domenica 5 febbraio 2017

PERCHÈ MORIRE CON DIGNITÀ IN ITALIA NON SI PUÒ

Liberi di sceglieredi Mario Botteon - Perché nel nostro Paese non c'è il diritto UMANO di poter morire con dignità? Perché non si può scegliere di porre fine ai propri giorni nel momento in cui è molto più doloroso vivere che morire?

eluana-englaro-beppino-ansaSo bene che a questo argomento è stato discusso molto dalla politica. Soprattutto nel caso di Eluana Englaro, e non solo in quello.
Poter disporre della propria vita, nei casi in cui non c'è più nessuna speranza di vivere, senza dover sopportare dolori e stress psicologici, che fanno perdere la dignità a qualsiasi persona, sarebbe una scelta di CIVILTÀ che caratterizzerebbe la maturità di una società civile.
In Italia così non è.

Fine vitaNel nostro Paese ci si affida freddamente ad un Tribunale se si ha il diritto di “staccare la spina” o meno.
Ma un conto è assistere attoniti ad un dibattito sull'argomento dei politici, più che altro propagandistico che credibile, altro è vivere accanto ad una persona il dramma di una donna che ami da oltre 50 anni, con la quale hai convissuto tutti i momenti belli o meno della vita, che se ne sta andando in un modo terribilmente doloroso.
Sto parlando purtroppo di mia moglie. Mia moglie è stata colpita da un tumore chiamato “killer silenzioso”, infatti se n'è accorta solo quando ha iniziato a sentire dei dolori alla gamba sinistra, ma il killer, a detta dei medici, stava “lavorando”, silente, da più di un anno, partendo da un polmone.
I dolori alla gamba, e poi in tutto il corpo, non erano altro che le metastasi create dal killer. A detta degli medici, non c'era nessuna speranza di vita, era solo una questione di poco tempo. Infatti dopo 14 mesi mia moglie se n'è andata.

È doloroso farlo, ma ho deciso ancora di parlarne pubblicamente perché è ora di finirla che della gente che ha un suo credo religioso (che io rispetto), oppure dei politicanti che si proclamano “atei devoti”, per i quali non ho nessun rispetto, impongano a delle persone che soffrono delle pene terribili, di dover vivere e di sopportare una tortura, che alla fine porta sempre allo stesso epilogo, la morte.
E' tempo di finirla di imporre il proprio credo a tutti.
Mi sono rivolto a tutti i medici amici, alle strutture dove lavorano, ma la risposta è sempre la stessa: “pratichiamo la terapia del dolore, ma non possiamo andare oltre”.

La deputata dell'UDC Paola Binetti in una foto di archivio a Roma. ''Non conoscevo il caso del vescovo di Otranto, ma devo riconoscere che aveva totalmente ragione. La
Chiesa ha gia' fissato a monte i suoi criteri generali. Se una persona e' in peccato o meno, lo lascio giudicare alla sia coscienza, ma certamente una persona in peccato grave non puo' accostarsi all'eucarestia''. Lo ha detto Paola Binetti nell'ambito di un'intervista rilasciata al programma televisivo ''KlausCondicio'', rispondendo a Klaus Daviche le chiedeva se fosse giusto o meno criminalizzare il vescovo di Otranto, Vincenzo Franco, finito nel mirino delle associazioni gay per le sue esternazioni nei confronti di Nichi Vendola (''Non darei la comunione a Vendola perche' ostenta la
sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante'').
ARCHIVIO ANSA/ALESSANDRO DI MEOSarebbe già molto se detta terapia funzionasse davvero, ma così non è. Allora perché mia moglie ha dovuto soffrire così tanto? Perché, lei che è sempre stata una persona dinamica, vivace, buona e lavoratrice, è morta indecorosamente soffrendo terribilmente, non riconoscendo nemmeno più i propri famigliari?
Poter scegliere di porre fine alla propria vita, sarebbe una scelta di civiltà dicevo, che, tra l'altro, chi dispone di tanto denaro, si può già permettere andando in un Paese diverso dal nostro per praticare l‘eutanasia.
A coloro che non hanno possibilità economiche è preclusa anche questa scelta.

