mercoledì 3 luglio 2019

AL GOVERNO, E SPARIRE. O FUORI PER VIVERE

di Maurizio Alesi - Nell'ultimo sondaggio abbiamo perduto ancora lo 0,8 in pochi giorni. Vogliamo interrogarci sul futuro di un movimento che per l’Italia rappresenta l’ultima spiaggia per una radicale svolta di un sistema marcio e corrotto, o dobbiamo rassegnarsi ad una morte lenta e inesorabile.
Dobbiamo continuare a piangerci addosso e consolarci col vittimismo, con i piagnistei sulla persecuzione dei media, con la genuflessione verso il capo, o è meglio che la base alzi la testa e faccia sentire la propria voce finché si è in tempo. Il trend negativo per i 5S va avanti da un anno e procede con un ritmo costante. Non c'è nessun indicatore che lasci pensare ad una fase di recupero, anzi, tutto lascia prevedere che le smanie leghiste, alimentate da un consenso stratosferico sull'approvazione di alcune leggi conflittuali come l'autonomia regionale, lo scontro sul Tav, le grandi opere scriteriate, siano destinate a fare aumentare lo scontento.

Se Di Maio andrà avanti per forza d'inerzia, rinunciando ad una riflessione critica collettiva, una pausa, temo che si assumerà una grande responsabilità. So bene che a taluni sostenitori guardare in faccia la realtà provoca l’allergia e preferisce demonizzare chi la rende visibile. Ma la verità è testarda e non arretra, mostra la fotografia nitida dell’esistente che molti sostenitori del M5S vedono deformata con gli occhi dell’obbedienza verso il capo politico. Chi denuncia i problemi è accusato di lesa maestà, di alto tradimento, di essere un infiltrato. 

L’insofferenza verso chi cerca di accendere un riflettore sulle criticità del M5S raggiunge livelli da guerra di religione combattuta tra gente che vota e continua a votare (nonostante tutto), allo stesso modo. Si vorrebbe un atteggiamento passivo, di attesa eterna sorridendo e fischiettando davanti i video consolatori sui social del capo. E chi se ne frega se ogni giorno scappa un drappello di elettori. Purtroppo non serve a nulla ricordare le cose buone (che indubbiamente sono state portate avanti dal M5S); non bastano ad arginare il crollo elettorale. Vogliamo parlarne o continuiamo a tirare a campare. La smettiamo di celebrare chi, avendo sul groppone 4 incarichi che abbatterebbero un elefante, non riesce a seguire tutto. 

In politica esiste un solo metro per misurare la bontà della propria azione politica. Si chiama consenso. Quando quest’ultimo viene a mancare è segno che qualcosa non va e bisogna fare un tagliando al motore. Da quando siamo al governo il M5S non ha fatto neppure un cambio d’olio e il rischio è di grippare e buttare via la macchina. Diciamolo chiaramente, se è vero che il sistema è contro i 5S sostenuto da un’informazione di regime, è anche vero che la partita si gioca quasi esclusivamente sul famigerato contratto di Governo che si è rivelato un pozzo di S. Patrizio per Salvini e un cappio al collo per i pentastellati. Se questo patto azzardato tra forze che stanno agli antipodi poteva avere una sua ragion d’essere all'indomani del voto, dopo averlo sperimentato e constatato che è solo appannaggio della Lega, occorrerebbe riflettere e interrogarsi sul prosieguo di questa esperienza. E invece niente. 

Si va avanti come se avessimo il sole in tasca, come se non ci fregasse nulla di chi abbandona il movimento, siano essi parlamentari che vengono cacciati o elettori che si cacciano da soli. Se la Lega non molla il governo è perché si trova in una posizione ideale che la fa volare nei consensi (oggi era al 38%), mentre noi si va sempre più giù, nonostante il varo di leggi sociali rivoluzionarie come il reddito di cittadinanza o di rigore morale come l’abolizione dei vitalizi, la riduzione dei parlamentari, l’anticorruzione, i tagli alle pensioni d’oro. Evidentemente si perdono voti perché, accanto a queste buone leggi, ne abbiamo sostenuto altre pessime come i due Dl sicurezza, la legittima difesa, l’acquisto di altri F35 e, soprattutto, la netta condivisione (andando a rimorchio) con la Lega rispetto ai comportamenti, arroganti e disumani sull'immigrazione senza avere un progetto serio e credibile, che hanno fatto scappare tutto l’elettorato di sinistra, cattolico e moderato. 

