martedì 31 luglio 2012

QUANDO L’ITALIA VOLTA PAGINA, PRIMA DECAPITA I MAGISTRATI DI PALERMO

P-NevoneIl popolo italiano oggi è consapevole di assistere all’agonia della Seconda Repubblica. Dopo il voto delle prossime elezioni politiche inizierà la Terza Repubblica. Questo è un punto fermo nel sentimento nazionale.
Altro punto fermo è che saremo “fatti fuori” dalla partecipazione democratica ancor più drasticamente di quanto è avvenuto dal 1994 ad oggi con l’avvento del maggioritario. Lo abbiamo capito dal finto dibattito sulla riforma istituzionale ed elettorale. Si azzuffano su tutto ed ognuno formula proposte patacca.
In verità è tutta una farsa concordata e premeditata. Sappiamo infatti che in politica quando c’è il massimo di confusione e litigiosità, in verità in quel preciso momento c’è il massimo di chiarezza: tutti i partiti sanno che sono con l’acqua alla gola, rischiano di scomparire in molti se non tutti nel consenso elettorale. Allora fanno casta, stringono i ranghi, vanificano e dissolvono ogni sia pur minimo indirizzo di rinnovamento o riforma. Cercano di far saltare i nervi al cittadino comune per indurlo, esasperato dal teatrino della politica, ad invocare “lui” le elezioni subito.
A questo punto, come degli attori di teatro consumati, i politici si piegano alla “sovranità popolare” che “supplica” le elezioni anticipate. Evidentemente ciascuno si mostrerà addolorato che gli altri non gli hanno permesso di fare le riforme invocate a furor di popolo, e che “purtroppo” lo hanno “costretto” a votare con le vecchie regole che, guarda caso, sono le uniche che gli garantiranno il ritorno in parlamento in barba ad ogni anelito di cambiamento. Gli astenuti aumenteranno, mentre le “truppe cammellate” saranno i soli votanti che sanciranno la vittoria dei loro capi tribù.
Ma c’è un altro punto in questo riciclo degli eventi pubblici, il più demoralizzante. Prima di voltare pagina nel libro della storia patria ed affermare una nuova era del “cinghiale nero”, “il tavolino dei pupari del cambiamento nazionale” devono azzerare i magistrati inquirenti di Palermo, sempre loro. Infatti, per una misteriosa stranezza della storia, loro sono sempre i “soliti responsabili” della rottura dell’equilibrio del quieto vivere italico. Per questo negli anni ’80 toccò a Chinnici, Costa e Terranova per fare eleggere direttamente nelle istituzioni i referenti mafiosi. Nel 1992 a Falcone e Borsellino , per fingere di voltare pagina con la seconda repubblica. Oggi nel 2012 ad Ingroia (PM “irrispettoso” degli uomini delle istituzioni), De Francisci (il suo più probabile successore indotto a chiedere il trasferimento ad altra sede) e Scarpinato (dalle parole troppo arroganti che lo rendono incompatibile con “l’ambiente”) per entrare indisturbati nella terza repubblica.
Ma oggi la solita preventiva decapitazione ha una modalità inedita. Non più l’isolamento del singolo, che così veniva devitalizzato ma di contro rischiava di assurgere ad evidente vittima sacrificale e addirittura facile bersaglio per la criminalità mafiosa. Oggi invece, i magistrati vengono rimossi con promozioni e con trasferimenti “indotti” o disciplinari.
Quindi, buon viaggio verso il Guatemala caro Ingoia “promosso per rimuoverlo”. E benvenuto al Nord a De Francisci ”indotto a cercar fortuna in altra sede”, e soprattutto a te Scarpinato “meritevole di sanzione disciplinare” perché commemorando Borsellino hai “osato” denunciare pubblicamente che tra le autorità e le personalità presenti in prima fila ad ascoltarti scorgevi i responsabili del compromesso assassino e maggiordomi solerti dei mandanti.
E in più, giusto per fare un accurato “repulisti”, vengono trasferiti anche i vertici del Comando Provinciale di Palermo dei Carabinieri: il Gen. Teo Luzi (Comandante Prov.le), il Col. Paolo Piccinelli (Com.te Reparto Operativo), il Magg. Antonio Coppola (Com.te del nucleo investigativo), il Col. Giuseppe De Riggi (Com.te Gruppo di Palermo) ed il Col. Pietro Salsano (Com.te Gruppo di Monreale). Forse siamo troppo fantasiosi, ma è difficile pensarla diversamente.
Pasquale Nevone
31 luglio 2012






5 commenti:

  1. Complimenti a P. Nevone per l'analisi lucida del marasma in cui si dibatte il popolo italico e siculo. Con il ritorno del ricco buffone i suoi maggiordomi ed i suoi bordelli... naturalmente magistrati , tribunali ed intercettazioni sono di impaccio ai loro traffici. Perciò aboliamoli anche con l'aiuto involontario del vecchio Giorgio. Poi si fa finta di rispettare la volontà popolare (referendum) cambio legge elttorale...ma in realtà resterà il "porcellum" cosi il porcaro anche se perderà le elezioni si porterà in parlamento i propii "porci". Ma sarebbe bello se succedesse di fare i conti senza l'oste e si realizzasse la legge del contrappasso e cioè: chi di porcellum ferisce di porcellum perisce.

