venerdì 22 maggio 2015

Mattarella. No al cumulo di stipendio e pensione

Mattarelladi Armando Pupella - Con la presidenza Mattarella è iniziato al Quirinale il nuovo corso sulle indennità e il divieto di cumulo stabilito dall’art. 1 comma 489 della legge n. 147 del 27 /12/2013 (Legge di Stabilità 2014 di Letta).

La norma, infatti, prevede un tetto massimo, per coloro che ricevano retribuzioni o emolumenti a carico delle pubbliche finanze, parametrato allo stipendio omnicomprensivo del Primo Presidente della Corte di Cassazione. Tale importo, con il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, art. 13 (“Amministrazione sobria”) del Governo Renzi, è stato ridotto da circa € 311.000 a 240.000 annui lordi. Il Presidente Mattarella ha giustamente applicato tale divieto disponendo di ridurre la sua retribuzione in misura corrispondente all'intero ammontare della pensione di ex docente universitario.

Renzi-MattarellaCertamente una buona notizia e una decisione alla quale dovranno uniformarsi tutti. A cominciare dal personale del Colle più alto abituati a ben altre prebende. Il principio del “tetto massimo” ai compensi è senza dubbio una buona decisione che tende a ridurre eccessi e privilegi vergognosi dei papaveri di stato. Così come dovrebbe stabilirsi un parametro e un tetto anche per le cosiddette vergognose pensioni d’oro. Un altro rovente problema che periodicamente emerge e scatena manifestazioni di sdegno da parte dei cittadini. Questi sono interventi necessari e utili anche a superare la cosiddetta "crisi", che non sarebbe dovuta scoppiare, per diminuire il terrificante debito pubblico, per combattere la disoccupazione per affrontare la globalizzazione con euro o lira.

E mi permetto di aggiungere, come scrivo da molto tempo nei miei post: eliminare sprechi e abolire tante poltrone superflue non solo a Roma ma anche dalla Sicilia alle Alpi. Spropositati privilegi, sprechi, e poltrone in sovrannumero la nostra economia non può permetterseli perché causano debito pubblico (le tasse per finanziarli non bastano) ed il loro costo, tenendo elevata la pressione fiscale, grava anche sulla competitività di lavoratori ed aziende, senza la quale ci sono disoccupazione, miseria, emigrazione di aziende all'estero che possono permetterselo, aumento di reati contro la proprietà, suicidi di disoccupati e imprenditori, decadenza economica sociale morale.

Sarebbe bellissimo e eticamente esemplare assistere a volontarie autoriduzioni, a gesti di disinteressata generosità, a iniziative spontanee di chi vive nell’opulenza nei confronti di chi, invece, si ritrova a vivere nell’indigenza.

Giuseppe_Garibaldi_1861Dopo la prima guerra mondiale, Vittorio Emanuele III, si fece ridurre dal Parlamento l'appannaggio annuo da 14.250.000 lire a 10.250.000 lire che non furono più aumentate; il Re donò al Demanio Pubblico diversi immobili per devolverne il reddito a favore degli orfani e vedove di guerra.

Ma andiamo indietro: nel 1861. Dopo l'incontro con Vittorio Emanuele II, a Teano, Garibaldi rifiutò la promozione a generale d'armata, un castello con tenuta, una nave, un podere per il figlio Menotti, la dote per la figlia Teresita, la nomina del figlio Ricciotti ad aiutante di campo del Re. Garibaldi respinse la regale offerta, su per giù' in questi termini: "Grazie Maestà, ma non si disturbi; ho fatto solo il mio dovere d'italiano".

Vitt Em IIDinanzi a tanti che “tengono famiglia”, Don Peppino dei due Mondi, pur avendo moglie e figli non teneva famiglia. Il rifiuto di tanti sghei da parte di chi rischiò la pelle in battaglie per L'INDIPENDENZA E LA RIUNIFICAZIONE della Patria (era già unita durante l'antica Roma), è una pietra di scandalo: un emerito pericoloso cretino secondo la vulgata corrente e la pazzia per la grana, tant'è che si cerca di disarcionarlo: ma Egli a cavallo è in tante piazze italiane, ed a cavallo rimane col suo amico Vittorio Emanuele II. Esempi di cui, purtroppo, non si riscontrano analogie ai nostri tempi.

