sabato 19 novembre 2016

I registi occulti delle nostre idee e convinzioni

Renzi e BoschiRaggi Appendinodi Giovanni Caianiello - È sufficiente osservare il fiume di commenti sui social per rendersi conto che, spesso,

questi, sono frutto di idee surrogate, imposte dai media tv e giornali, e hanno radici ben lontane dalla nostra sfera personale.

David RiesmanIl sociologo David Riesman scrisse che la suggestione esercitata dalla pubblicità di un prodotto sostituisce il prezzo alla sua reale convenienza. In politica la suggestione viene esercitata da chi detiene il potere di manipolare i mezzi di informazione di massa. Che nel nostro paese sono generalmente asserviti svolgendo una scientifica attività di manipolazione del pensiero e di indirizzo delle nostre idee. Mentre con arte si lascia credere che siano proprie, cancellando di fatto, quella naturale ruminazione intellettiva che è alla base dell’originalità delle nostre opinioni.

Alla fine, tutti ci si ritrova a discutere, non di argomenti che verrebbero naturali, ma di quelli proposti o imposti dal clamore mediatico, dai costruttori di coscienze, appositamente creati dalla disinformazione in cui è scaduto questo paese.

Nel nostro quadro politico ne è un esempio lampante il circolo mediatico delle Tv pubbliche e private e dei giornali, che costantemente propagandano contro l'intrusa nuova forza politica. Questo è comprensibile, visto che dietro ogni testata televisiva e giornalistica ci sono degli interessi e privilegi da mantenere. Si comprendono meno, invece, i giudizi superficiali, e contro a prescindere, espressi da tanti cittadini senza una motivazione razionale. Tutto ciò, pur essendo sotto gli occhi di tutti, resta in parte limitato a chi riesce ad acquisire una personale consapevolezza del problema.

Raggi AppendinoAllora ecco che ci si accapiglia su Chiara Appendino e Virginia Raggi, rappresentati per mesi in tutte le salse come casi nazionali, invece che sui circa 150 indagati, rinviati a giudizio, arrestati, condannati, tra sindaci, deputati, consiglieri regionali degli altri partiti, 102 solo del PD, trai quali anche parlamentari.

Mentre va avanti senza sosta la pantomima di turno, quella delle cosiddette firme false di Palermo, del 2012, che non ha prodotto alcun risultato, contrariamente a quelle realmente false, dove a votare sono stati persino i morti. Quelle del sindaco di Vercelli, Maura Forte del Pd, del sindaco Pd Claudio Cussa, di Savigliano, rinviato a giudizio con l'accusa di aver autenticato delle firme false a sostegno di una lista civica a lui collegata. E dei nove politici e funzionari del Pd che hanno patteggiato per firme false in favore di Sergio Chiamparino alle regionali del 2014; di Matteo Rossi presidente della Provincia di Bergamo, rinviato a giudizio, per firme irregolari a sostegno di una lista di Pensionati; dei cinque consiglieri di Mogliano, della Lega Nord, del Partito democratico, di Futuro e Libertà, condannati anche loro; del segretario del PD di Velletri Luca Masi, attuale assessore all'ambiente, condannato dal tribunale di Velletri per reato di falso o lo scandalo degli iscritti fasulli del Pd, di tesseramenti di persone inesistenti, come in Puglia e in Piemonte. La lista sarebbe ancora lunghissima.

È sintomatico invece come le discussioni sui blog e sui social, si incentrino quasi esclusivamente su argomenti appositamente indirizzati, che riguardano soprattutto l’avversario politico ed evitano accuratamente quelli non graditi ai partiti di governo. Vanno bene così le discussioni sulle elezioni americane, la Brexit, l’immigrazione privilegiando l’accoglienza. Ma non quelle sulle manifestazioni antigovernative, puntualmente ad ogni uscita del premier, come pure quelle sulle sue proverbiali bugie, gli annunci e conseguenti sistematiche smentite, argomento assolutamente tabù per quasi tutti i media.

