mercoledì 26 ottobre 2016

LE TRIBÙ, LE GUERRE E LE BARRIERE

Italiani di coloredi Nino Risitano - Chi nasce sul suolo italiano è da considerare italiano, come chi nasce in qualsiasi parte del pianeta è da considerare terrestre. Senza alcuna cittadinanza però se non quella che tu stesso ti dai se hai l'apertura mentale per farlo.
Io, dunque, prima che cittadino italiano, mi sento cittadino del mondo: ed è questo che ho cercato d'insegnare a mia figlia ed adesso a mio nipote.

bimbi_immigrati_800_800Il genere umano abita la terra da migliaia e migliaia di anni, e costantemente e periodicamente, dividendosi in tribù, si fa la guerra in nome di un Dio o della Razza, ma sempre subdolamente ed egoisticamente con un intento utilitaristico. La mia tribù italica fa parte di una grande Famiglia che si chiama Europa: è da 60 anni che le tribù non riescono ad unirsi per meschini interessi. Abbiamo dunque le nostre debolezze ed i nostri bassi istinti ma cominciamo a guardarci dentro e riconosciamo tali egoistici impedimenti.

Lo Ius soli è un passo avanti verso l'integrazione e l'accettazione di quelle culture, compresa la nostra, che hanno, però, la capacità di mettersi in discussione, di rendersi plasmabili e di accettare solo quello che la stessa Natura mater ci propone come inviolabile e di rigettare tutti gli altri orpelli nati da speciose sovrastrutture mentali o pregiudizi. Arriveremo mai dunque a costruire una sola nazione con un solo vessillo, quello dell'umanità, ed un solo intento, quello del bene comune con la salvaguardia dei diritti fondamentali di tutti gli uomini?

1353925452856È difficile, se non impossibile, perché siamo piccoli, racchiusi nel nostro particulare, attivati solo dal nostro egoismo. L'innato bisogno della Conoscenza però ci può portare sempre più vicini alla verità. Noi scrutiamo il mondo che ci circonda, vediamo la sua bellezza e la sua grandezza ma ci accorgiamo anche dei suoi limiti e della sua precarietà. Acquisteremo la certezza di non essere Dei e di non avere bisogno di essi per vivere in pace.

stranieri-italia-gruppoFra pochi anni ci saranno oltre 30 miliardi di esseri umani su questo pianeta ed avranno bisogno di essere sfamati e curati. Nel nostro Paese dibattiamo ancora se sia giusto concedere fin da subito la cittadinanza ai bambini figli di extracomunitari nati nelle nostre città. Sono passati troppi anni da quella norma, la n. 91 del 1992, che blocca il procedimento di concessione della cittadinanza fino al compimento della maggiore età. E così ci ritroviamo con tantissimi ragazzi e ragazze che studiano la nostra lingua, la nostra letteratura, vivono le nostre preoccupazioni e giocano e crescono con i nostri figli ma sono ritenuti stranieri da una burocrazia e da una legge superata dalla storia.

214414237-8dd6cb26-4a57-4cfd-9fe1-dd7a6c64ae8cLe migrazioni, è una certezza evidente, saranno continue e inarrestabili e lo Ius Soli verrà superato dallo Ius Vitae. Gli Dei e le Razze saranno dimenticati e prenderà il sopravvento solo l'istinto della sopravvivenza. Noi ne abbiamo consapevolezza perché la Conoscenza ci porta alla verità.
Io credo sia inutile dilungarsi perché abbiamo capito ed individuato il problema: esso è costituito dall'egoismo e dall'intolleranza; esso è costituito da quegli aggregati umani detentori di potere e ricchezza, che utilizzano per angariare e depredare i popoli, costretti a migrare per sopravvivere.

