sabato 22 luglio 2017

I SICILIANI HANNO I COGLIONI!

Crocetta-si-ricandidadi Giovanni Caianiello - Si sa, nell’immaginario collettivo, la Sicilia è terra di profumi, di colori  di luci, paesaggi assolati e mare cristallino.

Un’orgia di odori tra arance, limoni, alghe seccate, gelsomini, capperi e fichi maturi; coste arse e brezza marina, ma non solo, anche storiche ferrovie, strade e mulattiere, da far invidia ai circuiti del Camel Trophy.

Bivio-mungiarrati-940Le strade di comunicazione, i ponti le ferrovie, che attraversano l’isola sono considerati un patrimonio inestimabile da proteggere ad ogni costo, proprio come in Campania fanno con Pompei, Ercolano, Paestum, la via Appia per i romani o la linea ferrata valdostana.

Solo che in Sicilia, le cose si fanno in grande o niente, infatti, quasi sempre, si “evita l’occasione” e non si fa niente. Non sia mai ne abbia a patire il capitale storico, specie quello delle vie di comunicazione. Vuoi mettere il fascino  antico delle mulattiere senza tempo, con i felici paesaggi deturpati dalle autostrade e ferrovie ad alta velocità, i Frecciarossa e Frecciargento, Italo etc… non sia mai! 

MaltempoMa i siciliani possono dormire tranquilli, della cosa se ne sono fatti carico, con scrupolosità e puntiglio, quasi tutti i governi e la classe politica dell’isola da oltre quarant’anni. E come baluardi a difesa del patrimonio storico viario, sono riusciti a respingere ogni ammodernamento, persino anche il più piccolo intervento di manutenzione. Un impegno è un impegno, mica chiacchiere da bar.
Non c’è che dire, sono stati davvero bravi, capaci e competenti.

10524074_10203225473112153_1327887370_nEppure, nel tempo gli attacchi non sono certo mancati. Uno per tutti quello sulla A19, la Palermo Catania, già nel 1971. Quando l'ingegnere Santo Motta, in una relazione dichiarava la fragilità del viadotto Himera, perché era stato costruito su una zona geologicamente instabile, e chiedeva che si intervenisse al più presto con lavori e  opere di gabbionatura anche di notevoli dimensioni. Incredibile dove arriva la fantasia di certi ingegneri. La politica siciliana però tiene duro e non cede. Qui non passa, lo straniero!

10312572_961518873858574_1266474500352012938_nCi ha provato persino l'ex prefetto di Palermo, Marino, che dopo aver letto una relazione dell’ANAS, il 23 aprile del 2005, ha inviato alla Protezione Civile Regionale una lettera sibillina, nella quale, chiedeva di sapere che provvedimenti aveva adottato per l’A19, a seguito della frana di Caltavuturo per fronteggiare a suo dire, il pericolo di frane.

Ed oggi, tutti si chiedono: Ma allora la Protezione Civile Regionale, e quindi la Regione medesima e l’ANAS sapevano già tutto da anni?

Che domanda, ma certo che lo sapeva! Altrimenti come avrebbero fatto ad evitare di intervenire? Imperterriti hanno resistito fino allo stremo delle forze. Adesso, però ci si è messa di mezzo anche la magistratura a minare la resistenza eroica delle istituzioni e politica siciliana.

5614c9e2234c96-82019393E sul tavolo del Ministro delle Infrastrutture Delrio, arriva la relazione degli ispettori ministeriali che accusa l’amministrazione regionale e l’ANAS di non aver eseguito interventi atti a scongiurare il crollo del viadotto, un fatto gravissimo e una vera assurdità!

La magistratura, non solo ignora le nobili ragioni di salvaguardia del patrimonio  storico viario dell’isola, per la cui conservazione tanto hanno fatto i governi regionali, ma li pone persino sotto accusa inviando ben cinque avvisi di garanzia per il crollo del viadotto Himera, per  omissione di atti d'ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Secondo l’accusa, gli indagati "pur essendo a conoscenza dell'evoluzione del corpo di frana che si era manifestata, nel periodo tra marzo ed aprile del 2015, sul versante prospiciente l'autostrada A19 Palermo-Catania ricadente nel territorio del Comune di Caltavuturo, non hanno adottato i provvedimenti dovuti, ognuno in relazione alle specifiche competenze",  ponendo in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti.

