sabato 30 marzo 2013

GIORGIO NAPOLITANO E IL GOVERNO DEL PAESE

Napolitano e Cancellieridi Giangiuseppe Gattuso - Siamo in pieno periodo pasquale. Il giorno del venerdì santo il Presidente della Repubblica si è affannato per trovare una soluzione senza esito.

Lo scenario è apparso chiaro all’indomani del voto il 25 febbraio scorso. Un Parlamento senza maggioranza al Senato. È passato oltre un mese. In questo quadro, il Presidente incaricato con mandato esplorativo, dopo avere provato con ogni mezzo a convincere il Movimento 5 Stelle, ha riportato il testimone a Napolitano.

Le prassi sono state rispettate ampiamente, i giorni sono trascorsi senza fretta, le liturgie hanno contemplato anche la novità della diretta streaming dell’incontro Bersani-M5S. Ma senza alcun risultato apprezzabile. Tutto come ampiamente dichiarato e ribadito. Con il controcanto quotidiano nei salotti televisivi , con le facce note e con qualche volto nuovo. Ma sempre le medesime litanie: il PD farà il tentativo, troverà la soluzione, convincerà il M5S, e con il PDL mai. E Scelta Civica, ridotto a forza marginale, in attesa.

Un’attesa lunga. Troppo lunga. Che ha aumentato la sfiducia dei cittadini nei confronti di tutti. Frastornati dalle urla televisive, dagli allarmi lanciati dagli “esperti”, dalle preoccupazioni per lo spread, dalle statistiche sulla disoccupazione e sull’aumento della povertà. Insomma una situazione difficile ulteriormente amplificata dalla pressione mediatica. Ma tutto questo non ha prodotto effetti e non si sono apprezzate reazioni e comportamenti conseguenti. Si sono visti, invece, gli inseguimenti, a volte ridicoli, dei parlamentari grillini e di Grillo con microfoni utilizzati come clave per estorcere dichiarazioni. Qualsiasi dichiarazione per poi essere commentata, valutata, analizzata in ogni suo aspetto dai soloni delle trasmissioni televisive per dettarne il verbo.

E ogni proposta, a cominciare da quella di iniziare a far lavorare il Parlamento e legiferare su alcuni punti ritenuti urgenti e condivisi, in attesa del nuovo Governo, è stata bollata come una barzelletta.

Ma l’emergenza economica e la disoccupazione? E l’urgenza di far presto? Domande banali, quesiti senza senso. Eppure, se consideriamo i tempi dedicati alle consultazioni, gli interventi delle forze politiche, lo schema “normale” utilizzato da Napolitano per trovare la soluzione, e anche lo stile pacato e quasi rilassato degli attori di questo teatro politico, i dubbi emergono.

E proprio oggi, sabato 30 marzo 2013, vigilia di Pasqua, il Presidente della Repubblica ha parlato. E non si dimette anticipatamente. "Penso di poter contribuire fino all'ultimo giorno del mio mandato come il senso dell'interesse nazionale mi suggerisce". E nonostante le difficoltà ribadisce la sua fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l'Italia attraversa.

Insomma, Napolitano ci crede e, pur sottolineando l'esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese, intende fare di tutto per formare "un valido governo" in tempi brevi.

E, inoltre, quasi in linea con le proposte “strampalate” di Grillo, Napolitano ha affermato che il governo Monti è: "operativo" e "tuttora in carica", "dimissionario ma non sfiduciato dal Parlamento". E "sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con la Ue e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall'onorevole Giorgetti".

Nel frattempo, per la formazione del nuovo governo, si avvarrà del contributo di due gruppi ristretti di personalità, per "precise proposte programmatiche oggetto di condivisione su temi di carattere economico e istituzionale". (*)

Quindi, adesso che lo ha detto il Presidente della Repubblica, si può andare avanti e lavorare per il bene del Paese, anche senza il nuovo governo. Semplice e chiaro.