Nino RisitanoNino Risitano
26 Ottobre 2016

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa ulteriore e interessante, e particolarmente bella, riflessione su una questione molto importante, la cittadinanza ai bambini figli di genitori extracomunitari che è uno dei punti fermi di PoliticaPrima. Ne abbiamo iniziato a parlare nel 2011 facendone una battaglia per il superamento della vecchia legge n. 91 del 1992, senza purtroppo, a distanza di 5 anni, avere colto nelle istituzioni, parlamento in testa, una decisa volontà riparatrice. L’autore coglie l’essenza della questione ponendoci di fronte al significato più vero dell’essere uomini e donne di questo pianeta. Che non può essere condizionato dal potere e dagli egoismi delle nazioni. Nino Risitano, nativo di Giardini Naxos, ridente e bellissima cittadina della costa messinese, dopo la maturità e qualche anno di medicina intraprende la sua attività lavorativa nell’esercito e poi da civile a Roma al Ministero Difesa e alla Presidenza del Consiglio. Chiude la sua esperienza nella pubblica amministrazione al Provveditorato agli Studi di Messina, da Segretario responsabile scuola materna ed elementare nel 1989. Torna Finalmente nella sua amata Giardini Naxos dove, dopo un periodo da imprenditore, si dedica alle sue passioni. È stato un attivista del Fronte della Gioventù fino a 25 anni, quando dal Socialnazionalismo passa al Socialismo e all'agnosticismo, pur avendo militato precedentemente nell'Azione Cattolica. Insomma un Socialista, agnostico e ambientalista da una vita.
Da qualche tempo, da attento osservatore e appassionato di politica, segue i nostri dibattiti intervenendo con preziosi commenti.
Questo è il suo primo articolo su PoliticaPrima. Benvenuto e buon lavoro.

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30 commenti:

  1. È vero quello che dice Nino, mio carissimo amico fin dall'infanzia, abbiamo bisogno di una politica planetaria che affronti, per guidarla, la globalizzazione capitalistico - finanziaria che semina povertà e morte per ingozzarsi di profitti, come ha già proposto il grande sociologo Z.Bauman.

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  2. Possiamo intervenire per tempo, Basta volerlo, senza ideologie o guerre confessionali. Sarebbe ora.

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    1. Eugenio Magrini27 ottobre 2016 16:57

      Claudio Come proponi d'intervenire

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    2. Carissimo Eugenio, come da me scritto in altre circostanze le soluzioni che vedrei applicate da subito: 1) scendere sul terreno dei territori a povertà assoluta con organizzazioni che portino prima soccorso immediato, riorganizzare strutture per un futuro a medio e lungo termine per queste popolazioni martoriate da guerre coloniali e/o confessionali di natura prettamente economica. Queste operazioni sotto copertura militare gestita dall'ONU. 2) bandire, dopo tanti secoli, qualsiasi intervento militare spacciato quale "democratico" ed invece di fatto di assoggettamento al potere dei FORTI. Uno dei primi interventi, contemporaneamente alle necessita alimentari e sanitarie, l'istruzione scolastica con lo scopo di rendere quelle popolazioni consapevoli della loro autodeterminazione e delle loro libertà civili e "confessionali" Questo mie proposte, confesso, non riuscirò mai a vederle neppure iniziate. La strada del Socialismo Umano e rispettoso delle libertà dei popoli, purtroppo, per i potenti rimangono ancora utopia da non concedere alle persone. Il loro credo colonizzare, sfruttare ed eliminare chi non si adegua. Ancora oggi dopo tanti secoli di danni provocati all'umanità. Scusa Eugenio se mi sono dilungato.

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  3. Michele Maniscalco26 ottobre 2016 21:38

    Ritengo la cittadinanza a chi nasce e cresce sul suolo italiano un dovere assoluto da parte dell'Italia. Eppure le forze politiche del nostro parlamento si accapigliano per tante altre cose, ma non sembrano aver fretta per attuare questo principio umanitario.

