lunedì 2 marzo 2026

KHAMENEI È MORTO!

di Salvatore Virga - Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran dal 4 giugno 1989, è morto e, seppur non rientra nel mio convincimento morale gioire della morte di alcuno, oggi il mondo può annoverare un dittatore, crudele e sanguinario, in meno.
Il problema diventa di metodo perché nessuno, senza un preciso mandato internazionale, può violare la sovranità di uno Stato neppure per ribaltare (fingendo di non aver percepito il vero movente) uno degli autoritarismi teocratici più terribili della storia. 

La forza delle armi non può diventare l’unico strumento a disposizione della geopolitica e neppure sostituire il diritto internazionale che vale sempre e non fino ad “…un certo punto" (libera citazione di un grande uomo, il nostro Ministro degli Esteri, Antonio Tajani!).

La vicenda iraniana, peraltro, nonostante la sua gravità, per noi italiani ha assunto un innegabile profilo tragicomico: a fronte delle propagandistiche affermazioni dell’aspirante premier in ordine al ritrovato ruolo di primo piano dell’Italia nel panorama internazionale, ci siamo ritrovati con il Ministro della Difesa (e la sua famiglia) ostaggio a Dubai delle scelte di due paesi “amici” più che alleati. 

Il tutto perché, in buona sostanza, la CNN (e probabilmente anche


Tele*** ) è stata informata dell’inizio dei raid israelo-americani prima, molto prima del nostro “stimato”, “prestigioso”, nostalgico governo! E la cosa ancora più grave e ridicola è che detto ministro si è prima stupito delle polemiche da parte delle opposizioni per l'increscioso incidente e poi vantato di avere pagato tre volte di più il costo del biglietto previsto per il trasporto di civili su aerei militari.

È chiaro che con un ruolo dí così grande visibilità non possiamo che sperare di essere coinvolti il più presto possibile nella partita di risiko appena iniziata, noi che abbiamo avuto un impero, noi che abbiamo spezzato le reni alla… noi che siamo sempre stati rappresentati, purtroppo, per quelli che non siamo e non saremo mai!

Salvatore Virga
02 marzo 2026

4 commenti:

  1. Il governo italiano non è stato avvisato nell'imminenza dei bombardamenti, lasciando migliaia di connazionali ancora bloccati a Dubai e negli altri stati assaliti, mentre la Germania si. E poi dicono che la Meloni è rispettata sul piano internazionale. Ormai nel mondo vige solo la legge del più forte e noi siamo i più deboli.

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  2. La cosa che più mi fa preoccupare è il fatto che molti italiani ritengono gli iraniani come degli straccioni pezzenti e incapaci, quando è vero l'opposto.

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  3. Pare che anche la Polonia sia stata preventivamente informata: evidentemente il fatto che siamo tra le primissime potenze della NATO conta ben poco, tenuto conto che già la NATO ha perso di importanza sul piano politico e strategico/militare. Gli equilibri si sono ormai spostati verso oriente ed Israele ha strappato il ruolo di primo piano che un tempo aveva l’Inghilterra. Con il controllo dei più importanti giacimenti petroliferi del Paese Trump vorrebbe colmare la voragine apertasi nei conti pubblici USA per effetto dell’incalcolabile debito pubblico per la gran parte in mano ai cinesi. Ma è un gioco troppo pericoloso che prima o poi ci porterà verso la strada del non ritorno

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