Tra gli argomenti concessi, quelli di cronaca del terremoto, limitati però ai soli giorni iniziali e quelli riguardanti la cronaca nera. I commentatori esibiscono così, sui social, i luoghi comuni, appositamente confezionati dai creatori di notizie, a corredo del mangime di pseudo informazioni, spesso basate sul nulla, pronte a nutrire i distratti tastieristi del web, che amano far decidere agli altri le proprie idee.

RAISenza rendercene conto, infatti, ogni giorno ci vengono confezionati e proposti fatti e notizie drogate, scelte e lanciate dalle tv e giornali, teoricamente concorrenti, che “casualmente”, si ritrovano a smistare lo stesso identico messaggio. È cosa nota che il sistema mediatico nel nostro paese è diviso in due grandi blocchi, e neppure contrapposti. La RAI, totalmente lottizzata e megafono del governo. Mediaset di proprietà di Berlusconi e suo organo di propaganda. Anche i giornali sono divisi in due gruppi editoriali: L'Espresso, con Repubblica etc.., di proprietà di Carlo De Benedetti, tessera n.1 del PD e quello Mondadori, sempre di proprietà di Berlusconi. Altri quotidiani sono apertamente schierati come La Stampa di proprietà della Fiat; Il Messaggero e il Mattino, di Francesco Gaetano Caltagirone, l'imprenditore che a Roma voleva costruire il villaggio olimpico sui suoi terreni, bocciato dalla nuova Amministrazione Raggi.

Sarà anche per questo che siamo al 77° posto al mondo per libertà di stampa.

Nel 1776 Adam Smith scrisse che pochissime delle nostre idee provengono da esperienze dirette. E oggi, in pieno 2016, con la tecnologia e la capacità di comunicazione enormemente aumentate, le idee sono sempre più numerose e diffuse, e i cittadini sempre più fruitori passivi di idee altrui.

Ma per fortuna, c’è tanta gente, specialmente tra i giovani, refrattaria ai pensieri indotti e ai registi delle idee. E io non perdo la speranza che possano essere sempre di più.

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
19 Novembre 2016

28 commenti:

  1. Totò Cianciolo19 novembre 2016 18:21

    Mi piace l'invito alla riflessione e mi permetto di aggiungere che si riflette meglio in silenzio. Troppo rumore non aiuta. Un ventennio fa Karl Popper mise in guardia sui pericoli "dell'informazione educatrice". Lo fece alla sua maniera da grande difensore della società aperta sollevando, però, un grande polverone sull'istituzione della patente per tuti gli operatori dell'informazione televisiva. "Nostra sorella nimica" perchè diffondeva eccessivamente e senza controllo la violenza colpendo soprattutto i bambini. Oggi con le sbornie informative della vita online si avverte il bisogno di un pò di silenzio. Senza mettere il bavaglio, per carità ma abbassando volume e toni di un informazione veramente eccessiva che eleva o seppellisce e non solo per politica, e soprattutto non certo per disinteresse.

