domenica 1 settembre 2013

PERCHÈ MI STUPISCO ANCORA

Beppe Grillodi Giangiuseppe Gattuso - Nonostante gli anni, le esperienze, e la politica sia l'arte del possibile, ancora mi stupisco di ciò che accade. Delle vicende nostrane, delle situazioni che si perpetrano negli anni, sempre le stesse.

martedì 27 agosto 2013

Berlusconi e Cuffaro. La differenza evidente

Silvio BerlusconiTotò Cuffarodi Giangiuseppe Gattuso – Nel precedente post sulle conseguenze della sentenza della Cassazione ho fatto un accostamento con la triste vicenda di Enzo Tortora.

giovedì 22 agosto 2013

Enzo Tortora e Silvio Berlusconi. Vittime di un accanimento senza fine

Silvio BerlusconiEnzo Tortoradi Giangiuseppe Gattuso – Nel ‘94 ho creduto alla rivoluzione liberale di Silvio Berlusconi, come tanti. In seguito ho cambiato idea. Le capacità dell'uomo, comunque, restano indiscutibili.

sabato 17 agosto 2013

PROVINCE SICILIANE. IL GRANDE BLUFF

Logo Provincia regionale di Palermodi Giangiuseppe Gattuso - La questione province in Sicilia è l’emblema di una politica superficiale, raffazzonata, e demagogica. Che disconosce la storia e la specialità della Regione e del suo Statuto.

MUOS. La rabbia di un popolo

09 agosto manifestazione nazionale NO MUOSdi Angioletta Massimino - La Sicilia è stata scelta dalle forze armate USA come sede per la costruzione di un centro di comunicazione satellitare.

domenica 11 agosto 2013

UN NUOVO PARTITO. "A SINISTRA"?

Ettore Carcionedi Ettore Carcione - Sembrerebbe che Landini e Stefano Rodotà, partendo dall'elemento politico irrinunciabile fondato sulla difesa della Carta Costituzionale, stiano pensando a qualcosa che chiaramente si collochi in un'area politica, culturale e programmatica nettamente di Sinistra.

venerdì 9 agosto 2013

PENSIONI D’ORO. VERGOGNA INTOLLERABILE

Pensioni d'orodi Sergio Potenzano – Ritorna, in questi giorni, lo scottante tema delle pensioni d’oro, con tanto di cifre e nomi in bell’evidenza sui quotidiani nazionali (leggi il Corriere della Sera).

mercoledì 7 agosto 2013

Valeria Grasso. Lo stato ha presentato il conto

Valeria Grassodi Carmen Scelsi - Chi è Valeria Grasso? Una testimone di giustizia di cui sono fiera essere amica. Valeria è una giovane imprenditrice, proprietaria di una palestra che è stata il suo vanto e il suo sostentamento.

martedì 6 agosto 2013

Rosario, così non ci sto

Fabrizio Ferrandellidi Fabrizio Ferrandelli - Non ci sto a veder volare dal quinto piano Riccardo, 40 anni, formatore, licenziato dal Cefop. Non ci sto a veder morire Antonina, 40 anni, mamma, che voleva un figlio e ha trovato la morte aspettando un elicottero del 118 arrivato troppo tardi.

domenica 4 agosto 2013

AL TIMONE DELL’ITALIA

Re-Giorgiodi Andrea Arena - Bisogna capire che in Italia, chi tira le fila della politica e ne determina gli sviluppi, è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

sabato 3 agosto 2013

C'ERA UNA VOLTA UN RE... (favola di ferragosto)

Silvio ReSistodi Giuseppe Vullo - L'Italia un tempo era chiamata il bel paese, perché culla della civiltà, ricca di monumenti, artisti, santi, navigatori e poeti.

mercoledì 31 luglio 2013

Sicilia. La mancanza di lavoro sfocia in tragedia

CEFOP in venditadi Giuseppe Vullo – È difficile parlare di un tema così delicato come il suicidio. Un dramma che sconvolge, frutto intimo di un disagio a volte imperscrutabile.

martedì 30 luglio 2013

PAPA FRANCESCO E I GIOVANI DI RIO 2013

Manifesto GMG 2013di Carlotta - Si è conclusa, domenica 28 Luglio scorso, la Giornata mondiale della gioventù 2013. Un avvenimento straordinario, che si ripete ogni due o tre anni e vede riuniti milioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo.

sabato 27 luglio 2013

INQUIETANTE TENDENZA DEL POPOLO ITALIANO

Andrea Arenadi Andrea Arena - Quando la propria casa rischia di essere visitata dai ladri, solitamente si blindano le aperture, il DNA degli italiani pare che non preveda tale logica, anzi, quella opposta.

mercoledì 24 luglio 2013

Riflessioni sul caso "Shalabayeva", ma dov'era la Magistratura?