TrazzEraOra-La-Regia-Trazzera-che-unisce-la-Sicilia-Via-dellOnesta-M5s-34In tutto questo, quegli incapaci e incompetenti dei grillini che deturpano il territorio costruendo una trazzera, addirittura con soldi propri, sia pure per collegare la Sicilia occidentale con quella orientale, al momento isolate, non vengono neppure toccati!  Una Vera ingiustizia! Così, neppure i loro complici nello scempio, come il sindaco del PD di Caltavuturo, costruttore e volontari. E’ stupefacente, come vanno le cose sottosopra. 

Ma riusciamo davvero ad immaginare  quanti altri danni potrebbero causare se davvero riuscissero a prendere il posto dei bravi e rassicuranti politici e partiti che ci governano praticamente da sempre? Dal Piano di ammodernamento strade, autostrade e ferrovie al  Piano anti-inquinamento luminoso regionale, Piano Energetico Regionale, Recupero di edifici e strutture fatiscenti nei centri storici, sia pubblici che privati, Eliminazione delle barriere architettoniche, Stop al consumo del territorio. Incentivazione della ricerca scientifica, Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistenti, Rifiuti Zero, Raccolta porta a porta, Gestione Acqua pubblica, Assetto idrogeologico, Reddito di cittadinanza ed aumento pensione minime fino a 780 euro etc… Insomma un dramma, cose mai viste. Si salvi chi può. Soprattutto per buona parte dei politici che dovranno cercarsi un altro lavoro.

Un mondo alla rovescia. Persino a Polifemo ai piedi dell’Etna ed a Cerere che ha insegnato ai siculi la coltivazione del grano oggi girerebbero gli zebedei. Ma ai siciliani no. Loro ci sono ormai abituati al gioco dei pupi e pupari, fatto di molti personaggi e poche persone,  ci hanno fatto il callo, in fondo, loro hanno già tutto, ma proprio tutto, salvo il resto che non hanno mai avuto. Però hanno i coglioni, quelli si che non mancano mai, ma non in mezzo alle gambe, molti infatti, semplicemente ancora li eleggono.

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
22 luglio 2017

10 commenti:

  1. Una bella cavalcata ironica, in mancanza d'altro....

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  2. Bisogna sempre chiedersi cosa vuole l'interlocutore che si ha dinanzi. Se quello che é stato realizzato sinora dalla classe politica, sta a loro bene, che continuino pure a votarla! Io giro poco per la Sicilia, se devo recarmi fuori, mi imbarco sull'aereo . Peró opterò per il nuovo che arriva, voterò i 5 Stelle, senza se ne ma, con tutto il loro bagaglio di inesperienza. Degli esperti, già sò cosa sanno fare!

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  3. Francesco Salvatore22 luglio 2017 18:40

    In Sicilia non importa far bene o far male, il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di fare (il gattopardo)

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  4. Sergio Conigliaro22 luglio 2017 18:48

    Bisogna chiedere permesso "alla mafia" chi dovrà comandare"?

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    1. A Bagheria evidentemente ha avuto l'autorizzazione, non trova? Quindi si può estendere, questo permesso a tutta la regione Sicilia!

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  5. Le strade dell'interno ma non solo sono un colabrodo e in certi tratti sembra di stare sulle montagne russe.

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  6. Luciano Bianchi23 luglio 2017 09:43

    E i nostri politici CAPACI E COMPETENTI pensano al ponte sullo stretto, invece di costruire strade e ferrovie

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  7. Gisa Siniscalchi23 luglio 2017 09:45

    Fanno il paio coi politici e amministratori nazionali...

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  8. Daniela Manzitti23 luglio 2017 09:46

    La Sicilia, come qualche altra Regione, è ormai territorio inespugnabile dal senso dell'onestà, della trasparenza, della correttezza e quant'altro...come si suol dire: "si stava meglio quando si stava peggio"...A buon intenditor poche parole!

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  9. vi disprezzate voi stessi. forse avete ragione.

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