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  4. Non si può non concordare con l'esposizione e l'analisi contenute nell'articolo.
    L'Autore pone alla coscienza umana un interrogativo che credo assilli gran parte degli abitanti onesti del globo: il diritto ad avere un riconoscimento legale egualitario tra gli individui che risiedono sullo stesso pezzo di terra.
    Il diritto a tale trattamento egualitario dovrebbe essere naturalmente riconosciuto sulla base anche dell'apporto economico e formativo delle comunità a carico dei loro componenti e comportare, pertanto, eguali diritti e doveri derivanti dal fatto che ogni individuo apporta il suo contributo etico, economico, sociale proprio alla formazione della comunità stessa.
    In un mondo che diventa ogni giorno più piccolo la suddivisione per razza, lingua, costumi ed usi diventa sempre più aleatoria e inconsistente per cui a mio parere il concedere la "cittadinanza" dovrebbe essere automatico all'atto stesso della nascita.
    Certo l'abolizione anche dei confini politici degli stati sarebbe l'auspicio migliore per una fratellanza universale che accumunasse gli uomini tutti in una comunità mondiale ma esso scontra con la realtà che ci circonda più che per fattori etnici o genetici su interessi economici egoistici e, direi, innaturali visto che la nostra genesi è comune indipendentemente dal colore della nostra pelle così come ci sono comuni il momento della nascita ed il momento della fine visto che da polvere che eravamo a polvere torniamo.
    Realisticamente oggi non vi sono soluzioni!

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    1. Ed è proprio così: individuato il problema, la soluzione sta nella forte presa di coscienza, nel tempo e nella pertinacia

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  5. Silvio Barbata27 ottobre 2016 09:17

    La nuova tratta degli schiavi... camuffata da "accoglienza" il primo diritto è quello di poter rimanere nella propria terra.

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  6. Bellissimo questo articolo di Nino... Umanità cercasi..non c'è più umanità e siamo tutti chiusi nei nostri egoismi, tanto da far succedere la triste vicenda di quelle donne e bambini respinti.Siamo responsabili noi stessi della nostra aridità interiore ma anche i governi ce la mettono tutta nel momento che non mettono in atto le misure necessarie per l'accoglienza e tutto sembra lasciato al caso. ..
    E comunque, anche il terremoto ci viene a ricordare quanto patetici siano i tentativi degli uomini di farsi del male...
    In un secondo,ci annienta e ci distrugge. Dovremmo essere uniti e compatti nella volontà di fare le cose per bene, come ad es, usare tutto il nostro potere per concorrere all'attuazione di mezzi necessari per tutelarci davanti alle arrabbiature della natura che se la ride e ci riporta alla realtà delle nostre fragilità e, soprattutto della nostra arroganza.
    Siamo impotenti davanti a questi eventi ma non dovremmo esserlo davanti a un gruppo di donne che chiede ospitalità.

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  7. Un pensiero pulito ed equilibrato, oltre che razionale quello di Nino Risitano. È indubbio, che sin dalle origini, l'uomo abbia sentito la necessità di aggregazione e di costituirsi in comunità, non solo per soddisfare il proprio desiderio di socialità, ma anche per ragioni molto più pratiche, come tra l'altro, la sicurezza e la protezione garantita dal rassicurante branco, fatto di appartenenza ed interessi comuni. Ed è proprio questa esigenza primordiale,ad aver dato vita alle tribù ed infine alle nazioni e di conseguenza agli Stati. Nella nostra stessa penisola,le divisioni ed i campanili, sono ancora troppo evidenti e troppe sono le contrapposizioni tra le comunità, le regioni, tra il sud ed il nord. Ed oggi, l'antica necessità di branco, come la quotidianità ci ricorda, non è sradicabile o almeno non è cosa facile da mettere in pratica. Il senso della conservazione a tutti i costi, e la naturale ostilità verso tutto ciò che può mutarne le rassicuranti regole ed abitudini, fanno parte del nostro atavico bagaglio, mentre le negative esperienze storiche, non hanno fatto altro che rafforzare questi convincimenti, anziché metterli in discussione.
    Ma certamente non giova neppure, la indubbia politica di stimolazione verso una emigrazione di massa,da parte di governi irresponsabili, come rimedio all'impoverimento delle risorse ed alle instabilità da loro stessi causate nei loro paesi. Una integrazione forzata non può che riaccendere il senso di difesa ad oltranza, di chi vede messo in pericolo il proprio status e le propri e regole. In tale contesto, gravissime sono le responsabilità dei governi, colpevoli di non aver saputo informare, rassicurare, garantire i residenti e fornire un adeguato supporto di conoscenza culturale, in grado di avvicinare gli uni verso gli altri, senza preconcetti e diffidenze verso chi ci è estraneo.

