mercoledì 23 gennaio 2013

LUDOPATIA: la peste dei nostri giorni Atto Terzo

Giuseppe-Arenadi Giuseppe Arena - Ieri (22/01/2013) ho partecipato alla trasmissione Radio Giornale di Sicilia per parlare di ludopatia. La giornalista Enrica Bordonaro mi ha contattato perché con un SMS avevo chiesto "cosa intende fare l'assessore alla salute per combattere la ludopatia".
Marco BaldiniSono intervenuti Francesca Picone (psichiatra dell'ASP 6 di Palermo) e Paolo Vicari (vicepresidente della Fondazione Antiusura della Diocesi di Palermo), ospite d'eccezione Marco Baldini (conduttore con Fiorello di note trasmissioni radio e televisive) che ha parlato della sua esperienza di giocatore. Tutto quanto è pubblicato sul Giornale di Sicilia di oggi (23/01/2013) alla pagina 28.
Lunedi la trasmissione "Brontolo" è stata imperniata sullo stesso argomento.
Questo dimostra che la questione è ormai molto aperta se ne parla quasi ogni giorno. Lo Stato invece si comporta come le 3 scimmiette: una non vede, una non sente l'altra non parla.
Lo Stato, le Istituzioni, la politica e i politici così presenti nelle campagne elettorali, nelle inaugurazioni, nel tagliare nastri risultano assenti nelle esigenze vitali del popolo sovrano (ma di che?) o per meglio dire del popolo succube. Lo Stato ordina che le strutture sanitarie devono essere attrezzate per curare la sindrome del gioco d'azzardo compulsivo, NON SAREBBE PIU' SEMPLICE VIETARLO E QUINDI PREVENIRLO che combatterlo?
Vaste aree del mondo ne sono praticamente immuni e guarda caso proprio lì dove il gioco è totalmente PROIBITO.
In Italia, pare, che sia vietato dare pubblicità (sempre al gioco d'azzardo) dalle 16,30 alle 19,00, sui mezzi di trasporto e a meno di 200 mt. da dove si gioca. Ma forse è uno scherzo, penso che un buon Governo decida di vietare completamente tale pubblicità.
Si parla di gioco d'azzardo legale e non legale, quello legale è dove lo Stato ci guadagna, quello illegale e dove si evadono i corrispettivi dei monopoli statali. Mi chiedo e Vi chiedo: il gioco d'azzardo può essere legalizzato solo dal fatto che lo Stato ci guadagna?
Una Legge impone che nelle sale gioco sia esposto BEN VISIBILE il cartello "Vietato ai minori di anni 18" già perché i maggiori sono immuni da questa droga?
Riguardo all'assistenza sanitaria chi è ritenuto ludopatico e quindi meritevole di cure con quali parametri; il o la pensionata che ogni giorno facendo la spesa compra il gratta e vinci anche di 1 euro (perché di più non può) è meritevole di assistenza?
Si è tanto parlato di tessera del giocatore, alla quale aggiungerei il codice fiscale, che forse imporrebbe un limite di spesa, che fine ha fatto?
Avete mai guardato negli occhi un giocatore o qualcuno della sua famiglia; tristezza, avvilimento e vergogna. Ma che c'è di ludico in tutto questo.
E allora facciamola noi di PoliticaPrima questa guerra, una guerra che risvegli le coscienze e ci permetta con orgoglio di dire io c'ero e ho combattuto per una giusta causa. Articolo BaldiniArticolo Giuseppe-Arena
Giuseppe Arena
23 gennaio 2013












39 commenti:

  1. Questo pomeriggio rientrando in ufficio ho ascoltato su radio Capital l'intercettazione di un capo della ndrangheta e di un imprenditore coinvolti in Emilia Romagna in un losco affare di macchinette video poker.
    Il capocosca si lamentava che una giornalista aveva pubbicato una denuncia su questa attività criminale, facendo per ben due volte il nome del boss come puparo di tutta questa regia.
    I due sono addivenuti alla conclusione che bisogna farla zittire sparandogli in bocca.
    Per fortuna la polizia è arrivata prima con 29 arresti ed il sequestro di 100 milioni di euro.
    La coraggiosa giornalista è sotto stretta sorveglianza.
    I due criminali condividevano l'opinione che in Italia ci sono solo 2 poteri: la magistratura ed i giornali, e che quindi l'unica cosa da fare è sparari in bocca a chi parla.
    Non c'è che dire, siamo messi proprio bene.