Armando Pupella
22 Maggio 2015

21 commenti:

  1. Articolo interessantissimo!
    Verità sacrosante ma che vengono trascurate e negate per interesse, ignoranza e faziosità.
    Ci riflettessero su i nostri "politicanti-mercanti",
    Che ne pensa l'On.le Ochetto quando dice: "tengo famiglia"? Aggiungere parole sarebbe solo un esercizio di puro esibizionismo.
    Augurarsi solo che gli italiani, tutti, ci meditino su un po' e poi......tirino le conseguenze, privatamente e pubblicamente, e si possa arrivare ad un equilibrio etico-economico che, con le pur dovute differenze relative all'impegno profuso dal singolo, alla sua funzione e responsabilità, possa dare vera dignità di vita ad ogni cittadino.

    RispondiElimina
  2. Pare che io e il presidente Mattarella ci conoscessimo da una vita ed invece non lo conosco personalmente, però, è da una vita che dico che tutti i “parlamentari”, nazionali, regionali e provinciali e comunali che abbiano un lavoro…una volta eletti devono percepire lo stipendio che percepivano della loro attività lavorativa privata (salario o stipendio) conservando anche il diritto alla pensione. In parole semplici se si tratta di dipendente pubblico o privato dovrà percepire lo stesso stipendio senza nessuna variazione perché fare il parlamentare non significa essere un privilegiato. Speriamo che a furia di ripeterlo a qualcuno “ci trasi ntesta nto ciriveddu e la finemu di futtiri u prossimu”! Pare che il nuovo Presidente della Repubblica abbia “un filo diretto col sottoscritto”. Grazie Presidente.

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Il presidente della Repubblica con la scelta di rinunciare all’accumulo delle sue indennità, manda un segnale di moralizzazione ad una intera classe politica. E’ un esempio importante che, temo, non avrà grande seguito tra i papaveri delle istituzioni. Solo per fare un esempio, non si ha notizia che il presidente del Senato abbia rinunciato alla sua pensione di magistrato e presidente della Commissione nazionale antimafia che ad oggi mantiene insieme allo stipendio di Senatore. E stiamo parlando della seconda carica dello Stato. Ma casi come questi se ne contano a migliaia. I costi della politica e le altissime prebende, pagate col sacrificio dei cittadini onesti devono essere portati a livelli più accettabili per rispetto al malessere diffuso di milioni di italiani ridotti alla fame. Ma attenzione a non far passare il messaggio che basti ridurre gli stipendi per sistemare i conti dello Stato. Questi interventi non sono nulla rispetto alle voci di spesa che stanno mettendo in ginocchio l’Italia. Queste voci si chiamano: debito pubblico, evasione fiscale, corruzione e criminalità. Il solo debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi. Inoltre in Italia c'è un buco di 51,9 miliardi di euro solo di evasione fiscale. Spesso non ci si rende conto della gravità di questo dato (l’Economia sommersa pesa poco meno del 30% sul Prodotto interno lordo), mentre la corruzione vale 60 miliardi di euro ogni anno, quasi il triplo della manovra ‘Salva-Italia’. Ma è solo un dato molto orientativo e sottostimato (come si fa a contare tutte le tangenti che vengono pagate e che non verranno mai scoperte). Il rapporto annuale Sos Impresa sostiene che i ricavi complessivi della “Mafia spa” ammonterebbero a 138 miliardi di euro, con un utile pari a 105 miliardi. Se sommiamo queste cifre, c’è da inorridire. Gli stipendi dei politici sono spiccioli a confronto. Mentre il Governo, sporadicamente, interviene sui “palleativi” della riduzione della spesa, nella P.A., rimane del tutto incapace di affrontare i problemi veri e drammatici della nostra economia. Se riuscissimo a recuperare quelle somme saremmo come la Florida.

    RispondiElimina
  5. Purtroppo, da tanto tempo, non ci ispiriamo più ai foscoliani versi : "a egregie cose il forte animo accendono l'urne dei forti..."

    RispondiElimina
  6. Michele Maniscalco23 maggio 2015 10:02

    Condivido in pieno quanto scritto da Armando Pupella. Ritengo il mio medesto commento superfluo, ma lo faccio lo stesso.

    Per quanto riguarda Occhetto, citato dall' amico Franco Gentile devo dire che non è il vitalizio più scandaloso. Lui dice che sommando il suo e quello della moglie arriva 8.500 euro circa netti al mese e non ha altri redditi. Secondo me ne basterebbero 5000. netti al mese. Cosa che dovrebbe essere il tetto massimo per tutte le pensioni pubbliche. Mentre i contributi dovrebbero essere adeguati allo stipendio.
    Dini, Amato Prodi e tanti altri che cumulano pensioni su pensioni dovrebbero vergognarsi degli spropositati introiti pensionistici. Tutti si giustificano col fatto che hanno pagato alti contributi. Per forza, con gli stipendi da nababbi che avevano potevano permetterselo.
    Però un pò più di etica ci vorrebbe anche nel settore privato. Quando leggo che Marchionne, per un solo anno, tra stipendio e prebende varie, riceverà dalla FIAT, o come si chiama adesso, 60 milioni di dollari mi viene quasi da giustificare gli espropri proletari.