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  8. Trovo bellissimo questo articolo di Nino Risitano, intriso di umanità, di senso storico e di valori di accoglienza e solidarietà. Come non concordare con lui e respingere la logica di quanti, ancora si attardano a non vedere al di là del proprio naso e dei propri confini. Come si può non vedere ed apprezzare la bellezza di tante classi, composte da bambini provenienti da diverse parti del globo, uniti da esperienze comuni e da percorsi scolastici paralleli. Se l’amicizia, la cultura, sono valori universali nessuno può pretendere che si pongano diaframmi tra uomini solo per la pretesa che la cittadinanza sia un privilegio di chi risiede da sempre in un determinato luogo fisico. Ognuno può decidere dove vivere, ma è il destino che ti fa nascere in un luogo piuttosto che in un altro. Anch’io, come l’autore, mi sento cittadino del mondo.

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  9. Cosa dire di un articolo così ben strutturato, pregno di UMANITA', di saggezza che il nostro amico Nino Risitano ci regala ,per scardinare certe... porte chiuse? Sarei banale se dicessi che è semplicemente stupendo quel che dice e come lo dice... Un articolo che ci deve fare riflettere e molto... ma non solo a noi amici del blog, ma anche e sopratutto ai sordi ...Condivido in toto tutte le sue profonde considerazioni, sperando che facciano breccia nei cuori e nelle menti di tutti.
    Un caro saluto a Nino Risitano e un GRAZIE ENORME!

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  10. Alba Ponticello27 ottobre 2016 12:58

    Nino, il tuo articolo è molto bello, pieno di quella Umanità e di quei Valori di cui, oggi, molti sono privi.

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  11. Claudia Anna Bianco27 ottobre 2016 12:59

    Sono d'accordo. Chi nasce e cresce sul suolo italiano e' italiano. Bellissima riflessione Nino. La solidarieta' e' valore assoluto

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  12. Questo primo articolo di Nino Risitano nasce da uno dei suoi pregevoli commenti scritti su questo blog. È stato non facile convincerlo a trasformarlo così da inserirlo nella ormai corposa libreria di PoliticaPrima. Tra l’altro su un argomento molto sensibile, e per certi versi divisivo, che abbiamo affrontato più volte e che mi sta particolarmente a cuore. La sua traccia è delicata, chiara, senza tentennamenti. Il suo pensiero è netto e non lascia spazi ai mal di pancia quando si parla di “colori” diversi, alle classiche reazioni “non sono razzista però…”. Una questione sulla quale la classe politica è in enorme ritardo e il governo in primis. Sicuramente una scelta che può creare problemi di tenuta alla sua maggioranza raccogliticcia e all’avanzata dell’ex giovane fiorentino. Pensate quanto spazio e quante risorse sono state dedicate alla riforma costituzionale di cui la stragrande maggioranza dei cittadini non ha mai sentito il bisogno. Sarebbe bastato un ventesimo di questo sforzo per sanare una ferita aperta e un’ingiustizia palese. Vedo ogni giorno tanti bambini colorati e bellissimi che crescono insieme ai nostri, vivono con noi, amano la nostra terra e ne studiano la storia. E però restano stranieri fino al compimento del 18° anno di età. Ma non basta. Possono richiedere la cittadinanza entro il 19° anno e se sbagliano i tempi sono guai. Incredibile ma vero.
    Per questo l’autore merita un plauso. Per avere toccato con rara sensibilità un nervo scoperto del nostro sistema sociale. Al prossimo articolo, Nino.

