giovedì 17 maggio 2012

E DOPO IL BALLOTTAGGIO. UNA PALERMO NORMALE



Siamo arrivati alla fine e all'inizio della storia. Della fine ne abbiamo parlato ne “Il vento forte di Palermo”, e non ci vogliamo tornare.


Dell’inizio, invece, tutto è ancora da scrivere. Premettiamo, però, che si tratta di una storia diversa, e, come tutte le storie, fatte con le gambe e il cuore degli uomini. Adesso vogliamo e dobbiamo sperare. Metterci un pizzico di ottimismo, magari anche un po’ di partecipazione. E non girarci dall’altra parte, appena i risultati tarderanno ad arrivare e sorgeranno nuovi problemi. In fondo cosa vogliamo.
Una città normale. Libera da condizionamenti mafiosi, dal malaffare, dal degrado, dal bisogno, dalle ingiustizie. Accogliente e solidale. Orgogliosa di se stessa. Fonte di speranza per i giovani. Insomma normale nel senso più vero del termine. E proprio per questo di difficilissima realizzazione. Per il passato che pesa come una montagna, per fatti culturali, per le difficoltà oggettive, per la ridotta disponibilità di risorse, e altro ancora. Palermo, comunque, è una grande città. Deve riconsiderare il suo ruolo, e portare all'attenzione del mondo il suo essere internazionale. Piena di storia e di forti potenzialità. Ha solo bisogno di grande considerazione, quella che non ha avuto per troppi anni.
Per tutto questo Palermo ha vinto. E adesso bisogna continuare. Palermo normale, che contagia, come una malattia benefica. Un’epidemia che deve diffondersi oltre i suoi confini, nelle periferie, nelle province e poi ancora oltre, in tutta l’isola. E in Sicilia, ultimo baluardo di una classe politica indecorosa, attaccata agli scranni del potere più becero. Un’infezione di Politica nuova. Un’idea forte che con l’intelligenza e la ritrovata consapevolezza dei cittadini, spazzi via tutto quello che c’è da spazzare. Ed è veramente tanto.
Intanto, però, nell'attesa, ci godiamo gli effetti del vento che soffia e porta cose nuove.
Quel vento che avanza, difficile da bloccare, che continua la sua giusta opera.
PoliticaPrima
17 maggio 2012

5 commenti:

  1. Ieri sera a Piazza Massimo ho assistito alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Orlando . Tra la folla ho incontrato alcuni suoi amici della prima ora quali Aurelio Scavone e Pippo Russo . Abbiamo scambiato qualche parola di circostanza . Li ho visti giù di tono . Poco dopo credo di aver capito perché . Sul palco Orlando ha presentato la sua giunta : tutte persone nuove e tecnici . Dal suo discorso , ed in particolare dalla dichiarazione che lui lavorerà 25 ore al giorno ed i suoi assessori 24 , credo di avere capito anche che probabilmente , dopo la sua elezione a Sindaco , si dimetterà da deputato alla Camera e da portavoce nazionale dell’IDV . Il mio pensiero , comunque , è andato a Ferrandelli . Mi dispiace molto che subito dopo il voto del primo turno tutti lo hanno lasciato solo , a cominciare dal PD che , prima , mi inviava quasi giornalmente sms elettorali , adesso neanche uno . Ma la campagna elettorale ha avuto un secondo tempo , quello del ballottaggio , e finirà soltanto il 22 p.v. Io , come tanti altri elettori , ho votato Ferrandelli alla Primarie , quando Orlando aveva detto in aramaico che non si sarebbe candidato mai più . Con il cuore l’ho votato al 1° turno . Con la coerenza della ragione e della mia dignità personale lo rivoterò al ballottaggio . Intanto perché gli amici nel bisogno non si abbandonano mai . Ma soprattutto perché , se vogliamo che la novità Ferrandelli sia non una meteora ma una risorsa spendibile in futuro , è molto importante il numero , cioè la quantità di voti di preferenza che raccoglierà al 2° turno . Il suo risultato elettorale finale , infatti , ci dirà se lui dopo il 22 politicamente vivrà , sopravviverà o morirà . Mentre seguivo la sontuosa manifestazione di Orlando , ben fatta , l’aver sentito da mio figlio Giulio che in mattinata aveva visto un “lapino” annunciare un comizio di Ferrandelli chissà dove ( oggi su Repubblica c’è la foto di lui in piedi su un cassetta di frutta in una piazza del cento storico ) , il mio cuore è stato travolto definitivamente dalla tenerezza . Il vento forte di queste elezioni ci ha portato in mano due fiori : uno bello e antico ; ed un altro piccolo fiorellino di campo , poco più di un germoglio pieno di colori caldi e appassionati . Io desidererei che i giovani , e tra questi anche i miei figli , avessero come persona di riferimento per affrontare il presente ed il futuro , il loro futuro , dei giovani come loro , non dei “vecchioni” come me , che devono svolgere il ruolo di saggi ed “allenatori” , ruolo che ha sempre portato avanti la storia e la vita , Quindi Io voterò ancora Ferrandelli , fino all’ultimo . Poi , sarà quel che sarà