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    1. Giuseppe Arena24 gennaio 2013 09:26

      Se chi parla è uno solo viene facile eliminarlo ma se si scuotono le coscienze...!!!
      La rivoluzione della dignità dove la mettiamo, io non posso denunciare nessuno anche perchè non conosco chi fà strozzinaggio o chi gestisce sale gioco illegali, denuncio il fatto in sè stesso, denuncio lo Stato patrigno, denuncio il mancato coraggio di chi sà e non parla.
      Caro Pasquale facciamola nostra una denuncia di civiltà.

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  2. Io so che giocare d’azzardo in luoghi pubblici o privati è vietato in Italia, mentre è invece ammesso il “gioco pubblico”: lotterie, Superenalotto e lotto, Bingo e scommesse sportive, giochi online, Gratta e vinci slot machine che si trovano all’interno di bar e locali pubblici.
    Allora, se due più due fa quattro, la frase secondo la quale in Italia è vietato il gioco d’azzardo è un’ipocrisia bella e buone, perché civuole una bella faccia tosta nel sostenere una cosa che viene smentita da tutti i giochi autorizzati dallo stato.
    Siccome il gioco è definito “d’azzardo” quando la vincita o la perdita sono determinate solo dal caso, o se vogliamo essere romantici, dalla dea bendata, ne consegue che anche giocare a testa o croce è un gioco d’azzardo.
    Le entrate statali sui vari giochi e lotterie sono di entità notevolissima.
    Nel corso del 2011 le entrate totali sul gioco d’azzardo hanno consentito allo Stato italiano di incassare 13,7 miliardi di euro con una crescita di oltre 1 miliardo di euro rispetto all’anno precedente che vale, in termini percentuali, un significativo +8,4% (ma si sale al 10,1 considerando solo le imposte indirette sulle lotterie, il gioco del Lotto e simili). Un dato a dir poco impressionante, capace di oscurare la crescita complessiva delle diverse categorie: nel 2011 le entrate totali del fisco hanno chiuso a quota 411,79 miliardi, l’1,2% in più rispetto all’anno passato. L’aumento delle imposte dirette ha registrato un +0,2%, quello delle imposte indirette si è attestato al 2,3%. Insomma, escludendo la lotta all’evasione (+22,7% di entrate derivanti da nuovi accertamenti) nessuna voce ha saputo incidere così tanto come quella del gioco.
    Nel corso del 2011, ha reso noto l’AAMS , l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, il fatturato dei giochi d’azzardo ha sfiorato gli 80 miliardi di euro contro i 61,4 del 2010. Al netto delle vincite pagate e delle tasse pagate allo Stato (cui si sommano quelle versate dai vincitori stessi), i concessionari di Lotto – la cui raccolta, grazie ai famosi numeri “ritardatari” è cresciuta del 30% – , videopoker, gratta e vinci e scommesse sportive varie, si sono portati a casa un guadagno netto di oltre 9 miliardi.
    Allora, anche considerando che questi dati sono in continua evoluzione, come possiamo noi pensare che lo Stato possa rinunciare a tutti questi soldi? Bisogna essere realisti, lo stato se ne fotte della salute di noi italiani, tutto viene sacrificato sull’altare delle entrate tributarie. Del resto la stessa cosa succede con il tabacco e con i superalcoolici.
    Questa situazione, a mio parere non risolvibile, è aiutata dal fatto ormai il popolo italiano è un popolo non solo di santi, poeti e navigatori, ma di giocatori, fumatori e consumatori di alcool, tutte cose sulle quali lo stato lucra in maniera indecente. Stando ai dati forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), la ludopatia coinvolge il 3% della popolazione adulta, ovvero un milione e mezzo di italiani. Ovviamente questi numeri si aggiornano di giorno in giorno.
    Mettiamoci il cuore in pace, perché lo stato non rinuncerà alle sue entrate sui giochi e sugli altri vizi degli italiani; ci dobbiamo difendere da questa piaga facendo leva soltanto sulle nostre forze e su quello che riusciranno a fare le organizzazioni benefiche che si occupano di questo problema.