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  13. Silvio Barbata27 ottobre 2016 16:56

    Non buttiamola sempre con gli "atavici" "ancestrali" istinti...qui siamo di fronte ad un nuovo schiavismo... Martin Luther King si rivolta nella tomba...gli aguzzini che sotto la falsificazione e il ricatto "dell'accoglienza" e della carità pelosa con il "c..lo" degli altri alimentano la nuova tratta degli schiavi...mentre la Cina si sta comprando pezzo a pezzo l'Africa e nessuno ha il coraggio di criticare o reagire...per il bene di questa povera gente bisogna fare di tutto per non illuderli più a venire qui...e generosamente intervenire perché possano avere le condizioni per rimanere nella loro patria.

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    1. Ho prefigurato un panorama apocalittico se non si dovesse porre rimedio. Tu hai dato una soluzione Silvio e potrebbe andare bene perché il problema è uno solo, come tu stesso fai capire: lo sfruttamento di intere popolazioni, che abitano una parte della Terra, da parte di caste privilegiate a capo di popolazioni che occupano un'altra parte della Terra.

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  14. Avari e prodighi sono due categorie parimenti peccatrici.
    Sicuramente noi, attualmente, riguardo il problema dell'immigrazione, siamo più sul prodigo che sull'avaro.
    Capisco le situazioni di emergenza, le fughe dalla guerra, ma mi rifiuto di farmi prendere in giro da chi viene qui, per esempio dalla Nigeria dove non c'è nessuna guerra.
    E allora perché?
    Per la propaganda sistematica che si va facendo, per quanto molti ci guadagnano sopra, vere e proprie speculazioni, con promesse di un benessere che non possiamo più avere neanche noi.
    Tutti questi ingressi, sicuramente nel tempo, creeranno concorrenza con gli italiani che già ora sono sempre più precari e in difficoltà.
    Si tratta di una pianificazione, a livello mondiale, della povertà che renda docili i popoli immiseriti, tanti cittadini supplici e incapaci di reagire, sotto controllo.
    Le direttive vengono dall'altra parte del mondo, ormai si è capito!
    Tutto sta sfuggendo di mano e la paura tra la gente aumenta e con essa lo stegno.
    E' vero che ci sono i trattati internazionali che garantiscono accoglienza ai rifugiati, ma gli altri perché dovrebbero avere gli stessi diritti?
    Per fame?
    Beh non direi! Sono ben messi e quasi tutti ragazzotti.
    O sì, sentirsi cittadini del mondo è nobile ed auspicabile per un futuro di pacifica convivenza senza più frontiere!
    Ma attualmente le cose sono ben diverse e accogliere chi fugge dalla guerra è un dovere sacrosanto; ma coloro che arrivano sempre più numerosi e senza controllo, non dovrebbero avere un certo benessere in casa loro garantito anche con aiuti consistenti e ben investiti da parte di questo occidente così opulento?
    Ma noi siamo prodighi, caritatevoli, mettiamo foto di bimbi che muoiono sui barconi, pance di donne incinte in primo piano senza alcun rispetto per loro e calpestando la loro dignità.
    L'importante è impietosire su falsi valori che di cristiano non hanno nulla di fronte ai profitti e alle speculazioni che ci si fanno sopra.

