giovedì 21 gennaio 2016

GIÙ LE MANI DALLA COSTITUZIONE

nuova costituzionedi Gisa Siniscalchi - "Le riforme sono nelle mani degli italiani" con questa frase Renzi lancia il referendum confermativo sulla riforma costituzionale.

Venti mesi di battaglie che si concluderanno con l’ultima votazione della Camera ad aprile dopo l’approvazione definitiva del Senato di ieri 20 gennaio.

Sostituire il senato elettivo, ridurre il numero dei parlamentari e superare il bicameralismo paritario, sono solo alcuni degli obiettivi inseriti nella Riforma Costituzionale, 47 articoli, firmati Maria Elena Boschi. ma con un difetto di legittimazione politica poiché votata da un Parlamento figlio del famoso Porcellum, dichiarato illegittimo dalla Consulta.

BoschiUn Senato “delle autonomie” composto da 100 senatori tra consiglieri regionali, sindaci e senatori a vita su cui grava una questione importante legata alla sua elezione. Insomma ancora non si capisce come saranno eletti. Un discrimine fondamentale tra un Senato legittimato da un mandato popolare e, invece, soltanto “nominato”.

Un Parlamento che, invece di approvare velocemente una nuova legge elettorale e tornare alle urne, ha avuto la pretesa, nientemeno, di mettere pesantemente mano alla nostra Costituzione. Una riforma, peraltro, non ritenuta affatto prioritaria e urgente dalla stragrande maggioranza del Paese.

costituzione_italianaVi sono altre ragioni, non meno importanti, che rendono poco condivisibile e con qualche vizio di anticostituzionalità queste modifiche. Una è la condizione di privilegio che viene data alla governabilità a scapito della rappresentanza, riducendo l'iniziativa legislativa del Parlamento a vantaggio di quella del governo. Poteri molto rafforzati per il Governo e carenza di garanzie e controlli. Mentre l’abolizione del cosiddetto bicameralismo perfetto non è poi una così grande conquista, anzi. Chissà quante altre leggi ad personam o a favore di non si sa quale casta e potentato economico ci sarebbero senza l’intervento del Senato che li ha bloccati.

referendum renzi a casaQuesta riforma viene spacciata come lotta alla casta, mentre è proprio la casta che se ne avvantaggia, sembra quasi di tornare all'imbonimento di fascistiana memoria, all'illusione per la popolazione di lottare contro le vessazioni, l'uomo a capo del governo contro un parlamento non efficiente.

Non può essere così, la nostra Costituzione è nata per dire no alla concentrazione dei poteri, per affermare che la sovranità appartiene al popolo, che elegge i suoi rappresentanti democraticamente, una sovranità che non si può aggirare e compromettere con leggi elettorali, come quelle avute negli ultimi anni, con le liste bloccate che impedivano agli elettori di votare un nome, in luogo di un simbolo. Un vero attacco alla democrazia e al valore del voto.

boschi renzi 1Le riforme costituzionali, è vero, sono appannaggio del Parlamento, ma  devono essere fatte da maggioranze ampie e pienamente legittimate dal voto popolare, senza inciuci e compravendite. Le regole fondamentali del sistema democratico di un Paese come il nostro non possono essere patrimonio di una parte che rappresenta una minoranza ancorché numericamente rilevante in Parlamento, per effetto della legge elettorale.     

Le modifiche della Costituzione, devono portare vantaggi e migliorie al paese, non creare confusione o scontento, i padri costituenti hanno fatto un lavoro eccezionale nel compilarla, l'hanno resa passibile di aggiornamenti, ma compatibilmente allo spirito per cui è nata, giusta e a garanzia di tutta la popolazione.

Molti autorevoli costituzionalisti sono contrari a questa riforma, e non solo loro. Lo scontento è diffuso, e il Comitato per il “NO” si sta organizzando in vista del referendum confermativo, reso possibile perché la riforma non ha la maggioranza qualificata dei due terzi, ma che il “giovane” Presidente ha trasformato in un plebiscito nei confronti suoi e del suo governo: «Con il referendum gli italiani mostreranno da che parte stare».

Lorenza Carlassare-svolta autoritariaE già questo è un palese paradosso, Renzi, che propone le riforme, si appropria dello strumento referendario che non gli spetta, come afferma Lorenza Carlassare, costituzionalista ed animatrice del Comitato del no: “il referendum non sta alla maggioranza ma a chi le riforme non le vuole o non in questo modo, riforme che dovrebbero semplificare, che di fatto complicano”.

Le riforme costituzionali non si fanno a forza di fiducie parlamentari, si realizzano con il più alto consenso e condivisione, lasciando intatte la dignità e la sovranità del popolo come sancisce il primo articolo della nostra Carta costituzionale: L'Italia è una Repubblica democratica fondata su lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Gisa SiniscalchiGisa Siniscalchi
Fusignano (RA)
21 Gennaio 2016

65 commenti:

  1. avevamo la Costituzione piu bella e piu invidiata da tutto il mondo! oggi le riforme sono volte solo ad agevolare le mafie, i sotterfugi e gli abusi! essere indignati è poco....io sono anche un po avvilita

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    1. Concordo pienamente la svolta autoritaria di renzi e' iniziata prorpio con il Patto del Nazareno ..ormai renzi e' completamente preso da crisi di onnipotenza sempre piu' evidenti ..ha tradito completamente gli elettori di sinistra che infatti oramai e' solo una parola vuota , ha tradito la formula Democratica del suo partito perche' di democratico non rimane nemmeno l'ombra ..e' solo la politica di berlusconi messa in atto da renzi ..tutto il rsto e' noia ..anche perche ' Renzi in fondo che colpa ne ha ? se la gente poi lo vota !!

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  2. Come apertura del dibattito, niente male. Questo articolo di Gisa Siniscalchi.E' bene impostato, chiaro e convincente, per tanti motivi che si evincono dal testo, tutti riconducibili ai principi fondativi della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza, contro il fascismo e contro ogni dittatura, anche potenziale, quale appare quella nascosta tra le pieghe della proposta di riforma difesa a spada tratta da Renzi.I problemi dell'Italia sono altri.Riguardano i rapporti di potere in democrazia, che vanno riequilibrati politicamente dai liberi cittadini in libere elezioni nel rispetto dell'attuale testo della Costituzione. Avanti tutta, dunque, col comitato dei NO.

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  3. La Costituzione non va toccata, volerla stravolgere è sicuramente per poter eliminare regole scomode e controproducenti per i fini di qualcuno.

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    1. Giuseppe Chimento21 gennaio 2016 15:59

      Sono assolutamente in disaccordo - la Costituzione italiana non è i Dieci comandamenti e fra l'altro modifiche "peggiorative" (vedi la riforma del Titolo V) ne sono già state fatte a bizzeffe. Basta leggere il testo originale e quello attualmente in vigore. Anche la comprensibilità è peggiorata.

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    2. Io intendo, non far mettere le mani alla Costituzione a chi ha doppi fini ed interessi personali, come la cronaca ci dimostra con la Boschi e la Famiglia Renzi nella Banca Etruria.

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    3. Giuseppe Chimento21 gennaio 2016 16:03

      E allora manteniamoci il Titolo V, che ha portato le Regioni alla bancarotta (sicuramente la Sicilia): Là non ci sono interessi personali? ricorda la fiaba delle due bisacce?

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  4. Michele Maniscalco21 gennaio 2016 11:11

    Un commento a caldo e breve. Voterò NO al referendum perché Renzi ha detto che se perde lascia addirittura la politica. mi auguro che questo avvenga. Più tardi cercherò di fare un commento più articolato.