Giorgio Bisagnadi Giorgio Bisagna - La vicenda dell’espulsione dall’Italia della signora Alma Shalabayeva  e della figlia di sei anni, ha suscitato il clamore mediatico, a seguito  delle legittime e doverose critiche nell’operato delle Forze di Polizia.

martedì 23 luglio 2013

Una bambina è una bambina

Francesco Gallo Mazzeodi Francesco Gallo Mazzeo - Una bambina viene presa da casa sua, in compagnia della mamma, portata in un campo di identificazione e poi timbro dopo timbro, scartoffia dopo scartoffia, funzionari, dirigenti, giudici, messa su un aereo privato da Ciampino e spedita nel Kazakistan, a fare da ostaggio o chissà di che altro.

lunedì 22 luglio 2013

IL SISTEMA È ARRIVATO AL CAPOLINEA

Alciede De Gasperidi Catone – Da anni e anni, e da ogni parte, la parola d’ordine è: “riforme”. L’Italia non ne può più fare a meno.

domenica 14 luglio 2013

MA CHE ITALIA È MAI QUESTA

Emma BoninoCecile KyengeAngelino Alfanodi Catone – In nessun altro paese potrebbe accadere ciò che qui succede “normalmente” senza conseguenze gravi e immediate.

domenica 7 luglio 2013

PAROLA D’ORDINE SALVARE BERLUSCONI

Bruno Vespa

di Catone - L’editoriale di Bruno Vespa, del 06/07/2013 sul Giornale di Sicilia, è l’immagine plastica di come stanno le cose nel nostro Paese.

martedì 2 luglio 2013

UN LIBRO PER RISCOPRIRE UN UOMO

Totò Cuffaro a Rebibbiadi Giangiuseppe Gattuso – Ho comprato il libro a dicembre 2012 fresco di stampa . Lo aspettavo e non ho perso tempo. Ho letto lentamente per apprezzarne ogni parola.
Ho vissuto ogni momento descritto con dovizia di particolari e ne ho assaporato l’essenza profonda. Ne parlo adesso a distanza di mesi per poterlo fare senza influenze esterne. Senza il clamore della notizia e le reazioni a caldo di quei giorni. Non ultimo la candidatura alle selezioni per il Premio Strega lo scorso aprile 2013. Non è arrivato nella rosa dei 12 prescelti, ma è stato comunque un successo.

Il Candore delle CornacchieAdesso è arrivato il tempo. Mi sono riletto alcuni passi, ho “rivisto” alcune scene, ho approfondito alcuni aspetti. “Il candore delle cornacchie”, così si intitola il libro di circa 400 pagine scritto in carcere, a Rebibbia, da Totò Cuffaro. Presidente della Regione Siciliana fino al 26 gennaio 2008 e poi Senatore della Repubblica fino al 22 gennaio 2011 quando, dopo la condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione del segreto istruttorio, si è consegnato alla giustizia.

Inizia così la sua esperienza di vita da uomo non libero. “Il carcere è un posto che ti priva non soltanto della libertà ma soprattutto del respiro lungo della vita. Ci manca il fiato. Il carcere ti spezza il fiato”. Una condanna grave, pesante, affrontata con enorme dignità e senso delle istituzioni. Mai una parola fuori posto, mai un attacco alla magistratura, mai una recriminazione. Un comportamento esemplare di un uomo professatosi sempre innocente.
In queste pagine ho riscoperto un uomo. Una personalità profonda, una cultura vasta, una sensibilità non comune, e, ma questa è da tutti conosciuta, la sua prorompente umanità. Uguale anche in carcere, tra i suoi compagni detenuti, nelle sue esternazioni, nei suoi pensieri, nel suo essere uomo vicino alla gente.
Da giovane militante della Dalla-prefazione-di-Monsignor-FisichellaDemocrazia Cristina, alla più alta carica in Sicilia con oltre 1.700.000 voti, a Senatore della Repubblica. Sempre lo stesso approccio, il medesimo affetto, il suo stile inconfondibile.
Scorrendo le pagine ci si immerge nella realtà carceraria italiana. Con le sue regole, i tempi, gli spazi, le esigenze, le sofferenze, le palesi ‘ingiustizie’. E poi “il sovraffollamento, un problema grave e serio, quasi il doppio delle persone che le celle possono contenere”. Quell'emergenza carceraria italiana per la quale la Corte europea dei diritti dell'uomo ha rigettato il ricorso dell'Italia per la sentenza di condanna dell'8 gennaio scorso. “Trattamento inumano e degradante inflitto ai detenuti”. Una situazione che va ‘risolta entro un anno’ prescrivono i giudici di Strasburgo. Ma, finora, nessuna valida soluzione è stata individuata.