E poi ci sono i balbettii, le incertezze, gli annunci che restano tali i silenzi su temi basici del movimento. Sul Tav si fa un passo avanti e due indietro arrivando ad isolare il prof. Ponti e il suo staff incazzati con Toninelli che ha fatto carta stracci del suo studio e non ha più commissionato altre analisi Costi-benefici sulle opere pubbliche. Dopo un anno dall'annuncio non si revoca ancora la concessione ai Benetton che addirittura potrebbero entrare in Alitalia. Insomma su ogni nostra legittima proposta bisogna fare i conti con Salvini che tutto domina, tutto controlla e tutto decide. In queste condizioni è meglio tornare all'opposizione o continuare questa agonia. Si può legittimamente pensare che sia meglio restare al governo ma bisogna sapere che, permanendo questo trend, potremo forse portare a casa a calci e a gomitate con Salvini, qualche altra buona legge ma sapendo che ci costerà la fine di un’esperienza politica non solo di governo. 

Se invece si decidesse di tornare alle origini rompendo su un tema fondamentale, potremmo almeno sperare di rimontare il consenso per ambire, dopo che il pallone Salvini si sgonfierà, di poter raggiungere il 40% e governare da soli o con una sinistra rifondata. Non sarà facile ma sarebbe una possibilità. Restando al governo potremo solo sparire dai radar.

Maurizio Alesi
03 Luglio 2019

28 commenti:

  1. Marina Nicoletti3 luglio 2019 08:55

    Ancora con queste critiche sterili e non costruttive?

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    1. A costruire ci pensi tu, con la tua passività e remissione.

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  2. Silvio Barbata3 luglio 2019 09:01

    l'illogicità di Alesi sta nel pregiudicare secondo il suo filtro ideologico...senza mai fornire alternative argomentate e ben fondate rispetto alla soluzione dei problemi...parla con molta leggerezza di "verità" ...freudianamente parlando sarebbe la sua verità rispetto alla sua ristretta sensibilità ideologica che vorrebbe propinare agli altri come universale.

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    1. Marina Nicoletti3 luglio 2019 09:02

      Infatti, in un altro post gli ho chiesto di proporre il nome di un nuovo leader e di fare proposte costruttive. Sono invecchiata nell'attesa di una risposta.

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    2. Pompeo Benincasa3 luglio 2019 09:06

      bè, c'è l'imbarazzo della scelta...

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    3. Falla tu una critica costruttiva. Dall'alto del tuo sottovuoto spinto.

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    4. A parte il fatto che ho indicato il nome di Di Battista, se non trovi un nome per sostituire Di Maio vuol dire che alla prossima legislatura lasci il movimento.

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    5. Marina Nicoletti3 luglio 2019 09:43

      Di Battista chi? Quello che invece di fare i comizi durante la campagna elettorale, ci ha mollati per dedicarsi ai corsi di falegnameria? Io stimo molto Alessandro, ma non mi sembra la persona più indicata per fare il leader. È inaffidabile e impulsivo. Alessandro va bene nelle piazze, è un ottimo tribuno, ma a livello istituzionale non è idoneo.

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    6. Allora tieniti Di Maio, il desertificatore di consensi.