Possiamo però fare qualche considerazione. Una su tutte. Resterà un’incognita l’ipotesi perseguita con tanta determinazione da Bersani per un governo con il Movimento 5 Stelle. Sarebbe stata una fortissima novità e, probabilmente, una buona soluzione per affrontare alcune emergenze del Paese. Ma la storia non si può fare con i se e con i ma. Ci sentiamo, però, di dire con convinzione che rimarrà una bellissima occasione perduta.

Auguri di buona Pasqua e auguri Italia

Giangiuseppe-Gattuso  Giangiuseppe Gattuso
  30 marzo 2013

 

* Gruppo di lavoro 1: prof. Valerio Onida, sen. Mario Mauro, sen. Gaetano Quagliariello e prof. Luciano Violante;

- Gruppo di lavoro 2: prof. Enrico Giovannini, presidente Istat, prof. Giovanni Pitruzzella, presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato; dottor Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d'Italia, on. Giancarlo Giorgietti e sen. Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi. (comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica del 30 marzo 2013)

14 commenti:

  1. Con la decisione presa quest'oggi Napolitano si è dimostrato il miglior Presidente della 2.a repubblica.
    La terza chissà quando verrà e come sarà.
    Di fronte alla palude parlamentare dei partiti(compreso M5S), Re Giorgio, con un colpo d'ala geniale, ha messo in salvo l'Italia dichiarando che le istituzioni (Parlamento, Governo Monti e Presidenza Napolitano) sono pienamente operative e legittime costituzionalmente.
    Altresì, in maniera inedita, ha dato non un nuovo incarico ad una personalità per formare un nuovo governo, ma a due commissioni di esperti per scrivere il programma dei soli punti condivisi da tutti i partiti, proposte che saranno dat al aprlamento ed al nuiovo Presidente della Repubblica che,a differenza di Napolitano azzoppato dal semestre bianco, potrà costringere i partiti a fare subito un governo con maggioranza assoluta nelle due camere, pena scioglimento delle camer e ricorso tempestivo alle urne in ottobre 2013.
    Bravissimo Napolitano. 10 e lode.
    Invece per i partiti uno zero tagliato (anche in condotta), e con la faccia dietro la lavagna.
    La rotta è tracciata, ed è stato inserito il pilota automatico.
    Ora vediamo un pò come faranno i partiti a naufragare pure in queste nuove condizioni. naufragare


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  2. Caro Gianni,
    sono contento del tuo entusiasmo giovanilistico, tipico delle persone oneste e volenterose.

    Tuttavia, pur non essendo esperto come te di politica e soprattutto di struttura dei partiti, premettendo che il nostro è un discorso, come sempre, leale e che mai potrebbe compromettere i nostri rapporti, devo rassegnarti alcune mie considerazioni ed anche alcune preoccupazioni.

    In questo periodo abbiamo corso il rischio, e tuttora lo corriamo, di incorrere in situazioni estreme,in derive autoritarie.

    Una morbida, in abito scuro, elegante; ma non per questo meno pericolosa. Quella di Berlusconi. L'unica vera difesa rispetto a ciò è consistita nella conoscenza del soggetto. Il giudizio, ovviamente, non è esteso automaticamente ai suoi elettori, nella quasi totalità, in buona fede.

    L'altra meno elegante; capelli lunghi e giubbotto. Che fa uso per il turpiloquio. A mio avviso, modesto, forse più pericolosa.

    Infatti il modo di presentarsi, così vicino a quello di molti di noi e il turpiloquio che ormai usiamo quotidianamente, ce la fanno apparire meno dissimile dalla maggior parte di noi. Per questo meno pericolosa.

    L'immagine deve essere però completata con una serie di altri elementi che di norma sfuggono.

    Dopo le recenti comunicazioni del Presidente, ho ascoltato infatti le dichiarazioni spontanee di Grillo, consegnate ad uno speaker che si limitava soltanto a sorridere compiacente e ad interloquire minimamente solo con affermazioni di giubilo. Mi ha fatto pensare ai nostri poveri cagnolini che, quando fanno una marachella, si mettono a pancia in su per evitare le nostre reazioni. Solo che lo speaker la marachella non l'aveva ancora compiuto... soltanto temeva di compierne qualcuna addirittura senza accorgersene.

