lunedì 9 maggio 2016

IO VOTO NO E NON SONO CONTRO RENZI

NO SI MARIA ELENA BOSCHIdi Sergio Bagnasco - Mi accusano di essere pregiudizialmente anti-renziano e di essere contro queste riforme solo perché a promuoverle è Renzi.

Ecco cosa scrivevo esattamente tre anni fa: il 9 maggio 2013 e non c'era ancora stata la sentenza della Corte Costituzionale sul porcellum.

Valutate voi se si tratta di viscerale antirenzismo.

COSTITUZIONELA COSTITUZIONE AL MURO

Da anni si dibatte intorno alla necessità di avviare una nuova fase costituente. Chi dovrebbe condurre questa nuova fase costituente? Con quale investitura? Per quali finalità?

Sinora il Parlamento ha messo mano alla Costituzione in modo corposo e incisivo. Perché pensare che adesso serva un organo distinto da quello previsto dalla Costituzione stessa?

Sul piano giuridico questo Parlamento ha il potere di procedere alla revisione della Costituzione ai sensi dell’art. 138. Un conto è la “revisione” che ha carattere limitato e manutentivo, altra cosa è la riscrittura di cui si sente spesso parlare. Sul piano politico e culturale questo Parlamento ha il mandato e l’investitura per procedere alla riscrittura della Costituzione?

L’attuale Parlamento “rappresenta” in modo non proporzionale solo due terzi degli elettori; i parlamentari non sono stati scelti dagli elettori ma dai partiti che a loro volta non sono organizzati con metodi democratici.

Piero CalamandreiI parlamentari dal punto di vista oggettivo e sostanziale rappresentano i partiti, associazioni private a cui irresponsabilmente i Costituenti affidarono il monopolio della politica nonostante i moniti lucidi e di assoluto buon senso di uno dei grandi costituenti, Piero Calamandrei.

L’idea che questo parlamento metta mano alla Costituzione o addirittura la riscriva non mi entusiasma. Come minimo vorrei che si procedesse alla elezione di una nuova assemblea costituente su basi rigorosamente proporzionali e con processi di selezione aperti a ogni cittadino che voglia candidarsi a questo ruolo.

RenziAncor meno entusiasta sono all’idea che questo Parlamento con apposita Legge affidi l’incarico costituente a un Organismo allo scopo costituito, magari composto anche da persone esterne al Parlamento. Ci troveremmo poi, molto probabilmente, a esprimerci sulla riforma con un referendum confermativo del tipo prendere o lasciare. Preferibile allora che sia il Parlamento a intervenire su diversi punti con specifiche riforme per ciascun ambito omogeneo e che su ciascuno il popolo sovrano possa poi esprimersi.

Nel 2006 l’elettorato ha respinto la corposa riforma costituzionale approvata dal centrodestra. Complessivamente quella riforma non convinceva ma vi erano alcuni aspetti positivi che probabilmente sarebbero passati se si fosse potuto votare per ambiti omogenei. Quella riforma andava verso una forma costituzionale più presidenziale e certamente rafforzava i poteri del primo ministro. 

Silvio BerlusconiÈ stata respinta, eppure molti affermano che gli italiani vogliono un sistema presidenziale e che gradiscono l’elezione diretta del governo. Molti hanno affermato nella scorsa legislatura che Berlusconi era l’unica carica dello Stato eletta direttamente dal popolo, affermazione totalmente falsa, e che, di contro, il governo Monti non era stato votato dal popolo, affermazione vera come per tutti i governi repubblicani.

Queste premesse, questa faciloneria, banalità e superficialità, questo pressapochismo che caratterizza ampia parte del nostro Parlamento non inducono ad avere fiducia nel nuovo corso costituente di cui forse a breve i legislatori dei partiti si occuperanno.

Sergio Bagnasco

Sergio Bagnasco
Milano
09 Maggio 2016

69 commenti:

  1. Questo parlamento non puo' fare riforme della Costituzione che vanno fatte con una maggioranza quasi totale , nella riforma del Senato molti gruppi non hanno partecipato ..poi nel dettaglio non porterebbe a nessun beneficio .E darebbe un enorme potere al partito di maggioranza cioe' il PD ..la deriva eversiva e' fin troppo evidente ..la presenza PREOCCUPANTE di Patti del Nazareno con Berlusconi (p2) e DENIS VERDINI (p3) non depone per niente a favore di renzi .Ormai e' evidentissimo che la DISONESTA' E' L'UNICO REQUISITO A FARE CURRICULUM il parlamento e' discretamente fornito di condannati vari una volta la classe politica sceglieva le persone con altre caratteristiche Calamandrei uno dei padri della costituzione ..accennava a ONESTA' -BUONA FEDE -SERIETA' IMPEGNO MORALE -SINCERITA E COERENZA ESATTAMENTE IL CONTRARIO DELLE CARATTERITICHE DI OGGI ..

    RispondiElimina
  2. E' Renzi che si è messo contro, legando il suo futuro di capo del governo all'esito del referendum.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma è giusto così. Se il popolo ti vota contro su una riforma rivoluzionaria come questa , è giusto che tu te ne vada a casa.

      Elimina
    2. La Costituzione non può essere faccenda di un governo. Di rivoluzionario non vedo proprio nulla. Tu Pino cosa vedi di rivoluzionario?

      Elimina
  3. Penso esattamente la stessa cosa, queste riforme non sono buone, sono proposte da un parlamento di nominati,figli di una legge elettorale dichiarata anticostituzionale, da un governo formato perlopiù da non eletti, che il capo del governo si chiami Renzi non ha la valenza che egli stesso ha voluto dare al referendum, ovvero l'operato del suo esecutivo, poteva essere Pinco Pallino, nulla cambiava, queste riforme sono pessime, distruggono la nostra Carta Costituzionale ed azzerano la sovranità popolare.
    Ecco perchè voto NO, prima di tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CONCORDO ..ASSOLUTAMENTE NOOOOOOOOOOOOOO!!

      Elimina
    2. Peter Schmailzl10 maggio 2016 11:31

      Se fossi italiano, voterei sicuramente no, perché ritengo questa riforma molto pericolosa perché porterebbe ad una malsana concentrazione del potere e questo in un periodo molto agitato potrebbe portare ad un governo assolutista che non si potrebbe nemmeno più cambiare con future elezioni.

      Elimina
  4. Ho sempre sostenuto che la Costituzione non può avere un colore politico, né appartenere ad un partito politico, bensì è un bene di proprietà di ogni cittadino. Proprio per questo, trovo inconcepibile che sia una unica forza politica a dover decidere di modificarla in proprio e cosa debba piacere o meno a tutti gli altri. Essere contro questa riforma raffazzonata e confusa, che in realtà non risolve ma complica la vita di questo paese. Ciò detto, questo voto, non può essere inteso come un referendum politico contro o pro lo stesso Renzi ed il suo governo, ma è una scelta responsabile e cosciente che deve restare fuori da ogni gioco politico, mentre l'esigenza di intestarselo è un esercizio scorretto e forviante e trovo altrettanto scorretto votarlo per onor di maglia e non e secondo coscienza.

    RispondiElimina
  5. Non ha senso votare no. Ha senso fare delle controproposte. Questo è il Paese del no a prescindere. Una povertà di idee senza fine e desolante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il NO non è affatto a prescindere. E' nel merito perché questa riforma peggiora tutto ciò che modifica. Per abolire il bicameralismo paritario togliendo la funzione della fiducia da parte del Senato, unica cosa su cui convengo insieme alla abolizione del CNEL, bastava modificare 2 parole dell'art 94.