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  2. Egr Giovanni Caianiello, ho letto con attenzione il tuo servizio, e in tutta sincerità, non ho alcuna difficoltà a confessarti la mia disapprovazione, quando parli di idee surrogate, affermando, in sintesi di essere tu “immune” da tali coinvolgimenti mediatici. Sappi che l’errore più grande che si possa commettere, se seppure fossimo coscienti delle proprie idee, siamo disposti a prendere insegnamento da personaggi che non hanno niente in comune con noi, ne con il tempo e ne con la società in cui viviamo. Perciò citare Reisman, solo per mettere in evidenza chi non è in grado di fronteggiare la “furia” dell’indottrinamento mediatico, è del tutto inutile. Ho apprezzato il precedente servizio di Totò Cianciolo, come esempio da seguire se vogliamo arricchire il confronto su questo blog. Qui pare che il tutto è circoscritto a mandare a casa l’attuale governo, non agli eventuali risvolti che potrebbe avere approvando o bocciando una riforma messa a consultazione referendaria. Caro Giovanni la tua antipatia viscerale contro il PD, che sistematicamente poni in evidenza in ogni tuo commento, potrà interessare solo il soddisfacimento di una tua legittima opinione. Hai certamente ragione, quando affermi che le firme false dei penta stellati di Palermo non hanno prodotto alcun risultato, però è sufficiente a dimostrare che i farabutti sono presenti ovunque e bisogna scovarli e punirli. Sappi però che è un’operazione immane, se non impossibile far diventare il popolo italiano ossequioso delle leggi ed onesto verso la società in cui vive. Ci dobbiamo convincere, che le nostre critiche rimarranno inutili, sterili ed inascoltate se non viene bene impressa nella nostra mente la cultura della legalità. E’ inutile anche ritenere disonesti solo i politici, l’illegalità è diffusa in tutti i segmenti della popolazione ad iniziare dagli strati più bassi. Le leggi, caro Giovanni, sono studiate ed interpetrate come poterle eludere o raggirare, piuttosto che rispettarle. Inoltre lo Stato viene considerato una mucca da mungere e non da curarla e farla produrre. Si evadono le tasse, si producono certificazioni false per raggirare il fisco, per non pagare tasse universitarie e addirittura per essere esonerati dal ticket sanitario. Che dire del fiume di danaro finito nei paradisi fiscali e di imprenditori che come fantasmi appaiono e scompaiono in una miriade di società fittizie? Nel frattempo continuiamo a dividerci ed a farci distrarre da un quesito referendario, lasciando sotto la cenere una situazione davvero drammatica. Credo che nessuno possa ignorare la grave situazione di ingovernabilità nel nostro Paese, dovuta alla scarsa volontà di dialogo tra tutte le forze politiche che siedono in Parlamento, dove si pongono in secondo piano gli interessi del Paese, per far posto agli interessi di partito o di movimento. Maggioranze “ballerine” che si fanno e disfanno in una sintesi altalenanti totalmente eterogenee. Non si sottraggono nemmeno le opposizioni, a questo principio, in una composizione compatta, ma pur sempre eterogenea. L’Italia ha bisogno di riforme, ma ogni forza politica pretende che le stesse portino il proprio nome e mai quello dell’avversario, nel frattempo il marciume dilaga in una illegalità senza confini. Caro Giovanni, siamo un popolo insicuro, sempre alla ricerca forsennata del suo ipotetico nemico sul quale scaricare le proprie paure.

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    1. Peter Schmailzl20 novembre 2016 10:24

      Franco, dove c'è politica , c'è anche marciume e falsità, non olo in Italia..... mi ricordo anch'io casi di tessere rubate e compilate da altre persone, di votazioni con più tessere che votanti.... qui in Svizzera. Non esiste partito immune, anche se devo dire che ammiro l'impegno l'impegno del M5S..... ma, purtroppo anche tra i loro ranghi s'intruffolano furbetti..... almeno loro li buttano fuori!

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    2. Peter hai detto una verità e sono d'accordo con te. L'ho scritto e ripetuto sui giornali ai quali ho dato la mia collaborazione. Certo... in politica c'è del marciume, forse dovuta anche ad una democrazia a "maglie larghe". Tuttavia il problema che mi pongo e che mi preoccupa, che la nostra critica si ferma solo ai giudizi sui politici. Loro sono i rami più alti "dell'albero" e sono soggetti alle sferzate del vento. Non leggo mai una critica rivolta anche ai vari segmenti della nostra società, che delinquono nella stessa misura dei politici e in numero maggiore. La nostra società è completamente marcia e malata e i nostri politici rappresentano il frutto di questa società patologica. Sono certo che nessuna forza politica può ritenersi immune da questa endemica cultura. Certo la criticità della situazione ci fa guardare con attenzione a questa nuova forza politica, dobbiamo solo aspettare i risultati reali. Speriamo che l'episodio delle firme false... resti solo un episodio.