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    1. Giuseppe Arena24 gennaio 2013 09:35

      Alcuni esperti dichiarano che il volume di gioco è notevolmente aumentato ma di conseguenza (putroppo...!!!) non sono aumentate le entrate statali. Ma dico che paese siamo: forse dei vampiri però a loro differenza lo siamo 24 ore al giorno.
      Non ci possiamo mettere il cuore in pace, così facendo dovremmo chiudere gli occhi anche sui tanti misfatti che sfregiano la nostra vita di tutti i giorni.
      Le organizzazioni benefiche hanno bisogno di essere supportate in tutti i sensi (con denaro e volontari per esempio).
      Caro Nino non dobbiamo lasciare agli altri, dobbiamo tutti insieme agire.

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    2. ...E cosa ho detto io, se non le stesse cose che dici tu?
      " ci dobbiamo difendere da questa piaga facendo leva soltanto sulle nostre forze", ecc.
      Io non ho buttato la spugna, ma continuo a pensare che lo Stato non ci aiuterà perchè ha tutto l'interesse a mantenere gli introiti.

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    3. Giuseppe Arena24 gennaio 2013 19:23

      Hai ragione mi sono espresso male, il non lasciare agli altri e l'agire tutti insieme è rivolto a tutto il Blog. Scusami.

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  3. È un problema sociale molto grave quello denunciato, più volte, da Giuseppe Arena. Una battaglia personale che gli fa onore, che segna la differenza tra chi ha a cuore il bene della società e chi, invece, se ne frega.
    Certamente, però, è una questione molto difficile da risolvere, ci sono gli interessi di chi ci guadagna, e ancora peggio c'è l'interesse dello Stato! E cioè di quell'entità che dovrebbe salvaguardare la salute e il benessere dei cuoi cittadini. E allora come se ne viene a capo. Come si può evitare il disfacimento di intere famiglie ridotte sul lastrico dalla malattia del gioco. Come si può conciliare l'interesse statale con l'interesse del popolo.
    Non ho la ricetta. Ma so, però, che porre il problema deve servire a qualcosa. Fare sentire forte ai signori governati che questa è una strada sbagliata.
    Ne dobbiamo riparlare, dobbiamo approfondire tutti gli aspetti e avviare una campagna di sensibilizzazione. Vedremo come fare. Intanto potremmo parlarne qui, e poi organizzare un incontro apposito e magari avviare una petizione popolare. Sono idee sulle quali lavorare. Intanto bravo a Giuseppe. Non mollare e dacci sempre la scossa se perdiamo tempo!

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:01

      Forse questo è il momento migliore, come è noto sotto campagna elettorale tutti i politici sono molto più sensibili e rintracciabili.
      Scriviamo a tutti i partiti e sensibilizziamo i candidati, diciamogli che scriveremo sulla scheda elettorale:contro la Ludopatia, l'Alcolismo e la Droga.
      Invitiamoli ad un dibattito e vediamo chi ha il coraggio di affrontare il problema.

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  4. Un più che bravo....!
    Quello del gioco d'azzardo è un problema "peste", che bisogna affrontare con coraggio, anche contro il gioco che porta proventi allo Stato.
    L'indulgenza aggrava, sempre, la malattia!
    Perchè, come è ben scritto nell'articolo, si tratta di una vera e propria malattia, al momento, difficile da curare.
    Come fare?
    Intanto lottare, -e in questo mi trovate in prima linea- perchè, sperando in un prossimo buon governo, si intervenga al più presto, con leggi severe, che aboliscano tutto ciò che è, a vari titoli, gioco con uso di denaro; per ridimensionare i sogni di chi, nell'incoscienza di una sfida alla fortuna, schiavo di una pesante dipendenza, è spinto ad andare sempre più avanti; e in molti casi finisce col rovinarsi.
    E poi. c'è dell'immoralità di fondo che non va dimenticata!
    E', dunque, anche un richiamo a riscoprire la vera ricchezza del senso della vita; oltre le illusioni grossolane di guadagni senza merito.
    La famiglia e la scuola ancora al primo posto!
    Che educazione può dare quel padre che spinge il figlio a buttare soldi, magari solo in una schedina del totocalcio? Sembra niente, un'ingenuità rispetto al resto, ma, piccolo quanto si voglia, è pur sempre un messaggio nocivo, i cui sviluppi sono sempre imprevedibili e difficili da misurare prima!
    O quell'insegnante che, durante le lezioni -non è così raro- parla di "sport" con spirito di parte sicuramente "poco sportivo"; un passo, all'azzardo di una scommessa?
    Tutto istiga, tutto coinvolge verso un "sempre di più", specialmente quando si parla di giovani coscienze!
    Mi capita spesso di andare ad acquistare dal tabaccaio una scheda edicard "popular" per chiamare mia figlia in Brasile a poco costo.
    ...C'è da spettare mezz'ora! Tanti prima di me, per avere una o più schede gratta e vinci, schedine, schedone, o altro non so che!
    Provare pena? Fanno rabbia?
    Non importa, ognuno ha le sue reazioni di fronte a queste cose.
    L'importante è di non trascurare il problema!
    Un grande grazie a Giuseppe, per il suo "atto terzo" così ben riuscito!

