domenica 27 gennaio 2013

IL GIORNO DELLA MEMORIA 2013

Lavinia-La-Menzadi Lavinia La Menza - Oggi 27 gennaio è il “Giorno della Memoria”, giorno in cui nel 1945 le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi, giorno in cui il mondo è venuto a conoscenza dello Sterminio degli ebrei in tutta la sua crudezza.
1Il giorno della Memoria, secondo la ratio della legge che lo ha istituito, non deve essere una giornata esclusivamente di solidarietà per le vittime del Nazismo, ma deve essere, fondamentalmente, un monito affinché le nuove generazioni di uomini non ripetano quello che tra il 1938 al 1945 è stato il più grande genocidio della storia.
2Il giorno della Memoria deve essere quindi un atto di riconoscimento di questa terribile vicenda che ha macchiato la storia dell’umanità come se tutti, quest’oggi, ci affacciassimo dei cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che è stato.
La celebrazione di tale evento deve entrare ogni giorno nel patrimonio della nostra vita vissuta e deve avere come finalità quella di farci riflettere al fine di garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.

3Tale giorno, quindi, deve essere un monito contro ogni forma di persecuzione ed ogni offesa della dignità umana.
Un grande cantautore italiano Francesco Guccini ha dedicato tale evento una delle sue canzoni Aushwitz del cui testo particolarmente significativa è una frase che il cantautore formula quasi con tono di rabbia: “Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello”.

La politica deve avere la funzione di vincere tutte le forme di sopraffazione di chi non viene identificato come appartenente alla propria razza cultura identità sessuale etnica.
Lavinia La Menza
27 gennaio 2013

6 commenti:

  1. I campi nazisti hanno segnato il degrado dell’essere umano alla condizione di animale, l’annullamento della personalità, la privazione della dignità; una sorta di morte anticipata non solo fisica, ma soprattutto spirituale. Primo Levi in un’intervista del 1982 afferma: “La caratteristica del lager nazista è di annullare la personalità dell’uomo, all’interno e all’esterno”. Tra i reticolati e le gelide baracche di Auschwitz il canto di Ulisse diventa per Primo Levi ed un suo compagno momento di riflessione, un prendere coscienza che la dignità umana, anche se calpestata, non può essere distrutta. In una fredda mattinata invernale il piccolo Jean esprime a Primo Levi il desiderio di imparare l’italiano; a Levi, quasi per caso, viene in mente il canto di Ulisse della Divina Commedia. “Considerate la vostra semenza / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e conoscenza”. Questi versi, come se risuonassero per la prima volta alla mente del prigioniero di Auschwitz, diventano uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Troviamo scritto in “Se questo è un uomo”: «Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono». L’esortazione di Ulisse ricorda a Levi la sua dignità (fatti non foste per viver come bruti), lo spinge oltre i fili spinati del campo di concentramento, al di là delle colonne d’Ercole, nell’ebbrezza dell’oceano aperto, sotto il cielo stellato di un emisfero sconosciuto, tra le onde di una libertà che la grettezza umana non può infrangere. Tra il fango e l’odore acre di Auschwitz “virtute e conoscenza” ricordano all’uomo, ad ogni uomo, di rialzare il capo, che la dignità divina impressa indelebilmente in una coscienza non potrà mai essere eliminata o incenerita. «La punta più alta dell’antica fiamma / cominciò a muoversi mormorando, / proprio come quella fiamma / che il vento agita …». Anche se l’antica fiamma, come lucciola, continua a vagare nel tetro anfratto infernale, la sua punta più alta continua ad agitarsi nel buio delle nostre coscienze e muovendosi incessantemente ci mormora: «Considerate, oh uomini, la vostra dignità, fatti non foste per vivere come animali, ma per seguire la virtù e la perenne conoscenza». (da una nota di Luciano Vitton Mea)
    Lo spirito umano è immortale e nemmeno un regime infame e assassino come il nazismo può spegnere la fiamma dell’intelligenza e della volontà dell’uomo. Il degrado umano raggiunto dal regime nazista non conosce limiti , la barbarie più assoluta si è impadronita della mente degli uomini, a tutti i crimini nazisti bisogna aggiungere la distruzione dei libri, il tentativo di cancellare le opere dell’ingegno umano, la civiltà in quanto tale, il tentativo di far regredire l’umanità, di far ridiventare l’uomo la bestia che fu nell’età della pietra. Come si può concepire la distruzione perfino dei libri se non in un clima di follia totale, di insensatezza senza giustificazioni?

    (continua)

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  2. La giornata della memoria ci deve far riflettere sulle aberrazioni perpetrate non solo dal regime nazista ma da tutti i regimi che opprimono e disprezzano l’uomo, negandogli anche la libertà di pensare, cosa che purtroppo si è ripetuta molti anni dopo la fine del nazismo, nella Cambogia dove, nel periodo che va dal 1975 al 1979, il regime di Pol Pot, un regime non meno feroce di quello nazista, decimò a popolazione cambogiana, uccidendone circa un terzo della popolazione.
    La vicenda cambogiana sotto la dittatura dei Khmer Rossi è forse la sintesi di tutto il percorso storico fatto dall'utopia comunista attraverso i suoi dittatori, le sue rivoluzioni ma sopratutto attraverso i suoi massacri. Nell'azione di Pol Pot e dei suoi seguaci si raggiunge l'apice dell'orrore scaturito da una folle teoria rivoluzionaria. Lo spopolamento di intere città, la costruzione di una nuova civiltà contadina, l'annullamento di qualsiasi legame o sentimento umano od il massacro di intere minoranze e classi sociali, sono solo gli aspetti più evidenti della società che il dittatore cambogiano ha tentato di creare. In un intreccio storico di colonialismo, imperialismo e comunismo ed in un'area geografica tra le più esplosive dell'intero pianeta, è stato perpetrato quello che forse può essere considerato uno dei più grandi massacri di ogni tempo.
    Basta, non voglio intristirmi ancora; mi auguro soltanto che il cammino dell’umanità verso una civiltà più giusta non sia più frenato da obbrobri del tipo di quelli verificatisi nel drammatico secolo scorso.

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  3. Molto bello quello che hai scritto. Aggiungo che ti fa anche molto onore. Certo i tempi che vivi sono quelli che sono, altro che "MEMORIA",siamo l'italia di Silvio Berlusconi e di Beppe Grillo, il resto è poca roba.

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  4. Complimenti alla giovane L. La Menza per la sua sensibilità di ricordarci l'olocausto. Complimenti anche a Nino Pepe per i suoi commenti profondi che sono quasi articoli.

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  5. Giuseppe Arena29 gennaio 2013 08:59

    Per ricordare e tramandare la storia per sempre. Dobbiamo oggi ricordare il passato per evitare che in futuro si possano ripetere.

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  6. Scusa ma non è proprio così.
    Non ci fu nessuna liberazione di Auschwitz. Tantomeno da parte anglosassone.
    I tedeschi se ne andarono (insieme a molti deportati ebrei, tra l'altro) prima dell'arrivo dei russi.

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