    Bene hanno fatto i governi di Letta prima e di Renzi adesso a mettere un tetto agli stipendi pubblici troppo alti.

    RispondiElimina
  7. Liliana Olivieri23 maggio 2015 13:48

    Mattarella ha fatto un gesto corretto che deve essere di esempio per i tanti parlamentari che godono di benefici non certo guadagnati a monte di una buona politica e di una capacità di risolvere le tante problematiche, bensì di un balzello che nei tempi andati si sono attribuiti e continuano a beneficiare infischiandosene sfacciatamente dei problemi degli italiani, ma facendo anche di più, corrompendo per ottenere il massimo degli introiti. Non so se il gesto di Mattarella servirà a tutti gli altri di esempio. Non abbiamo governanti onesti che rinunciano a un beneficio malgrado possano vivere largamente con altri introiti, magari con il proprio lavoro. L'Italia è stata ridotta a un mucchio di macerie, grazie alla pessima politica economica che è incapace di gestire danaro pubblico ed anche alla incordigia dei molti approfittatori che anziché governare un popolo governano i loro introiti. Non ho alcuna fiducia in queste istituzioni. Sono corrotte e prive di un minimo senso di etica.

    RispondiElimina
  8. E’ un segnale forte. Avrebbe potuto fare ancora di più? Va beh, dai, non voglio cadere nell’italico vizio del “si, però…” Speriamo sia in ogni caso, il primo di una lunga serie di atti. Ma soprattutto che questo esempio non vada disatteso e che venga seguito a cascata.
    Ci voglio credere. E son sobria, non sono sotto “effetto spritz”

    RispondiElimina
  9. Benjamin Reilly23 maggio 2015 14:50

    Se si arricchiscono significa che il POPOLO è a loro SERVIZIO... essendo il popolo italiano servile e codardo per sua natura perversa non riesce a capire che in DEMOCRAZIA sono i delegati ossia i funzionari pubblici che DEBBONO SERVIRE IL POPOLO (definito SOVRANO non a caso), perchè gran parte di esso potendo sfrutterebbe indebitamente il popolo, rendendosi in tal modo complici dell'abuso dei ruoli pubblici. Da cui: "non c'è peggior schiavo di chi ha bisogno del padrone".

    RispondiElimina
  10. Ornella Ferrara23 maggio 2015 15:09

    Tutti dovrebbero...vivere con 1000€ per capire che non si vive ma sopravvive

    RispondiElimina
  11. Cettina Alongi23 maggio 2015 15:14

    Si aspettate che si riduca lo stipendio! Lo farà quando gli resterà il nuovo vitalizio! Mattarella fa parte dello stesso sistema che ha defenestrato Berlusconi per dare l'Italia in nano alla BCE! In fondo se pensiamo alle elezioni di tutti coloro che governano non ci vuole uno scienziato per capirlo!

    RispondiElimina
  12. Ma di che parliamo? Sistema che ha defenestrato Berlusconi per dare in mano l'Italia alla BCE...C'è gente che rimpiange Berlusconi che è stato una sciagura infernale per questo paese.

    RispondiElimina
  13. Alessio Sayeva23 maggio 2015 15:22

    Ragazzi lo dico da sempre: la politica è passione, non un lavoro atto ai propri interessi. Di esempi sbagliati ne abbiamo tanti in Italia. Il politico deve scendere in strada e chiedere al popolo cosa vuole, il suo stipendio da impiegato statale visti i tanti privilegi che hanno e che andassero in pensione come tutti. Mattarella fa il paraculo, e poi giusto oggi fa questo eh? Chissà perché...

    RispondiElimina
  14. Mi pongo il problema se, dal punto di vista della tassazione, l'operazione Mattarella non sia solo una operazione di comodo, diventato cavallo da cavalcare in un momento in cui la gente non è capace più di farsi i conti, ma io sono un malpensante! I Vitalizi? Una pessima invenzione che viene da molto lontano e che nessuno sarà in grado di smontare, per cui occuparsi della danza delle cifre (Occhetto, Capanna, Dini, Amato, ecc... ) è solo tempo perso, spesso per difensori d'ufficio, tranne che qualcuno (Dio non voglia) non pensi ad un "amministratore unico" del condominio Italia. Mi sono arreso? No! Ma so che è quasi impossibile strappare di bocca la preda al predatore!