      Ci sono state altre controproposte, per esempio il progetto di Chiti sul Senato. Ma tutto è nato già blindato sulla base dell'accordo tra Berlusconi e Renzi. Nulla di fondamentale è stato possibile modificare.

      Elimina
    2. Non capisco perchè si continua a ripetere sempre la stessa teoria!!!! Si parla di questo fantomatico accordo tra Renzi e Berlusconi. Pare che questo incontro sia diventato un'attenuante per dire NO a tutto. Quell'incontro era destinato a tenere buono Renzi affinchè potesse pilotare la maggioranza a votare contro l'arresto. Per favore ... non se ne può più di questo "Patto", da strenuo avversario di Renzi, corro il rischio di diventare un suo supporter.

      Elimina
    3. Sono passati trent'anni e quelle due parole non sono state cambiate. Cosa le fa credere che non passeranno altri trent'anni prima di cambiare quelle parole? Una risposta precisa la prego: non un auspicio.

      Elimina
  6. L'elemento nuovo della crociata portata avanti dal PD e da Renzi a favore del Si, è il bavaglio che si vuol mettere ai magistrati la cui stragrande maggioranza è a favore del No. Sono partiti attacchi concentrici per impedire che, proprio coloro che hanno giurato fedeltà alla Costituzione, esercitino il loro diritto/dovere di difenderla dallo sconquasso della Boschi-Verdini. La cosa ridicola è che le dichiarazioni che invadono tutte le televisioni contro i magistrati impiccioni, arrivano proprio dal vicepresidente del Csm, eletto nel PD, nominato dal PD, che ha preso parte del Governo Letta e Renzi. Quel tale Legnini, uomo di partito e di apparato ci viene a parlare di separazione di poteri come se lui, con quel curriculum, fosse garanzia di imparzialità per tutti i giudici. Come se difendere la costituzione non riguardasse tutti i cittadini, magistrati compresi. La Costituzione non è una legge qualsiasi ma è il fondamento, le radici della nostra democrazia, fortemente compromessa da queste riforme e dalla legge elettorale che ripete gli stessi errori del porcellum, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Secondo la loro logica può parlare solo Renzi e i suoi ventriloqui schierati col Si. E invece è proprio il Governo che non dovrebbe occuparsi della Costituzione in quanto la sua modifica è di stretta competenza del Parlamento. Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, durante i lavori preparatori della Costituzione ebbe a dire: “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”. L’esatto contrario di quel che fa Renzi.

    RispondiElimina
  7. Gaetano Càfici9 maggio 2016 15:13

    Vi sbagliate...Renzi ha personalizzato il referendum per creare "l'alibi perfetto"...modello "tempesta perfetta"...Vuol far passare il messaggio: o siete con chi vuole cambiare il paese o con chi vuole restaurarlo. In poche parole e senza parafrasi cela il più grande inganno della storia republiccana: quello di creare un modello che consenta a lui o a qualche suo clone di poter regnare (e non governare l'Italia) per almeno altri 20 anni. Altre disquisizioni politico-tecnico-giuridiche sono pleonastiche ed inutili. Così come l'abolizione del Senato che di fatto non è abolito, ma diviene luogo di impunità attraverso lo strumento dell'immunità! Ad maiora...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gaetano, secondo me è ancora peggio.

      Renzi gioca sul timore che la bocciatura porti alla caduta del governo e quindi a instabilità perché ha fatto in modo che non ci sia nemmeno uno straccio di legge elettorale con cui si possa validamente andare al voto.

      Avremmo l'Italicum alla Camera e il proporzionale puro al Senato.

      Oltre a questo gioca sulla accondiscendenza del popolo di sinistra che per evitare il rischio di un governo di Salvini o del M5S è pronto a ingoiare qualsiasi cosa.

      Preferisco questa Costizuione a una pessima riforma Costituzionale che aprirebbe a ogni deriva ben peggiore di qualche periodo di instabilità di governo.

      E sono stanco del "votare turandosi il naso".

      E non accetto ricatti che sono una offesa alla Costituzione, alla democrazia e allo Stato di diritto.

      Elimina
  8. Mario Cecchini9 maggio 2016 15:15

    Matteo Renzi nella trasmissione televisiva "Che tempo che fa" di Fabio Fazio di ieri sera su RAI 3, ha detto due cose importanti. 1) Questa Riforma della Costituzione, non toglie Diritti e Libertà agli Italiani. In pratica l'impianto dei Padri costituenti non viene leso. 2) Ha confermato che se il Referendum dicesse NO alla Riforma proposta dal suo Governo, se ne andrebbe a casa, punto. Il Renzi che ha parlato ieri sera in TV, mi e' sembrato chiaro e determinato a fare quanto detto. Gli Elettori sanno una cosa: Se il Voto del Referendum dice NO a questa Riforma, il Governo cade. Ciò può essere liberatorio da una parte ( M5S, Destra e quanti stanno scavando sotto i piedi di Renzi). Ma destabilizzante per tutti coloro i quali temono che il Paese ri- precipiti nel baratro dal quale pensano di esserne appena usciti. Vero e' che la Costituzione (art. 300) per quanto riguarda lo Statuto dei Lavoratori, e' già stata rimaneggiata. Ma credo che agli Italiani, non sia del tutto chiaro (neanche a me), cosa comporti esattamente e dove il Governo vuole mettere le mani. Da una parte si parla di manovra sacrilega che vanifica il sacrificio dei Padri Resistenti. Dall'altra si cerca di minimizzare l'impatto che questa Riforma avrà sugli attuali Diritti Costituzionali. Ora, io sono un ignorante in materia costituzionale; anche se ho capito molto bene quale sia stato l'impatto sul Lavoro impresso dalla Riforma del Jobs Act. Ma c'è qualcuno che sia in grado di spiegare in chiare lettere una volta per tutte, che cosa il Cittadino Comune, viene a perdere o a guadagnare da questa benedetta Riforma Costituzionale? Capisco che sparirà il Senato. Capisco che la Camera dei Deputati sarà l'unica dalla quale usciranno le Leggi (salterà il bicameralismo perfetto). Ma quello che vogliono fare del Senato residuo, mi sembra una "papocchiata". Ma e' soltanto per questo che si rema contro alla Riforma o c'è dell'altro. Dell'altro che il Cittadino comune non sa o non riesce a comprendere? Ecco, io sono il Cittadino ignorante che viene a chiedere che mi si spieghi chiaramente tutto quello che non capisco. Altrimenti mi viene il sospetto che la guerra in atto che attraversa il suolo Italiano sia una nuova battaglia fra Guelfi e Ghibellini....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al primo punto rispondo che è falso.

      Al secondo punto rispondo che è una scelta sua che non può ricadere sugli italiani perché la riforma costituzionale è materia del parlamento e non del governo.

      Se Renzi dice quel che ha detto significa che riconosce di aver imposto la riforma al parlamento con minacce di tornare al voto e con "non ci state alla mia impostazione? e allora beccatevi Salvini o Grillo".

      AFFARI SUOI CIO' CHE DECIDERA' DI FARE

      Elimina
    2. Vorrei solo dire che Renzi la fossa se la sta scavando da solo senza bisogno dei 5Stelle o di altri. Ogni giorno gliene arrestano uno (non certo per colpa dei gufi) e il matrimonio con Verdini non gli fa bene: è passato dal 40,8% al 28%. Inoltre trovo ingenuo che si possa dare credito alle lodi che Renzi tesse su Rai tre a favore della riforma. Sarebbe come chiedere all'oste se il suo vino è buono. Sarebbe molto costruttivo, invece, sentire le ragioni e le motivazioni di quanti quella riforma la definiscono un pericolo e un attacco alla Costituzione. E non sono dei frequentatori del bar dello sport, ma illustri giuristi di primissimo ordine.