    Non vorrei che presto ci riducessimo tutti così, quasi senza rendercene conto.

    Parlava, com'è ovvio, della rivoluzione francese, e, altrettanto ovviamente, precisava che quella che lui ha avviato è come una rivoluzione francese, ma senza ghigliottina.

    Precisava ancora, tra il serio e faceto, che tutti i rappresentanti della vecchia nomenclatura dovessero essere rinchiusi forzosamente in ospedali psichiatrici... una volta si chiamavano gulag, mi sembra.

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  3. Non trovo tra le sue parole, scorse e attuali, veri riferimenti ideologici, o meglio ideali. E questo mi preoccupa. Per collaborare con qualcuno, infatti, o per diventarne avversario, occorre che tu stesso ed il tuo interlocutore, siate identificabili, almeno in linea di massima. Per questo soprattutto, in battaglia si usano le uniformi.

    Quasi certamente esagero, e mi sbaglio. Però se leggo la storia, peraltro abbastanza recente, del nostro Paese, mi suonano ancora troppo vicine frasi come "bivacco di manipoli".

    Ho vissuto l'arroganza dei vecchi politici, e per questo, mi preoccupa quella dei nuovi...

    Finora sono stati uno stimolo certamente utile per noi tutti; mi piacerebbe che continuassero così. Così cioè come nella politica vera: sana mediazione di sani interessi collettivi, con i piedi alternativamente ben saldi sul freno e sull'acceleratore.

    Però non mi sembra che stia andando così.

    Napolitano sembra aver accolto le tesi di Grillo... ma io mi chiedo, rispetto, per esempio, ad un solo argomento: come faranno le leggi ad essere approvate dal Parlamento composto, nei suoi due rami, da novecento persone, quando normalmente esse vengono elaborate e mediate da commissioni (diverse decine!) che, pur composte da un numero limitato di componenti, esitano pochi provvedimenti all'anno, e con fatica...
    ...e che solo dopo questo lavoro approdano al Parlamento e pur tuttavia per l'approvazione devono passare attraverso delle vere e proprie forche caudine determinate da interessi non eguali e spesso decisamente contrari.

    Il Presidente allora è uno sprovveduto? Mai mi sono permesso di pensarlo, e men che meno, adesso!

    Pur stanco, non abdica. Rimane al suo posto. Sa che mai più di adesso c'è bisogno della sua presenza.

    E non mi pare affatto un caso che nomini due commissioni di Saggi. Per approdare, in questa tempesta, tra gli scogli, in un porto sicuro, più che mai c'è bisogno di Saggezza.

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  4. Con un colpo d’ala (o meglio d’ingegno), che ha preso tutti di sorpresa, giornalisti, editorialisti, media in genere, il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha sboccato la situazione politico istituzionale che si trascinava da troppo tempo ed era ormai troppo ingarbugliata nel paese.

    Mentre si pensava alle sue possibili dimissioni anticipate, o ad una personalità nuova alla quale affidare l’incarico di formare un governo, considerando ormai decaduto l’incarico a Pierluigi Bersani e mentre tutti si sbizzarrivano sulle eventuali mosse del Capo dello Stato, ecco che l’ottantasettenne Giorgio Napoletano, stamani convoca i giornalisti, e dopo aver augurato a tutti la buona Pasqua, comunica di aver deciso di nominare due commissioni che avrebbero lavorato in un programma di legislatura, e mandava anche un messaggio ai mercati ed all’Europa, facendo sapere che l’Italia fin ora, ha un governo in carica ed è governata, che lui non aveva alcuna intenzione di dimettersi anticipatamente. Avrebbe lavorato per l’Italia fino all’ultimo minuto del suo settennato presidenziale.

    Ed ancora, nel pomeriggio avrebbe comunicato i nomi delle due Commissioni, che avrebbero cominciato a lavorare da subito. Detto, fatto!