    RispondiElimina
  2. Il vento di cui parla l'autore dell'articolo, forse soffia dal lato giusto. Ho letto questa mattina che Ferrandelli sostiene che va recuperata l'armonia dopo le elezioni,... finalmente.
    Benissimo, basta scontri dopo il 21 Maggio. Palermo ha bisogno di innovazione, cambiamento e Speranza, per tutti i cittadini, ma soprattutto per i tanti giovani che vivono in questa città.

    RispondiElimina
  3. Si cari amici, ormai ci siamo e lunedì pomeriggio sapremo chi sarà il nuovo sindaco di Palermo. L'uomo che speriamo faccia diventare "normale" questa città, e che, come dice Carlotta, ci porti cose nuove, cambiamento e Speranza per tutti.

    RispondiElimina
  4. Ho letto con piacere l'articolo, dal quale trasuda ottimismo da ogni poro.
    Mi piace l'idea della Palermo normale che contagia come una malattia benefica; mi piace l'infezione di politica nuova.
    Non so se questo sia l'ottimismo della ragione o l'ottimismo della volontà, ma è certamente una cosa positiva.
    Penso pure che Palermo meriti veramente una nuova stagione di speranza, una nuova primavera foriera di buona amministrazione e di nuova buona politica.
    Tuttavia dobbiamo fare i conti con l'uomo che sarà il nuovo sindaco della città.
    Il professore Orlando ha una sua storia con la quale Palermo deve fare i conti.
    Noi tutti sappiamo benissimo come il professore, dopo la sconfitta alle regionali dove vinse Cuffaro, si sia allontanato da Palermo e come si sia occupato non più della politica locale ma, per così dire, degli affari più romani che palermitani.
    Adesso, bel bello, sta ritornando a Palermo; ma siamo sicuri che il suo vero scopo sia quello di diventare sindaco?
    Ognuno, nella sua vita, vuole sempre andare avanti, progredire, fare sempre nuove e migliori esperienze.
    Ecco, proprio questa mi sembra la cosa da considerare.
    Per Orlando, fare il sindaco a Palermo rappresenta un progresso o un ritorno al passato?
    Io opto per la seconda ipotesi.
    E allora mi viene un sospetto, e mi pongo qualche interrogativo.
    Non sarà che il suo vero scopo sia quello di usare questa tornata elettorale come prova generale per un'eventuale sua nuova scalata alla presidenza della regione, cosa molto più prestigiosa ed appetibile?
    D'accordo, la sua eventuale elezione a sindaco non gli permetterebbe tutto ciò, ma, e quì il sospetto si fa più incalzante, essendo la situazione finanziaria del comune di Palermo letteralmente disastrosa e quasi senza speranza, non sarà che lui, nuovo sindaco di Palermo, dichiari il default, il fallimento, il dissesto finanziario del comune e si dimetta, potendo oltretutto esibire il fatto che del dissesto non sono responsabili nè lui nè la sua giunta nè i suoi consiglieri?
    Lo so, sono troppo malpensante, me ne rendo conto, ma, anche per questo, spero tanto che NON vinca Orlando, anche se Ferrandelli, vincendo, andrebbe a trovare una situazione difficilissima da raddrizzare.

    RispondiElimina
  5. E' proprio vero , si ha la sensazione netta e piacevole , che tra qualche giorno da Palermo iniziera' una nuova storia .

    Abbiamo la possibilita' concreta nel giro di pochi mesi , di spazzare via tutta una classe pseudo-politica che ha quasi distrutto l'italia , e non intendo economicamente . la ha mortificato nella morale nell'etica , nell'onore , ed infine anche economicamente .

    Tra un anno , quando l'italia tornera' un paese normale , ecco allora dovremo chiederci il perche' di quello che e' accaduto nell'ultimo ventennio , dovremo chiederci come e' stato possibile tutto cio' , e se il vento di cui parla l'articolo ci aiutera' affinche' si abbia tutti una nuova possibilita', dovremo stare tutti bene accorti a non gettarla via .
    Poi voglio dire a Pasquale Nevone che ha scritto cose bellissime .
    Cose bellissime che gli fanno onore , e che condivido totalmente .

    Voglio dire anche che comunque vadano le cose , palermo sara' grata a Fabrizio Ferrandelli per il contributo che ha dato per far voltare pagina alla nostra citta' .

    RispondiElimina