      Elimina
    3. Sig.Cecchini, mi perdoni l'intrusione ma guardi che l'art.300 non esiste lei voleva intendere la Legge 300 del 1970 altrimenti detta Statuto dei Lavoratori pertanto non trattasi di Legge Costituzionale ma di Legge ordinaria. Tanto per chiarezza. Ma il problema grave resta quello della trasformazione del Senato che esula da ogni possibile considerazione sulle riforme ma incide profondamente sulla valenza della Carta Costituzionale in quanto trasgredisce al contenuto dell'art.1 che conferisce al popolo la "sovranità" che, normalmente si esercita attraverso le elezioni.

      Elimina
    4. Gaetano Càfici9 maggio 2016 20:29

      In sintesi, non disquisendo nello specifico perchè sarebbe troppo tediante, vogliono fare ciò che Mr.B. aveva detto più volte in modo assolutamente provocatorio: prendere la totale maggioranza alla Camera (numero di deputati intendo) e regnare senza alcuna minoranza che avrebbe solo un ruolo illusorio, ridotta a mero scambio di favori! Altro che riforma epocale!

      Elimina
  9. Armando Pupella9 maggio 2016 15:19

    Per me Renzi può restare se governerà bene e se farà uscire l'Italia dalla cosiddetta lunga crisi eliminando sprechi, ridimensionando spropositati privilegi, eliminando tante poltrone superflue e / o in eccesso nel Parlamento Nazionale e dall'Etna alle Alpi : ENORME SPESA ASOCIALE ED IMPRODUTTIVA che, gravando anche su lavoratori ed aziende, compromette la competitività di lavoratori ed aziende nella globalizzazione con conseguente disoccupazione, miseria, cassa integrazione, debito pubblico, suicidi di disoccupati e imprenditori, aumento di furti e rapine, decadenza economica. Ma voterò no per la riforma costituzionale. Nel febbraio 2015 la Corte dei Conti pubblicò una relazione sulla discutibile gestione del denaro degli italiani da parte delle regioni e sulla loro strana contabilità; e con questi chiari di luna regionali si svilisce il Senato in bivacco NON ELETTIVO di consiglieri regionali in vacanza a Roma in alberghi di lusso ed auto blu. Anche col bicameralismo perfetto l'Italia realizzò il miracolo economico degli Anni Sessanta del secolo scorso. È bene che i Deputati collabori no col Senato, Assemblea di Anziani con più esperienza di vita; sarebbe bene elevare di 5 anni l'età per essere eletti senatori e per eleggerli. Ma, visto che si parla di revisione della spesa "spending review " è bene dimezzare il numero di Deputati e Senatori, quasi il doppio di quelli degli USA. Che senso ha abolire le Province elettive per sostituirle con le città metropolitane NON ELETTIVE ?
    Preferibili le Province, ma ridotte di numero almeno come una volta, miglior espressione, assieme ai Comuni, di autonomia locale perché amministrano un territorio più piccolo di quello regionale. Abbiamo più di 8.000 Comuni in difficoltà economiche, troppi; I piccoli con centri abitati contigui e vicinissimi è economico e produttivo unirli.

    RispondiElimina
  10. Gloria Trizzino9 maggio 2016 15:20

    Se posso esprimermi liberamente, è' mia convinzione che con Renzi o senza Renzi non Vedo differenze. Sono secoli che il potere se lo sono diviso e che alternativamente prevalgono imponendosi. Ritengo difficilissimo sbrogliare la matassa e chi crede che questa sia una vittoria a mio avviso sbaglia di grosso: prima o poi perderanno anche loro. Se volete chiamatemi Cassandra, ma contro certi compromessi non c' e politica, ma solo distruzione e prevaricazioni.

    RispondiElimina
  11. Il Dr.Bagnasco sarebbe nel giusto se avessimo un Parlamento formato con i criteri che ispirarono la legge elettorale che elesse la Costituente originaria, ma, con l'attuale Parlamento è del tutto impensabile che si possano formulare riforme utili, anche se necessarie, tali da rendere la Carta Costituzionale più aderente ai tempi e sulla base dell'esperienza maturata. Ne viene a mio parere che bisogna respingere senza ma e senza se la proposta Renzi ( o Boschi, o, meglio di chi si sta servendo di loro per far prevalere il proprio orientamento)formulare ed approvare una legge elettorale proporzionale al fine di poter avere un parlamento formato dalle più variegate ideologie o meglio concezioni di vita comunitaria nel pieno rispetto della volontà popolare, della libertà, dell'onestà e della giustizia sociale e poi procedere alla riformulazione di quelle parti più utili al bene comune della Carta originale e infine sottoporla, e ciò deve essere ben chiaro, al giudizio del "popolo sovrano" principio a cui non si dovrebbe mai rinunciare per la vitalità stessa dello Stato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene, Franco. Infatti questa è la critica di METODO che sollevo a questo Parlamento che non è politicamente legittimato a riformare la Costituzione perché rappresenta solo 2/3 degli elettori, li rappresenta in modo alterato da premi incostituzionali ed è formato da persone che NON SONO STATE ELETTE DAI CITTADINI ma nominate dai partiti che hanno COARTATO (il termine è della Corte Costituzionale) la libertà degli elettori.

      Se questo non basta, aggiungo che si tratta per me di una riforma eversiva dell'ordinamento costituzionale perché la revisione è un intervento manutentivo mentre qui siamo a un cambiamento dell'assetto istituzionale senza nemmeno avere una Assemblea costituente eletta dai cittadini. Gli elettori nel 2013 non hanno votato per una riforma costituzionale e non hanno dato un mandato costituente.

      Rifarsi le tette è una revisione, un intervento manutentivo.

      Cambiare sesso è una trasformazione.

      E questo parlamento che non ci rappresenta pretende di cambiare sesso alla nostra Costituzione.

      NO!

      Elimina
    2. Perfettamente D'accordo Dr. Bagnasco e la ringrazio per la chiarissima interpretazione del mio pensiero. Secondo me è prioritario approvare una legge elettorale che possa consentire, come fu nel 1946 (per me era prima esperienza di voto), al popolo tutto di essere presente in Parlamento per riformare, come è giusto adattandola ai tempi e alle esperienze, la Carta Costituzionale.

      Elimina
    3. Era esattamente quel che scrissi al Presidente Napolitano a giugno del 2013 appena dopo la sentenza della Cassazione sul porcellum.

      La mia contrarietà è sul metodo da sempre e sul merito... da quando esiste un merito da analizzare.

      La lettera a Napolitano l'ho ripubblicata ieri (su Facebook) esasperato da critiche inconsistenti e da tifosi urlanti.

      Elimina
    4. Se questo non basta, aggiungo che si tratta per me di una riforma eversiva dell'ordinamento costituzionale QUESTA FRASE MI HA COLPITO EVERSIVA firmata da Patto del Nazareno di Berlusconi (P2) e denis Verdini (p3) ..

      Elimina
  12. Michele Maniscalco9 maggio 2016 16:02

    Si voterò NO a prescindere. Sono contro la linea politica di Renzi e colgo l'occasione che lui stesso ha scelto di darmi per poterlo mandare a casa in tempi relativamente brevi.