    RispondiElimina
  15. Stefania Sardisco23 maggio 2015 16:26

    Per legge non poteva sforare dai 240 mila euro di stipendio! Quindi prendendo 240 da Presidente e 80 da ex docente ha dovuto scegliere! Gli fa forse onore aver scelto di rinunciare agli 80 mila euro di pensione? I giornalisti sono dei veri criminali... e chiudo qui che è meglio.

    RispondiElimina
  16. Quando il normale senso dello Stato e l'eliminazione dei privilegi , anche se graduali , diventa un caso , c'è qualcosa che non va nella percezione delle cose ..
    Per troppo tempo siamo stati abituati a spettacoli tanto diversi e ripugnanti , che la normale onesta ci sembra quasi un caso di santità . Per cui , ritengo che il difetto sta in noi e nella nostra passività , non nei furbetti de quartierino .
    Che i furbastri facciano il loro mestiere , non mi sorprende , ma che i derubati ed i poveri cristi facciano il tifo per i loro carnefici , mi ha fatto e continua a farmi rabbrividire ,

    RispondiElimina
  17. Nessun cumulo di pensioni per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Quirinale specifica infatti in una nota che il capo dello Stato ha disposto per lui e per tutti i soggetti che svolgono funzioni all'interno della presidenza "l'introduzione del divieto di cumulo delle retribuzioni con trattamenti pensionistici erogati da pubbliche amministrazioni". Inoltre il presidente della Repubblica, il 27 febbraio scorso, "ha disposto la riduzione dell'assegno a lui spettante per legge, in corrispondenza dell'ammontare del suo trattamento pensionistico". In sostanza, viene detratto dal suo stipendio come presidente la pensione che riceve come professore universitario.

    "Con l'introduzione del divieto di cumulo nell'ambito della presidenza della Repubblica - spiega il Quirinale in una nota - diversi consiglieri del capo dello Stato svolgono le loro funzioni senza alcun compenso, mentre per altri il compenso risulta fortemente ridotto. Con lo stesso decreto il presidente della Repubblica ha disposto l'applicazione, all'interno della presidenza della Repubblica del tetto alle retribuzioni previsto dalla legge per i pubblici dipendenti, anch'esso non direttamente vincolante per gli organi costituzionali. Dai due provvedimenti deriva un consistente risparmio di risorse pubbliche".

    RispondiElimina
  18. Gloria Trizzino24 maggio 2015 00:11

    L'articolo di Armando Pupella è storicamente esatto ed in gran parte condivisibile. Il gesto del Presidente è apprezzabili e dovrebbe essere seguito da molti. Ma in un paese che fa soltanto leggi spesso illegittime, non mi aspetto che le alte cariche facciano altrettanto. Per tema di pagare stanno scappando tutti. E sapete che vi dico? Non so condannarli. Si salvano come possono da uno stato che stato non è e non è mai stato. Tutti bravi ad insegnare il diritto, interno ed internazionale, per poi continuare a dare spazio a ladri ed evasori. Sono un poco sfiduciata. Perdonatemi.

    RispondiElimina
  19. Giuseppe Vullo24 maggio 2015 14:12

    IL DIRETTORE GATTUSO MI HA SPIEGATO CHE IN FONDO MATTARELLA HA FATTO IL SUO DOVERE. SE SI DIMEZZAVA LO STIPENDIO AVREBBE DATO UN ESEMPIO ECLATANTE ! GIANNI MI SONO SENTITO DELUSO NELLO SCOPRIRE CHE MATTARELLA HA FATTO SOLO IL SUO DOVERE...MA IN FONDO OGGI CHI FA IL PROPRIO DOVERE..."SEMBRA UN EROE " !!

    RispondiElimina
  20. MATTARELLA NON HA FATTO SOLO IL SUO DOVERE, MA HA VOLUTO DARE UN ESEMPIO ALLA CASTA CHE SE SI VUOLE SI PUO'. NON E' POCO. PERSONALMENTE L'APPREZZO MOLTO. PURTROPPO NESSUNO SEGUIRA' IL SUO ESEMPIO, ANZI, DIRANNO CHE E' (alla Veneta) "UN MONA".

    RispondiElimina
  21. Antonella Deri28 maggio 2015 17:36

    Quindi già Giuseppe Garibaldi dopo aver "unito 'Italia" rinunciò ai soldi per il "Bene dell'Italia". Sono orgogliosa del mio Presidente della Repubblica, che abbia rinunciato al cumulo dando un ottimo esempio e tutti gli altri dovrebbero seguire. Mi viene proprio da dire GRAZIE PRESIDENTE.

    RispondiElimina