giovedì 8 marzo 2018

CALENDA! CHI ERA COSTUI?

Copertina Claendadi Michele Ginevra - Tranquilli l’enigma questa volta è più semplice da risolvere rispetto a quello in cui si trovò il povero Don Abbondio di Manzoni. Chi è stato e chi è Carlo Calenda?
È il compagno doc, l’uomo giusto per risolvere i guai del PD, il deus ex machina, giunto all’improvviso e al momento giusto per far rientrare tutti quei compagni che non riconoscendosi più nel PD hanno votato altro, principalmente M5S.

Ultima tessera del PD, quasi fresca di giornata, Calenda è il compagno giusto che ha le carte in regola per profilo professionale e politico per fare il prossimo segretario del PD e far rientrare tutti i voti di sinistra perduti in questi anni.

Scelta_Civica.svgProletariato fra i proletari, ha una carriera politica di tutto rispetto all‘insegna della più dura lotta di classe: candidato con Scelta Civica di Monti (non eletto), ministro nel governo Gentiloni (altro irriducibile bolscevico) per finire tra le fila di +Europa della Bonino, altra rivoluzionaria marxista proveniente dai governi di Berlusconi. Si, proprio un bel curriculum politico adatto al principale partito politico della sinistra italiana.

sport_formula_1_ferrari_montezemolo_gettyMa è il suo profilo lavorativo-professionale che fa di lui un vero proletario rivoluzionario di sinistra: infatti dopo una laurea in giurisprudenza lavora per società finanziarie prima di approdare, nel 1998, alla Ferrari sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dove assume i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie, per poi passare a Sky (responsabile marketing) fino a Confindustria come direttore dell'area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Montezemolo, per finire come direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo.

Insomma un vero rivoluzionario di sinistra sempre in prima fila nella lotta di classe accanto agli operai, al cui confronto un Maurizio Landini è un mediocre liberista conservatore o tuttalpiù un socialdemocratico alla Blair. Ecco risolto l’enigma, non era poi così difficile, oggi c’è Wikipedia a cui il povero Don Abbondio non poteva avere accesso.

carlo-calenda-attore-837x450Calenda è proprio il compagno ideale, di cui tutti i media oggi parlano; il probabile prossimo segretario del PD, che farà risorgere con le sue idee “rivoluzionarie” le sorti del principale partito della sinistra italiana. Ma attenzione! Ha già posto una condizione, da vero segretario in pectore che indica la linea strategico-politica del Partito: guai al PD ad agevolare con un accordo un governo dei 5 stelle, pena immediato ritiro della sua recente iscrizione al Partito Democratico.

I compagni (ops! Scusate il lapsus) gli amici del PD stanno già tremando, non si può lasciar andare via uno statista di sinistra di questo calibro: meglio un Calenda dentro il PD che un PD dentro un governo con i 5 stelle!
Ah, dimenticavo: PD stai sereno!

Michele GinevraMichele Ginevra
08 Marzo 2018

37 commenti:

  1. Ultima tessera del PD, dopo di lui chiudono

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  2. Provvido articolo che chiarisce come la deriva avviata fa Renzi continui l'onda lunga e, non essendo più rimasti dei... profeti in patria, cerchi il riscatto affidandosi a l'uomo della provvidenza. Un dejà vu con Monti, solo che il suo sponsor era Napolitano mentre qui il presidente è Orfini e... se tanto mi da tanto.
    Se le cose dovessero andare in questo senso, la vedo dura per il Pd recuperare la posizione che aveva sullo scenario politico nazionale e gettata alle ortiche.

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  3. Veramente ragguardevole l'ironia e piacevole la lettura. Il significato che ne scaturisce è dunque l'identità di questo Partito sfortunato, che ancora non è stato capace di di dimostrare, negli uomini e nei fatti, la sua natura socialdemocratica. Non conoscevo il curriculum di Calenda e ne sono rimasto colpito. Avrebbe dunque la capacità del camaleonte perché è un affabulatore, moderato e dagli atteggiamenti suadenti e di...sinistra ; ma direi adesso...sinistri.

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  4. Se Renzi poteva rammaricarsi di non essere sempre abbastanza di destra, Calenda ne ha invece la piena certificazione. Considerata la deriva imposta dal primo, il secondo trova il piatto già pronto e servito e guai a sparecchiargli la tavola. Se il Pd avesse intenzioni di ritornare ad essere di sinistra, Lui ha già messo le mani avanti: Restituisce la tessera.

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  5. Mario Vitale8 marzo 2018 21:17

    uno che ha fatto fallire tantissime Multinazionali.