    RispondiElimina
  13. Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, durante i lavori preparatori della Costituzione ebbe a dire: “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”. L’esatto contrario di quel che fa Renzi.


    Voglio esordire con le parole di una persona per bene, altro mi e' difficile aggiungere perche' chi mi ha preceduto ha gia' accennato. Votero' NO...., perche' sono contro Renzi e contro tutti coloro che lo condividono. Nelle proposte della riforma e' chiaro l'intento di ridurre al minimo la parola del singolo cittadino. Nella malaugurata ipotesi passassero le riforme che vogliono loro, dimentichiamoci chi siamo e incominciamo sin d'ora a pentirci di non avere detto la nostra. Non credo sara' facile giungere al referendum senza traumi, le previsioni di una grande sconfitta sono li prossime a parlare, cosa avverra' che ancora non riusciamo a comprendere, cosa fara' Renzi nel momento in cui comprendera' che sta' per perdere tutto. Algorittimi non servono, mi auguro di vedere male, mi auguro di potere dire ancora la mia, io piccolo uomo dinnanzi ad una cosi grande e bella ed originale Costituzione....Ai posteri....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo Luciano, opportuna l'apertura del tuo intervento.

      La riforma costituzionale non può e non deve essere una questione di governo come fosse una qualsiasi questione di politica contingente.

      Elimina
  14. Niente succederà che non sia già successo; nient'altro male si farà all'Italia più di quanto se ne sia fatto. Non mi illudo che un Movimento anti sistema, se non ha il sostegno di una grande percentuale di onesti cittadini, possa realizzare il cambiamento. Io però credo che quello di Renzi è un governo che segue, in modo più furbo e determinato il subdolo modello berlusconiano. Renzi è un ipocrita ed in tutte le sue riforme... dalla Scuola, alla Sanità ed all'Ambiente c'è il tocco dell'uomo di destra, c'è il tocco del Berlusca, di Alfano, di Verdini, c'è il seme della privatizzazione. Voterò contro di lui perché è un bluff e perché le sue riforme costituzionali sono contorte come se stesso. Che se ne vada, egli non è un uomo di Sinistra e non farà alcun cambiamento se non proseguire su quelli di destra che gli altri governi hanno fatto o cercato di fare.
    Il cambiamento non si basa sulla Costituzione, ma sulla moralizzazione ed investe tutte le Istituzioni, non ultima la Corte Costituzionale. Una Comunità deve far vivere dignitosamente i propri componenti, li deve allontanare dalle sofferenze e dai bisogni: è la Giustizia Sociale che deve prevalere, al di sopra di ogni egoismo di casta o di corporazione o semplice categoria sociale. Se non capiamo questo, se la Corte non capisce questo, si mette a rischio la Liberta' e la stessa Democrazia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sante parole e Dio volesse che fossero ascoltate. Sig.Risitano. Io però non me la prenderei troppo con Renzi. Renzi è solo la pedina, succube della propria presunzione, del proprio desiderio di protagonismo,dell'ambizione della ""star", La colpa è di chi lo ha messo in quel posto, di chi se ne è servito per raggiungere scopi non troppo oscuri. Ecco perché bisogna dire "no". Un "NO" deciso, fermo per rispetto principalmente della nostra dignità umana, della libertà, dell'nestà,

      Elimina
    2. SOLO CON UN NOOOOOOOOOOOOO POSSIAMO ANCORA SPERARE DI SALVARE IL PAESE ..

      Elimina
  15. Beroste apre questa conversazione con una importante questione di metodo che tre anni fa potevo solo accennare ma che un mese dopo e poi otto mesi dopo divenne evidente a tutti con le sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale sul porcellum.

    Tre anni fa le questioni sostanziali erano due:

    1) revisione è manutenzione e non trasformazione; per cambiare assetto istituzionale ci vuole una assemblea costituente. In subordine, almeno un parlamento investito in modo forte dagli elettori con il mandato costituente; quel parlamento è stato votato sulla esclusiva base del confronto tra schieramenti per il governo del paese; il tema costituzionale non faceva parte dei programmi votati dagli elettori;

    2) un potere costituente deve rappresentare tutti; il parlamento del 2013 non rappresenta tutti perché la consistenza dei gruppi è alterata dai premi e molte componenti sono rimaste fuori per mancato superamento della soglia di sbarramento.

    A questi due motivi si è aggiunto un macigno: l'incostituzionalità del metodo di nomina dei parlamentari (nessuno ha il consenso diretto degli elettori e sono stati eletti coartando la libertà degli elettori: così ha deciso la Corte) e dei premi che hanno alterato in modo irragionevole la consistenza dei gruppi parlamentari.

    Questo parlamento non è politicamente legittimato a riscrivere la Costituzione perché rappresenta solo i partiti e nemmeno questi, considerati i tanti cambi di casacca.

    A queste considerazioni di metodo si aggiungono quelle nel merito: una riforma confusa, contraddittoria, inefficace e arzigogolata.

    RispondiElimina
  16. Mario Paolo Rossi9 maggio 2016 20:35

    Ditelo a chiare lettere : se non volete dare spazio a possibili involuzioni democratiche ,dovete votare NO .E' matematico che con poco piu' del 20 per cento dei consensi espressi un partito potrebbe conquistare tutti gli spazi di potere e di vigilanza (il controllore di se' stesso) Sappiamo per esperienza acosa portano queste situazioni. Evidentemente renzi ha grand e fiducia nell'animo umano

    RispondiElimina
  17. Domenico Biondo9 maggio 2016 20:36

    Io voto "no!" e , sono anche contro Renzi e questo governo !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mario Cecchini9 maggio 2016 20:37

      Ecco Domenico, qua sta il problema. Voti no per cacciare Renzi o perché la Riforma Costituzionale e' deleteria per la nostra Democrazia. Qua sta il sospetto che investe anche il M5S. Tant'è che loro hanno detto che una volta al Governo, la Riforma costituzionale la faranno loro. Come?...

      Elimina
  18. Francesco Caso9 maggio 2016 20:38

    io voterò SI, ma non perchè sono con Renzi, per convinzione personale che questo paese in un modo o in un altro vuole mummificarsi, e almeno questa volta sembra che qualcosa si muova....

    RispondiElimina
  19. Rosalba Ferrara9 maggio 2016 20:40

    Voterò no, mille volte no, al referendum costituzionale. Dovremmo considerare che un Si renderebbe tutto più confuso, sarebbe una riforma illegittima, prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale, e non garantirebbe la sovranità al popolo, grazie ad un premio di maggioranza.....oltre che un NO a Renzi...

