giovedì 5 febbraio 2026

NISCEMI E ALTRO ANCORA

di Giangiuseppe Gattuso - Dispiace molto per quegli abitanti di Niscemi che si sono ritrovati di punto in bianco senza la loro casa. Per tanti senza nemmeno la possibilità di prendere il necessario, le cose più care, i ricordi di una vita. Un fulmine a ciel sereno che ha scompaginato la loro esistenza. E non ci sono all'orizzonte soluzioni che possano ripagare il danno enorme che li ha colpiti. Per l'emergenza, comunque, si provvederà in qualche modo per affrontare i mesi a venire.
La questione però è molto più vasta e grave, le responsabilità ci sono e qualcuno, forse, pagherà. Ma quanto tempo dovrà passare per mettere in sicurezza il territorio compromesso, risanare il tessuto urbano, ripristinare i servizi, tornare alla normalità? Ecco il punto. La capacità di intervento delle istituzioni di fronte a eventi così gravi. La possibilità di mettere mano in tempi ragionevoli e umani a quanto necessario per le opere che dovranno essere realizzate senza ritardi, pastoie burocratiche e negligenze.

E qui casca l'asino. Non si contano, in giro per l'Italia, le opere pubbliche che risultano ferme, temporaneamente bloccate, incomplete e mai finite da decenni, anche quelle ritenute necessarie e urgenti. Una situazione ancora più evidente e grave nella nostra Sicilia.

Strade, ponti, ferrovie, infrastrutture idrauliche, ospedali, non c'è un intervento, o rappresenta una rara eccezione, che viene immaginato e realizzato nei tempi previsti. Intoppi e iter burocratici infiniti, perizie e revisioni dei costi, fallimenti di imprese e non so ancora cosa, in un turbine senza fine.

Gli esempi sono tantissimi. Il Ponte Corleone di Palermo che attende da diversi decenni che vengano realizzate due carreggiate laterali così da raddoppiare gli assi di scorrimento. La Circonvallazione, sempre di Palermo, che è nientemeno un tratto della strada Europea E90, mai completata e assolutamente insufficiente come arteria di attraversamento della città e asse di collegamento tra le due autostrade che si immettono nel tessuto urbano. E vogliamo parlare degli impianti connessi alla raccolta delle acque, le dighe incomplete (Blufi per tutte) e quelle che necessitano di manutenzione e non riescono a invasare la giusta quantità d’acqua, le condotte colabrodo che ogni anno ci fanno penare per gli approvvigionamenti idrici, e poi gli impianti di depurazione non funzionanti o addirittura assenti in molti comuni, un disastro enorme. E mi fermo per non tediare troppo i lettori che avranno la pazienza di leggere.

Ma altrove non è così. Ci sono innumerevoli esempi di realizzazioni incredibili, di opere bellissime e funzionali. E non voglio parlare della Cina o del Giappone, dove certe opere per la loro arditezza e per la velocità di esecuzione, a confronto con il nostro sistema, possono sembrare fantascienza. Ma anche in tanti Paesi europei esistono analoghe realizzazioni, infrastrutture e servizi efficienti. Eppure ci sono normative, metodi e prassi che consentono al Governo e alle amministrazioni competenti di potere intervenire con immediatezza, affrontare emergenze, risolvere guasti e disastri causati dalla natura. Insomma non c'è nulla di impossibile, non ci sono interventi irrealizzabili, non c'è un destino contrario cinico e baro. C'è, purtroppo, un sistema che non funziona come dovrebbe. C'è lo scaricabile, c'è l'incapacità e l'inadeguatezza, c'è la mala politica. La madre di tutti i guai.

Giangiuseppe Gattuso

05 febbraio 2026

4 commenti:

  1. Chissà quante altre Niscemi sparse per l'Italia, si dovranno ancora raccontare. Da quando ho finito l'asilo ho sempre visto immagini di catastrofi, distruzione e disperazione della gente, dal Friuli alla Sicilia. Nessun governo si è mai occupato seriamente del risanamento del territorio e della sicurezza dei cittadini. Purtroppo tutti hanno scelto di inseguire le emergenze dopo i danni, visitare i luoghi colpiti da alluvioni, frane, mareggiate, fingendo solidarietà e aiuti che non arrivano mai. La prevenzione non ha mai portato voti a nessuno.

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    1. Maurizio, passerelle e niente più

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  2. Difficile dirlo, il sistema idrogeologico italiano è molto complesso e facile ad essere danneggiato ....certo se crediamo che il governo possa sopperire a tutto, siamo nella fantascienza..Tantissimi disastri accadono perché le persone costruiscono abusivamente su terreni argillosi...e quindi lo stato dovrebbe abbattere ( pia illusione , non glielo permetterebbero chi ha costruito abusivamente )..e se non ci pensa lui, è la natura che lo fa..

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    1. Lella, dobbiamo dire è possibile anche con il girarsi dall' altra parte da chi dovrebbe controllare e programmare urbanisticamente

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