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:21

      Spero di fare tanti atti ancora ma che raccontino le cose fatte e non quelle da fare.
      Ti ringrazio per il bravo e lo rimando a tutti Voi che con interesse seguite queste problematiche. Il mio desiderio è che con l'impegno di ognuno di noi singolarmente e tutti insieme si possano portare avanti tanti progetti utili per la gente che non ha voce.

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  5. Caro Giuseppe ti avevo fatto un lunghissimo e articolato commento ma causa caduta linea è andato perso. Spero di riproporlo in giornata.

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    1. Giuseppe, è capitato tante volte anche a me. Allora, per evitare, io scrivo tutto su un file di Word e poi lo metto col copia-incolla.

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  6. Io vorrei dire due parole in libertà su quella che adesso chiamiamo ludopatia.
    Abitando in un piccolo paese, qual'è Marineo, dove si viene a sapere sempre tutto di tutti, posso dire che il vizio del gioco e dell'azzardo è sempre stato un componente insito nella nostra natura umana. Specialmente nel periodo natalizio c'e sempre stato un fiorire di circoli e circoletti dove gli sventurati giocatori riuscivano, e ancora riescono a rovinare in poche sedute l'economia delle loro famiglie. Ricordo personalmente un tizio (sto parlando del 1974) che vendette una sua casa per una somma notevole per allora, circa 14 milioni di lire, circa cento del mio stipendio di allora, somma che paragonata ad oggi equivarrebbe a circa 130 mila euro. Ebbene, la stessa sera in cui ricevette quei soldi in contante, andò a giocare il un circolo e li perse tutti quanti alla zecchinetta.
    Conosco tante madri di famiglia che si sono rivolti ai carabinieri per fare "arricampare" a casa il marito che si giocava le proprietà al circolo. Insomma, di che stiamo parlando? La febbre del gioco c'è sempre stata, in Italia come altrove, si è sempre giocato e anche forte. Ricordo a tutti le scommesse sui cavalli, cosa che avviene anche adesso. Lo stato italiano, vista la situazione,lungi dall'operare affinchè il fenomeno del gioco d'azzardo fosse combattuto e ridimensionato, ha cinicamente approfittato di questa debolezza umana e ne ha approfittato trasformando questo vizio in fonte di soldi, fonte che non si esaurisce mai. Bisogna comunque operare una distinzione tra colui che compra il biglietto della lotteria o del superenalotto per tentare di cambiare la propria vita e colui che gioca per giocare, a prescindere dalla possibilità di ricavarne qualche utile.
    In ogni caso, il vizio del gioco è come una delle tante "proprietà" dell'essere umano, è uno dei componenti della sua personalità, è quasi come la sessualità. Avete mai visto che qualcuno abbia potuto debellare il fenomeno della prostituzione? Non si può, come non si potrà mai debellare il fenomeno del gioco.
    Tuttavia, non ho dubbi sul fatto che ci si debba attivare e si debba fare il possibile affinchè vengano ridotti al massimo i danni che la ludopatia procura alla società, al buon vivere civile e alla felicità delle persone.