    Alle cinque di stasera il grande Giorgio, dall’uovo di Pasqua tira fuori un comunicato, e legge una decina di nomi che, distinti in due commissioni, scelti (o segnalati) fra le quattro aree politiche, avrebbero lavorato sui punti programmatici comuni alle varie forze, in modo da costituire un governo invertendo i ruoli, partendo dal programma anziché dalla personalità incaricata, ed in cui tutti si sentano rappresentati.

    Così si potrebbe arrivare anche a designare un Capo dello Stato, considerato che la scadenza è il 15 Maggio p.v., scelto unitariamente fra tutti i parlamentari. Nel caso non si riuscisse a fare il governo con Napolitano, il nuovo Capo dello Stato avrebbe i poteri di sciogliere le Camere.

    Quindi il bravo Giorgio Napolitano con una fava ha preso sicuramente tanti piccioni. Infatti, dopo che egli si è assicurato l’assenso di tutte le forze politiche, ha lavorato tutta la notte stupendo tutti stamane. Nessuno si aspettava una soluzione del genere.

    Ovviamente non sarà una strada semplice, ma certamente si potrà cambiare il “porcellum”, in modo da consentire nuove elezioni con una legge elettorale più equa e condivisa.

    I partiti dichiarano di accettare le proposte del Capo dello Stato, ma dichiarano tutti di rimanere sulle loro precedenti posizioni. Vedremo… Intanto grazie e lunga vita Presidente Napolitano. Buona Pasqua Italia

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  5. Daniele Torres30 marzo 2013 22:52

    Il presidente Napolitano ha dato la direzione per uscire dall'empasse Italia:
    responsabilità, saggezza, servizio, sacrificio.
    In una locuzione soltanto: senso dello Stato (che è anche senso del dovere), che purtroppo deficita nelle attuali forze parlamentari, le quali pongono condizioni, seppure ragionevolmente spiegate, ma pur sempre condizioni, alla costituzione del nuovo governo.
    Ma la politica non progredisce con condizioni ma con propositi e confronti.
    Pertanto, ammesse le condizioni (è democratico farlo, anche se non di buon senso), importa che le forze politiche si assumano le responsabilità di esse, senza cambiarle non appena il vento non soffi più a favore. A meno che prevalga il senso dello Stato e non del particolarismo.
    Quindi prendano esempio da Napolitano.
    Daniele Torres

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  6. Stento a condividere l'ottimismo e la soddisfazione di Filippo Ales, anche se sono pero' certo che avrà buoni motivi per aver ricevuto una sensazione tanto favorevole delle decisioni di Napolitano.
    Certo capisco che il Presidente stia lavorando per l'unica soluzione ragionevolmente possibile, e cioè un accordo tra PD e PDL.
    Purtroppo anch'io credo non esistano altre soluzioni se non si vuole rischiare di finire veramente male.
    Quindi alla fine il realismo prevarrà, e l'unico equilibrio possibile sarà raggiunto.
    Mi riesce purtuttavia impossibile nascondere il rammarico e l'amarezza per l'occasione che l'italia ha avuto, e non ha saputo e voluto cogliere.
    Se stessi per affogare in mare aperto e qualcuno mi lanciasse un salvagente,di certo mi aggrapperei e di certo non potrei non apprezzare il gesto del soccorritore chiunque esso sia.
    Su chi ha causato il naufragio, e su chi avrebbe dovuto soccorrere i naufraghi e non lo ha fatto oramai è inutile parlarne.
    I fatti sono fatti, e contano più delle chiacchiere, se il salvagente lo lancerà Berlusconi all'Italia tutta, il salvatore sarà lui e non altri.
    Poco conta e pochissimo conterà se questo gesto lo abbia compiuto o meno per i propri interessi.