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  3. Marina Nicoletti3 luglio 2019 09:04

    Totalmente falso e superficiale quanto viene indicato su F35 e TAV. sembra scritto da un piddino. Ma se la Trenta è stata ferocemente contestata dai generali e dalla Meloni proprio per aver bloccato l’acquisto di nuovi F 35, perché dovete fare queste mistificazioni? Per non parlare del TAV, dove il m5s è solo contro tutti e si sta battendo dall’inizio del governo per bloccare questo ennesimo giro di affari voluto da pd, forza italia, fdi e lega. Di Battista è stato addirittura querelato per aver fatto delle accuse sugli imprenditori e le tangenti celate dietro alle consulenze, Toninelli viene sistematicamente massacrato dai media e dalle opposizioni sulla questione TAV, quindi mi sembra a dir poco ingiusto e meschino questo articolo, forse scritto da un piddino travestito da grillino. E ultimamente ne sto conoscendo parecchi.

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    1. Meschino sarai tu con le tue genuflessioni e la faziosità che guida i tuoi pensieri.

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    2. Se io fossi del PD non avrei certo paura a dirlo. Io sono abituato a dire ciò che penso. Tu Piuttosto dovresti arrossire per continuare a tenere un atteggiamento infantile, da tifoso, da sottomesso invece di reagire di fronte ad un movimento che perde terreno nell'inerzia di tanti di voi.

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    3. Cara Nicoletti, Su F35 il movimento ha sempre promesso che avrebbe bloccato gli ordini di nuovi aerei, se fosse andato al governo. Tranne poi a verificare che vi sono delle difficoltà. La politica degli annunci poi ritirati, è uno dei limiti dei 5S che gli fa perdere consensi.

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  4. Mario Botteon3 luglio 2019 09:05

    Marina Nicoletti, quando non si sa cosa dire s'incolpa sempre il pd....

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  5. Pompeo Benincasa3 luglio 2019 09:07

    vorrei chiedere alla Nicoletti, se, secondo lei, tolti gli F35 ordinati dai governi precedenti, nel bilancio approvato da questo governo, ripeto da questo governo, le spese militari sono aumentate ?

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  6. Vadim Nardone3 luglio 2019 10:38

    Cacciare i cattogrillini dal m5*
    O morire

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  7. Salvatore Mancuso3 luglio 2019 10:39

    Grillo ha detto che il M5S è BIODEGRADABILE, quindi, tutto può accadere.

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  8. Silvio Barbata3 luglio 2019 10:41