Perché ho riproposto quasi integralmente l‘articolo da me scritto il 20 gennaio 2015? Ma perché a pag. 9 della Repubblica di ieri 4 gennaio 2017, c‘era un articolo così titolato: “Cattolici e conservatori all‘attacco del fine vita“.
Eugenia Roccella NCDSono i soliti: …in commissione, tra l‘ostruzionismo di cattolici conservatori del centrodestra e della Lega. Da Eugenia Roccella a Paola Binetti, da Raffaele Calabrò ad Alessandro Pagano, tutti contro il DAT (Disposizioni anticipate di trattamento del fine vita).

Io mi sto seriamente chiedendo se questi cattolici e destri hanno capito il messaggio di papa Francesco su tutto ciò che riguarda la vita umana, morte compresa.

Alessandro Pagano Lega SalviniPenso di no. Ed inoltre penso che le posizioni di questi signori siano pregne di sadismo inconscio? Ci metto un punto di domanda, perché sono sicuro che risponderebbero che anche la sofferenza è un dono di Dio.

Raffaele Calabrò AP ex PDLSe così non fosse, perché allora questa lotta per impedire che finalmente in questo Paese si possa decidere della propria vita quando non c‘è più nessuna speranza di viverla dignitosamente?
Lo so, la questione non riguarda solo la convinzione (per me errata) di credenti, ma è anche e soprattutto una questione politica. Si tratta di far approvare una legge di civiltà, ma il politico legislatore si chiederà sempre: Qual è la posizione che mi rende più voti?
Questo mi fa concludere che della civiltà, come di tante altre cose (e non parlo solo della Binetti e compagnia), a coloro che stanno in maggioranza non gliene può fregar de meno.

Mario BotteonMario Botteon
05 Febbraio 2017

19 commenti:

  1. Michele Maniscalco5 febbraio 2017 14:59

    Condivido il tuo articolo parola per parola. Ogni mio commento sarebbe superfluo. Solo una domanda: leggi ancora Repubblica? Secondo alcuni poichè parla male dei pentastellati non si dovrebbe leggere, ma non solo Repubblica tutti i giornali che ne parlano male. Non resta altro da leggere che Il fatto Quotidiano.

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  3. Sono d'accordo Franco. Quello che dici tu a proposito di qualche parente sgradito sarebbe omicidio. Tocca al legislatore porvi rimedio in caso di approvazione di questa legge.

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  4. Mariagrazia Melia5 febbraio 2017 20:58

    Credo che ognuno di noi debba vedersela con Dio. Un fatto che riguarda lo spirito non può essere regolato dagli uomini

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  5. Gaetano Landolina5 febbraio 2017 20:59

    Paese bigotto , viviamo ancora il medio evo, non riusciamo ad emergere

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  6. Sebbene sia l'unica certezza della vita, la morte resta un argomento che mal volentieri entra nelle discussioni: un comportamento poco logico visto che prima o poi tutti dovremo affrontarla.

    Proprio per questo la morte non va considerata un tabù da esorcizzare e relegare nelle pieghe più recondite della coscienza, bensì deve essere un tema su cui riflettere e discutere per prepararsi ad affrontarla con una maggiore consapevolezza.

    Per questo ringrazio Mario che proponendo le sue intime riflessioni, frutto di una dura esperienza, ci invita a divenire parte attiva in un dibattito certamente utile a non delegare ad altri decisioni sul fine vita: una certezza che talvolta si presenta tormentosa fisicamente per chi l'affronta e psicologimente-finanziariamente-socialmete per i suoi cari che oltre ad assistere alla devastazione del dolore, devono farsi carico di tutta quell'assistenza che non viene prestata dalle strutture pubbliche.