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    1. Attenderemo il commento più articolato, perché in un blog che si intitola "PoliticaPrima" leggere che si voterà contro un provvedimento non per le sue manchevolezze, ma per mandar via la persona che lo ha presentato, mi pare quanto di più impolitico si possa dire.

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    2. Michele Manisclaco21 gennaio 2016 17:09

      Non sono stato io a caricare il referendu di bivalenza politica, ma Renzi. Poteva trarne le conseguenze in caso di sconfitta senza annunciarlo prima. Il commento più articolato è stato pubblicato.

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    3. Vuole insegnare a Renzi - o a chiunque altro se è per questo - come deve portare acqua al suo mulino? Se questo è il commento più articolato...

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  5. Lo scempio che stanno creando con la "riforma" della costituzione, i nuovi "padri fondatori" , a proposito, padri fondatori la signorina Boschi ed il massone Verdini? Non capisco come si possa solo pensare di considerare una riforma., una nefandezza di tale portata. Come si fa a non riflettere sul vero motivo che spinge questi personaggi a distruggere per meri interessi di un elite di straordinari manipolatori, la Carta considerata unanimemente a livello mondiale, la più bella e copiata in assoluto, che i veri padri fondatori crearono, dopo essersi ritirati in preghiera, perchè lo spirito divino li potesse illuminare sua nella stesura. Leggo tanti commenti, ma mi accorgo che a tutti piace scrivere ma a pochi piace leggere. Nessuno si chiede davvero, il perchè hanno tutta questa volontà di riscrivere la Costituzione e come è possibile che nessuno si accorga che quella presentata da Renzi e la Boschi, è la copia precisa della "riforma del senato" prevista nel "Piano di Rinascita Democratica" della P2, di Verdini? Non ci credete? Vi pare impossibile? Allora andatevela a leggere e capirete dove vogliono davvero arrivare questi furboni, mentendo e mascherando i lori veri motivi, affermando che legiferare diventerà più celere con una sola Camera. Ovviamente è una bugia colossale, spacciare la finta abolizione del Senato come antidoto alla lentezza delle istituzioni, ma molti finiscono con il crederlo mentre è ampiamente dimostrato che quando i politici vogliono legiferare celermente, lo fanno, come per esempio, per il il finanziamento ai partiti, all'editoria, la legge Fornero, la "buona" scuola, dove tutto l'iter parlamentare è durato solo pochi giorni, come la legge previdenziale di Monti, appena sedici giorni in tutto. Davvero siamo disposti a credere a queste menzogne confezionate per il popolino? Non sarebbe meglio provare ad informarci meglio ed a leggere di più, prima di scrivere?

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    1. Uniamoci tutti contro questo schifo!!! Se volete iscrivervi al gruppo Facebook " NONPAGO IL CANONE RAI " Ecco a voi il link

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  6. Gloria Trizzino21 gennaio 2016 11:25

    L'articolo è condivisibile e mi chiedo come possa indire un referendum il nostro premier. Per accettare queste imposizioni devo cancellare tutti gli studi fatti e riportarmi a carta bianca.

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  7. Giuseppe Nonno bit Fazzina21 gennaio 2016 11:27

    ... questi scherzano con il fuoco... modificano la Costituzione a colpi di maggioranza, senza discussione, con modifiche senza senso che "incasinano" tutto, modifiche che non migliorano nulla, ma in realtà aumentano solo il potere del Partito egemone... Ricordo a tutti che le lungaggini del Senato e della Camera, non sono causate da quanto previsto dalla Costituzione, ma dai regolamenti interni che Camera e Senato si sono dati e che non c'entrano nulla con la Costituzione.

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  8. Luciano Menghini21 gennaio 2016 11:35

    Una bella faccia tosta affermare che queste riforme sono richieste dal popolo. Qualche riforma si puo' sicuramente fare, ma con l'obiettivo di migliorarle, mai di violarle.....Al referendum ha già vinto il no...! Quella è la porta.....

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  9. Eugenio Magrini21 gennaio 2016 11:37

    Io mi domando come si possa ancora considerare la ns costituzione la più bella del mondo quando oggi rappresenta una delle serie palle al piede per lo sviluppo dell'Italia Non dimentichiamoci che siamo gli unici o quasi ad avere la bicamerale perfetta che crea una lentezza senza fine ed una legge elettorale assolutamente vergognosa che ha solo reato inciuci ed ammucchiate nei passati 70 anni Vero anche che quando ci hanno proposto nel 2006 di cambiare la legge elettorale abbiamo bocciato l'idea Poi di cosa ci lamentiamo Sicuramente in autunno bocceremo anche questa L'Italia il paese in cui tutto deve cambiare per non cambiare nulla.

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  10. Giuseppe Arena21 gennaio 2016 11:43

    ABOLIAMO COMPLETAMENTE IL SENATO, questo è un contentino per piazzare un po' di politici TROMBATI!!

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    1. E questo contentino è stato dato - lo sappiamo tutti - "obtorto collo", ma fa fine addossarne la colpa, sempre e comunque, all'esecutivo.

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  11. Giacinto Giuseppe Corsaro21 gennaio 2016 11:48

    Ed io mi domando come un parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, un premier mai eletto e un esercito di indagati e corrotti possano essere i nuovi padri costituenti. Se metti a confronto i nomi, a cominciare da Verdini, i veri costituenti si rivolterebbero nella tomba.

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  12. Schiavone Raffaella21 gennaio 2016 11:58

    Allora che lo aboliscano del tutto il Senato e non darlo in regalo alla categoria politica più indagata e offrigli anche l'immunità.....
    Io apporterei una modifica si alla Costituzione ed è il vincolo di mandato, ecco che assistiamo tutti i giorni a parlamentari che cambiano casacca, tradendo il voto.... Non sei più in linea col partito? Ti dimetti e alle prossime elezioni ti candidi dove vuoi! Mica te lo ha detto il medico che devi fare il politico per forza! (ma forse la poltrona e lo stipendione si.....) E se non si va a votare per il referendum allora le cose stanno bene così come sono.... ma possibile che non ci si rende conto che è quello che vogliono?

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  13. Franco Gentile21 gennaio 2016 12:18

    La revisione del Senato è opportuna se non necessaria, ma diventa inopportuna nel modo come è stata pensata da Renzi o, come pare abbia dichiarato il ministro Boschi da Napolitano. Se si vuole fare del Senato la Camera delle Regioni non è con il sistema Renzi che lo si fa. Intanto bisogna abolire l'assurdità dei Senatori a Vita, poi il diritto di appartenenza per i Presidenti della Repubblica che hanno portato a termine il loro mandato. Dopo questo formare il Senato (meglio a mio parere "camera"" delle Regioni) con tutti i presidenti di Regione in carica e con due o tre senatori per regione, eletti a suffragio universale dalle popolazioni delle regioni per nascita e residenza. Le funzioni di questa, come vogliamo chiamarla: "Camera Alta?" devono essere quelle di controllo della legislazione che interessa le regioni e il federalismo con ovvio decentramento di competenze, in relazione alla normativa riguardante l'intera nazione. Capisco che le mie sono forse idee peregrine ma io la vedo così poi, a questo punto, i migliori giudici saranno gli italiani che, a mio giudizio, questa volta non dovrebbero "assentarsi in massa" come di solito avviene per i quesiti referendari ma partecipare esprimendo un "NO”! chiaro e preciso al progetto approvato dai rami del Parlamento, in particolare direi che bisognerebbe prima riformare il Parlamento intero nei suoi membri sciogliendo le camere e procedendo ad elezioni generali e con una legge elettorale democratica e che lasci seriamente agli elettori la responsabilità etica e - sociale - politica di un rinnovamento dei componenti visto che gli attuali sono tutto meno che rappresentanti del popolo. Evento che urge sotto ogni profilo. Ma so già che i miei sono solo sogni, utopie e, per qualcuno, anche barzellette......