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  7. E’ finita la quadriglia: promenade, au contraire, changéz dame…...
    Si spegne la luce nel salone, si accende un faro sul palco centrale, di colpo si arresta la danza.
    Si impone il silenzio davanti al grande saggio che guarda severo la folla sudata, ansimante, per l’ultimo frenetico giro.
    Non è più tempo di danza….. non c’è più tempo!
    Il vecchio ha compreso quello che altri ancora cercano di nascondere in un ultimo ballo indecente, di amanti infedeli.
    Ha raccolto il grido profetico, non tanto del comico urlante, quanto quello di giovani parchi, parole misurate, messaggi chiari, determinati, senza correttivi di sorta: potere al Parlamento, di volta in volta, legge per legge.
    Questo ha raccolto l’instancabile vecchio. Questo verrà “mediato” dal lavoro dei saggi.
    Non ci saranno più governi di solo compromesso. Nè è più ammessa alcuna resistenza.
    In questo, il buon uomo di Bettola, provato dalla fatica, ha dato il suo “nobile” impegno, con fermezza, con coraggio, rischiando. Ha condotto quel gioco duro, che, volutamente o no, ha infine aperto all’ultima “rivoluzione” della storia del nostro paese(era ora!). Quella dettata, di tempo in tempo, dallo Spirito del mondo, forza inarrestabile e potente, sorda al rinvio.
    E sì, perché, oltre la filosofia degli osservatori più alti, c’è lo Spirito del mondo che, sovrano, guida il percorso della storia, spingendo con forza verso il cambiamento preannunciato da tutti i “profeti” che si rispettino.
    Una rivoluzione di fede, quella dei grillini! Non c’è interesse personale, per come finora appare. Meglio niente! Sui principi non si molla! Una scelta “etica”: questa no, non si tocca.
    Il messaggio, dunque, è passato, il gran vecchio lo ha raccolto e lo ha fatto suo, anche di animo.
    Il “resto”? Tutti in fila, in fase di adeguamento, già osservanti, proni alla preghiera, sorpresi, in attesa delle decisioni dei saggi preposti, nell’ultima disperata speranza di avere qualcosa.
    E’ dura per loro: il governo Monti ancora in piedi, lo spread sale, l’Europa ci guarda con sospetto, il baratro è vicino.
    Intano i punti del decalogo di Bersani restano, tutti, nel futuro programma, parola del Presidente: non c’è nulla contro l’Europa!

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  8. La prossima e probabile manovra economica che il governo dovrà fare, sempre che si voglia rimanere un paese affidabile, chi dovrebbe farla e chi dovrebbe sostenerla?
    Chi dovrà misurarsi con la realtà e relativa impopolarità.
    Il libero parlamento senza nessuna sintesi governativa?
    Signora Fabri,non ho colto se lei nel suo pezzo volesse esprimere soddisfazione o preoccupazione, o più probabilmente non capito proprio,e me ne scuso.

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    1. Tutte e due! Con animo commosso, assisto con soddisfazione al nuovo che avanza, e con preoccupazione per i possibili ostacoli, sempre presenti purtroppo, in tutte le grandi rivoluzioni della storia.
      Non avevo altre pretese, alla fine solo un racconto colorato di mio.
      Nulla di cui deve scusarsi. Anzi: un grazie sentito per aver colto la mia "ambiguità"!

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  9. Mi associo a Sergio.La governance Eu e il FMI chiedono ai paesi Euro solo uno cosa: il pareggio di bilancio, per bloccare la crescita del debito pubblico, e la riduzione di quest'ultimo al 60% del PIL.
    Per l'Italia questo significa finanziarie annuali dell'ordine di 50 mld ,solo per ridurre il nostro debito da oltre 2.000 mld a non più di 900/1.000, a cui aggiungerne altri 25/30 mld. per pareggiare le entrate e le uscite di competenza annuale.
    Dunque ogni anno, a cominciare da questo 2013 (tra luglio e settembre p.v.), dovremo ridurre il nostro tenore di vita di almeno 70/80 mld. Nel 2014 di altrettanto, e così via fino al 2032.
    Se non c'è, o meglio, se non ci sarà un governo solido, cioè con una maggioranza assoluta forte e coesa al parlamento , che sappia creare e mantenere la consapevolezza e l'appoggio popolare, si apriranno scenari impensabili e inediti nelle istituzioni e nel paese.