    Ritengo che il principio della libertà sia un valore assoluto che deve illuminare l'intero arco dell'esistenza e che il libero arbitrio, laddove non rechi danno ad altri, sia un diritto individuale che sfugge a condizionamenti imposti dall'esterno. In parole povere ognuno deve essere libero di scegliere, quando ragionevolmente non ci siano speranze, se porre fine alla propria esistenza in modo più dignitoso.

    Ovviamente questo deve essere una scelta personale fatta secondo coscienza. Ciascuno deve essere messo in grado di esercitarla e, per tale motivo, deve conoscere per tempo la sua condizione e, soprattutto, a cosa va incontro. In questo modo non sarebbero altri a decidere, per pietà, della sorte altrui.

    Una cosa del genere, ovviamente, richiede anche che la morte non venga considerata un tema scomodo e che, invece, di ignorarla sia considerata una parte della vita, quella meno piacevole, ma pur sempre una parte della vita che non deve costituire argomento di dibattito solo di "Comitati Etici".

    Concludendo, è utile che ciascuno cominciasse a riflettere seriamente che in fondo .... la vita va vissuta per imparare a morire

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  7. Armando Pupella5 febbraio 2017 21:21

    Mi dispiace per la Signora Botteon e per Mario Botteon che l 'ha perduta.
    In Italia non è difficile morire, ma vivere come possono confermare i parenti delle migliaia di disoccupati e imprenditori che si sono suicidati per la disastrosa gestione dell'euro, della globalizzazione, della politica economica-morale-sociale-demografica
    Eutanasia, ottima ricetta per tagliare "rami secchi" (pensioni) e spesa sanitaria, TOCCO FERRO ! - Per far stufare della vita basta privare di amore anche una Persona sana le cui difese immunitarie diminuiscono con la depressione! L' amore è i farmaci leniscono il dolore.
    Diverse persone si sono risvegliare dal coma e qualcuno di loro ha riferito che udiva quel che si diceva accanto a lui immobile; mettiamoci nei suoi panni se avesse sentito qualcuno dire : STACCHIAMO LA SPINA ?
    La cosa non è semplice. La religione c'entra poco. Il Medio Evo non c'entra. Se i nostri avi, impietositi avessero detto "Poverino, come soffre ! Eutanasiamolo !" la medicina non avrebbe fatto i passi giganteschi che ha fatto. E ancora dovrà fare.

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  8. Armando Pupella5 febbraio 2017 21:30

    Il Medio Evo fu un GRANDE periodo storico: civilizzazione dei barbari che invasero l'impero romano, i monaci benedettini che ci tramandarono i testi greci e latini, i preti lasciarono SMUTANDATE le statue che invece il nostro governo "progressista (!) copri con scatoloni come burqa durante la visita di un politico ayatollah iraniano, costruzione di macchine in seguito all'abolizione della schiavitù grazie al Cristianesimo, la nascita del Dolce Stile Novo nostra bellissima Lingua Italiana, BOCCACCIO, Petrarca, castelli e cattedrali che resistono all'usura del tempo (oggi per difendersi da caduta di calcinacci che si staccano da balconi e cornicioni bisogna indossare elmo e corazza medioevali), sviluppo dell'erboristeria praticata specialmente dai monaci, e dulcis in fundo DANTE NELLA MONETA DI 2 EURO NEL XXI SECOLO !

    Purtroppo nel Medio Evo esisteva la macelleria umana: guerre, tortura, roghi praticati in modo artigianale. Oggi la macelleria umana avviene purtroppo, in modo industriale: guerre piu' distruttive, bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, distruzione di Dresda con bombe al fosforo con bilancio di morti quasi uguale a quello di Hiroshima, lanciafiamme, lager nazisti, lager comunisti.

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  9. Lillo Antinoro5 febbraio 2017 21:32

    Il tema è molto delicato e bisogna trovarsi in quelle condizioni e nutrire un grande sentimento d'amore Io sono un cattolico che, pur essendo contrario all'aborto, ho votato a favore. Quando si tratta di problemi etici, lo stato deve essere laico, chi governa non può fare della religione stato altrimenti cadiamo nello stesso modo di pensare dei musulmani che mettono alla base dello stato il corano. Ogni uomo deve potersi esprimersi secondo coscienza e uno stato che si rispetti deve tenere conto delle diverse anime dei suoi cittadini. Questa per me è democrazia il resto è sopraffazione.