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  3. Franco Luce, scrivi: "...in sintesi di essere tu “immune” da tali coinvolgimenti mediatici" Dove hai letto che io sarei immune da coinvolgimenti mediatici? Ti invito a rileggere l'articolo, visto che probabilmente a quanto pare ti è sfuggito il senso di quanto scritto. Così come ti sfugge chiaramente il fatto che io non ho espresso giudizi nei confronti del PD o di altri partiti, ma mi sono limitato, come faccio sempre del resto, a riportare fatti, con precisi riferimenti verificabili da chiunque. Se invece i fatti descritti nell'articolo non sono di tuo gradimento, credo non dovresti dispiacertene con me, ma con chi se ne rende protagonista. Dunque, secondo il tuo giudizio, non andrebbero raccontate delle realtà che non ti piace leggere, specialmente se si riferiscono al Pd, pena l'essere additato di antipatia viscerale. E sbagli anche quì, poichè io non soffro di antipatie, semmai amore per i fatti, reali, provati ed indiscitubili, indipendentemente di chi ne renda autore. Ti inviterei a rielggere l'articolo qualche volta di più. Potresti scoprire di aver compreso e dedotte cose assolutamente lontane da quelle che che hai creduto di interpretare.

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    1. Giovanni Caianiello vedo che hai letto il mio commento con molta superficialità, ma non intendo assolutamente ingaggiare una polemica, visto che i tuoi sono fatti reali e chi ti contraddice racconta falsità. Neghi pure di non aver citato altre forze politiche a te legittimamente invise. Hai fatto un lungo elenco di personaggi indagati o condannati ed io ho voluto farti notare che anzichè soffermarci a colpevolizzare solo la classe politica, sarebbe opportuno farci un'esame di coscienza. Scusa la mia impertinenza.

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    2. Franco Luce, ma non mi sento affatto di scusare la tua impertinenza, che trovo assolutamente fuori luogo e raccontata da una posizione preconcetta ed evidentemente avvelenata dal cattivo comportamento dei tuoi beniamini. In poche parole, se i personaggi a cui guardi con favore, si prestano al malaffare, intrighi e disonestà, la colpa non può certo essere di che ne riporta i demeriti. Nel mio articolo non ho riportato comportamenti relativi ad un solo partito, ma a quelli che contano tra i loro iscritti problemi con la giustizia che i media preferiscono scorrettamente invece ignorare. Aggiungo che se l'articolo non è di tuo gradimento, non ti devi sentire obbligato a leggerlo e neppure commentarlo, in tal caso, ti assicuto, ce ne faremo una ragione.

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    3. Giovanni Caianiello tu oltre ad essere un partigiano politico sei anche un maleducato. Tu devi imparare a leggere ciò che scrivono gli altri, ma tu sai interpetrare solo te stesso. Il mio commento era abbastanza articolato, ma siccome hai il paraocchi come il cavallo, riesci ad osservare solo ciò che consente il tuo spazio visivo. Non mi permetterò mai più di commentare le tue convinzioni ed i tuoi limiti. Altri commentatori di questo blog mi avevano già avvertito della tua presunzione, ora ho avuto la conferma. Fattene tutte le ragioni che vuoi, le tue infime valutazioni non mi riguardano.Stop

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    4. Dove hai letto quali sono i miei beniamini? Quali sono i personaggi che io vedo con favore? Continui ancora ad insistere che non hai citato nessun partito, eventualmente scrivi senza renderti conto di ciò che scrivi. A tal proposito avevo solo detto che non sono solo i politici disonesti, ma la disonestà alligna ovunque e fino a quando ce la prendiamo solo con i politici non abbiamo risolto un bel nulla, la dimostrazione evidente è il gran lavoro svolto da "mani pulite".

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    5. Dicono che la maleducazione sia parlare con la bocca piena… ma io dico che è parlare con la testa vuota.

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    6. Ora capisco perchè porti le cuffie, perchè sei duro di comprendonio!!! Allora non mi sbagliavo.

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    7. È arrivato il momento d'intervenire. E mi dispiace farlo proprio nei confronti di persone che scrivono da tempo come autori e come commentatori.
      Su PoliticaPrima, al contrario di Facebook, non ci sono state mai eccessive derive nei dibattiti anche accesi tra lettori e autori. E di questo ne siamo orgogliosi.
      Per questo mi preme rivolgere un appello perché non debbano verificarsi scontri verbali come quelli che ho appena letto.
      In questo caso invito chi commenta a non personalizzare attenendosi strettamente al merito dell’articolo. Che può piacere o meno, può essere in linea con i sentimenti personali di chi legge, può invece essere esattamente contrario alle convinzioni e alle esperienze vissute. Tutto questo non ha e non deve avere alcun rilievo. Chi scrive esprime concetti, lancia messaggi, si rivolge alle sensibilità altre, provoca e si può anche divertire a farlo. Ma mai si deve scadere di livello nel dibattito e nelle considerazioni personali.
      Buon lavoro e buona PoliticaPrima a tutti.