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  10. calogero dolcimascolo31 marzo 2013 19:00

    Il capo dello Stato sin da quando in maniera palese ha costretto il Governo Berlusconi ha rassegnare le dimissioni nel novembre del 2011 è proceduto alla nomina del senatore Monti alla guida dell’attuale esecutivo con l’appoggio del Partito democratico si è reso reo della violazione della Carta Costituzionale in quanto non esiste nella forma Repubblicana nessuno governo del Presidente. L’unica possibilità caduto il governo Berlusconi non restava che restituire la parola all’elettorato. Tale alchimia politica ha dimostrato che il governo Monti non è altro che espressione di lobby economiche e delle banche e non ha in maniera responsabile attuato iniziative a favore degli Italiani soprattutto per quelle classi meno deboli. Oggi molti in questo blog esaltano Giorgio Napolitano mentre ritengo che è l’unico responsabile di avere portato la politica Italiana dentro le sabbie mobili ed anziché di essere accusato di tradimento della Costituzione e meritarsi un impeachment viene osannato come il salvatore del paese e con tanta caparbietà si appresta alla nomina dei saggi per cercare di formare un nuovo governo del Presidente tenendo conto delle riforme istituzionali che quest’ultimi consiglieranno come le sacerdotesse dell’antica Grecia all’oracolo Delfi. I governi che dovranno nascere devono essere solamente politici che si assumono la responsabilità dinanzi alla Nazione e nel caso in specie se al Senato della Repubblica non c’è maggioranza per le forze politiche si ritorna a nuove elezioni non ci sono altre strade.

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    1. Ma fa specie aver letto questo commento di Dolcimascolo. Napolitano golpista? Bolscevico sarebbe meglio. Impeachment? In un paese dove un partito di lacchè, con i suoi parlamentari tutti nominati con il porcellum ed il troiellum, occupa i tribunali ?? francamente mi sembra troppo. Il vecchio migliorista che è costretto a tappare i buchi e diventare presidenzialista "obtorto colle" per evitare golpismi in doppio petto o confusionarie e caotiche derive grilliste. Certo l'aspettativa di dimissioni del vegliardo napoletano è andata delusa. Ma in questo momento la sua figura è l'unica ancora di salvezza, altrimenti lo sfacelo. Spero che prima di assopirsi sul suo seggio di senatore a vita ci lasci un degno successore.

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    2. Calogero Dolcimascolo1 aprile 2013 15:11

      Non rendersi conto dell’ultrattività del capo dello Stato Giorgio Napolitano oltre i compiti assegnati dall’art. 92, comma 2, della Costituzione, dopo il fallimento del Governo Monti è davvero paradossale.
      Il capo dello Stato se avesse fatto davvero il bene della Nazione, dal momento che le forze politiche che sostenevano il governo Monti non provvedevano, tra l’altro, alla modifica della legge elettorale aveva il dovere di mandarli anticipatamente a casa, visto che quel sistema elettorale alla fine piaceva un po’ a tutti.
      Quindi come vede signor Vullo anche alla creazione della palude ha contribuito quell’ex bolscevico, oggi bene inserito nelle lobby di potere, credendo che il Berlusconismo si avviava alla fine.
      Avrebbe dovuto trarre le dovute considerazioni nel rispetto del popolo Italiano e, senza che nessuno alzasse il dito per chiedere l’impeachment, avrebbe dovuto anticipare i tempi assumendosi le sue responsabilità nel rispetto di quanto disposto dalla carta Costituzionale, lasciando il Quirinale prima della scadenza; sarebbe stato un grande segnale a tutta la Nazione.

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  11. condivido tutto l'articolo e credo che l'analisi è lucida e precisa e mi unisco nel plauso alla capacità del nostro presidente di saper trovare strade nuove per riconciliare e salvaguardare il vero bene della nazione e non delle parti . Grazie Giorgio

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