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  14. Sarà il popolo Italiano a decidere se approvare o meno.
    Quindi ciascuno di noi potrà e dovrà dire la sua.
    Verrà fuori un risultato, ci sarà una maggioranza che deciderà, una maggioranza di cittadini e di elettori.
    I voti si conteranno ed il mio varrà tanto quanto l'autrice dell'articolo.
    Capisco anche che in termini morali e culturali il voto di alcuni vale tanto di più di quello di altri, del mio ad esempio, ma purtroppo non è cosi.
    Certo la questione della convivenza in uno stesso stato di persone tanto diverse e tanto ostili tra loro, in un qualche modo si dovrà prima affrontare e poi risolvere.
    Mi auguro che questo avvenga presto e che la soluzione sia definitiva.

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  15. Giuseppe Vullo21 gennaio 2016 15:09

    Ho simpatia per Gisa, ma al referendum voterò... SI...! Come dice il grende Sergio Volpe, sempre tra il sarcastico ed il pessimistico, sarà il popolo a decidere e quindi è inutile fare tutta questa cagnara ! Io in tutta scienza e coscienza voterò e farò votare SI ! Il disfattismo e nichilismo fine a se stesso non mi piace ! Come G Arena avrei preferito che il senato fosse abolito del tutto e la camera tagliata a metà...ecco 300 deputati con lo stipendio dimezzato, sarebbe stato più che sufficiente ! La riforma poteva essere più profonda e penetrante...ma se ne parla da 30 anni e Renzi ha partorito il topolino ? Bene come direbbe mia nonna meglio poco che niente...al resto ci penseranno quelli che verranno...quelli che parlano, si agitano, ma non fanno mai una mazza ! Renzi parla tanto ma qualcosa ha fatto ! In tutti i casi ammiro il coraggio del giovane toscano egli punta sulla roulette russa, se perde il referendum va a casa...questo ragazzo potrà non piacere, ma ha le idee chiare ! Basta con le chiacchiere e la parola al referendum ovvero parola al popolo !

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    1. Quello che non comprendo, da parte del mio amico Vullo e con lui tantissimi altri, è la rassegnazione che li pervade quando dicono: le riforma potevano essere fatte meglio (riconoscendo intanto il limite di ciò che è stato fatto a colpi di maggioranza e insieme al noto giglio di campo che è Verdini), ma accontentiamoci di quelle che ci passa il convento. Come se non fosse possibile predisporre riforme più serie (e più conformi alla Costituzione) e dovessimo per forza accontentarci di queste. Se davvero si ritiene, come pensano decine di costituzionalisti, che queste riforme siano da bocciare si voti no al referendum mandando un messaggio forte al governo, che sarà costretto a predisporre nuove e più condivise disposizioni, considerata la delicatezza della materia in argomento e tenuto conto anche del fatto che quando si mette mano a riforme costituzionali, la fretta è caldamente sconsigliata. La Costituzione è patrimonio di tutti gli italiani e non solo dei renziani e dei verdiniani. Queste riforme non solo le uniche possibili e nessuno ci obbliga di doverci impiccare alle proposte della Boschi & C. Basterebbe ritrovare la doverosa disponibilità ad aprire il dialogo alle altre forza del parlamento, per ottenere un risultato migliore e meno conflittuale di quello attuale. Siamo passato dal bicameralismo paritario al bicameralismo confusionario. Bastava semplicemente dimezzare il numero dei Deputati e dei Senatori o, meglio ancora, abolire del tutto il Senato.

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    2. Grazie per la simpatia caro Giuseppe, ma in questo caso devo dissentire, io non voglio accontentarmi del meno peggio, del meglio poco che niente, si può e si deve fare meglio, perchè tutta questa fretta, mi chiedo, perchè questo tono quasi di avvertimento del "giovane toscano" come lo definisci, le riforme costituzionali non si fanno in fretta e furia, non senza un consenso ampio, non senza vari passaggi alla camera e al senato, per studiarle ed eventualmente migliorarle, perchè non fare prima una buona legge elettorale che rimandi alla popolazione la scelta della rappresentanza, perchè favorire l'esecutivo e non il parlamento tutto, perchè è il governo a decidere cosa e come cambiare qualcosa, perchè uccidere l'opposizione, perchè massacrare la democrazia?
      Tutto questo non lo accetto, certo si può rivedere, rendere più semplici, comprensibili e spendibili alcuni articoli o passi della Costituzione, ma bisogna tener presente che i problemi più grandi li ponngono i regolamenti parlamentari, che con la Costituzione non hanno nulla a che fare, ridurre il numero dei parlamentari si può fare senza dover stravolgere la Carta costituzionale.
      Non credo che queste persone, che hanno proposto queste riforme siano legittimate a farlo, per incapacità e faciloneria, pensiamo bene quando si andrà a votare per il referendum, rendiamoci conto che la fretta è sempre cattiva consigliera, grazie.

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    3. Grazie all'amico Alesi, che pensa esattamente quello che penso io, la rassegnazione fa fare scelte non consone, la fretta ancor di più, non massacriamo la Costituzione che è di tutti, non solo dei pochi che vogliono decidere per tutti.

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    4. Sono d'accordo col Dr.Alesi: il voto giusto è "NO" e non perché il senato non debba essere riformato ma perché se vince il "SI" si dà a questo governo un potere, che resterà anche per gli altri, che i Padri Costituenti avevano di proposito evitato di dare sapendo come in Italia può esserci sempre un "Renzi" che ne approfitti per trasformarlo in una dittatura.

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    5. grazie Franco, il senso vero del contendere lo hai esplicato al meglio come sai fare bene...grazie.

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  16. Gisa cosa potrei aggiungere se non i miei sinceri complimenti? Hai spiegato benissimo cosa si nasconde dietro questo atto fascista. Un governo che richiede la concentrazione di potere nelle proprie mani non è un esecutivo liberale ne' giusto. Non mi addentro nella questione perché significherebbe scrivere un trattato però evidenzio che con le nomine si possono mandare a governare persone di dubbia moralità e condannati di ogni genere. Sono proprio curiosa di sapere come finirà anche se so che il vero ostacolo è la complicità e la faziosità dei media asserviti a questo governo illegittimo dal punto di vista elettorale.

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  17. antonella albertini21 gennaio 2016 15:57

    Non trovo scandaloso apporre delle modifiche alla nostra Costituzione, che pur "bellissima " come dicono molti, é espressione di uomini vissuti sessanta anni fa. Le modifiche che verrebbero fatte non intaccano minimamente gli obiettivi e i principi ispiratori; semplicemente si vuole eliminare il bicameralismo che in passato é stato responsabile di paralisi legislativa e lentezza operativa. Personalmente avrei eliminato completamente il Senato, lasciando una sola Camera, garantendo governabilità e fluidità nel legiferare. Ci siamo lamentati per anni dell'immobilismo che ha paralizzato la nostra vita politica, ma non ci va bene neanche adesso che vengono fatte in breve tempo varie riforme. Si può dissentire nel merito, ma bisogna riconoscere a Renzi dinamicità e decisione. Voterò SI

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    1. Solo una precisazione. La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948, a seguito di lavori iniziati con la votazione per l'assemblea Costituente del 2 giugno 1946, quindi chi la scrisse furono uomini nati non meno di 80 anni e molti anche nel secolo XIX. In un periodo di molta maggiore stabilità istituzionale che non il XX e XXI secolo, la costituzione americana cominciò ad essere emendata già a partire dal 1795, neanche 10 anni dopo la sua promulgazione. Credo che siano dati da meditare.