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    8. Ringrazio di cuore il Direttore, per il suo intervento, più che opportuno.

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    9. Ringrazio di cuore il Direttore, per il suo intervento, più che opportuno.

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    10. Egr. Direttore accetto di buon grado il suo giusto richiamo, volto a mantenere una corretta dialettica in un serio confronto di opinioni. Discutere e scambiarsi le proprie vedute rappresenta sempre e comunque un arricchimento tra le parti …. d’altronde è lo scopo fondamentale del blog da te diretto. Accetto anche, in circostanze successive, di …."attenermi strettamente al merito dell'articolo" …. da te consigliato, come credo di essermi espresso. Tuttavia l'articolo iniziava mettendo, a priori, in evidenza che ogni commento, riporto le parole…. "sono frutto di idee surrogate, imposte dai media t.v e giornali....". Su questo principio, per me non veritiero, ho voluto precisare la mia disapprovazione, in quanto ciò che commento, differentemente da quanto affermato in articolo, fa parte della mia sfera personale. Con questo, caro direttore, non intendo assolutamente giustificarmi e nemmeno considerare, le mie, “attenuanti generiche”, anzi umilmente mi scuso dell’episodio, evidenziando la mia propensione a volermi confrontare, e nello stesso tempo, non rinunciando al diritto di condividere atteggiamenti cattedratici.

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    11. P.S. "di NON condividere atteggiamenti cattedratici

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  4. La classe politica non può essere trattata alla stregua di qualsiasi cittadino perché il compito di guida gli impone comportamenti al di sopra di ogni sospetto.
    Il "così lo fan tutti" non costituisce attenuante per un politico.

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  5. Caro Giovanni, apprezzo il tuo articolo perché come al solito sostanzia le affermazioni con i fatti.

    Purtroppo la costante crescita dell'analfabetismo funzionale facilita e rende efficace il passaggio di messaggi in pillole: semplificati nella lettura come titoli, twitter, etc o visivi come foto e filmati. In sostanza è come quando si era bambini e, ai libri, si preferivano i giornaletti il cui contenuto era illustrato maggiormente dalle figure che dalle parole.

    Ecco allora che le notizie, anche quelle che meriterebbero argomentazioni e riflessioni serie si sviliscono in slogan che suonano come offesa alle orecchie di chi non è ancora affetto dall'analfabetismo funzionale.

    Ecco allora che rimbalzano nei dialoghi concetti a scatola chiusa diffusi dagli organi di informazione e fatti propri senza nemmeno il beneficio di inventario.

    Una strategia di difesa estrema che viene usata contro qualsiasi cosa possa recare disturbo ai disegni di chi detiene il potere.

    Una strategia che taccia di fantasioso dietrologismo o animosa antipatia chi non è disposto a sposare "opinioni preconfezionate".

    Parafrasando Voltaire, darei la vita perché chi non la pensa come me possa esprimere la propria idea..... a condizione che sia veramente propria

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  6. Peter Schmailzl20 novembre 2016 10:18

    Mi ricordo dell'archicio Cincera, in Svizzera, quasi un millione di persone registrate per contatti con la sinistra, movimenti antinucleari, fautori dell'agricoltura biologica... dell'energia solare ed eolica, tutti considerati pericolosi sovversivi telecommandati da Mosca. Anche un particolare da ridere, registrato anche Enrico Berlinguer, sospettato d'aver stretti contatti con la sinistra italiana, per aver comprato l'Unità in un'edicola zurighese....Ero registrato anch'io..... perché lettore abituale di questo giornale.