    RispondiElimina
  20. Sergio Bagnasco, con altri precedenti articoli ha cercato di farci entrare nel merito della riforma. Con il presente arriva alla conclusione " IO VOTO NO E NON SONO CONTRO RENZI ". Quanti possono, con correttezza politica, affermare che il proprio voto esprimerà solamente una valutazione sulla riforma? La Costituzione non può essere oggetto di contesa politica. La revisione anche parziale non può essere espressione di un solo schieramento e nemmeno un progetto del governo. La necessità del miglioramento deve essere avvertita da un vasto movimento politico e civile. La modifica dovrebbe essere graduale intervenendo su questioni delimitate per facilitare la convergenza trasversale, auspicata dall'art. 138, delle diverse forze politiche. Una riforma integrale della Costituzione o di interi blocchi che possono rivoluzionare l'assetto istituzionale dovrebbe essere ritenuta illegittima. In questo caso si dovrebbe avviare una fase costituente. Nell'attuale riforma ci sono alcune cose valide che saranno sacrificate nel quesito unico. Spacchettare il quesito, sempre che la richiesta venga accettata, presenta la difficoltà di accorpare parte omogenee per i richiami da un articolo all'altro. Dopo tante letture e comparazioni ho maturato la convinzione che la Costituzione non può essere deturpata con la prospettiva di innescare futuri conflitti. Il mio "NO" al referendum di ottobre è maturato da queste considerazioni. Ho incominciato firmando i referendum abrogativi dell'Italicum.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me nessuno ha dato la possibilità di votare pro o contro Renzi. Il giovane rottamatore (di sé stesso) è arrivato a Palazzo Chigi con una bella e robusta spallata al suo compago di partito Letta, complice l’arzillo vecchietto del Quirinale. Dunque io, mentre voterò convintamente NO al referendum convinto come sono valutandone il merito e lo specifico, esprimo anche un voto (di cui sono in debito) anche contro l'attuale presidente del Consiglio. Non vedo cosa ci sia di strano. E’ stato lui ad alzare i toni su questo referendum trasformandolo in un plebiscito. E io mi adeguo.

      Elimina
    2. Esatto, Lorenzo.

      Un mutamento istituzionale (perché questo rappresenta la riforma costituzionale soprattutto se letta insieme alla legge elettorale) richiede una assemblea costituente eletta allo scopo con metodo proporzionale perché tutte le componenti siano rappresentate.

      Non mi curerei tanto del fatto che il governo abbia promosso la riforma, perché nulla vieta al governo di presentare progetti di riforma costituzionale. Ma dopo aver fatto ciò deve lasciare al Parlamento ogni decisione in merito.
      E qui inizia il problema.

      Il Parlamento è politicamente delegittimato perché i suoi componenti sono stati imposti dai partiti con una modalità incostituzionale e la consistenza dei gruppi parlamentari è alterata da premi incostituzionali.

      Più volte il governo ha minacciato le dimissioni: se non va avanti, allora si torna al voto.

      Il governo stesso non nasce sulla base di un voto popolare ma da una manovra extraparlamentare orchestrata da un partito che ha deciso che il governo Letta era finito e Letta si è dimesso senza un passaggio parlamentare.

      Un progetto di riforma costituzionale che è stato blindato da un accordo privato tra due segretari di partito.

      Una riforma costituzionale che è stata in modo irrituale spinta dal presidente della Repubblica (e forse è per l'incedere lento di Letta sulla riforma costituzionale che Napolitano ha assecondato il cambio di governo evitando un passaggio parlamentare).

      Ho voluto ricostruire il contesto in cui è maturata la riforma perché il problema è tutto il contesto istituzionale in cui è maturata riforma, con la ciliegina finale "se vince il NO mi dimetto".
      Questo sì è inaccettabile perché la riforma costituzionale non può essere trattata come un qualsiasi provvedimento del governo.
      Non a caso non ci sono voti di fiducia ed è richiesta una doppia approvazione da ciascuna Camera.

      Elimina
  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  22. Marisa Bignardelli9 maggio 2016 21:12

    Voterò NO CONVINTA non perché sia contro le riforme, ma sono contro papocchi confusionari. L'accanimento di Renzi, poi, mi convince ancora di più al NO. Renzi non mi piace ma se mi avesse convinto, avrei votato SI!Ha trasformato il referendum in una scelta tra due partiti: PD e M5S E su se stesso. Mi ha deluso!Arrogante e presuntuoso è votato alla dittatura!Nessun intervento a diminuire i privilegi. Combatte la corruzione e si tiene i suoi parlamentari indagati perché è garantista?Totò direbbe "Ma mi faccia il piacere"!Sergio, come altri articolisti, è una persona preparata e profonda e siccome c'è ancora democrazia, voterà come crede. Tutti noi sappiamo l'incognita della caduta di governo ma non credo che andrà peggio e comunque non possiamo abbassare la testa. Voteremo secondo convincimento nostro e non per l a porta a porta che farà Renzi!

    RispondiElimina
  23. Valentina Falcioni9 maggio 2016 21:15

    temo che tanti campino sulla nostalgia di una passione e campando su quella nostalgia di passione non si appassionano oggi...oggi noi siamo come quelli che vollero decidere autodeterminandosi come fare regole del gioco più conformi ai nostri tempi e sensibilità... esattamente come fecero allora... perchè anche allora vollero rifare la costituzione italiana seguendo il portato di un periodo che si chiudeva e uno che si apriva...pensa che invece io sono eccitatissima all'idea di partecipare a questo nuovo progetto, lo so, non è della stessa portata storica...ma anche "menomale"..

    RispondiElimina
  24. RENZIE FURBO. O Passa la Riforma Costituzionale , Che poi Non e' Riforma Benefica per il Cittadino .Come tutti quei Inciuci che ha Combinato fino ad Ora , Oppure ha la Scusa di Aver Tentato di cambiare l' ITALIA .L' Italia il Renzie l' ha gia' Cambiata.Ha Masso ai Posti di Comando Tutti i Suoi Amici ed Amici deigli INTOCCABILI.Se per puro Caso Perdesse il Referendum. Avrebbe gia' una Via di Uscita Onorevole.Il Presidente Mattarella darebbe l'Incarico a lui e Formerebbe un Governo di Transizione per altri 4 anni ed Allora il Miscuglio diventerebbe ancora piu' Grosso.Ci Andranno di mezzo Gli Italiani Poveri ed i Ragazzi DISOCCUPATI. Lui il Renzie, che problemi ha. Piu DISASTRO DI QUELLO CHE HA FATTO NON POTEVA.