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  18. Leggo nell'articolo di Gisa Siniscalchi: "Molti autorevoli costituzionalisti sono contrari a questa riforma."
    Ci sono almeno altrettanto autorevoli costituzionalisti che sono a favore. Non è, forse forse, che le due specie di "autorevoli costituzionalisti" facciano ciascuna riferimento a una parte politica diversa?

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    1. Può essere, certamente, ma la democrazia è questa, le opposizioni servono a questo.
      I padri costituenti hanno previsto due camere anche per questo, perchè ci sia scambio e libertà di opporsi, dare troppo potere ad una a discapito dell'altra oltre ad essere poco democratico è dannoso anche per la discussione parlamentare, ecco si sveltiscano e ridimensionino i regolamenti parlamentari, questo può essere un buon inizio, a mio parere.

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  19. Voglio solo ricordare che le riforme di cui parliamo sono ampiamente previste nella stessa costituzione.
    Sul si poteva far ''MEGLIO'', tutto si può far meglio, la nostra casa si poteva far meglio, il nostro lavoro, l'educazione dei figli, noi stessi potevamo essere o essere fatti meglio.
    quando faremo ''Meglio'', l'istante dopo ci renderemo conto che si sarebbe potuto fare ancor meglio.
    allora che si fa?
    Il meglio è non far niente?
    La stessa costituzione si poteva far meglio, anche il creatore volendo avrebbe potuto fare meglio.

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    1. certo, anche io potevo essere più alta, oppure avere gli occhi più belli, non credo sia questo il ragionamento da opporre, chiedo scusa per la battuta forse esagerata, ma mi chiedo perchè accontentarsi del poco, si può fare meglio? Ebbene si faccia, che fretta c'è, in primis una buona, migliore legge elettorale, a mio parere alcuni principi devono rimanere saldi...la pluralità, la democrazia, la rappresentanta, la possibilità di opposizione, troppo potere da una sola parte non va bene, non va assolutamente bene..

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    2. Secondo il Sergio Volpe, meglio questo che niente. Non importa che la Costituzione sia modificata dal padre costituente plurindagato e massone Verdini e che questa riforna non l'abbia neppure scritta la Boschi o Renzi, ma copiata ed incollata direttamente dalla "riforma del senato" del programma della P2. Leggere per credere. Quindi per lei Signor Volpe, viva la riforma della massoneria, piuttosto che niente? Dalle sue parole, pare di si.

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  20. Giuseppe Nonno bit Fazzina21 gennaio 2016 16:31

    La Costituzione va bene così com'è, chi la vuole modificare non ha capito come funziona e come garantisce la nostra libertà ...

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    1. I grillini amano pensare che il danaro corra a fiumi e che ce n'è per tutti. Vi sbagliate, 20 anni di berlusconismo che anche voi avete contribuito a creare , ha distrutto il Paese. Non c'è più trippa per gatti. Che ne sarà di noi? Non lo so ma so che il grillismo se non ridimensionato, sarà peggio del berlusconismo.

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    2. A Giuseppe Nonno bit Fazzina, che scrive:
      "La Costituzione va bene così com'è, chi la vuole modificare non ha capito come funziona e come garantisce la nostra libertà..." rispondo che non ho alcuna sicurezza - se non la sua parola - che sia lui ad aver capito come questa Costituzione funziona e come garantisce la nostra libertà. E penso che, almeno sul buon funzionamento, troverò molti seguaci.

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  21. Voglio solo ricordare che le riforme di cui parliamo sono ampiamente previste nella stessa costituzione.
    Sul si poteva far ''MEGLIO'', tutto si può far meglio, la nostra casa si poteva far meglio, il nostro lavoro, l'educazione dei figli, noi stessi potevamo essere o essere fatti meglio.
    quando faremo ''Meglio'', l'istante dopo ci renderemo conto che si sarebbe potuto fare ancor meglio.
    allora che si fa?
    Il meglio è non far niente?
    La stessa costituzione si poteva far meglio, anche il creatore volendo avrebbe potuto fare meglio.

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  22. L'OTTIMO é IL NEMICO DEL BUONO.

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    1. e per riportare questo famoso "detto" si deve farlo in forma anonima?!

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  23. Armando Pupella21 gennaio 2016 16:37

    ART. 4 DELLA COSTITUZIONE: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e PROMUOVE LE CONDIZIONI che rendano effettivo quest diritto". Articolo e lavoro mandati dal Bel Paese a.....quel paese dalla globalizzazione gestita a schifio, da sprecopoli, privilegiopoli, poltronopoli, bancopoli, tangentopoli e via opolizzando di concussione in corruzione. Chissà perché ad alcuni la Costituzione non piace piu' ! Sic stantibus rebus, la Costituzione ha solo bisogno di qualche lieve ritocco senza stravolgere il suo impianto del 1948, purtroppo modificato con la riforma del titolo V che ha dato purtroppo maggior poteri alle regioni. Nel novembre 2014 la Corte dei Conti pubblicò una relazione sulla discutibile gestione del denaro pubblico da parte delle regioni e sulla loro strana contabilità. Post disastro seconda maledetta guerra mondiale, anche con i dollari del Piano Marshall ( che oggi non ci sono ) l'Italia bombardata e distrutta realizzo' il risorgimento economico, ma non aveva l'enorme costo dei consigli regionali ordinari; purtroppo esistevano già le regioni speciali

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  24. Cettina Alongi21 gennaio 2016 16:42

    Ma la costituzione parla di repubblica ma noi invece ormai siamo un circo equestre! I nostri politici se la son messa sotto j piedi e con quale maggioranza? Quella che si cercano al momento imbarcando di tutto e di più!

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  25. Michele Maniscalco21 gennaio 2016 16:58

    Abbiamo la costituzione più bella del mondo”. Ma non abbiamo mai, sottolineo mai, avuto i governi più duraturi, più efficienti più onesti del mondo. Anzi, i nostri sono sempre stati tra i peggiori del mondo per onestà ed efficienza.
    La nostra Costituzione “più bella del mondo” non ha mai impedito che ci fossero crisi di governo a ripetizione. Nei primi 45 anni la durata media dei governi è stata di 8 mesi. Eccezionalmente il governo Craxi è durato 3 anni e lui se ne faceva un vanto.
    Le preferenze? Fino al 1990 si è votato con le preferenze, addirittura si potevano esprime 3 preferenze e il parlamento era infiltratissimo di mafiosi e collusi con la mafia. In special modo al sud, le famose cordate facevano trionfare il clientelismo e la mafia. (A Palermo Ciancimino è stato eletto con le preferenze e poi eletto sindaco dai consiglieri mafiosi eletti con le preferenze).
    Il governo Renzi non è stato eletto dal popolo? In Italia mai nessun governo è stato eletto dal popolo
    I politici rubano? Già negli anni ’50 i muri di tutt’Italia erano tapezzati dai manifesti del PCI con una enorme forchetta uno scudo crociato e la scritta: il partito dei forchettoni.
    Riforme fatte senza il consenso dei 2/3 dei parlamentari? Il popolo sovrano le può bocciare.
    Lo scontento è diffuso? Lo vedremo con l’esito del referendum.
    Renzi si appropri del referendum? E chi se ne frega, basta che il popolo sovrano voti NO.
    La sovranità appartiene al popolo? Quale migliore occasione per appropriarsene e prendere 2 piccioni con una fava? Il referendum darà l’occasione “AL POPOLO SOVRANO” di bocciare le riforme e mandare a casa Renzi.
    Io voterò NO!