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  6. Vadim Nardone9 marzo 2018 07:55

    Ma scusate ma che notizia è che calenda si iscriva al pd? Giornali e telegiornali che ne parlano ma a che pro? Booooo

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  7. Lillo Antinoro9 marzo 2018 07:57

    Ironicamente descrive il PD di Renzi, degli uomini e donne della Leopolda. Tanti Che Guevara con le mutande firmate in mano, pronti ad applaudire e a sostenere quelle povere classi alto borghesi in difficoltà perché non sanno dove mettere tutto il sangue che hanno succhiato a questi stronzi di proletari che pretendono un lavoro dignitoso, equamente retribuito. Meno male che ora arriva Calenda, lui sa come risolvere il problema, in fondo basterebbero poche camere a Gas con qualche forno annesso, magari prese in appaltato da qualche ditta tedesca specializzata nel settore, sarebbe un investimento straniero nella nostra economia.

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  8. Calenda non è altro che il prototipo della politica e della cultura alto borghese e dirigenziale PD. Chi volete che aderisca ad un partito che ha scelto come capo assoluto gente come Renzi. Chi volete che possa condividere la politica di personaggi come Boschi, Lotti, Nardella, Morani, Carrai, Giachetti, Richetti e servitù cantando. Calenda è Renzi 2 (la vendetta). Gli somiglia molto in arroganza, presunzione, odio verso il 5Stelle. Rappresenta la piena continuità che li porterà all’estinzione.

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    1. Michele Ginevra9 marzo 2018 10:44

      Infatti è proprio così. Ma alla fine il problema non è tanto Calenda e la sua provenienza borghese (su cui ci ho “giocato” con un po’ d’ironia) in fondo anche Lenin proveniva da una famiglia benestante, e poi tutti posso essere improvvisamente folgorati sulla via di Damasco, alla Provvidenza non c’è limite; il vero problema è il Partito Democratico a cui lo stesso Calenda credo non si sarebbe mai avvicinato se fosse rimasto un partito di sinistra e non un partito liberista più vicino al conservatorismo europeo che ad una sinistra alla Corbyn, giusto per dare un riferimento fuori dai nostri confini, che è stata poi la causa di tanta emorragia di voti, molti dei quali andati al M5S, senza fare mai una seria autocritica della sua crisi. Ecco appunto l’uomo “giusto” per riportarlo a sinistra (sic!).

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  9. Si sapeva, si sapeva ed io non mi stupisco per nulla. Il pd è da sempre un partito pro-capitalismo. Io mi compiaccio vivamente del pd rimarranno solo gli esponenti e qualche elettore capitalista che si vuol pavoneggiare de sinistra perché votare fi non è chic.

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    1. Michele Ginevra9 marzo 2018 11:50

      Se non riusciranno a darsi una svolta, nel senso di virare nettamente a sinistra (e non mi pare ci siano segnali in tal senso) penso si verificherà ciò che dici tu. Anche perchè non vedo il motivo per cui un liberista conservatore debba alla fine votare un PD in disfacimento piuttosto che una destra in crescita... perchè si sa che lo sport più amato dei politici italiani e salire sul carro dei vincitori.

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  10. Finirà di rompere il giocattolo.

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  11. Idoneo a frantumare definitivamente il PD e a farlo scomparire del tutto ! Sono fiducioso nel suo mandato da netturbino di Renzi !

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  12. Veramente non è il PD a perdere credito ma l'intera storia del socialismo. Il cosiddetto partito del popolo è ora apparentemente rappresentato in Italia dai 5 stelle. Gli ideali socialisti in realtà sono mal rappresentati dai 5s e per favore non attaccarmi su questa affermazione. Mi preoccupo dell'insorgenza in tutto il mondo occidentale di ideologia nazi fascista, spinta dall'odio contro gli immigrati e dal disagio socio economico. Saprà un movimento 5 stelle i cui leaders rifiutano di dichiararsi antifascisti, capace di arginare questo rischio? Premetto che non ho mai votato per il PD.

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    1. Flora, e chi ti contrasta?

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    2. Finora quando intervengo nei post dei 5 stelle mi attaccano poi però discutono... questo è ciò che conta. Che pensi di ciò che ho scritto?

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  13. Ma che si faccia votare dalle banche il popolo non lo vuole più questo partito democratico che doveva pensare allo sviluppo e ha pensato di salvare le banche private

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  14. Francesco Caso9 marzo 2018 22:16

    avete dato inizio alla nuova campagna di guerra, verso il nuovo obbiettivo? Morto Renzi, addosso al prossimo? e chiedete una collaborazione ? follia.....