    RispondiElimina
  25. Caro Sergio, ho letto con scrupolosa attenzione il tuo servizio, ed al tuo titolo di testo io rispondo: VOTO SI MA NON SONO A FAVORE RENZI. Sono certo che sarò condannato ad uscire fuori dal coro nutrito di coloro che sono contro la riforma Boschi. Poteva sicuramente essere migliorata, ma nel nostro Paese, mancano le condizioni per una larga condivisione. E’ inutile illudersi mettendo in primo piano i nostri padri costituenti e a tutto ciò che hanno voluto tramandarci. Quelli restano periodi storici irripetibili conseguenti,a motivi contingenti irripetibili, almeno questo è il io parere. Quei principi fondanti basati su maggioranze qualificate, si sono ormai dissolti nell’etere della politica, come essenze che sublimando nell’atmosfera ci fanno avvertire solo il profumo e una impossibilità a poterle recuperare. Erano sani principi che obbligarono i politici di quel tempo a dialogare in un confronto serrato e responsabile, impossibili da riportare ai nostri tempi. Descriviamolo pure secondo principi e convincimenti personali, ma dobbiamo prendere atto che il risultato non cambia: L’ITALIA E’ DIVENTATA UNA NAZIONE INGOVERNABILE e credo che sia del tutto inutile farsi illusioni. Se tracciassimo un illuminante profilo della politica nell'Italia repubblicana, notiamo vizi e anomalie di un paese costantemente "bloccato", dapprima dall'impossibilità di una vera alternativa ai governi della Dc negli anni della Prima Repubblica, e dall'ingovernabilità determinata dal bipolarismo berlusconiano, sino a giungere alle attuali coalizioni e cartelli elettorali privi di programmi, idee e valori condivisi. Una ricostruzione che parte dalle elezioni del '48 e, passando attraverso gli anni del "compromesso storico" e la lunga guerra tra Pci e Psi per l'egemonia della sinistra, conclusa con la stagione di "Mani Pulite". Ma, sono convinto, caro Sergio, che molti stanno finalmente capendo che a ciò non ci ha portato solo la DC, ma anche tutti gli altri, forzando e portando le masse nella direzione che meglio serve a farci diventare un popolo di pinocchietti con dei burattinai che a turno si divertono a tirare i fili in un’Italia che non riesce a trovare alcun punto di sintesi. Chi non ricorda i famosi versi nella cantica del Purgatorio di D.Alighieri?
    Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello!
    E’ noto a tutti gli italiani che dal dopo guerra in avanti nessun governo è mai riuscito a durare per tutto il mandato ricevuto dagli elettori, con il risultato di rendere la situazione politica italiana sempre più fragile, provvisoria e instabile. Nessuno statista, pur dotato da madre natura di quelle caratteristiche adatte a governare in democrazia, quali il dialogo, la capacità di mediare e la capacità di programmare l’azione politica nel medio lungo periodo, è mai riuscito nell’impresa di attuare fino in fondo quello che era nei suoi progetti. La grande carenza della politica è la totale mancanza nel nostro paese di una visione unitaria di valori, ma quello che è più grave, le scelte di chi governa vengono puntualmente annichilite, contrastate e combattute da una perversa tendenza al particolarismo. Allora perché sono deciso a votare “SI” alla riforma, anche se non del tutto condivisibile e contro alla visione renziana, perché dopo 30 anni di inutili diatribe, anche uno straccio di riforma sarebbe utile a cambiare qualcosa. Il popolo degli elettori si è allontanato dalla politica perché stanco del continuo ricorso alle urne e di assistere a vergognose faide politiche. A questo punto, anche un moderato come me, verrebbe da dire che solo e soltanto un uomo forte, dotato di pieni poteri potrebbe riuscire nel miracolo di “mettere tutti d’accordo” con le buone o con le cattive, che solo un cambio drastico a livello di cornice istituzionale potrebbe forse garantire quella stabilità e soprattutto quella effettività di governo che manca da sempre nel nostro paese.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Franco, intanto chiarisco che il titolo è una sintesi per significare che non sono a priori contro Renzi. Valuto ogni singolo provvedimento e ne traggo le conseguenze.

      Legge elettorale e riforma costituzionale sono per me pessimi provvedimenti.

      Un bravo politico è anche quello che si rende conto di cosa si può fare e cosa no.

      Non è affatto vero che l'Italia è ingovernabile. Questo è un film che ci raccontano.

      Sin dalla prima legislatura si parlava di ingovernabilità e si varò la legge truffa e si violò la Costituzione sciogliendo anticipatamente il Senato.

      Già alla prima prova si decise che la Costituzione andava violata, manomessa e tradita.
      Eppure quanto succedeva in Italia succedeva anche in Francia, anzi ancora peggio.

      Ma da noi hanno cercato le scorciatoie, invece di pensare a delle soluzioni efficaci.

      Ultimamente abbiamo avuto i governi più longevi della Storia repubblicana.
      E gli eventi ci dimostrano che il problema sta in due fattori:
      - il sistema dei partiti
      - la mancanza di strumenti istituzionali (per esempio, la sfiducia costruttiva come in Germania).

      Le crisi sono sempre nate da conflitti interni al partito o alla coalizione. E cosa sarà in futuro un partito se non un collettore di più partiti?
      Cambia qualcosa rispetto al passato?
      Assolutamente nulla. Un partito andrà in parlamento e le varie componenti potranno formare gruppi diversi... Esattamente come sempre.

      Sono i giochi di potere interni al partito (DC) o alle coalizioni che hanno creato problemi.

      La sfiducia costruttiva come in Germania è un'ottima soluzione. Neanche proposta.

      Prendendo atto che non ci sono le condizioni per una riscrittura della Costituzione e riconoscendo onestamente che non c'è nemmeno un Parlamento con la legittimazione politica necessaria, si procede a una bella legge elettorale e si rinnova il Parlamento.
      Nel caso, si modifica solo l'art 94 per togliere al Senato la funzione della fiducia al Governo: basta modificare due parole. Erano tutti d'accordo.

      Questo è buonsenso.

      Non si rompe un equilibrio per crearne un altro che rischia di essere ancora più precario.

      Il bicameralismo non viene superato.
      Si crea un Senato assurdo che rischia di aprire le porte ai comitati d'affari locali.
      Il Titolo V è riformato in modo peggiorativo e porterà più conflittualità.

      Si creano rischi enormi perché la riforma e la legge elettorale concentrano tutto su un partito.

      Sarebbe stato uno statista se avesse promosso una buona legge elettorale e magari il superamento del bicameralismo paritario (art 94).
      Avrebbe avviato un processo virtuoso.

      Così perderà, sia che vinca il NO sia che vinca il SI.
      Sconfitto in ogni caso.

      Elimina
    2. Sergio, grazie per aver risposto al mio commento, aggiungo che sei uno dei pochi su questo blog a cui piace dialogare attraverso una dialettica seria è costruttiva, d’altronde si nota dalla passionalità con la quale cerchi il confronto. Purtroppo, a mio modesto parere, lo stato d’ingovernabilità nel nostro Paese esiste ed è abbastanza concreto, perpetrato attraverso l’attuazione di una politica forse unica in Europa….. quella del “tutti contro tutti”, non si spiegherebbe altrimenti le maggioranze eterogenee sia di governo che di opposizioni. Questo deprecabile modo di fare politica, non è vista solo da me, ce lo fa notare anche il mondo esterno al nostro Paese. Sinceramente non mi appassiona e credo sia del tutto inutile paragonarci al popolo francese o tedesco, sono Stati che hanno saputo sviluppare una loro nazionalità, nell’arco dei secoli , legata a valori che noi italiani non ne abbiamo mai fatto un nostro vessillo. Basta fare citare la velocità con la quale il popolo tedesco è riuscito ad identificarsi in un’unica nazione , dopo il crollo del “Muro di Berlino” , evento portato a compimento senza lotta politica e senza traumi. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se il problema avesse riguardato noi italiani. L’ho ripetuto spesso nei miei commenti, forse dalla quarantennale esperienza maturata, che il dialogo ed il confronto è alla base di una politica corretta e costruttiva. Caro Sergio, credimi, è pura presunzione conoscere in precedenza la bontà o l’inutilità di una riforma…. Nessuno è in grado di prevedere il futuro o l’evolversi di una società!!! Le riforme si fanno, ma sono sempre e comunque perfettibili, proprio perché non potrà mai essere conosciuto il futuro.

      Elimina
    3. Caro Franco, grazie per l'apprezzamento.

      Mi sforzo sempre di comprendere il punto di vista altrui, sempre pronto a rimettere tutto in discussione.

      Il ragionamento che fai è corretto. Ogni popolo è esattamente come ogni individuo. Ciascuno con la propria storia, cultura, sensibilità...
      Ma come ogni individuo può essere educato, così anche ogni popolo può essere educato.

      Questo è il difficile compito della democrazia: investire sul cittadino per la sua crescita sociale. Non è stato fatto, e ne paghiamo le conseguenze.

      Incontro tantissimi giovani e sono profondamente all'oscuro di come funziona la macchina statale e istituzionale. La scuola fallisce nella formazione del cittadino; e la famiglia non può supplire.