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  7. 1) segue
    Mentre i futuri premier, a cominciare da Bersani, predicano che, per risanare il paese, occorre ”lavoro, lavoro, lavoro” e il presidente di Confindustria propone un piano di parecchi miliardi di euro per dare lavoro, in cinque anni, ad un milione e settecentomila lavoratori, e l’aumento di quasi dodici punti di PIL, nessuno si accorge che il governo Monti il problema, seppure in parte, lo ha già risolto. Ma come? Con l’aumento dei casinò in Italia che, essendo proibiti, si chiamano ora case da gioco. E così: aumenta le concessioni, fallisce una fabbrica, o un’industria e si apre una casa da gioco, fallisce tutta un’area industriale, piena di capannoni: non c’è migliore occasione che mettere nei capannoni, opportunamente arredati, macchinette mangiasoldi, che nel giro di poco tempo faranno fare affari d’oro. Così lavoreranno le mafie, che di solito gestiscono queste strutture, i giovani guardiani dei nuovi Casinò ed i giovani che vanno a giocare per vincere e, invece, ci rimetteranno tutto.
    Ma dimenticavo: ci sono anche gli strozzini che, appostati fuori fanno la cortesia di prestare i soldi a chi si è giocato già tutto, solo pretendendo un tasso alto (perché loro poi non sono banche), in attesa che lo sfortunato vinca e quindi li restituisce. Purtroppo però il giovane non vincerà e tornerà dallo strozzino a chiedere altri soldi. Ieri sera ho viso sul TG1 in cui hanno fatto vedere un’area industriale a Roma, piena di capannoni chiusi, trasformata in case di gioco, proprio una accanto all’altro, una nuova “Las Vegas”. Ciò per presentare un’inchiesta in cui una banda, composta da personaggi di tale risma, aveva minacciato un giornalista di morte e veniva arrestata.
    Ma chi sono i clienti abituali? Sono persone di tutte le età, ma come avevamo detto prima, ci vanno anche persone che, con la speranza di fare il colpaccio, hanno quello che chiamiamo il vizio o dipendenza dal gioco.
    ... continua

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  8. 2)
    Ma questa dipendenza può essere provocata anche per l’uso di alcune medicine, che mentre curano le malattie, in particolare il ”Parkinson”, provocano i cosiddetti effetti “compulsivi”, che sono esasperazioni o esagerazioni di piaceri che una persona prova in alcuni momenti della vita: ad esempio il sesso o il gioco in particolare.
    Io, da ammalato di Parkinson, ne ero diventato una vittima, e per fortuna ne sono uscito in tempo, grazie al neurochirurgo, che alla vigilia di un intervento molto delicato (DBS), fatto a Milano quasi cinque anni fa, mi telefonò, dicendomi di sospendere l'assunzione di alcune medicine, una settimana prima, altrimenti non mi avrebbe potuto fare l’intervento. Poi a Milano mi spiegò l’effetto che potevano causare: ossia la dipendenza dal gioco ed altro, dicendomi di non prenderle più e mi cambiò la terapia.
    Capii allora il danno che avevano o potevano provocare in me quelle medicine. Tanto che leggevo qualche giorno fa sulla “Stampa” che il Procuratore della Repubblica di Torino, giudice Guarinello, aveva aperto un fascicolo sulle denunzie presentate da ammalati, in gran parte di Parkinson, che a causa di comportamenti compulsavi, dovuti all’uso di particolari farmaci, avevano distrutto la loro vita e quella della loro famiglia.
    Ma è proprio difficile estirpare questa malapianta che porta centinaia di nostri giovani (e/o non giovani) a perdersi, a cadere nelle mani della criminalità mafiosa, o degli usurai ? Ne avevamo parlato prima di Natale e PoliticaPrima si era assunto l’onere di far qualcosa: Oggi siamo di nuovo qua per tenere desta l’attenzione sul problema e per lottare contro questo bubbone. L’ultimo regalo ce lo aveva fatto, prima di dimettersi, il governo Monti. Con il patto di stabilità aveva proposto di concedere ancora 1000 nuove licenze per case da gioco, sulle 1000 esistenti già concesse, per incrementare le entrate allo Stato. Oggi lo propone anche Berlusconi per alleggerire l’IMU.
    Ma dove è più l’etica? Un governo che permette alla gente di rovinarsi, di distruggere le famiglie, con questi provvedimenti che, mentre chiude ospedali e diminuisce i posti letto, spende altri soldi per affidare al SERT la cura delle vittime di queste nuove dipendenze.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:35

      Purtroppo il dolore di pochi non è ascoltato dai molti.
      Lo Stato è sordo all'appello dei bisognosi, è più facile aprire sale giochi (e incassare molto) e SERT (e pagare poco) che prendere decisioni veramente radicali.
      Per il Leopardi la Natura tradisce, è matrigna, non mantiene le promesse, inganna, spegne le illusioni:
      "O natura, o natura,
      Perché non rendi poi
      Quel che prometti allor? perché di tanto
      Inganni i figli tuoi?"
      In egual misura lo Stato è patrigno con le sue false promesse.