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  26. Asia Lucia Cricchio21 gennaio 2016 17:12

    Per ridurre le spese basta ridurre gli sprechi. Perché 20 mila euro a parlamentare quando si potrebbero modificare i regolamenti e prevedere un riconoscimento da 2000 euro più rimborsi rendicontati? Perché pagare gli uscieri a 6000 euro quando il loro stipendio si potrebbe adeguare allo stipendio del portiere di un normale condominio? Che senso ha avere un barbiere all'interno del palazzo? Vuoi farti bello te lo paghi da solo il taglio! Insomma si potrebbe risparmiare senza intaccare il sistem balance.

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  27. Io credo vhe i padri fondatori abbiano creato il bicameralismo perché sinonimo di garanzia per la democrazia e la democrazia, non invecchia, semmai cambiano gli interessi delle persone ed il loro grado di onestà. Se la nostra Costituzione è tuttoggi apprezzata in gran parte del mondo, oltre ad essere la più copiata, la dice lunga sul gran lavoro che fece la costituente. Trasformare invece il senato in un ricovero per imputati e condannati, bisognevoli di immunità parlamentare, è un esercizio vergognoso e massonico, infatti, il testo è preso con il copia ed incolla dal programma della P2. Vedere per credere. Lo confermo, molti italiani hanno l'abitudine di scrivere ma non quella di leggere. Se lo facessero invece, non starebbero quì a commentare su chi vota si o no.Basterebbe fare una semplice riflessione: Ci aveva provato Berlusconi, all'epoca, "muratore" della P2. Ora ci riprova Renzi con Verdini altro "muratore". Se a questo si aggiunge che è letteralmente prelevata con il copia ed incolla dalla "riforma del senato" del programma di Licio Gelli,(tanto gli italiani non hanno l'abitudine di leggere),per rendersi conto del gioco sporco ai danni dei cittadini. Non regge neppure la millantata ipotesi di risparmio economico,perché a conti fatti, costa di più. Quindi se proprio si voleva fare qualcosa, meglio abolirlo del tutto che immaginare una camera circolo ricreativo del malaffare, inutile e dannosa

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  28. Rosario Arcidiacono21 gennaio 2016 19:28

    Articolo esaustivo per descrivere la porcata, frutto del porcellum, preparata da quel Renzi che io ho definito tempo fa "Il piccolo Borgia fiorentino" per il suo mondo operandis assai simile a quello dello storico personaggio, uso colpire alle spalle mentre stringe la mano ai suoi avversari.

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  29. Sergio Bagnasco21 gennaio 2016 19:36

    Questa proposta di riforma è pessima tanto sotto il profilo del metodo, quanto nel merito.

    - Il Senato non rappresenterà nulla e nessuno. Sarà un apparato di raccordo tra i comitati d'affari locali con i centri di potere nazionali.

    - Semplicemente cretina la formula della elezione dei senatori da parte di ciascun consiglio regionale in "conformità alle scelte espresse dagli elettori": non significa nulla

    - Il Senato è pienamente titolare della iniziativa delle leggi (art 71 comma 1°) ma è posto in una condizione di inferiorità rispetto ai legislatori della Camera in violazione del principio di uguaglianza

    - Il Senato non può rappresentare le Istituzioni territoriali perché non sono i senatori designati dai governi regionali e non hanno alcun mandato politico

    - Gli istituti di democrazia diretta sono con certezza compressi; poi nel caso si vedrà in base a leggi costituzionali che sono da scrivere ma per le quali non si stabilisce alcun principio cardine e a regolamenti parlamentari che saranno scritti dal partito al quale si garantisce la maggioranza assoluta

    - La riforma del Titolo V genererà nuovo contenzioso perché vengono ampliate la materie trasversali e la clausola di supremazia consente allo Stato di comprimere in modo illimitato la potestà legislativa riconosciuta alle regioni

    - L'unico contrappeso previsto, lo Statuto delle opposizioni, è demandato a un regolamento parlamentare che sarà scritto dal partito unico che controlla potere esecutivo e legislativo; anche in questo caso senza fissare alcun punto cardine.

    - La governabilità, come adesso, dipenderà esclusivamente dalla coesione del partito vincente alle elezioni. In caso di sfaldamento potrà verificarsi un altro governo alla Monti... perché su questi aspetti non cambia nulla

    Riguardo al metodo, revisione non vuol dire trasformazione quindi si sta travolgendo il limite imposto dall'art 138 che è di tipo manutentivo mentre qui si sta disegnando un nuovo assetto istituzionale.
    Sul piano politico, gente che non rappresenta il popolo sovrano (vedi sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale) non è legittimata a riscrivere la Costituzione.

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  30. " Giù le mani dalla costituzione ", un titolo azzeccato. Il Parlamento non è illegittimo, è più corretto definirlo inadeguato a riformare la costituzione per la mancanza di ampie convergenze politiche. Anch'io sono convinto che la riforma Costituzionale non era affatto prioritaria, si potevano attendere tempi migliori per avviare l'iter riformatore. La Costituzione repubblicana è entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. Il testo della Costituzione, ispirata alle massime idealità della Resistenza, rappresenta il punto d'incontro del compromesso fra forze politiche di diverso orientamento, A. Moro lo definì " felice convergenza di posizioni ". La nostra Costituzione è ritenuta una delle migliori del XX secolo. All'entrata in vigore, alcune sue parti non erano state completate per la complessità dei dibattiti e la ristrettezza dei tempi. L'Assemblea costituente ha incaricato il Parlamento di completare il lavoro con leggi ordinarie e costituzionali. La nostra Costituzione ha una architettura straordinaria, dopo l'affermazione dei principi fondamentali e la descrizione dei diritti e dei doveri si passa ad analizzare l'ordinamento della repubblica con il magnifico equilibrio dei vari organi costituzionali e della loro autonomia. La Costituzione Italiana essendo rigida la si può modificare con un rigoroso procedimento (art. 138 Cost.) che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Se viene meno la maggioranza qualificata scatta la procedura del referendum costituzionale sospensivo stabilito per garantire le esigenze politiche del Paese e la volontà politica del Parlamento. Volendo citare il parere di costituzionalisti: Mortati al referendum da il valore di " costitutivo dell'atto di revisione ", secondo Ciconetti il referendum è " elemento integrativo dell'efficacia dell'atto " A tutti è noto il tempo e le modalità di richiesta del referendum. Non è previsto alcun intervento della Corte Costituzionale e ciò sta a significare che scatta il parere della sovranità popolare senza limite di quorum. Da qui viene fuori il paradosso, citato nell'articolo, della richiesta del referendum da parte del capo del governo. Forse vi ho stancato con la mia descrizione, la colpa sta nel fatto che mi piace la Costituzione Italiana, mi è piaciuta subito dai tempi dell'università, fu il mio primo esame e, da allora leggo tutto ciò che ne parla, in particolare sul tipo di revisione. Per avviarmi alla conclusione non descriverò il tipo di riforma costituzionale da me auspicato. Saremo chiamati ad esprimerci con il voto al referendum. Mettendo da parte il destino politico di Renzi, il voto non è da prendere alla leggera. Qualunque scelta dovrà essere dettata dal giudizio sulla validità e sostenibilità della riforma. L'articolo di Gisa Siniscalchi ci offre diversi argomenti per incominciare a riflettere e dibattere.