      Tutto ciò si riflette anche nelle Istituzioni in cui, come scrivi tu, tutti sono contro tutti. Forse perché si tratta di una gara alla conquista del potere e non per contribuire alla crescita collettiva.

      Spesso si riduce banalmente la democrazia in un confronto tra maggioranza e opposizione.
      Non è così.

      La democrazia non è aritmetica. Non si basa sul principio che chi ha la maggioranza comanda e gli altri stanno in panchina.

      Si basa sul fatto che l'unità di maggioranza e opposizione rappresenta il popolo e la maggioranza ha l'onere del governo, ma deve avere la capacità di ascolto. Diversamente alleviamo opposizioni inconcludenti... Esattamente quanto avvenuto negli ultimi decenni dove una coalizione non riconosceva l'altra.
      Anche oggi è così.

      Per mangiare un tacchino bisogna essere in due: io e il tacchino. Non è questo il concetto di dialettica tra maggioranza e opposizione. Se costruiamo un sistema in cui chi vince comanda e gli altri in panchina e in più chi vince in realtà non vince ma riceve un premio che gli consente di comandare, abbiamo ucciso la dialettica tra le parti.
      Cosa che non succede nemmeno nei sistemi presidenziali.

      Ecco, queste riforme non educano e non creano nessuna condizione che possa favorire la crescita. Aprono solo a rischi sconfinati.

      Non si tratta di presunzione, caro Franco. Ma la politica è analisi, capacità di prefigurare gli sviluppi e valutare il nesso tra azione e reazione: se faccio questa legge che effetti produco?
      Non è presunzione. E' politica.
      Diversamente si procede per sperimentazioni; facciamo così, poi vediamo, nel caso cambiamo... No, non è così che funziona la sana gestione di un Paese.

      Serve una analisi della situazione, serve la definizione degli obiettivi e la pianificazione degli interventi per raggiungere gli obiettivi.

      In queste riforme non vedo soluzioni efficaci per i nostri problemi. Anzi, vedo i rischi di un profondo peggioramento e di un abbrutimento della vita politica.

      Chi vince prende tutto. Questo potrà scatenare i peggiori populismi. Questo rende la Repubblica scalabile persino dalla criminalità organizzata.
      Non dimentichiamo che un terzo dei nostri connazionali dice "Muoia Sansone con tutti i filistei!"

      Chi saprà intercettare questa componente delusa, amareggiata, incazzata, disfattista, qualunquista... potrà prendere il governo del Paese.

      Elimina
    4. Caro Sergio, non penso di enfatizzare il senso delle mie parole se ti confesso d apprezzare tantissimo la finezza delle tue deduzioni. Ho anche notato che in alcune considerazioni di carattere generale abbiamo viaggiato sulla stessa lunghezza d’onda. Certo, sono d’accordissimo con te, quando metti in evidenza il sostanziale fallimento della scuola nell'insostituibile compito di educare il cittadino nel suo modus vivendi ed anche nella formazione politica. Lo capì fin dal 1958 l'on. Aldo Moro con l’ introduzione nei programmi scolastici della famosa “Educazione Civica” , disciplina questa, che mai ebbe un riscontro positivo, addirittura veniva utilizzata per altre materie. Hai perfettamente ragione, quando dici che il senso della “democrazia” non può ridursi a mero confronto tra maggioranza e opposizione, ed è proprio questo il sostanziale motivo che la nobile arte della politica, si riduce ad un coacervo di contrapposizioni e di scontri durissimi. Questo, caro Sergio, è il timore che mi assale: quell'indispensabile dialogo o confronto, per una normale dialettica politica.... in questo stato di cose non si verificherà mai, a meno che, una nuova formazione politica avrà un maggioranza tale da poter decidere da sola. Sono anche d’accordo con te quando parli di capacità di ascolto…. Ma sai che la stragrande maggioranza dei nostri politici non conoscono affatto la differenza tra “udire” o “ sentire” e “ascoltare”? Ascoltare vuol dire anche “capire”, proprio quella importante capacità che ci porta ad un sano e proficuo confronto. La penso esattamente come te, quando mi parli di ANALISI, nella mia vita politica l’ho sempre ritenuta di irrinunciabile valenza. Spesso ho dovuto confessarlo al direttore Gattuso, il disgusto che provo nel leggere commenti senza alcun fondamento di seria riflessione. Che dire, caro Sergio, io mi faccio gli stessi auguri che ti fai tu, e nello stesso tempo, sia la ragione a prevalere sull’attuale politica, in cui è soltanto il PERSONALISMO a farlo da padrone.

      Elimina
  26. Giacomo Alfano9 maggio 2016 22:01

    IO VOTO "SI" PERCHÉ E' DA PIÙ DI TRENT'ANNI CHE SI PARLA DI QUESTE RIFORME E MI SEMBRA ASSURDO AFFOSSARLE PER L'ENNESIMA VOLTA ...NON ESISTONO SCUSE CHE MI FARANNO CAMBIARE IDEA!!! ...si può sempre migliorare ma Province e Senato (come è adesso) devono sparire !!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa Giacomo, forse non si parlava proprio di queste riforme ma di riforme più comprensibili ed efficaci, come l'abolizione sic et simpliciter del Senato. Non si avvertiva nessun bisogno di creare un bivacco per consiglieri regionali, nominati senatori e protetti da immunità.

      Elimina
    2. Maurizio le riforme comprensibili come le vogliamo noi, ogni singolo italiano, non si faranno mai ed intanto affondiamo nel mare del nulla. Con l'abolizione della doppia lettura, un passo avanti lo abbiamo fatto. Se il movimento 5S andrà al governo faranno il resto.

      Elimina
    3. La Costituzione non è una legge qualsiasi.
      Non si fa con lo spirito del vediamo poi nel caso si cambia.
      Quando si mettono in moto certi processi, non è detto che poi sarà facile tornare indietro.

      Vi invito a riflettere che in nessun paese democratico c'è un sistema in cui con certezza si consegna la maggioranza assoluta a un partito (quindi esecutivo e legislativo coincidono) e con la Costituzione non c'è alcun contrappeso.

      Elimina
    4. Caro Franco, ti prego, usa tutti gli argomenti a favore di queste riforme ma non dire che è stata abolita la doppia lettura. Il nuovo Senato può sempre rinviare le proposte di legge alla camera e viceversa. La navetta c'era prima e c'è anche adesso. Ma non era più semplice abolirlo del tutto invece di trasformarlo, come dice il prof. Ainis, in una cameretta dove si lavora gratis, perché il loro lavoro è inutile?

      Elimina
    5. Maurizio, non sto assolutamente difendendo alcuna riforma, certamente poteva essere migliorata, io voterò SI convinto per il semplice motivo che in Italia nessuna riforma sarà condannata ad essere perfetta, per la totale mancanza di dialogo tra le varie forze politiche. Questa è la realtà italiana, non avremo MAI riforme migliori, frutto di larghe condivisioni, per una determinata volontà di anteporre l'interesse di partito agli interessi della collettività. Come ho specificato nel precedente commento, meglio una piccola riforma che un'ottima riforma che non si farà mai.

      Elimina
    6. Maurizio, non sto assolutamente difendendo alcuna riforma, certamente poteva essere migliorata, io voterò SI convinto per il semplice motivo che in Italia nessuna riforma sarà condannata ad essere perfetta, per la totale mancanza di dialogo tra le varie forze politiche. Questa è la realtà italiana, non avremo MAI riforme migliori, frutto di larghe condivisioni, per una determinata volontà di anteporre l'interesse di partito agli interessi della collettività. Come ho specificato nel precedente commento, meglio una piccola riforma che un'ottima riforma che non si farà mai.