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    1. Siete voi che non volete collaborare

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    2. Francesco Caso9 marzo 2018 22:20

      Pina Leta collaborazione vuol dire trovare una intesa, dei punti in comune: vuol dire mediazione e se del caso anche rinuncia. Se invece, da quello che si legge, intendete una alleanza in cui il PD a mo’ di scudiero vi segua in tutto ciò che intendete fare, beh, quello si chiama servilismo, è un’altra cosa....

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    3. io preferirei mandare questo p.d. che non riconosco più al quel paese e che si facciano un governo con bellusconi e salvini e noi rimanere all'opposizione così alle prossime tutti ha casa credo salvini

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  15. Elio Chimenti9 marzo 2018 22:18

    Non capisco questa "angoscia demolitiva" su chiunque si affacci con qualche competenza. :( Per dire qualcosa sul ministro basterebbe considerare che la misura "industria 4.0", pensata da lui in tandem con Renzi, nel giro di un anno e più ci ha portato al primo posto in Europa per investimenti nel rinnovo degli impianti industriali. Questa è Politica, vera, e su questo vanno misurati i protagonisti. Il resto è becerume da politichetta da asilo infantile.

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    1. Michele Ginevra9 marzo 2018 22:26

      Elio, evidentemente lei ha travisato il senso dell'articolo. Come ho scritto in un commento precedente, è’ chiaro che il problema non è tanto Calenda e la sua provenienza borghese, su cui ci ho “giocato” con un po’ d’ironia (l'ironia non ha mai ucciso nessuno) in fondo anche Lenin proveniva da una famiglia benestante, ma il problema è il PD che ha perso milioni di voti di sinistra che nella maggior parte sono andati al M5S. Se il PD non si interroga su questo fenomeno, non fa autocritica seria, non comprende (ma è una mia opinione) che la fuga di tanti compagni verso altre sponde è la perdita di quella identità di sinistra, che andando dietro al blairismo britannico (fallimentare) si è persa completamente, continuerà nella sua emorragia di voti di sinistra. Ecco in questa ottica, volendo tornare ad un linguaggio serioso che forse lei preferisce, non vedo come un Calenda, con tutta la competenza nel suo settore, ma di certo proveniente da un altro mondo culturalmente e storicamente lontano da quello degli operai, pensionati, pubblici dipendenti, disoccupati, studenti, ambientalisti, ecc. possa parlare a quel popolo, e soprattutto farsi ascoltare da quel popolo. Semplicemente Calenda non mi sembra l'uomo adatto a gestire e quella svolta alla Corbyn per intenderci, che a mio modo di vedere farebbe bene al Partito Democratico, sempre che quella svolta la si voglia fare veramente, cosa di cui dubito fortemente. Ecco, penso di essere stato più chiaro con un linguaggio più serioso. Ma adesso suvvia, ci rida su un po' anche lei, l'ironia e il sorriso spesso fa bene alla salute... anche a quella politica.

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    2. Francesco Caso9 marzo 2018 22:28

      Lei ha dichiarato di aver fatto uso dello “ humour”, o esprit, termini non proprio traducibili con l’ironia, che non rende il senso della giocosità, dello scherzo o se vogliamo del lieve prendere in giro qualcuno, così, tanto per scherzare.
      Ho riletto il suo articolo; lo faccia anche lei. Una disamina di un personaggio dominata dall’acredine e dall’intenzione di sminuire, di limitare e racchiudere il personaggio in un recinto di estraneità rispetto ai problemi del paese.
      Questa è ironia? Sia sincera prima con se stessa, poi con noi che leggiamo e riveli le sue reali intenzioni di ferire, o almeno scalfire un personaggio emergente di parte avversa.
      Confido sulla sua onesta’ intellettuale.....

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    3. Michele Ginevra9 marzo 2018 22:37

      Innanzi tutto perchè mi parla al femminile, non ho ancora cambiato sesso. Poi ognuno lo può leggere con lo stato d'animo a lui più congeniale, leggendoci dell'ironia, dell'acreidine o quant'altro, il mondo è bello perchè è vario. Solo una piccola osservazione: se mi reputa un'avversario politico del PD (e di questo PD che ha distrutto la mia sinistra lo sono certo) perchè mai dovrei avere dell'acredide verso un Calenda che secondo me, tornando seri, sarebbe l'uomo perfetto per far scomparire definitivamente il PD, mio partito avversario? Dovrei essergli grato ed anzi osannarlo ed incitarlo a continuare questa opera di demolizione del mio partito avverso! Altro che acredine, segretario subito! Si stia bene.