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    1. Fausta, come ho detto prima, il portare aiuti nelle terre rese povere dall'egoismo e l'ingordigia delle lobby capitalistiche è un dovere, ma anche l'unica soluzione che ci possa allontanare da orribili scenari. Noi cittadini dei cosiddetti Paesi ricchi ed avanzati dovremmo pesare di più e convincere o costringere i Potentati ad agire per il risanamento delle terre devastate. Noi siamo più fortunati, ma lo potremmo essere ancora per poco e lo Ius Soli, oltre ad essere un atto riparatore del nostro egoismo, può essere l'inizio di una prassi intrisa di naturale, generosa condivisione. La pace non ci potrà mai essere se non mettiamo sulla stessa bilancia le esigenze di tutti i popoli e riequilibrare od attenuare le discrepanze.

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    2. Assolutamente d'accordo sullo ius soli,è un diritto, anche perché questo favorirebbe il processo d'integrazione. Quanto ai potenti della terra...figurarsi! Loro hanno un progetto ben preciso!
      Personalmente do il mio piccolo contributo insegnando la nostra lingua ai ragazzini extra comunitari in un'associazione di volontariato, in verità senza stancarmi troppo, solo due volte la settimana; perché ritengo che potersi esprimere e colloquiare sia importante; poi serve pure, e specialmente ai più giovani, per capire bene quelli che sono i loro diritti e i loro doveri.
      Certo, noi siamo, o meglio "siamo stati", più fortunati, ma dal considerare questo ad aprire le porte a tutti ce ne passa...!Essere prodighi, lo ripeto, è un peccato come essere avari...ed è sempre pericoloso!

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  15. Essere "Cittadini del Mondo"...sì certo, dovrebbe essere proprio questo il principio/Guida di ogni Società.
    Noi docenti nelle nostre classi cerchiamo quotidianamente di discutere del bene comune, dell'altro, del diverso, della solidarietà. Spesso non riusciamo ad arrivare al cuore delle famiglie dove non sempre si possiede quella apertura mentale necessaria all'accettazione dell'altro ( non mi riferisco solo agli stranieri ma anche a coloro che abitano in altri quartieri....purtroppo la diversità viene vissuta anche in circostanze più ristrette! Ahimè!) e, quindi...che fare? Come agire? Che sperimentare? Ormai sono arrivata a vivere oltre la metà della mia vita...ma la domanda rimane sempre la stessa:"Cambieranno mai le cose in questo nostro strano Mondo?"

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    1. Mariapia , noi possiamo incidere sul male se riusciamo ad individuarlo ed il bisturi può agire in profondità con risultati invasivi e talvolta devastanti, oppure ci accontentiamo di un'azione più superficiale che ci porti alla guarigione più lentamente. Ma l'importante è scoprire il tumore....e quello l'abbiamo fatto.

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  16. L'articolo di Nino Risitano è bello perché affronta una argomento delicatissimo: i diritti fondamentali di tutti gli uomini del globo terrestre che appartengono ad una sola famiglia, quella umana. L'argomento, molto sensibile, segue una nobile linea ideale che parte dal senso di appartenenza alla tribù italica che fa parte della grande famiglia europea per proiettarsi verso l'affermazione ed il consolidamento di una unica famiglia, quella umana. L'articolo affronta i problemi delle migrazioni con una tale passione da essere indotti, per una volta, a non dare spazio ai miserabili motivi che alimentano l'egoismo e l'intolleranza. Gli ultimi episodi di rifiuto di ospitalità non sono esaltanti: appannano l'immagine di tutto un popolo malgrado l'inqualificabile comportamento è circoscritto ad una minima parte della popolazione. Il richiamo alla cittadinanza rappresenta, nei confronti degli extracomunitari, un riconoscimento importante. La cittadinanza costituisce quel particolare status che attribuisce all'individuo diritti e doveri civili e politici. Dopo quasi 25 anni diventa indispensabile aggiornare la legge 5 febbraio 1992, n. 91 con l'inserimento dell'acquisizione della cittadinanza con il criterio dello jus soli: è cittadino chiunque sia nato sul territorio italiano. Un primo passo per l'appartenenza alla tribù italica con tutto quello che segue, compresa la visione ideale dell'autore dell'articolo: " arrivare a costruire una sola nazione con un solo vessillo, quello dell'umanità." Questo articolo, nella continuità del dibattito su Politica Prima, richiama altri due precedenti articoli. Il primo: "Cittadini italiani o cittadini del mondo" di Filippo Ales (16.10.2015). Filippo scriveva: << Ci pensate se domani ci svegliassimo ed il TG comunica che il Governo Italiano, e tutti i paesi del mondo, hanno approvato una nuova legge: Con effetto immediato sono aboliti le frontiere tra tutti gli stati. Da oggi è in vigore la libera circolazione di persone e/o cose, senza onere per alcuno. I cittadini possono registrarsi in qualunque regione della terra decidendo di stabilire la propria residenza. Da oggi i cittadini italiani potranno chiamarsi " cittadini del mondo". >>. Il secondo: "Cittadini. No ai confini alle barriere alle bandiere" di Gisa Siniscalchi (24.10.2015). Gisa scriveva: << Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana. >> L'articolo di Nino Risitano come quelli citati difficilmente si dimenticano, la loro forza sta nella idealità che trasmettono, forse non a tutti, ma quanto meno si prestano ad una presa di coscienza. Grazie Nino.

