lunedì 10 ottobre 2011

Rosy Bindi e il Pd siciliano

Inizia la sua carriera politica, da fervente democristiana, dopo essere stata Vicepresidente nazionale dell'Azione Cattolica. Alle elezioni europee del 1989 viene eletta con ben 211.000 preferenze. 
Un grande successo. Sempre in prima fila, ha attraversato indenne la tempesta che ha spazzato via la prima repubblica. Ministro della sanità e della famiglia con il governo Prodi.  Oggi è Presidente del Partito Democratico e Vice Presidente della Camera dei deputati. Una donna tosta e preparata con la passione per la Politica. Certamente da apprezzare, per questo. Venerdì 7 ottobre scorso ha scatenato il finimondo nel Pd siciliano. Con la chiarezza che la contraddistingue ha detto chiaro e tondo, sul sostegno del Pd al Governo Lombardo e alla richiesta di 20 deputati per l’ingresso politico in Giunta, che così non va.

E senza anticipare nulla da Roma, a Caltagirone, simbolo della D.C. e patria di Luigi Sturzo, ha sentenziato ”Questo gruppo di deputati regionali che sostiene Lombardo è fuori dalla linea del partito nazionale e regionale non rispetta il percorso congressuale e non rispetta neppure la volontà’ degli elettori e degli iscritti del PD”. Contro il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, ha attaccato: ”Il problema non è che siamo tutti uguali, sono loro che sono diversi, nel senso che non rispettano la legge. Mi sono dichiarata scandalizzata perché qualcuno si è complimentato con Lombardo perché il suo reato è stato derubricato da concorso in associazione mafiosa a voto di scambio”. Insomma una presa di posizione che ha scatenato reazione furibonde e scomposte. "In Sicilia siamo riusciti a fare quello che lei non è stata in grado di fare a Roma: mandare i berlusconiani all'opposizione".

"Rispetti il Pd siciliano, indietro non si torna: per noi governo politico non vuol dire occupare posizioni di potere nella giunta di governo, ma riformare, innovare, spazzare via il vecchio sistema". E ancora. ”Ci aspettiamo un atteggiamento di maggiore sobrietà dalla Bindi nei confronti del travaglio di un gruppo dirigente, che ha agito per fare uscire il Pd dalla marginalità politica". Hanno tuonato i dirigenti siciliani.

Ci si dimentica però che la marginalità nella quale è caduto il Pd non è il frutto di manovre di palazzo o di accordi sottobanco e neppure di conventio ad excludendum. Ma, esclusivamente, la conseguenza di un voto popolare, libero e democratico, che ha stabilito chi avrebbe dovuto governare la Sicilia. E cioè il centro destra con a capo Raffaele Lombardo, contro il centro sinistra con a capo il candidato alla presidenza, la senatrice Anna Finocchiaro. Che si è affrettata ad abbandonare la Sicilia per il comodo scranno del Senato. E il cosiddetto "vecchio sistema" da abbattere è quello che hanno costruito insieme, d'amore e d'accordo per lunghi anni, l'attuale presidente Lombardo con il tanto bistrattato suo predecessore. Tutto il resto è storia quotidiana che si commenta da se.

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6 commenti:

  1. Per la serie: "Gli immarcescibili!" Amen!

    Salvo Geraci

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  2. brava rosy!!!!!!!!!!!!

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  3. Condivido in pieno il pensiero. A me pare che si fanno notevoli passi indietro, anziché andare in avanti.
    Mai nel periodo della cosiddetta prima repubblica abbiamo visto porcate simili: Procedimenti di questo genere, case abusive da sanare presto, presto...(entro i 150 mt. dalla battigia, etc. etc.). E poi una cosa abbiamo chiesto: fare il referendum su chi vuole questo tipo di politica.
    Ma come, ci hanno insegnato che il referendum è la migliore forma di democrazia e ora lo boicottano. Mi pare proprio che non va niente bene. Se dovesse continuare così, meglio rompere e fare come ha fatto Bartolo Fazio... ritrovarsi in un posto dove per lo meno ci si ritrova tra amici che si conoscono bene, e di cui ci si può fidare senza il bisogno di mettere una mano sempre nel di ...dietro.
    Filippo Ales

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  4. Condivido Filippo Ales, condivido Rosi Bindi, ma non mi piace inseguire le poltrone contro ogni presunione di ideale.
    ribbatto che ci servono uomini, non quaquaraqua

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  5. Ma di quale PD siciliano parliamo? Facciamo una superficiale analisi di quello che si muove all'interno di questo partito. l'asse Cracolici-Lumia contro il segretario nazionale Rosi Bindi-Crisafulli, Faraone candidato a sindaco, dichiarato dallo stesso, fuori dal PD, il segretario del Pd Lupo di marca D'Antoni, che adesso prende le distanze da Cracolici, mentre fino ad ieri erano d'accordo di entrare in giunta, la Borsellino una delle poche persone di cui ho pieno rispetto per la sua trasparenza che giustamente ha osteggiato l'ingresso in giunta lombardo e potremmo continuare ecc... Morale della favola, pensi che un partito del genere dove ognuno va per conto suo può dettare condizioni?

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  6. bisogna dare atto al PD di avere aperto un "Nuovo sistema". senza entrare nel merito, il PD in Sicilia decide un referendum, Lombardo imperatore di Sicilia, lo ritiene delitto di lesa maestà, del segretario Lupo dice che è stato preso dal genio del male, che detto da Lombardo suona come il bue che dice cornuto al'asino, e il gruppo parlamentare che fa? quadrato intorno al segretario? no, annullano il referendum in ossequio all'imperatore al quale riservano un rimbrottino, ma che di fatto suona come atto di riconoscenza perchè evita loro di essere spazzati dal loro elettorato, che giustamente avevano votato ben altro accettando il ruolo di opposizione. è chiaro che un "nuovo sistema" pretenda un nuovo nome nella continuità per cui da PD Partito democratico a PD Pagnottisti Democratici

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