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    4. Francesco Caso9 marzo 2018 22:50

      in verità, senza occhiali per la vista, ho letto sommariamente Ginevra , nome che tra l’altro trovo armonioso, ed ecco il perché dell’errore che essendo veniale, può essere scusato. E d’altronde, rimanendo in tema di humour può anche starci. No,... io non faccio congetture sulla sua collocazione di parte: mi sono limitato solo ad osservare in merito al suo articolo , che lei definisce condotto da ironia, che di ironia ve ne è poca, piuttosto una non tanto velata intenzione di sminuire. Perché o per quale fine, anche questo non ha peso per me.
      Le auguro una tranquilla serata...

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    5. Michele Ginevra10 marzo 2018 09:36

      Francesco Caso scuse accettate, ma non occorreva manco scusarsi perchè avevo inteso si trattasse di un fraintensimento dovuto al mio cognome :)
      Detto questo tornando al tono dell'articolo non mi trova d'accordo: basta leggersi le definizioni sia di "acredine" che di "ironia". Gliele riporto non in senso di mancato rispetto, ma solo per non farle perdere tempo.
      Acredine: "manifestazione umana di sensazioni di risentimento nei confronti di qualcosa o qualcuno"
      Ironia: "alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l'apparente dissimulazione della sua vera natura o entità."
      Ecco, credo che quell'articolo possa stare più dentro il recinto di ciò che si intende per "ironia" che non su quello dell'acredine. E comunque questa era la mia intenzione, se non ci sono riuscito, pazienza, nessuno è perfetto!
      Una tranquilla serata anche a lei... con simpatia

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  16. Vannuccio Zanella9 marzo 2018 22:47

    una famiglia cinematografica....

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  17. Elio Chimenti9 marzo 2018 22:53

    Michele, il difetto sta nel manico: lei assume per certa una cosa del tutto improbabile, se non per la vulgata opinionistica/giornalistica, quella cioè che Calenda possa essere il "salvatore" del PD. Da cosa può logicamente dedurlo? Dal fatto che si è tesserato? Le risulta forse sia mai accaduto che un neo iscritto, per quanto autorevole e prestigioso, sia diventato ipso facto segretario del PD? L'ironia su un fatto improbabile può servire a sorridere (e fa sempre bene ...sorridere!) ma ha poco a che fare col ragionamento politico in senso vero.
    Proveniendo io da una storia di cattolici democratico-popolari, mi sorprende sempre più (anche questa una vulgata non corrispondente al vero) sentire definire il PD come "partito di sinistra", con ciò volendo far intendere che è il diretto discendente di una tradizione di sinistra, identificata, per imperante storica strategia di parte, con quella comunista. Cosa che in niente corrisponde al vero: il PD non è il partito della sinistra, dato che fin dalla nascita in esso confluiscono culture diverse che hanno in comune i valori del riformismo democratico. L'approccio a un veterosocialismo alla Corbyn può essere una sua legittima speranza per il futuro del PD, ma (mi spiace! :) ) ha niente a che fare con la nascita e la breve storia del partito.
    L'altra sera ho sorriso quando la Gruber a un certo punto, rivolta a Calenda, ha detto:"ma lei dice cose simili a quelle che sostiene Landini!". Ci ho ripensato e ho concluso che, da posizioni culturalmente/politicamente differenti, si può essere VICINI agli operai, pensionati, ecc. e d'altronde l'impegno e i risultati di Calenda nelle varie e tragiche crisi aziendali lo dimostrano.
    Sono stato serioso? Mi capita, d'altronde non parliamo di temi semplici o giocosi, ma mi capita, e molto spesso, di sorridere e di apprezzare chi si dispone cortesemente al confronto. La saluto.

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    1. Michele Ginevra9 marzo 2018 22:55

      La sorprenderò, ma sono d'accordo con lei... il PD non è un partito di sinistra!. Dunque è del tutto naturale che i milioni di suoi ex elettori di sinistra siano andati altrove. Chi si accontenta gode. Vede che alla fine siamo riusciti a trovare un punto in comune? Il dialogo a volte fa miracoli. Si stia bene, con simpatia

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  18. Rosalba Ferrara9 marzo 2018 22:54

    da dove è uscito fuori? dall'uovo di pasqua? arrogante, giusto per sentirsi il piccolo Macron?