    L'idea che il consenso sia il parametro assoluto per valutare la bontà dell'azione di governo...ce lo insegna la storia da millenni che non è così a cominciare da Platone....Alesi è stucchevole con questa visione meccanicistica e infantile della politica aggiungerei anche antietica...le gabbie concettuali inventate ad arte per plagiare le masse come "populismo" "antipopulismo"...appartengono alle strategie di sistema che tende a perpetuarsi; l'unico parametro valido è la RISOLUZIONE DEI PROBLEMI secondo equità...gli esempi potrebbero essere tantissimi, ad esempio la corruzione intrinseca al sistema per cui lo spreco è businesses: la regione Sicilia spende ogni anno 300 milioni di euro per gli incendi (solo per spegnerli) il danno totale è 10 volte tanto, a chi conviene? facile a dirsi e a intuirsi. Le fonti energetiche alternative: una pala eolica ha una durate di vita di circa 15 anni, bene (male) l'energia che ci vuole per realizzarla e farla entrare in funzione e più quella che ci vuole a smaltirla a fine vita non sarà mai compensata dall'energia che la pala produrrà in 15 anni; a chi conviene? provate a immaginare! Le tasse: il principio etico è che la tassa non è una sorta di obbligo sacro, la tassa dev'essere giusta altrimenti non andrebbe pagata, e non si tratta solo di pagarla, inteso in astratto, ma anche delle modalità di pagamento perché il tempo è vita ...e invece pescano nel torbido. Altro esempio di principio in riferimento a valori metaetici (Alesi sa cosa sono?) come il principio di proporzione, di reciprocità, di imparzialità...allora, domanda: è giusto che colui che possiede una Porsche Cayenne (80-100 mila euro) 3000 di cilindrata - premessa: ognuno nella vita può avere il suo orizzonte esistenziale per es. di accumulare denaro, va bene, però lo deve fare onestamente e senza pesare sulle spalle degli altri - debba pagare il carburante allo stesso prezzo di chi ha una panda con cui ci lavora? il principio di proporzione è un imperativo etico, la risposta sarebbe NO!!! deve pagarla di più. Questo orizzonte etico si può applicare a qualunque altro specifico sociale come la strategia perversa "dell'accoglienza", falsa accoglienza, commercio schiavista di esseri umani, a monte cosa c'è? La Francia bombarda la Libia e ora ipocritamente con la solita storica puzza sotto il naso fa la morale a noi; impone a 14 paesi sub-sahariani il Franco coloniale; la Cina si sta comprando l'Africa pezzo a pezzo e dunque spinge ad andarsene i giovani africani...ma chi ha il coraggio di rimproverare la Cina...? In conclusione questo governo nei limiti umani è l'unico che sta scoperchiando le radici dei problemi. La politica è preposta a risolvere in radice i problemi e a prevenirli in modo che non si verifichino, invece l'atavica piaga del sistema italiano è la demagogia senza fine nata con "l'antifascismo" che è una reazione psicotica causata dal complesso d'inferiorità storico, mal celato, della sinistra fallita nei confronti del Ventennio...una nevrosi infantile infarcita di menzogne disonorevoli negate a se stessi. In sostanza il cancro italiano è lo stesso sistema che obbliga il popolo a essere in funzione del sistema invece che il sistema in funzione del popolo o meglio della NAZIONE. Un apparato di parassiti costosissimi che sarebbe da ridurre del 70%...questa la grande rivoluzione a cominciare dal Parlamento: semplicemente riducendone drasticamente il numero (non la riforma renziana che era una mutazione genetica aberrante) 300 onorevoli e 150 senatori; molte cose si aggiusterebbero a cascata.

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    1. Purtroppo per te la Democrazia prevede il consenso popolare. Se non ce l'hai o lo perdi, non ti sarà data l'opportunità di fare cose buone, nè cose cattive. Per il resto, non pretenderai che possa seguirti nei tuoi deliri.

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  9. Pompeo Benincasa3 luglio 2019 10:44

    minchia analisi....

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  10. Raffaella Schiavone3 luglio 2019 11:26

    Fuori per fare cosa? tornare al vaffanculo? mentre gli altri, tornati al potere faranno razzie di diritti faticosamente ottenuti e penso al reddito di cittadinanza, allo spazzacorrotti... meglio dentro e portare a casa ancora qualche successo...poi si penserà...............

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    1. Fuori per non fare arrivare Salvini al 50% e continuare ad esistere. Almeno come testimonianza nella società. Non credo che in queste condizioni si possa sperare in un futuro.

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  11. Isabella Maria Pecoraro3 luglio 2019 11:29

    Giangiuseppe Gattuso esattamente quello che penso anch'io

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  12. Isabella Maria Pecoraro3 luglio 2019 11:33

    devo scrivere la parabola del ranocchio sordo...
    """LA PARABOLA DEL RANOCCHIO
    C'era una volta....una gara di ranocchi,
    L'obbiettivo era arrivare in cima ad una grande torre.
    Si radunò molta gente per vedere e per fare il tifo...
    COMINCIÒ LA GARA
    In realtà la gente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo:
    ""CHE PENA....NN CE LA FARANNO MAI!!!!""
    I RANOCCHI, cominciarono a desistere, tranne UNO, che continuava a cercare di raggiungere la cima!!
    La gente, continuava:
    ""NON CE LA FARANNO MAI... CHE PENA!!!!!!""""
    E I RANOCCHI si stavano dando per vinti.....
    Tranne....il solito ranocchio che, solo, e con Grande sforzo RAGGIUNSE alla fine la CIMA!!!
    GLI ALTRI VOLEVANO sapere come avesse fatto a concludere la prova... e scoprirono che....ERA SORDO!!!!!!
    Ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere NEGATIVE DERUBANO le migliori speranze del TUO CUORE!!!!
    Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o che leggi.
    Per cui, preoccupati di ESSERE sempre POSITIVO!!!
    SIIII, sempre sordo quando qualcuno ti dice...
    Che...non puoi REALIZZARE I TUOI SOGNI!!!
    ...come disse madre Teresa..."io sono solo una goccia...ma se ti unisci ...saremo due, cento mille..." ..
    .....Mentre se ci appiattisce sul fatto che è una battaglia persa ..non succederà mai niente...bisogna sovvertire lo status quo...in tutte le sue impostazioni e consuetudini... altrimenti..rimarremo al palo ... e avremo perso in partenza..