      Elimina
    7. Franco, la mancanza di dialogo tra le varie forze politiche non è dovuta al destino cinico e baro, ma ha un solo ed unico responsabile, che risponde al nome di Renzi Matteo da Rignano. E' lui che ha impedito il confronto a colpi di voti di fiducia. Non si tratta di scegliere tra una piccola riforma od una ottima che non si farà mai. Gli italiani se ne fregano di questa riforma. Vogliono lavoro, meno tasse, meno corruzione, più sicurezza e un futuro per i più giovani. Adesso sembra che con questa riforma abbiamo risolto tutti i problemi. C’era tempo e, soprattutto, modo per parlare di queste cose. Non risulta da nessun sondaggio che il problema principale per italiani sono le riforme. Perciò, ti prego, smettiamo di raccontare che si aspettavano da 60 anni. Quello che aspettiamo è un governo che governi e che ci porti fuori dalla crisi, raccontando meno balle.

      Elimina
  27. io voto NO e sono contro Renzi e contro la Sua Corte.Le riforme di Renzi...80 € mancia elettorale, invece di fare seri sgravi ai costi del lavoro...un senato che sarà composto solo dai suoi amici...io voterò NO!

    RispondiElimina
  28. Riccardo Giardina9 maggio 2016 22:44

    Io voto NO e sono CONTRO RENZI!

    RispondiElimina
  29. Calogero Alfonzo9 maggio 2016 22:45

    La democrazia è bella perché ci permette di esprimere liberamente il proprio pensiero, io voto sì e non sono pro Renzi

    RispondiElimina
  30. Dice la Boschi: <>.
    Di rimando, mi viene da rispondere: <>
    Oddio!
    Potrei mai io, cittadina onesta, che in banca ha solo l'accredito di una modesta pensione dello Stato, che paga le tasse e che ama il suo paese, votare come la Boschi?! Causa Pound...Mbè! E' forse questo un motivo intelligente per farmi cambiare idea!
    Non sarebbe invece motivo sufficiente, già da solo, ricordare la situazione di tuo padre et company nei confronti della giustizia per mettere una bella croce sul NO!
    Ma un po' di pudore ce l'hai!
    E poi, scusami, ma il popolo non ha il diritto di votare come gli pare?
    E' corretto che membri del governo, capo compreso, facciano campagna elettorale!
    Che temete!!! (Eh eh...)
    Anche Cuperlo voterà NO e con lui, mi auguro, tutti “i compagni” PD a cui sia restato ancora un minimo di senso dello Stato.
    Di contro Bersani, padre nobile e indulgente (questa però non me la bevo più...!) voterà SI'!
    Bene, se ne assuma la responsabilità e non venga poi a dire “a carne cotta” che era indigesta.
    Certo è che una riforma costituzionale andava fatta, ma tra questa necessità e aprire la porta ad amministratori locali di dubbia “formazione” e “di comprovata fiducia”...ce ne passa!
    Non basta giustificare tutto con la diminuzione del numero dei senatori e con il fatto che la riforma renderebbe più snelli i lavori parlamentari; certamente, ma non come vuoi tu: al fine di avere i numeri del senato sempre a favore.
    Qui si tratta di mettere mano ad una Costituzione, che è ancora oggi tra le più civili del mondo, senza alterarne lo spirito con cui la stilarono allora i Padri Costituenti: per il Popolo e la sua Democrazia.
    Renzi continua a dire che se la riformna costituzionale non passa, se ne va a casa!
    Bè, basterebbe già questo per votare NO!
    Ma il punto è altrove: quando fai questa minaccia, caro Matteo, è chiaro che sei tu che stai trasformando il referendum in una votazione sulla tua persona!
    E allora sai che ti dico?
    Vattene a casa!

    RispondiElimina
  31. Ho letto tutto ma mi ha colpito un commento in particolare quello che dice: "Io voto "SI" perché si parla sempre di riforme ma nessuno le fa e finalmente qualcuno le ha fatte e allora vanno votate".
    Mi si perdoni l'impertinenza ma questo è un ragionare ancora più distruttivo del dire "SI" per convinzione del giusto.
    La riforma proposta da Renzi non abolisce solo il Senato facendone una Camerta di Consultazione per il Primo Ministro ma intacca profondamente la Carta là dove dice che i membri del Senato saranno nominati e non eletti modificando così, profondamente, addirittura l'assetto generale dello Stato trasformando! il Potere Esecutivo in Potere Legislativo. Non modifica adeguandosi ai tempi ma ci riporta indietro di settanta e rotti anni. Pensiamoci su bene, prima di sparare alla cieca, riflettiamoci e poi decidiamo.
    Io resto comunque del parere che il voto deve essere "NO"! Spero in un atteggiamento da parte del Presidente della Repubblica deciso e teso alla difesa della Costituzione e spero anche che , se prevarrà il "no", qualche deputato ancora responsabile prenda l'iniziativa di redigere una legge elettorale che sia nello spirito totale della Costituzione e si vada quanto prima a nuove elezioni.
    Ma forse io vivo nel mondo dei sogni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido la tua valutazione, Franco. Però non mi attendo nulla dal Presidente della repubblica.
      E non può nemmeno intervenire, anche perché il suo predecessore ha spinto verso questa direzione.

      Certamente se prevale il NO, si dovrà rimettere mano alla legge elettorale.

      Elimina
    2. Mah! Sul fatto che Mattarella debba seguire Napolitano perché questo ha, diciamo così, "forzato" un po' la storia, con una interpretazione molto personale del suo ruolo, non sono d'accordo.
      Ognuno di noi è responsabile delle sue azioni e anzi sarebbe un'ottima occasione per dimostrare che si è coerenti con la nostra esistenza.

      Elimina
    3. Non ho detto che non può intervenire perché Napolitano... ma che "NON PUO' intervenire ANCHE perché..."

      Non è quindi la sola ragione il fatto di mettersi sulla scia di quanto voluto da Napolitano con questa legislatura, e già non è poco perché intervenire significherebbe aprire un terremoto istituzionale.

      E questa è la vera ragione. Napolitano ha in modo irrituale spronato un processo di riforme costituzionali. Non sappiamo cosa e se ha suggerito qualcosa.
      Irrituale e poco opportuno perché il Presidente dovrebbe essere il custode della Costituzione e non il fautore della sua riscrittura. Però non è mai intervenuto pubblicamente sul merito delle riforme mentre erano in discussione.

      Oggi, se Mattarella entrasse nel merito della riforma, entrerebbe nel dibattito politico. Cosa che istituzionalmente non può e non deve fare. Quindi è sbagliato attendersi un intervento dal Presidente.

      Poi, cosa attendersi da un Presidente così attento alla prassi e poco alla sostanza che ha ripetuto l'errore di Ciampi, nonostante il precedente, facendo passare la legge elettorale senza battere ciglio?

      Mattarella sta concorrendo per il primo posto tra i peggiori presidenti della Repubblica.

      Elimina
  32. Calogero Dolcimascolo10 maggio 2016 17:59

    La costituzione va cambiata quando si modifica principalemte la forma dello Stato e la situazione attuale è invariabile.
    Per il resto questo paese ha solo bisogni di ritocchi costituzionali e nel contempo di anticorpi nel nostro sistema politico perchè il nostro problema è solo di natura morale.
    Io la leggo spesso la Costituzione Italiana ma alla fine lei muore.

    RispondiElimina