Il carcere, dove non esistono differenze, dove non si è più quelli di prima, dove ogni minuto scandisce il tempo che resta alla libertà. “Il tempo va tesaurizzato”, dice Totò. Come quando, frequentando il liceo Totò Cuffaroclassico al Don Bosco di Palermo, imparò a utilizzare il tempo nel migliore dei modi. Leggendo di tutto. “Se devo stare seduto nelle ore di studio meglio far tesoro del tempo, è una regola che ho imparato allora, che mi è servita sempre durante tutta la mia vita, che mi sta tornando utile come regola primaria soprattutto qui in carcere”.

E c’è un passaggio molto bello e significativo, una verità semplice, inconfutabile e nello stesso tempo dirompente. Che entra nel cuore della questione giustizia, nella sua fredda e crudele attuazione. Nell’applicazione ferrea di norme codificate forse con troppa leggerezza. Come l’interdizione “perpetua” dai pubblici uffici. Ma c’è qualcosa che i giudici non possono ‘interdire'. “Il sapere, possesso senza proprietà, bagaglio indispensabile e prezioso della mia vita, quello che non mi abbandonerà mai, che nessuno mi potrà togliere, che nessuno mi ha tolto. È ancora qui insieme me, mi ha gelosamente seguito dentro il carcere, i giudici non lo hanno interdetto, forse non sapevano che io l’avessi, forse non lo hanno potuto fare; almeno questo la legge, la giustizia riesce a proteggerlo, a garantirlo; almeno per questo, i giudici si son dovuti arrendere alla giustizia”.

Totò-Cuffaro-e-Giangiuseppe-Gattuso-Congresso-AgrigentoEcco, in queste parole, e in tante altre, nelle descrizioni minuziose, nei ragionamenti più profondi, nei sentimenti e nella sofferenza ho riscoperto Totò Cuffaro. Un rapporto antico nato a Palermo nel Movimento giovanile della Democrazia Cristiana.

Lui giovanissimo universitario, capace e volitivo, era la persona giusta per rappresentare la Giangiuseppe-Gattuso-e-Totò-Cuffaro-al-Congresso-del-MG-DCdi-Agprovincia di Agrigento. Mi fece subito simpatia, andai a presiedere quel congresso, diventammo amici, per sempre.

Questo non è il momento né il luogo per esprimere giudizi di altra natura. Non mi compete, non ne sono capace. So solo che Totò Cuffaro è un uomo buono, amato dalla gente, con tanta passione per la Politica. Una persona lontana dalla cultura mafiosa per sua natura, che sta pagando un prezzo altissimo con coraggio e dignità.

Totò CuffaroNon mi dilungo con la descrizione del libro. Voglio dire, però, che è un libro molto bello, emozionante, struggente. Per chi non lo avesse letto, lo consiglio. Vale la pena di leggerlo. Lo so che ci sono tanti punti di vista e le opinioni sono diverse. Così come i luoghi comuni. E le verità mediatiche. Ma, a volte, approfondire certi argomenti, leggere il pensiero dell’altro può servire. A riflettere, e, forse, anche a cambiare idea.
La storia di Totò è la storia di un pezzo di Sicilia e dei tantissimi siciliani che hanno creduto e credono in lui. Che hanno apprezzato il suo modo di essere, la sua capacità di condividere esigenze e sentimenti popolari. Il tempo servirà a lenire le ferite. E la giustizia dovrà tornare a trionfare.

Giangiuseppe Gattuso
02 luglio 2013