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  9. Devo seguire il consiglio di Nino Pepe,Perchè per la seconda volta ho perso il commento. CMQ mi complimento con l'amico Arena per il persistente impegno sul tema. Ma credo che al di la di una sensibilizzazione sociale ed un impegno compassionevole di alcuni, il problema sia insuperabile perchè rientra nella sfera di responsabilità di ognuno e gli stati non intendono rinunciare agli introiti garantiti da tale pratica.

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  10. I motivi ostativi sono di ordine, socioculturale, economico, storico, antropologico. E'risaputo che diverse lingue europee hanno la radice lot derivante da lotto, che significa rischio, quindi amore per il rischio ed amore per il denaro. Fin dalla notte dei tempi esistoni i giochi ed i giochi di stato, legali ed illegali. Gli antichi romani giocavano a dadi, perdendo anche la casa, la moglie e se stessi. Le antiche repubbliche di genova e venezia già avevano i giochi di stato. Il lotto nacque nel 1860 con la nascita dell'italia. Le nostre nonne hanno sempre giocato talvolta sperperando la pensione per inseguire un numero ritardatario.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:45

      Si forse è stato sempre così, ma io vivo i giorni di oggi e alla disperazione della gente non mi sento di raccontare che dalla notte dei tempi è sempre stato così.
      Diamo a chi ha bisogno un minimo di speranza altrimenti per loro è la fine.

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  11. Problema di difficile soluzione, o almeno senza soluzione, possiamo tentare di dare una sensibile riduzione al fenomeno.
    Perché oggi vi è un numero innumerevole di giocatori? Perché possiamo dire che ci sono più posti dove poter giocare a gratta e vinci o slot, che panetterie, per cui i giocatori o meglio gli avventori del gioco aumentano a dismisura.
    Si può ridurre la tentazione? SI
    Lasciamo che tutte queste illusioni di vita siano concentrati nelle sale apposite.
    Elimineremo il problema NO, sicuramente non troveremo il pensionato o la pensionata e/o persone che pensano di risolvere i propri problemi personali, all’interno di una sala giochi. Perché non troverà motivo di andarci, mentre se l’esca la trova in salumeria nel panificio nel bar la tentazione è forte e così i deboli ci cascano.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:51

      Condivido fino a un certo punto per il resto è come isolare chi cade in questi vizi, si dovrebbero aprire sale apposite per il gioco, per l'alcol e per la droga. E' come dire vai in quel posto nessuno ti vede e fai quel che ti pare. Io non lo farei con i miei figli.

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    2. giusto Caro Giuseppe, ma almeno sei additato ed è più facile individuare chi frequenta e con quale frequenza. Ricordo che una volta Taormina voleva aprire un casinò e lo stato si è opposto. Oggi non capisco perchè non si può opporre, visto anche che spesso sono clandestini e lo stato non ci guadagna nulla ?

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    3. Giuseppe Arena2 febbraio 2013 09:45

      E' proprio quell'essere addidati che non mi piace l'idea. Chi frequenta e con quale frequenza si potrebbe evincere dalla tessera del giocatore,potrebbe essere il codice fiscale obbligatorio da inserire nelle macchinette o da registrare per l'acquisto di tutti i vari giochi.
      Il problema del casinò l'hanno giustificato perchè in Sicilia c'è un alto tasso di deliquenza che porebbe portare al riciclaggio, ma non ti pare che con tutti gli altri giochi...!!!

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  12. Quella del gioco è veramente una brutta piaga di questa nostra società. Vede coinvolti molti soggetti che iniziano inconsapevolmente e poi si ritrovano dentro un vortice che li porta sempre più giù sino alla disperazione.
    Come si evince bene, dall’articolo di Giuseppe Arena lo Stato mentre da un lato, attraverso le strutture sanitarie, cura la sindrome del gioco d’azzardo, dall’altro non fa nulla per prevenire tutto ciò. Anzi rende legali quei giochi dai quali può trarne vantaggiosi guadagni.
    La cosa che possiamo augurarci, come sostiene la Prof. Fabri, è quella che il prossimo governo possa intervenire con leggi più severe. Ma sappiamo che è solo utopia che un governo in tempi brevi possa prendere provvedimenti seri in tal senso.
    Allora deve essere la società civile, le associazioni, i movimenti e perché no, anche PoliticaPrima con i suoi mezzi, a porre il problema alle istituzioni per cercare di risolvere questa grave piaga sociale. Unire le forze per aiutare questi soggetti e le loro famiglie a superare la disperazione e la tristezza. Aiutarli attraverso un percorso di speranza ad uscire dalla solitudine in cui vivono.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:55

      Condivido pienamente, aiutiamoli e contemporaneamente non diamo tregua a chi deve prendere seri provvedimenti: lo Stato e le Istituzioni compresa la Comunità Europea.

