivo) è il più importante istituto di democrazia diretta in quanto prevede l’intervento diretto del popolo senza il tramite dei suoi rappresentanti. Nell’assemblea costituente si affermò che l’istituto del referendum serviva a garantire l’integrità del principio della sovranità popolare ed era necessario per togliere al Parlamento il carattere di solo organo sovrano, al fine di garantire, comunque, al popolo l’intangibilità della propria sovranità. Il referendum costituisce, inoltre, un efficace arma politica delle minoranze, nonché uno strumento di educazione politica necessario all’attuazione stessa della democrazia.
E meno male che questo ca SI NO è finito 😀😀😀
RispondiEliminaBuona giornata, amici.
Dopo l’immensa gioia della vittoria del NO, comincia a farmi paura tutta la gente che ha votato si. Persone che non hanno capito nulla, che non sapevano nulla di cosa dicevano i punti della Costituzione che volevano stravolgere. Gente che diceva “io sono di destra e voto sì” senza sapere lo scempio che votava. Ecco, mi fa paura questa ignoranza che dilaga ed è tanta.
RispondiEliminaBuona giornata