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  17. Lorenzo sei forte, fai di un commento un articolo ed esaudisci tutte le domande e le curiosità sull'argomento. Io non volevo fare articoli, ma Giangiuseppe è da molto tempo che insiste e quando ha visto il commento al bellissimo articolo di Gisa, è rimasto entusiasta, come d'altronde allora la stessa Gisa. L'ho ampliato e, col suo aiuto è nato il mio primo articolo, che forse sarà l'ultimo. Voglio bene a Giangiuseppe, ma la mia poesia e la mia prosa si adattano più ai commenti che alla corposità ed alla ricerca di dati e notizie. La mente ormai m'inganna Lorenzo e non ho più la pazienza di ricercare. Solo il mio cuore è rimasto impavido e fanciullo e da esso mi faccio trasportare, talvolta con considerevole veemenza.

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  18. silvio barbata28 ottobre 2016 09:51

    SONO TOTALMENTE IN DISACCORDO CON RISITANO...IL SOLITO MANTRA "DELL'ACCOGLIENZA"...che però si presenta arido e sterile, cioè senza reali soluzioni...rispetto al fenomeno provocato che io chiamo "immigrantismo, nuova tratta degli schiavi" la soluzione migliore è è la tolleranza zero e non accogliere più nessuno per il bene di questa gente sfruttata e pagata sottobanco per invadere l'Europa;il rifiuto ad accogliere sarebbe una espressione autentica di generosità e attenzione reale verso le vere cause malefiche di chi spinge questa gente a lasciare la propria patria. Gli individui più pericolosi per l'umanità sono coloro che sviluppano una ragnatela ideologica soggettivistica e pretendono che sia riconosciuta come verità universale...una "umanità" o cittadinanza indistinta è una forma di soppressione della identità culturale e tradizionale di un popolo, un individuo senza una memoria identitaria (non identificazione...che è negativo) non esiste come persona...bisogna contrastare con tutte le forze l'azione di tutti i presuntuosi che vogliono fare dell'immigrantismo una ideologia, priva di contenuti di giustizia ed equità, in nome di un nuovo schiavismo internazionale...e che furbescamente, in mala fede cercano di confondere "libera circolazione" (mera libertà di spostarsi) con l'immigrazione forzata (anche se in modo indiretto e surrettizio come strategia dell'ipercapitalismo imperante) di massa che sradica dalla propria patria milioni di individui in tempi brevi provocando evidenti e ingestibili problemi sociali (sussistenza, alloggi, alimentazione, sanitari: epidemie; culturali, ecc.). Queste posizioni ipocrite, funzionali a cavalcare demagogicamente e cinicamente il disagio dei popoli, sono utili alle strategie plutocratiche e hanno una radice antropologica nel materialismo marxiano a sua volta figlio dello storicismo hegeliano...che negano in radice la "personalità" dell'individuo e sociologicamente il diritto all'autodeterminazione dei popoli. I cittadini di Goro sono un esempio di coraggio a favore dei più poveri (emigranti) che vengono sfruttati come futuri nuovi schiavi...complici tutti coloro che si nascondono dietro la falsa accoglienza e che, pur standosene comodamente a casa, propagandano, direi e spero, autoingannandosi per superficialità ed ignoranza esistenziale, l'immigrantismo, senza mai dare o proporre validi e puntuali iniziative operative per gestire il "fenomeno"...che non è spontaneo ma provocato...Ribadisco, LA CINA SI STA COMPRANDO PEZZO A PEZZO L'AFRICA E NESSUNO PARLA. Tranne io che lo sto denunciando.