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  13. Mi pare un problema veramente importante che lo stato sottovaluta per interesse, perchè le entrate che provengono dal gioco sono indispensabili e perciò la salute di ciottadini famiglie e pensionati non importa a nessuno. Io dico che c'è da fare qualcosa e questo blog che seguo deve fare tutto quello che è possibile. si può iniziare con una raccolta firme e si può anche fare su internet ma sarebbe giusto farla tra la gente per capire cosa ne pensano. i politici devono essere chiamati e messi di fronte alle loro responsabilità.
    Antonio

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 09:59

      Coinvolgere tutti questo è il mio impegno ma da solo... un vecchio proverbio recita "una sola noce nel sacco non fà rumore".
      Tutti insieme nel privato e sul Blog possiamo fare un rumore assordante.

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  14. Sergio Potenzano25 gennaio 2013 10:02

    Una campagna si sensibilizzazione contro la Ludopatia lanciata da Politicaprima, perchè no?
    Questa piaga sociale che distrugge famiglie colpevoli solo di avere, al loro interno, un “Malato” che nessuno cura.
    Sbanderiamolo senza se e senza ma! Il principale colpevole è lo Stato, e lo sappiamo tutti, legalizzando tutto ciò che procura introiti, come i tabacchi, l'alcool, etc...
    Abbiamo il dovere di provarci, e vedere cosa succede, non abbiamo proprio niente da perdere, anzi potrà servire a risveglliare le coscienze di quanti, succubi dei poteri forti, hanno perso la voglia di giustizia sociale e libertà di pensiero.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 11:34

      Grazie Sergio, proviamoci tutti insieme il Blog sicuramente si intesta una causa giusta che insieme a tante altre potrà, come dici tu, risvegliare le coscienze non solo dei succubi ma anche degli uomini liberi e forti (magari dormienti o apatici).

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  15. Mi permetto poche righe, ho parlato con i cosi detti "malati" , e proprio da loro ho sentito parole di protesta verso lo stato che permette l'esistenza di queste macchinette in qualsiasi locale. Il numero dei giocatori sale , quanto più esiste il degrado dello stato.
    Se ci fate caso il 99% delle persone che giocano è povera gente , senza futuro, che si appella a un colpo di fortuna per far cambiare la propria situazione invece trovano lo Stato compiacente che mette a loro disposizione macchine infernali per renderle ancora più esasperate e povere. Sappiamo benissimo come funziona la storia delle macchinette incassano 100 ed elargiscono 20.

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    1. Giuseppe Arena25 gennaio 2013 12:07

      Proprio parlando con alcuni di loro e con alcune famiglie il problema mi ha allarmato e come cittadino qualunque di questo Stato mi sono mortificato.
      Lo Stato è come le tre scimmiette, l'importante sono solo le entrate erariali.
      Aggiungendo la Sua voce (e spero collaborazione) alla nostra faremo ancora più rumore.
      Grazie di cuore.

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    2. E' vero, i "malati" protestano contro lo stato che permette l'esistenza delle macchinette in qualsiasi locale; io sarò anche cinico, ma costoro protestano dopo aver giocato e aver perso, mai prima di giocare e nemmeno in caso di vincite. Mi dispiace, ma non si possono mettere in atto comportamenti autolesionistici e poi accusare gli altri perchè non gliel'hanno impedito. Troppo facile.
      Detto questo, è ovvio che bisogna fare qualcosa, che bisogna tentarle tutte per limitare i danni di questa vera e propria piaga sociale.

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    3. Dimenticavo: le macchinette ci sono, ma non c'è nessuno che ti obbliga a giocarci.

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    4. Giuseppe Arena26 gennaio 2013 09:24

      I vizi, in generale, nessuno ci obbliga a prenderli, le persone più deboli ci cascano per svariati motivi ma non per questo dobbiamo lasciarli soli. Non tutti siamo così forti da resistere alle tentazioni.