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  2. Permettetemi di integrare l’argomento dell’articolo con una notizia di due giorni fa.
    I ROS dei Carabinieri che in gran segreto a Palermo da due anni e con una spesa di un milione di euro conducevano le indagini per la cattura del nuovo Capo dei capi della mafia, Matteo Messina Denaro, hanno interrotto le loro indagini ed abbandonato Palermo.
    Il motivo ufficiale è la loro “protesta” contro la Polizia ed il Procuratore Capo Messineo che avrebbero autorizzato il blitz ad Agrigento per la cattura del capo mafia locale. Ignorarono la “supplica” dei CC che invece chiedevano di soprassedere perché, a loro dire, quel boss li avrebbe portato prestissimo al nascondiglio di Messina Denaro che, invece, a causa proprio di questo blitz, è riuscito a dileguarsi ancora una volta.
    Questo lo ritengo un fatto gravissimo. Eppure tutti tacciono: partiti, movimenti, media. Solo i PM palermitani, da soli, contestano vivacemente.
    Ma già , l’ho già detto nell’articolo, si sta smantellando a Palermo l’intera struttura inquirente (magistrati) ed investigativa (Carabinieri) perché in Italia si deve “voltare pagina”, dobbiamo fare la “terza repubblica”, e per fare questo servono i voti della Sicilia che da sola contribuisce con il 10% dei voti indirizzati unilateralmente verso chi “deve essere il vincitore”. La storia del “61 a zero” insegna.
    Ma la Sicilia non fa nulla per nulla, una “certa Sicilia”, quella che con “capacità diabolica” è sempre al centro di tutti gli intrighi nazionali ed internazionali, vuole essere “pagata in anticipo” per il “favore” che concederà.
    Che tristezza. Certo non possiamo e non dobbiamo cedere. Ma è sempre più difficile.

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  3. Pasquale con questo articolo ha centrato il bersaglio. Infatti ho letto che il consigliere ZANON del PDL ha presentato istanza contro Scarpinato al csm per non farlo tornare a Palermo. Questi berlusconiani sono proprio allergici ai magistrati onesti...

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    1. E già Pino, in giro c'è proprio una grande "allergia" contro i "magistrati onesti", anche se trovo che dovrebbe essere naturale non aggettivare un magistrato. Imvece in Sicilia, ma da 20 anni soprattutto in Italia, un magistrato non è più semplicemente un "magistrato" e basta, ma viene "qualificato" rosso, nero, antimafia, progressista,conservatore, contiguo. Solo quando emettono una sentenza "gradita" all'accusato, allora solo in quel caso sono "corretti", "veri" magistrati che fanno nore alla categoria.
      All'estero non è così. Sia tra i politici , sia tra l'opinione pubblica.
      La cosa che ritengo più "preoccupante" è che in questi giorni a Palermo i rappresentanti della giustizia (magistrati e carabinieri) stanno subendo una "epurazione" ad "alzo zero", e la gente, i media e i politici stanno "zitti". Non ci sono catene umane attorno al palazzo di giustizia, fiaccolate, ma neanche i cortei delle "agende rosse".
      Queste ultime almeno Ingroia se le sarebbe meritate essendo il "figlio spirituale" di Borsellino, il suo discepolo preferito, il suo braccio destro da subito, colui che "sapeva e sa" tutto, che ha davvero provato a "vendicare il padre" con le armi più gradite a quel grande eroe : l'uso della legge e della giustizia.
      Invece niente. Silenzio assoluto. Solo comunicati stampa per comunicare la nomina eccellente, il trasferimento immediato.
      Non mi sfugge, e credo neanche a voi, che tutto questo avviene "guarda caso" in pieno agosto, qundo si è tutti in ferie o distratti.
      Tutti questi fatti hanno un filo in comune: la trattativa.
      Io non so se c'è stata. Da siciliano però so che "certe cose" gli "uomini d'onore" non le chiedono , ma le pretendono, e lo fanno "capire" . E vengono spesso accontentati.

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  4. giuseppe iollo2 dicembre 2012 05:30

    dobbiamo sapere che il capo della cupola mafiosa il superlatitante matteo messina denaro non viene catturato perche è protetto anche dalla chiesa e ci sono le prove finche ci sono i preti corrotti che lo proteggono non lo catturano.

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