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    1. Ti ho già risposto Silvio e non mi va di ripetermi.

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  19. Gisa Siniscalchi Nino il tuo è un bellissimo articolo, scritto con vera partecipazione e passione, è il naturale compleatamento del mio scritto un anno fa, tuttora attualissimo. Non è cambiato molto nel frattempo anzi si è amplificato l'egoismo e la incapacità dell'UE a gestire un esodo che diventerà sempre maggiore, anche e soprattutto per colpa dei paesi occidentali che speculano sui dissidi di quei popoli che sono da sempre sfruttati dalle grandi potenze. E' un problema planetario, è logico e ragionevole pensare ad una risoluzione mondiale dieliminazione dei confini, forse è un'utopia ma è ciò che serve all'umanità per definirsi tale. Ultima cosa, continua a scrivere, non fermarti a questo, grazie per l'affetto e la considerazione, sono reciproci..buon pomeriggio.

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  20. antonella albertini28 ottobre 2016 17:08

    La storia dell'umanità é da sempre caratterizzata dalle guerre, dalle invasioni, dalla lotta per la supremazia. Anche io, come scrive Nino, vorrei un mondo privo di cattiveria e di egoismi, di rifiuto e di barriere. l'immigrazione non cesserà fino a quando non saranno cambiate le condizioni dei paesi di provenienza. L'obiettivo é complicato e gravoso, ma non ci sono altre strade percorribili, umane, per far cessare l'esodo di disperati che fuggono da guerre e miseria. Sarebbe opportuno che il mondo occidentale investisse le risorse, che oggi si spendono per le armi e per la difesa, per progettare un futuro concreto ai paesi africani da cui proviene la maggior parte dei migranti. Otterremmo due obiettivi: cesserebbe l'arrivo di moltitudini di persone che molto spesso vengono marginalizzate o respinte; miglioreremmo le condizioni di vita di molti popoli che rimarranno ben volentieri a casa propria.Lasciateci credere che un mondo migliore é possibile.

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  21. Antonella, tutto quello che hai detto è comprensibile e potrebbe essere anche risolutivo, come ho detto sopra a Silvio Barbata. Riuniamo tutta la crapula capitalistica economico-finanziaria ed intimiamole di risolvere definitivamente i guai dei popoli che hanno da secoli sfruttato e depredato.

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  22. Argomento che vede a confronto i cosiddetti buoni ad oltranza e ... come vogliamo chiamarli? Io li chiamerei osservatori delle micro realtà attraversati da paure e da (alcuni sani) egoismi. Potrei abbracciare sia le idee di chi auspica l'abbattimento di ogni staccionata sia di chi si sente minacciato perchè fanno parte dell'animo umano sia le une sia le altre. Il desiderio di un mondo migliore accomuna tutti ma non credo che la cittadinanza jus soli possa contribuire a questo risultato. Possiamo solo adoperarci ognuno nel nostro raggio d'azione ed il bene si spande a macchia d'olio. Il mio commento è riduttivo rispetto alla portata dell'argomento ma credo molto nell'efficacia delle piccole azioni.

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