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  16. maria pia labita25 gennaio 2013 15:16

    Se c'è qualcosa che non mi ha mai attratto nella vita quello è il superenalotto e schedine varie o gratta e PERDI!
    Guardo la gente che si affanna nella speranza di aggiungere qualche euro almagro salario che si ritrova di questi tempi (ancora fortunato se ce l'ha...).
    Perchè sperperare questo denaro allora?
    Eppure per alcuni diviene FISSAZIONE ed entra in un ciroclo appunto "vizioso" dal quale,a volte,diventa difficile uscire.Sinceramente non so quanto sia diffuso e se talvolta sia una patologia ma sicuramente darsi delle regole è opportuno. La giusta via sta nel mezzo.....mi sembra la giusta scelta e se qualche volta vogliamo tentare....non ci trovo niente di male purchè non divenga malattia.A quel punto bisogna ricorrere ai ripari....

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    1. Giuseppe Arena26 gennaio 2013 09:29

      Purtroppo quelli che chiami gratta e perdi si chiamano gratta e vinci, è proprio questo vinci che oscura la mente specialmente dei più bisognosi. Anche i più vecchi, magari pensionati al minimo, dopo la spesa giornaliera comprano il gratta e... magari di 1 euro e lo comprano ogni giorno, dopo un mese hanno speso 30 euro su una pensione di 500 euro o meno.
      Non è anche questa ludopatia?

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  17. Adesso mi pare che il dibattito sia ormai maturo per partorire delle proposte pratiche. Sappiamo tutto dei poveracci che si rovinano inseguendo il sogno di improbabili ricchezze, del fatto che lo stato ci guadagna e non sembra disposto a fare qualcosa di efficace perchè ci perderebbe gli incassi, dell'urgenza di porre rimedio a questa piaga sociale. Ormai ci siamo fatti una cultura. Adesso occorre spremerci le meningi per trovare qualche soluzione, per proporre qualche rimedio, altrimenti se non ci impegniamo a trovare una via d'uscita, il nostro dibattito diventa, scusate il termine, una sorta di masturbazione culturale a sfondo sociale senza alcun costrutto. L'unico che finora, se ricordo bene, ha proposto qualcosa è stato Luigi Riggio, ma la sua proposta non piace a Giuseppe Arena al quale devo raccomandare di non pretendere subito il rimedio perfetto, perchè non esiste; potrebbero esistere delle soluzioni che pur non essendo ottimali, almeno potranno essere di aiuto nella soluzione ideale. Venendo alla proposta di Riggio, cioè "Lasciamo che tutte queste illusioni di vita siano concentrati nelle sale apposite", pur riconoscendo plausibili le osservazioni di Arena su questa proposta, penso che sarebbe un passo avanti, così si toglierebbero tutte le macchinette mangiasoldi da bar, tabacchi e punti scommesse, "costringendo" quindi chi proprio vuol giocare a recarsi nei luoghi appositi. Aggiungo anche che questi ultimi spesso vogliono isolarsi per poter dedicarsi al loro vizio senza rotture di scatole da parte di avventori tra i quali potrebbero esserci amici e parenti.
    Attendiamo proposte e iniziative.

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    1. Giuseppe Arena26 gennaio 2013 09:54

      Ho scritto che condivido l'idea sino ad un certo punto. Forse è una buona proposta per iniziare un percorso di pulizia. Non mi piace, per un altro verso, pensare a tutte queste persone chiuse in questi locali "ghetto" ipnotizzati dalle macchinette, annebbiati dall'alcol o intontiti dalla droga, mentre si rovinano la vita.
      Il dibattito, secondo me, è ancora da maturare e per accellerarlo è giusto riunirci per discutere il da farsi in senso concreto.
      In tanti avete commentato l'articolo, Vi ringrazio di cuore e con lo stesso affetto prego Giangiuseppe di indire presto questa riunione alla quale spero partecipino, almeno, tutti quelli che hanno commentato.
      Ad altri interessano questioni altrettanto importanti e allora facciamo una scaletta delle cose da fare e facciamole.
      In questo senso, io ritengo che il tempo sia maturo per scendere in campo (o salire secondo i gusti).

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  18. Giuseppe Arena4 giugno 2013 13:10

    Ormai tutti, giornali e televisioni compresi, dibattono sull'argomento noi (purtroppo) l'abbiamo archiviato. Dovevamo riunirci per stabilire cosa fare per esempio cartoline di protesta, raccolta firme, petizioni. Quanta carne al fuoco e tutta in fumo. Peccato.

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