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  7. Articolo bellissimo, direi inusuale per quelli che alle volte ci tocca leggere sui quotidiani e che arricchisce una volta di più la raccolta di articoli onesti e aperti di Politica Prima.
    L'elogio deve andare anzitutto, mi sembra onesto, all'amico Giangiuseppe Gattuso che si è accollato il compito di gestire questo blog e all'articolista che con animo aperto mette il dito nella piaga purulenta che è divenuta la società odierna.
    Lasciare un commento? A che cosa oppure a pro di che vista la chiarezza del tema trattato e l'altrettanta chiarezza dello svolgimento dello stesso?
    Certo, quelle che emergono, sono verità che bruciano a qualcuno quelle esposte e fanno venire la mosca al naso a coloro che vorrebbero sempre imperante quella che è, nella totalità dei casi, oggi, la pseudo verità espressa dalla stampa di regime.
    Da fastidio che ci si soffermi sulle verità che contrastano il trionfo gonfiato ed enfatizzato delle bugie del regime imperante e che pensa di consolidarsi sempre di più con una modifica costituzionale liberticida e avvallante il malcostume regnante..
    Se ci decidesse una volta almeno ad essere sinceri prima con se stessi e poi col nostro prossimo e ci rendessimo conto che stiamo vivendo in mondo marcio e corrotto fino al midollo e che, ovviamente, non vuole che si parli troppo del fango che lo copre.
    Sarebbe ora che, per il bene di tutti e non solo nostro personale o di chi ci sta simpatico agissimo nella vita senza maschere di convenienza o veli fitti che nascondano il bagliore della bugia che vogliamo far passare per verità e ci offendiamo se il nostro punto di vista viene civilmente contestato rispondendo con insulti e volgarità da trivio sempre alla VERITA' evidente.

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  8. Vorrei notizie sul movimento 5 stelle a Palermo.Sembra una specie di associazione a delinquere.
    Come mai voi non fate nessun accenno a riguardo?

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    1. Signora Anna, se vuole le posso riportare i fatti, ovviamente, non quelli che propagandono tv e giornali asserviti. Le cosidette firme false, in realtà false non sono, così come non costituiscono dolo, visto che erano state apportate su stampati non idonei e qualche buontempone del quale ancora non si conosce il nome, ha pensato bovinamente di ricopiare tutto in bella sui moduli corretti, effettuando quella che potremmo definire una traslazione. Infatti, agli atti esistono sia le corrispondenti firme originali che quelle copiate. Insomma chi lo ha fatto credendo di far bene, ha commesso una idiozia imperdonabile, per quanto in buona fede.

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  9. Ottimo articolo Giovanni ed io avevo fatto un buon commento che ho perso per la mia dabbenaggine. Adesso in breve ne riproducono i concetti.
    Non credo che i giovani siano i più temprati a resistere alle mitragliate ripetute di lavaggio di cervello che i media ci procurano. Ci vuole molta onesta' intellettuale e maturità per resistere al loro incedere giornaliero. La gente è frastornata, confusa e sceglie spesso secondo la propria convenienza non badando alla legge morale ed al bene comune: gli esperti di comunicazione lo sanno e si comportano di conseguenza agevolando il potere politico ed economico a cui molto spesso sono asserviti.
    Io credo che lo stesso referendum sia un'azione subdola per sviare gli italiani dai veri problemi che li attanagliano e penso anche che non sia soltanto il Premier ad approfittarne ma anche chi apparentemente è suo avversario. Berlusconi ed altri vecchi marpioni stanno acquistando una visibilità inusuale schierandosi col No. Sono certo che nel segreto dell'urna lo stesso Berlusca voterà Sì e sono altresì sicuro che il giorno dopo i due amanti se la rideranno alla faccia della nostra ingenuità. È tutto uno sporco gioco perché il patto del Nazareno ancora è valido ed in questa finzione i media hanno un ruolo preminente. Tutto deve essere adeguato e soppesato per non dar adito ad illazioni: ci sono veri specialisti in deformazione e vessazione psicologica.