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  10. Sempre e da sempre favorevole alla Eutanasia.
    Non si chiede di nascere, di come vivere, ma almeno poter scegliere quando la vita non vale più la pena di essere vissuta.
    Non accetto mi si dica che è un bene che non sta a noi decidere quando terminarla, SI, sta a noi, invece. Almeno questa libertà dobbiamo averla. Nessuno è obbligato.... ma nessuno obblighi altri.

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  11. Che dire? ho pianto… perché ho rivissuto, attimo per attimo, la via Crucis che il mio immenso papà, uomo coraggioso, forte, dinamico, stimato docente di Chimica, venne colpito dal morbo di Hodking, male subdolo, tremendo killer che minava il suo fisico da almeno una decina d'anni... ma lui stava bene, non sapeva che un mostro lo stava divorando dentro fino a quando non scoprì che dietro l'orecchio gli era "spuntata" una ghiandoletta che... un noto medico, rassicurandolo, diagnosticò come una semplice, innocua ghiandola sebacea... non lo era invece... no. Mio padre era uno studioso continuava ad più stancamente ad aggiornarsi fino a quando non avemmo la sentenza... ricoveri continui.
    MORALE: CONDIVIDO IN TOTO CIO' CHE DICE FRANCO GENTILE! SONO CRISTIANA MA DIO È SALVATORE, AMORE IFINITO, NON CARNEFICE.

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  12. Caro Mario, questi ipocriti politicanti da strapazzo, inseguono solo il consenso che pensano di ricevere dagli ambienti cattolici e dai benpensanti. Sempre allineati sulle posizioni più oscurantiste della Chiesa. In politica sono sempre stati i peggiori rappresentanti del popolo, al quale hanno tolto la speranza e ucciso il futuro.

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    1. E' vero la morte viene oscurata da coloro che la usano per trarne vantaggio in termini morali e/o economici, quindi parlare di oscurantismo è quanto mai appropriato

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  13. Superato il momento di commozione per la vicenda umana e dolorosa dell'amico Mario Botteon una riflessione sull'argomento è indispensabile. La questione va inquadrata nella più ampia e tormentata lotta per i diritti civili. Ho avuto modo di seguire un dibattito sulla domanda "quando è lecito staccare la spina", relatori Beppino Englaro, un giurista, un medico ospedaliero e un parlamentare. Beppino Englaro partendo dalla sua esperienza ha reclamato l'esigenza di una legge che permette ad un cittadino di decidere di morire con dignità; anche il giurista ha affermato questo diritto. Il medico, pur riconoscendo gli aspetti umanitari, ha posto la questione della deontologia professionale. Il parlamentare ha evidenziato l'ostacolo all'approvazione di una legge ad hoc era legato alla libertà di coscienza reclamata dai parlamentari. Il parlamentare con il gesto del voto partecipa alla vita collettiva. Chi rappresenta gli elettori non può limitarsi ad appellarsi a una presunta "libertà di coscienza" che rappresenta solo se stesso e non la volontà della collettività. Nel 1974 la maggioranza degli italiani, con senso civico e sensibilità politica votando per la non abrogazione della legge sul divorzio, ha capito che il concetto di indissolubilità del matrimonio non poteva essere imposto a tutti. Ancora oggi, nel terzo millennio, appellarsi al senso civico, alla sensibilità politica e alla laicità dello Stato dimostra che la classe politica, malgrado il dettato imperativo della tutela della dignità individuale, continua a negare alcuni diritti civili, complice anche l'opinione pubblica priva della consapevolezza che con il riconoscimento dei diritti si rafforza la libertà. Vivere e andarsene dignitosamente è un diritto che la politica e la società devono garantire a tutti. Non va tollerato il comportamento di chi reclama il giusto valore della vita senza far niente per chi vive nella miseria privato della dignità umana e a volte costretto, per disperazione, a togliersi la vita. Politica e Società Civile devono fare la loro parte.

