di Torquato Cardilli - Non so se l’Europa stia affogando nel ridicolo o sprofondando nella morta gora dell’insignificanza, impiccata alla corda dei propri valori vilipesi.
A Bruxelles come a Roma, a Parigi, a Berlino l’ipocrisia è diventata istituzionale, pur di nascondere, dietro le imperturbabili facce di bronzo, il loro miserabile vassallaggio.
L’operazione Caracas non è stata che l’ultima mossa di un aspirante imperatore che in un anno ha sconvolto il mondo politico, economico, industriale, imponendo, secondo i canoni di una politica dispoticamente ottocentesca con il colpo in canna sempre pronto, i propri ultimatum e diktat protezionistici, vessatori, offensivi e vili, contro paesi amici e alleati come se fossero nemici.
Il Governo italiano e la sua maggioranza parlamentare di ubbidienti scolaretti replicanti, non sembrano rendersi conto del pericolo di questa esibizione muscolare di neocolonialismo che invece è fin troppo chiara al popolo e a sei miliardi di persone nel mondo.
L’Italia ha aggiunto il suo a una farsa che calpesta il diritto internazionale, con la dichiarazione del Ministro degli Esteri, che ha fatto arricciare il naso ai giuristi. Secondo l'avvocato (?) Tajani il diritto internazionale vale fino a un certo punto. Di fatti lui, con penose giustificazioni seguito da Nordio e Piantedosi, ha tolto le manette a un delinquente, arrestato in Italia perché ricercato dalla Corte penale internazionale restituendolo al suo paese con tutti gli onori e con l’aereo di stato, mentre il tycoon Trump, ergendosi a sceriffo e giudice universale, è andato a mettere le manette a un capo di stato estero nel suo letto deportandolo al tribunale di New York con l’elicottero militare.
Dunque c’è chi calpesta il diritto per arroganza e chi lo calpesta rimediando una figuraccia. Questione di sfumature.
Torquato Cardilli
7 gennaio 2026



Sono dei brutti ceffi.
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