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  31. Ho letto con molto interesse l'articolo e i tanti commenti. Devo riconoscere che tutti hanno detto e sostenuto ragioni plausibili. Certamente coloro che sostengono il no, secondo me,hanno più ragione degli altri. Perché? Ma semplicemente perché il contenitore Costituzione va bene, ms è il CONTENUTO che va cambiato. Detto ciò, che è un ragionamento s monte, potrei ache finirla qui. Ma siccome non sono, ne presuntuoso, e tanto meno pretendo di avere la verità in tasca, aggiungo due o tre cosette (ragioni) di primaria importanza.
    Anch'io ritengo che la Costituzione Italiana sia la più bella e democratica del mondo, quindi, al massimo va aggiornata ma non stravolta, come vorrebbe il giovin signore tosco.
    Va da sé che mi piacerebbe la riduzione del numero dei Parlamentari, e la riduzione dei loro lauti compensi. Ma nel caso specifico, Renzo contrabbanda la necessità di avere una maggioranza certa, e quindi un governo che duri una intera legislatura, con l'instaurazione della possibilità di avere un potere personale con il suffragio della"maggioranza" della popolazione.
    Praticamente vorrebbe mettere in pratica ciò che non è riuscito al cavalier banana (alias certo la qualunque). Tra l'altro lo farebbe senza nessuna legittimazione popolare.
    Infatti se il cosiddetto sistema elettorale, già definito una porcata dal suo autore ai tempi di Berlusconi (purtroppo) presidente. Se la stessa legge è stata dichiarata incostituzionale dall'organo competente della Magistratura, che legittimazione ha la maggioranza eletta von quella porcata? Nessuna. Oltretutto si vorrebbe mettere in pratica una legge peggiore della passata porcata. Infatti, per assurdo, con la legge nuova una piccola percentuale di elettori potrebbero vincere le elezioni e mettere in piedi un governo come fosse stato eletto dal 51% degli aventi diritto al voto. Eh no, caro. Renzo, e cari verdini...... e perché no: Berlusconi, questo non si può fare. NO PASSARAN!!! Tra l'altro vorrei ricordare che con la famosa LEGGE TRUFFA, ci aveva provato la democrazia cristiana durante gli anni 50. Ma almeno la dc voleva governare col 51%.

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  32. La nostra Costituzione, mai vincessero i SI al Referendum, da: la più bella del mondi, passerebbe a quella che agevola i mafiosi, e i profittatori. Svegliamoci tutti, sino a che siamo in tempo.
    Non si possono vedere scempi di questo genere, perpetrati sulle nostre vite.
    Questo ci porta alla rovina totale..
    Cerchiamo di recuperare un refolo di dignità e diciamo. BASTA. il modo lo abbiamo.

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  33. Giuseppe Vullo22 gennaio 2016 06:35

    Gisa e Maurizio Alesi si sorprendono perchè io voterei SI al referendum !? Una domanda complessa...richiede una risposta complessa...ma ci sono i limiti di un blog..perciò cercherò la massima sintesi...per chi non lo sapesse oltre che laureato in medicina, sono specializzato in neuropsichiatria...pertanto ho studiato anche le psicodinamiche tra " es...ego...e super ego ". In gioventù ho militato nel gruppo manifesto e nel 71 a roma( durante il militare) venni a contatto con lotta continua e potere operaio..leggevo Marx, lenin e volevo la rivoluzione e la distruzione dello stato.(era il periodo delle stragi di stato). Allora, nonostante ho subito grave ingiustizia dallo stato ( fui denunziato e processato a La spezia per mancanza alla chiamata. Espletai il mio servizio militare nel 71-72 tra i lagunari al lido di Venezia e rientravo in caserma con il giornale il manifesto sottobraccio, ed un maresciallo mi avverti che rischiavo Gaeta). Nonostante questo grave vulnus amo la patria e la bandiera Italiana...anzi mi commuovo quando sento l'inno. Vi racconto questo per dire che leggendo l'articolo di Gisa ed il richiamo e delusione di Maurizio Alesi, del perchè una persona come me voterebbe SI...il vostro appello al NO...richiama il mio giovanile e mai sopito massimalismo e radicalismo di SX...in conseguenza mi si scatena la lotta interiore tra le varie istanze tra " l'es-l'ego ed il super ego " !continua...

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    1. Carissimo Giuseppe, perché definire massimalismo e radicalismo di sinistra, il semplice dissenso verso alcune riforme che noi consideriamo sbagliate, affrettate e frutto di compromessi politici, resi opachi dall'abbraccio innaturale con forze che nulla hanno a che vedere con la natura di centro sinistra di questo governo. Questa è una posizione tipica del renzismo. Chi dissente da lui o è gufo o è estremista. Io non sono estremista e vorrei, comunque, rivendicare il diritto al dissenso senza che mi venga attribuita una categoria che non mi appartiene. Un abbraccio

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  34. Giuseppe Vullo22 gennaio 2016 07:27

    Leggendo l'articolo e tutti i commenti su questo blog ed altri social, vedo che c'è una grande voglia di distruzione di questo stato , senza essere in grado di capire e di sapere cosa succederà dopo che questo governo ed il suo giovane premier varranno buttati giù. Insomma vedo un diffusa voglia di "regicidio" e " pollice verso " nel senso di pollice avverso e di condannare il gladiatore Renzi che si trova dentro il colosseo della politica...Già..." il regigidio " perfino in una tesi di san Tommaso D'aquino e Paolo Becchi dei 5 stelle, si sostiene il concetto di resistenza contro il tiranno, fino a giustificarne l'uccisione !? Ma prefuguriamoci cosa accadrebbe con la caduta del governo e di Renzi se vincesse il no al referendum ? Speculazione a tutto spiano sull'Italia...nave senza nocchiero in gran tempesta...abbiamo visto cosa e successo alle banche italiane e nella fattispecie a montepaschi ( terza banca italiana ) che nonostante un aumento di capitale di 3 miliardi è stata ridotta ad un valore di un miliardo e settecento milioni ! Naturalmente montepaschi a prezzi stracciati sarebbe un bocconcino prelibato per la finanza d'assalto e cosi via...Perciò quando io dico voto SI è perchè se vince il NO l'italia fallirà a causa della speculazone e del debito pubblico ed a questo punto si scatenerà la piazza con conseguenze imprevedibili. Ma la riforma renzi-Boschi non è profonda e penetrante come vorrei ma è già qualcosa...per esempio cerca di riparare " la maldestra riforma del titolo V art. 117 della costituzione del 2001 dei governi di centro SX di D'alema-Amato ", che sotto la spinta della lega per il cosidetto federalismo, si diede potestà totale e legislativa in tema di sanità, energia, turismo etc. alle regioni con libertà di tasse e di flussi economici senza controllo in mano ad una classe politica regionale corrotta ed in combutta con le mafie, fino a provocare il disastro economico di regioni come la sicilia, il lazio, la campania, la calabria...dove i soldi della sanità venivano usati anche per comprare le mutande verdi dei leghisti...! Tutto questo ha comportato lo scialare della politica e della burocrazia regionale con debito pubblico e tasse regionali e comunali in busta paga e pensioni...che ne dite ora se con la riforma il governo Renzi cerca di rimediare al disastro D'alema-Amato e riporta la sanità dal federalismo becero del titolo V del 2001 al centralismo del 2016 ? La costituzione italiana più bella del mondo ? Gisa e Maurizio facciamoci un esame di coscienza...come ha scritto un anonimo.." in attesa dell'ottimo buttiamo a mare il buono " voi tutti sapete che nella prassi parlamentare, il legislatore è stretto tra la " ragion pratica e la ragion politica ", pertanto se grillo non ha voluto partecipare alle riforme ed invece Berlusconi e la sua propalazione politica ogm... Verdini ha assicurato i voti necessari e chiaro che la riforma veniva monca, perchè la razza berlusconide non agisce mai senza guadagno e dividendo personale ! Un abbracio, con stima...