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  10. Solo gli stolti possono lasciarsi condizionare dai media... o le persone con poca attitudine alla lettura dei quotidiani ecc....
    Esiste il tentativo da parte dei "potenti di turno" di condizionare la gente, fortunatamente, non sempre e non con tutti gli riesce.
    Notizie manipolate per impedire di capire appieno cio' che intendono fare... è vero, resta a noi il compito di dimostrare che non è così.
    Il referendum non è lo spartiacque tra l'inferno o il paradiso, è una consultazione elettorale che, UNO, ha voluto mettere al centro della sua azione. Il campo del NO è molto vasto, spero basti a fermare delle innovazioni che porterebbero a limitare la libertà delle persone. Spero e confido nel buon senso, almeno una volta, degli italiani.

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    1. Sig.ra Francesca Bertini, anche se io sono tra quelli che voterà SI al referendum, devo congratularmi per il suo ottimo commento. Certo la stampa, asservita al potere, opera in larga parte a suo favore, ma giustamente, come Lei, fa notare, dobbiamo essere noi maturi da non farci condizionare dai media. Mi creda, anch'io come Lei reputo la riforma non perfetta, presentando alcune smagliature, la mia convinzione nasce dalla volontà di eleggere un governo che duri per l'intera legislatura. Non credo affatto alla "deriva autoritaria", in quanto la democrazia e lo stato di diritto è garantito. Abbiamo vissuto periodi che è stata messa davvero in serio pericolo la democrazia, quando si proponeva addirittura al premier la funzione di poter sciogliere le camere. Io mi auguro, sig.ra Francesca, che venga approvato subito dopo una legge elettorale che sia condivisa da tutte le forze politiche, altrimenti sarà la Corte Costituzionale a decidere.

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  11. Ecco, come sempre se le cose vanno male è colpa dei giornalisti. Ma per favore...

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  12. Signora Teresa Calabria, altrimenti perchè mai staremmo al 74° posto al mondo per libertà di informazione?
    Non so lei, ma io quando leggo un articolo, mi chiedo sempre chi è l'editore di quel giornale. Lei No?

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  13. Leggendo questi commenti ed osservando le notizioni delle prime pagine dei giornali e televisioni, in particolare quella che in teoria dovrebbe essere pubblica, non posso non notare la arrogante posizione negazionista che assumono in coro a reti unificate. Secondo l'Agicom, la spropozione delle ore concesse in tv in favore dei sostenitori del Si,rispetto a quelli del No è abissale. La rai è di fatto il comitato elettorale di Renzi e questo non meraviglia, dopo che ha sistemato amici e fedelissimi nella emittente pubblica, ma quello che è sconcertante è Mediaset, il cui proprietario è Berlusconi, che a parole, e senza troppo impegno, dice di sostenere il No, ma nei fatti, le sue reti inneggiano al Si. Ora, è indubbio che vi siano persone dal buon quoziente di intelligenza e capaci di non cadere nelle strette maglie della disinformazione di sistema, ma è anche vero che moltissime altre persone, meno attente e dalla scarsa propensione a contraddire la sacra e rassicurante voce del governo, non siano esenti dal condizionamento mediatico. In questo paese, le notizie propinate dalle tv e dai giornali, sono meticolosamente selezionate, ed impostate secondo il gradimento filogovernativo, Allora, fatti come le contestazioni sistematiche nei confronti del premier non vengono trasmesse, così pure le piazze piene pro opposizioni. Solo ieri per le strade di Roma, si è snodato un fiume umano, composto da molte migliaie di persone per le ragioni del No, senza che nessuna emittente e quotidiano lo abbia notato, però, hanno avuto comunque il tempo di far passare il messaggio ormai giornaliero e ventiquattro ore al giorno sulle cosiddette firme false del M5S, che riguardavano la scelta dei candidati da inserire nelle liste, ma non hanno mai riportato in tv le condanne comminate a personaggi degli altri partiti per le firme false di casa loro. È chiaro a tutti che c'è un problema di informazione a senso unico in questo paese, come è altrettanto chiaro che molti, troppi, fanno finta di non accorgersene, senza rendersi conto di vivere in una dittatura mediatica. Non a caso, l'Italia è al 74° posto al mondo per libertà di stampa, dietro anche a paesi da sempre considerati del terzo mondo.

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