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    1. delegare ad altri il diritto di limitare le scelte che attengono alla propria persona e al modo di gestire la propria vita contraddice il principio del libero arbitrio quindi quello che tu dici è puro buon senso

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  14. L'eutanasia è un argomento etico, che coinvolge una buona parte di umanità sofferente : la sofferenza di chi è in procinto di morire e la sofferenza di chi gli sta accanto ed empaticamente prova lo stesso angosciante dolore. Sono però argomenti questi che la Comunità deve affrontare con grande determinazione senza pregiudizi etico-religiosi. Sarò breve! L'uomo nasce libro ed è pronto ad affrontare la propria vita nell'appagamento di tutte le aspirazioni che la stessa vita gli propone, condizionato solo dalle leggi comunitarie più elementari volte al conseguimento di una pacifica con vigenza sociale: il Patto sociale.Nessuna legge mi può imporre di morire come è quando voglio; nessun Autorità si può arrogare il diritto, nella salvaguardia della mia dignità, di farmi affrontare il trapasso nella sofferenza e nell'angoscia. La nascita e la morte sono due momenti della vita e la mia vita deve avere il significato e lo sbocco che io, e soltanto io, nelle mie espresse e piene facoltà mentali, ho deciso di dare. Un affettuoso abbraccio a te, Mario, ed un grazie per aver riproposto un argomento ed un problema, che questa società incivile non ha ancora saputo o voluto risolvere.

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  15. Armando Pupella7 febbraio 2017 09:15

    COMPRENSIBILISSIMA LA DOLOROSA POSIZIONE DEL SIGNOR MARIO BOTTEON.
    Ma molto strana quella del padre di Eluana Englaro il quale, lo stesso giorno in cui i medici eutanasiavano sua figlia, rilasciava interviste; io lo ascoltai alla radio.
    Eppure Eluana respirava autonomamente senza macchine ed era accudita dalle suore, ma non in casa di suo padre.

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    1. Gaetano Landolina7 febbraio 2017 09:16

      Sei sicuro che respirava autonomamente? Ma da quale fonte di informazioni attingi, magari mangiava pure spaghetti e poteva avere figli come qualcuno ebbe a dire in quel periodo . Io andrei cauto su queste cose e c'è poco da commentare a sproposito, non è detto che solo perché qualcuno non gradisce un sistema tutti gli altri devono adeguarsi al loro volere, dove sta scritto?

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  16. MARISA BIGNARDELLI7 febbraio 2017 16:35

    condivido l'eutanasia e il pensiero di Mario Botteon.L'eutanasia deve essere una libera scelta,come la donazione degli organi.Non scegliamo di nascere ma ci si deve dare la facoltà di scegliere come morire.Interessantissimi i commenti.Alcuni li ho molto apprezzati.Non c'è una terapia del dolore. La morfina,a certi stadi,non funziona.Quando funziona stordisce e toglie ogni volontà.Io parlo della mia morte ed è giusto parlarne. sono proprio le persone più vicine che mi stoppano.In quanto alla politica,come sempre discute.Parlare di temi etici e disapprovare l'eutanasia una marmaglia senza morale mi rende indignata.Non è un fatto religioso,non è la presenza del Papa.La decisione è solo personale.Noi siamo un paese di follie.abbiamo ottenuto il divorzio,l'aborto,il riconoscimento degli omosessuali,dopo infinite discussioni.quante persone sono morte dentro,quanti si sono suicidate,quante hanno lottato per quello che era legge negli altri stati!Adesso basta.Confesso che non è la morte che mi fa paura ma il terrore di morire soffrendo e ascoltando le preghiere e le invocazioni di chi mi sta vicina affinchè la vita mi lasci. Perciò che ben venga l'eutanasia che ben venga una legge che la disciplini.Grazie Mario e mi dispiace che hai perduto la compagna della tua vita,assistendo a tutta la sua sofferenza!

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