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    1. Verdini è già passato all'incasso: ha ottenuto ben tre vicepresidenze di Commissioni, precedentemente assegnate ai piddini ribelli. Ecco le belle riforme!

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    2. Michele Maniscalco22 gennaio 2016 12:29

      Dott. Vullo trovo la sua argomentazione condivisibile, ma secondo me Renzi non doveva giocarsi tutto sul referendum confermativo. Senza quel "se perdo me ne vado" la scarsa affluenza alle urne avrebbe favorito il SI. Contrariamente rimanendo al governo avrebbe potuto concordare interventi migliorativi con una maggioranza più ampia.

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    3. IL giovane premier è un pò impulsivo e mette in gioco non se stesso, ma il nostro paese. Cmq non condivido questa voglia di affondare queste mezze riforme, per ritornare alla tela di penelope ed alle kalende greche...stiamo cosi a morire lentamente...un paese vecchio...stanco...depresso ! Almeno Renzi...Di Maio e la Boschi sono giovani facciano qualcosa...se io fossi Mattarella brigherei per Renzi premier...Di Maio vice e la Boschi presidente della camera...ma stipendi dimezzati e voglia di rinascere !

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  35. Tutto cambia, tutto si evolve e s'involve sulla Terra e nella nostra società. I Padri costituenti ci hanno lasciato un'ottima Costituzione e tale rimarrà pur apportando piccole modifiche che non intaccheranno lo spirito democratico e repubblicano.E' giunta l'ora di fare tesoro di questi 70 anni di storia italica e di apportare i necessari ritocchi. Renzi si gioca tutto sul referendum? E sia.... io voterò no...e non per quello che è stato scritto nell'ottimo articolo di Gisa e della maggior parte dei miei amici commentatori: io infatti ho salutato con benevolenza e sperareanza la comparsa di Renzi e del suo decisionismo all'impronta del cambiamento e del risanamento. Italicum, Senato, Province, Burocrazia, Corruzione, Mafia , Scuola, Sanità, Ambiente: alcuni di questi temi non sono stati neppure toccati, altri solo lambiti, altri trasformati, altri stravolti. Ho 66 anni ed ho assistito alle vicende politiche della prima Repubblica: governi che nascevano e morivano in pochi mesi perché non avallati da compromessi soddisfacenti fra partiti o fra correnti dello stesso partito; erano gradite ed approvate le proposte di privilegi di cui ancora oggi tutti i frequentatori dei due palazzi impudicamente godono; le preferenze, oggi da tutti agognati, servivano ai mafiosi per controllare il voto e far eleggere quella classe dirigente mafiosa che ancora oggi spadroneggia in Sicilia. Arriviamo, per farla breve, a Mani Pulite ed al Berlusconismo, che rappresenta la più grande sciagura della storia italica, il totale decacadimento morale della politica e della società. Le cose non potranno peggiorare perché il sistema e' arrivato alla sua massima bassezza.Renzi lo manterrà così come è stato deciso al Nazareno.No, non ho paura del vulnus costituzionale, anzi vorrei un Parlamento con una sola Camera formata di 300 senatori eletti che eleggessero per un solo anno, rinnovabile, un Prefetto con pieni poteri e completo e libero raggio d'azione. Un uomo capace di sbarazzarsi della corruzione e della mafia e ritornare nei ranghi una volta assolto al suo compito. La Costituzione, la Democrazia, la pace e la Giustizia Sociale oggi si devono difendere con la forza e non con le carezze al capitale ed a chi introduce americanismi ed innovazioni liberiste in enti che devono rimanere statali. La più grande ipocrisia del secolo è che egli si definisce di Sinistra. Non ha il coraggio d'indossare la congeniale casacca con lo Scudo Crociato ed in mezzo il sorriso incartapecorito di Berlusca.

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  36. Occorre trovare una soluzione, magari un compromesso, ma qualcosa va fatto se non si vuole che le cose finiscano veramente male.
    Io realmente capisco il disagio che vivono tanti in italia e tantissimi in questo blog.
    Tanti trovano il ruolo e la esistenza di Renzi un qualcosa di insopportabile, ed estendono il loro sentire a tutti tutti quelli che la pensano diversamente.
    Io li capisco perfettamente, poichè a mia volta provo, come minimo lo stesso sentire nei loro confronti.
    Nessuno ha torto e nessuno ha ragione, ma il fatto rimane ed è reciproco.
    Non prenderei neppure un caffè nè con Grillo e neppur con un suo sostenitore, e credo che questo valga specularmente nei miei confronti.
    Purtroppo, e dico purtroppo, dobbiamo condividere un territorio, l'aria, il mare, e per certi versi siamo sulla stessa barca.
    Faremmo volentieri a meno gli uni degli altri, ma questo resta il punto.
    Anche il dibattito in questo blog, cosi come ha scritto l'ing. Alberti è diventato ripetitivo è stucchevole, forse chissà se l'ecumenismo del direttore possa indicare una via d'uscita una piccola luce infondo al tunnel, non fosse altro per elevare un pò il livello dello stesso blog, blog frutto del suo lavoro e della sua passione, ma che vedo lentamente appannarsi ed impantanarsi.

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  37. Dopo aver letto tutti i commenti sento l'esigenza di intervenire una seconda volta. L'articolo di Gisa Siniscalchi fa riflettere sul significato politico della riforma costituzionale e questo tipo di valutazione segna l'inizio del dibattito. L'analisi politica ci aiuta a comprendere le posizioni delle forze politiche verso la riforma. Per maturare una consapevole espressione di voto al referendum costituzionale sospensivo occorre analizzare, nel merito, la sostanziale consistenza della riforma. Un simile invito lo rilevo nei commenti di Giuseppe Vullo. Nel dibattito, non trovo corretto che alcuni affermano che questo Parlamento è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. La Corte non ha il potere di dichiarare illegittimo il Parlamento anche se lo strumento elettorale è incostituzionale. Il principio è semplice: il Parlamento esprime la sovranità del popolo e nessuno può dichiararlo illegittimo ne tanto meno la Corte Costituzionale. Possiamo solo constatare che, per la percentuale bassa dei votanti, il Parlamento difetta di rappresentatività. Il referendum costituzionale consente di sanare questa carenza sempre che la percentuale dei votanti aumenti in modo consistente. Se la percentuale dei votanti al referendum sarà bassa, la situazione non si sanerà e la nostra democrazia continuerà a zoppicare. Per concludere prendo in prestito un passo significativo dal libro DEMOCRAZIA di Gerardo Colombo: << L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro in quanto i cittadini lavorano, e cioè si impegnano, perché sia una Repubblica e una democrazia. E' necessario che i cittadini agiscano per compiere la democrazia, perché questa possa attuarsi. In caso contrario, e cioè se tutti loro, o gran parte di loro, rimanessero inerti, evidentemente non governerebbero, e la democrazia si trasformerebbe necessariamente in monarchia o in oligarchia (perché governerebbero soltanto gli attivi, che potrebbero essere ipoteticamente soltanto uno o estremamente pochi). >>