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  19. Se un personaggio di spicco decide di iscriversi ad un partito dettando le sue condizioni dovrebbe essere accolto con un “no grazie”. Al compagno, più correttamente all’amico Carlo Calenda è stata concessa la tessera del PD malgrado l’esplicita richiesta, meglio dire ricatto, di seguire una certa linea. Il fatto che gli sia stata concessa la tessera dimostra che l’attuale direzione del PD ritiene il partito di sua proprietà. Ipotizzare che un qualsiasi Calenda, a prescindere dal curriculum, possa diventare, nel breve tempo, segretario del PD fa pensare che la batosta elettorale ha fatto precipitare in uno stato confusionale tutta la direzione del partito. È arrivato il momento di rifondare il partito partendo dalla base. I Circoli, una volta le Sezioni, devono rapportarsi con il territorio per comprendere i problemi, anche i più piccoli, che affliggono la gente comune. Nell’altra mia vita, quando facevo politica attiva, dopo una preoccupante flessione elettorale in un attivo federale, analizzando l’andamento del voto, Gian Carlo Pajetta, un vero compagno, in un passaggio del suo intervento disse: “Perdiamo consensi perché inseguendo i grandi progetti ci siamo dimenticati dei veri bisogni della gente che ci circonda”. Se il PD vuole, veramente, partire da sinistra deve lavorare per unificare tutte le anime della sinistra, sarà difficile ma ci deve provare. La strategia politica non deve essere decisa e imposta dall’alto ma deve essere il frutto di un dibattito che coinvolge tutti gli iscritti, il vero soggetto del partito. La scelta del segretario e dei dirigenti deve essere un’esclusiva degli iscritti. Le primarie hanno il pregio di coinvolgere gli elettori ma conferiscono al segretario un potere sovrano. Fin qui le prospettive che potrebbero diventare aspirazioni degli amici e dei compagni interessati alle sorti del PD. Nella situazione attuale, dopo una bruttissima campana elettorale, con due vincitori che non hanno i numeri per governare e un partito largamente penalizzato ma determinante per la formazione di un governo, è il caso di continuare nella polemica o prospettare una soluzione responsabile. Il M5S, per il consenso ricevuto, dovrebbe governare possibilmente con l’appoggio esterno del PD. È una decisione non facile anche perché pesano le accuse, a ragione o a torto, lanciate durante la campagna elettorale. Ora è il momento di dimostrare il senso di responsabilità verso il Paese, compito prevalente per chi ha vinto ma chi ha perso non può tirarsi indietro. Quindi, tutti dobbiamo stare sereni!

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    1. Salvatore G. B. Grimaldi10 marzo 2018 08:27

      Mi scusi. La base e formata da lavoratori e proletariato. I vertici sono capitalisti, proprietari di banche con interessi nell'alta finanza. Loro solo unico interesse è l'utile e tutela delle banche di famiglia e paradisi fiscali. Arriva il max magnum dei capitalisti pagando il suo ruolo. Di cosa dovremo durloquire?

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  20. Silvio Barbata10 marzo 2018 08:25

    La verità è che hanno strutturato una oligarchia plutocratica massonica che ha strumentalizzato la politica e la "democrazia" solo per camuffare l'agire in funzione di interessi lobbistici. Odiano i 5S perché rappresentano l'antisistema, la democrazia partecipativa e popolare.

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    1. Silvio Barbata, quando mai noi siciliani siamo stati antisistema? MAI!! Ci siamo sempre accodati alle promesse di turno, prima della DC, poi del PSI, poo con Berlusconi, ora con il M5S, perchè come i precedenti hanno promesso di "DARE". Povera Sicilia, il 1860 si fece ingannare anche da quel buffone di Giuseppe Garibaldi. Spero che riuscirai a leggere il mio commento, prima che il buon Gattuso lo cancelli. Ora rimanete solo voi del MO VI MENTO a gestire questo blog, cosi voi ve la cantate e voi ve la suonate. Auguri.

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  21. CONFESSO.Non conoscevo Calenda ma.vista la grande attenzione avuta,deve essere proprio importanta-In comune con Renzi ha l'aria arrogante.Come diciamo in Sicilia,mancu ci misi u peri e già legge dettò"Nemmeno il tempo di entrarci e già sentenziò"Nessuna alleanza con il movimento"E poi,con tono minaccioso,"altrimenti mi dimetto"Salvatore del PD non potevi aspettare le decisioni e poi decidevi se entrarci?Che fai altimenti?Una spettacolare restituzione di tessera?-Grazie Michele Ginevra.Non rieco ancora a capire tutta l'importanza data.MAH!

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