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  13. Di Maio rimane fermamente convinto che basta fare, lavorare per il bene dei citradini, essere onesti e moralmente inaccattabili
    per governare e per conquistare il consenso. Niente di più sbagliato. Il C.V. ha ampiamente dimostrato esattamente il contrario. Avere inquisiti e condannati nel partito, non fare una cippa, non recarsi manco a pregarti negli uffici del suo ministero, ma limitarsi ad annunci diretti alla pancia e non al cervello, è la migliore politica ppossibile, quella che paga di più.
    Di Maio ed il M5S, vogliono sopravvivere? Bene, la smettano di lavorare e comincino a raccontare cazzate una buona volta

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  14. Nel titolo dell’articolo “AL GOVERNO, E SPARIRE. O FUORI PER VIVERE” è racchiuso il significato dell’appassionato richiamo politico, alla riflessione per i simpatizzanti del M5S, di Maurizio Alesi. Chi ama la Politica non si sottrae alle critiche quando si cerca di analizzare la situazione con l’obiettivo di individuare criticità ed errori da eliminare e da correggere per migliorare l’azione politica. Se oggi, volutamente, ci si sottrae da una attenta analisi delle cause che hanno determinato la perdita di consensi, domani a nulla varranno tutte le scusanti per aver perso, oltre ai voti, la possibilità di continuare ad essere una forza propulsiva per il cambiamento. Per recuperare ci vorranno degli anni, con il rischio di scomparire. Io, da elettore cocciuto del PD, ne so qualcosa! Oltre a leccarmi le ferite sono costretto a subire insulti perché spero continuo a sperare nel cambiamento e nella sopravvivenza di un PD che sappia aprirsi a tutti i partiti della sinistra e, anche al M5S. Se fallisce questa operazione saremo condannati ad essere governati da statisti alla salvini e alla meloni. Tornando al M5S emerge una realtà: il Movimento è diviso fra filogovernativi e quelli, pochi, che sono rimasti ancorati agli ideali iniziali. Gli ideali che hanno determinato il grande successo elettorale del marzo 2018. Si ha l’impressione che l’area filogovernativa che fa capo a Di Maio, a qualunque costo, intende arrivare a fine legislatura senza valutare i rischi descritti da Maurizio Alesi. Se è così: il M5S sarà capace di imprimere alla coalizione le sue scelte ideali?!

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  15. Bocca della verità6 luglio 2019 19:18

    Oggi in tv ho visto e sentito Di Maio ripetere a pappagallo tutto quello che aveva detto Salvini 5 min. prima. Amico Alesi piaccia o meno la lega di Salvini fascista o no comanda, i 5 stelle o abbozzano o vanno a casa. Si sono sgonfiati su tutti i fronti, il loro volere non essere ne di destra ne di sinistra ne di centro li ha portati a credere di potere prendere da tutte le part, ha funzionato per un pò, ora è finita, non hanno passato non sono nel presente e non ci saranno in futuro. Lei cmq rimane un galantuomo.

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    1. Io la ringrazio molto e concordo su quasi tutto il suo intervento. I 5S potrebbero ancora avere un futuro, a condizione che sappiano scegliere tra i loro valori e i loro principi per i quali sono nati, e la permanenza in un governo che è ormai un monocolore leghista.

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