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  38. Ormai è certo, il referendum confermativo sulla riforma costituzionale ci sarà. Sia perché i voti parlamentari necessari per non farlo non ci sono, e sia perché il giovane Presidente del consiglio ha bisogno di un plebiscito nei suoi confronti. Una singolarità che trasforma, un momento sacro come il referendum, in una battaglia pro o contro il governo. Limitando fortemente, così, l'espressione di un voto consapevole su una riforma importante che modifica sensibilmente la Costituzione e l'assetto istituzionale complessivo. Matteo Renzi ha lanciato la sfida della sua vita. Sembra incredibile ma è così.
    Sono passati ormai quasi due anni da quell’immagine indimenticabile del passaggio della campanella tra Lui e Enrico Letta e dalla propedeutica rassicurazione via Twitter: “enricostaisereno”, diventata ormai un must per augurare a chiunque un “futuro tranquillo”…!
    Ed è bene ricordare che questa “urgente e necessaria” riforma non era nel programma di governo di Bersani del 2013. Momento nel quale gli elettori, sulla base dei programmi presentati, hanno delegato qualcuno a decidere del loro destino.
    Una riforma, comunque, di cui i cittadini non sentivano affatto l’esigenza. E per la quale non sento e non vedo in giro scene di giubilo.

    Le argomentazioni addotte: lentezza nei procedimenti legislativi e snellimento della macchina statale, non trovano riscontro nella realtà. Prova ne sia l'altissimo numero di leggi che non ha pari al mondo. E, a riprova, le ostentate riforme e provvedimenti che il buon Renzi e i suoi ministri, un giorno si e un giorno sempre, portano al tavolo delle cose realizzate. Delle due l'una. Se il sistema parlamentare fosse effettivamente lento e farraginoso per come viene sottolineato, non si spiegherebbe un così alto numero di provvedimenti approvati. Segno che quando la maggioranza e il Governo vogliono sul serio decidere su una data questione le lentezze svaniscono. Al punto che financo i senatori hanno votato più volte e nei tempi previsti per la loro estinzione. Un paradosso.
    Adesso abbiamo davanti mesi di campagna elettorale per decidere sul futuro di Renzi. Un errore madornale. Uno spreco di energie. Forse un’arma di distrazione di massa. Certamente un voto che spacca il paese e di cui non se ne sentiva il bisogno.

    Spero in qualche ripensamento, spero ci possano essere interventi autorevoli per riportare nel giusto ambito scelte e decisioni che incidono sulle regole fondamentali del sistema democratico e che non sono e non possono essere patrimonio di una parte sola.
    ***
    Questo blog, per rispondere alle interessanti argomentazioni di Sergio Volpe, e dell’Ing. Alberti nel precedente articolo, fa quello che può: pone all’attenzione dei lettori temi politici di autori provenienti da tutt’Italia, con sensibilità diverse e in condizioni di massima libertà d’espressione. Le reazioni, sono numerose, varie, contrapposte, e i lettori e i frequentatori non mancano. C’è, è vero, nei tanti commenti una certa tendenza critica nei confronti dell’attuale compagine governativa. A volte ci sono esagerazioni, e forse anche del disfattismo inutile. Ma è l’espressione genuina di tanta gente, di chi mai avrebbe scritto una parola e mai avrebbe dibattuto e approfondito temi politici. Si può fare altro? Sicuramente si. E mi rendo conto che commenti “ripetitivi e stucchevoli” possono risultare sgradevoli, e che ci si preoccupa del livello del dibattito e del blog. Ma per questo, per evitare appannamenti e per migliorare tutti c’è bisogno di collaborazione. C’è bisogno d’impegno, c’è bisogno di idee. Perché PoliticaPrima, come ripeto spesso, siamo “noi”.

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    1. Caro direttore ,ho apprezzato tantissimo quanto riportato dall'autore nel servizio, un argomento sul quale ognuno di noi debba fare le sue debite riflessioni. Ho letto attentamente anche i tanti commenti che hanno seguito, e la mia onestà intellettuale mi obbliga a riscontrare riflessioni condivisibili in quanto potenzialmente realizzabili, ed altre che valutate sotto il profili pratico, sono e rimarranno soltanto teorie inapplicabili. Valutando attentamente, ed io lo faccio con le mie passate esperienze politiche quarantennali, sono certo che la nostra Costituzione sarà soggetta a continue modifiche e queste saranno apportate dalle maggioranze di governo che si alterneranno nel corso degli anni. Da parte mia, reputo impensabile poter disporre di quella larga maggioranza raggiunta il 1946, per una situazione politica diametralmente diversa. Allora eravamo reduci da una sconfitta bellica, oltre alla disastrosa guerra civile che insanguinò l’Italia. Il popolo italiano, affranto da una condizione economica a dir poco, disastrosa, era più propensa ad obbedire alla ragione che all’istinto. Avevano appena lasciato le armi e tra le varie forze politiche c’era un grande desiderio di pace, indirizzando la propria su tutto ciò che poteva unire, anziché su quello che poteva dividere. D’altronde i dolori e le sofferenze patite furono una grande deterrenza per la ricerca della pace. Attualmente le forze politiche vanno nel senso diametralmente opposto, si va alla ricerca forsennata del cavillo politico che gli da il motivo “valido” per porsi di traverso al’avversario di turno. Io mi chiedo: in queste condizioni estreme come potrebbe essere raggiunta una larga maggioranza qualificata per questo tipo di riforme? Ormai prevale la logica del prevalere e dell’imporre, eppure la sovranità appartiene al popolo, quel popolo che poi si “riduce” ad una sola fazione politica. Una sovranità interpetrata sin dai tempi dell’antica Roma: “Lex est quod populus iubet” (la legge è ciò che il popolo comanda) scriveva da Gaio, famoso giurista latino . In effetti la legge dovrebbe essere ciò che il popolo comanda, un concetto che nessuno possa mettere in discussione. Questo concetto DEVE essere considerato uno dei principi costitutivi della cosiddetta scienza giuridica. Tutte le costituzioni repubblicane moderne,tra le quali quella italiana, attribuiscono la sovranità al popolo, sovranità intesa come reale potere di fare le leggi, ma soprattutto come potere necessario ad imporre regole ai cittadini. Da ciò scaturisce la logica che solo il popolo può imporre regole al popolo. Se si riflette bene …. si capisce che questa è una condizione alla quale è sottoposto qualsiasi sistema di potere, anche le dittature devono osservarlo. Infatti, nessuna dittatura potrebbe sopravvivere se l’intero popolo si rivoltasse contro. Il consenso può essere manipolato, può essere controllato (pacificamente o con la violenza), ma una volta che si è perso, il sistema di potere crolla. Ho avuto modo di dire, in qualche altro servizio, che quella giuridica non è propriamente una scienza, infatti anche la frase di Gaio, che potrebbe sembrare ineccepibile a prima vista, se osservata con attenzione ai tempi attuali, presenta tantissimi problemi, nel momento in cui una forza politica vince le elezioni, diventa e l’espressione del popolo e quindi ha il diritto di esercitare il potere sovrano ed in quel momento diventa potere costituente.

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