domenica 13 settembre 2015

LA GUERRA DI CUI POCO SI VUOLE PARLARE

safe_image (10)di Gisa Siniscalchi - Guerra, non solo con fucili e cannoni, attentati ed uccisioni, esiste un altro tipo di guerra, più subdola, infida che tende ad uccidere l'anima.
È quella che si combatte, nei paesi islamici, contro la donna, osteggiando la sua emancipazione, la libertà di opinione, la vita stessa.

safe_image (9)È la libera interpretazione di un credo religioso, dei libri sacri che nei secoli ha interessato le tre religioni monoteiste,  nate da un ceppo comune. Anche la Bibbia, il testo sacro del cristianesimo, non è mai stato, nel passato tanto tenero nei confronti delle donne.

Quello che oggi accade nel mondo islamico, nella quasi totalità è l'esacerbazione di questo, che si può definire ...odio... nei confronti della donna.
safe_image (8)Centinaia di ragazze quasi asfissiate, per fortuna non uccise, in una scuola afghana. Perché questo? Per impedire che frequentino la scuola, per scoraggiare l'insegnamento, fa paura l'istruzione al femminile nei paesi islamici integralisti.
Afghanistan, uno dei posti peggiori in cui essere donna, come in molti paesi islamici

AtaturkNon è sempre stato così e non ovunque, basti pensare ad Ataturk, che nel suo paese, in Turchia, ha fatto una operazione straordinaria, la separazione dalla religione, creando uno stato laico, aprendo alle donne la possibilità di voto, di istruzione, e di libertà.

Nel mondo islamico esiste una struttura sociale altamente maschilista, patriarcale e misogina, c'è una oppressione generalizzata imposta dalle leggi e dalle istituzioni verso le donne, interpretazione non esatta della dottrina del profeta, che voleva per le donne un ruolo pari a quello degli uomini.
safe_image (4)L'Isis o Stato Islamico, come viene chiamato, vuole rafforzare e rinvigorire, l'ineguaglianza, la repressione femminile: in natura la donna non è pari all'uomo, il suo ruolo sociale deve essere limitato al minimo, fare figli è uno stato naturale e la donna deve avere un uomo-padrone che la protegga e la guidi poiché non autosufficiente. Per questo ha diffuso una sorta di manuale, un "manifesto" con le regole per vivere ed essere una donna musulmana, e i corretti comportamenti da assumere. Regole altamente discriminatorie che considerano le donne subalterne, se non addirittura schiave.

boko-haram-girlsSchiave sessuali che vengono usate come incentivo ai combattenti, vendute o utilizzate come merce di scambio, una regola messa in atto, ad esempio, da i Boko Haram, in Africa, ma non solo. Lo scopo fondamentale dell'umanità è adorare Dio, il modello occidentale è ferocemente criticato e avversato così come l’equità e la libertà femminile che crea confusione di ruoli, creando un nuovo genere i..."demascolinizzati".

safe_image (6)D'altra parte, anche l'occidente civilizzato, non è esente da disparità tra generi. La condizione femminile, seppure non ai livelli islamici è comunque subordinata, diciamo pure inferiore. E persiste l'idea che la donna sia considerata non al pari all'uomo. Si pensi all'immagine femminile che viene utilizzata e abusata per le pubblicità, sembra sia impossibile pubblicizzare un trapano, senza una donna ammiccante e seminuda accanto. È un messaggio chiaro, che è subito dalle donne, ormai assuefatte, e in molti casi sono loro stesse che si aspettano di meno...è intollerabile.
Anche questa è una forma di schiavitù.

Tornando al mondo islamico, si ha come l'impressione che si voglia schiacciare la donna, che la si voglia rendere sempre più succube, impaurita, bisognosa di protezione, ancora più incredibile è che vogliano spacciare tutto questo come una grande liberazione, sottomesse per preservare la loro libertà, un controsenso inaccettabile.

safe_image (5)Sembra quasi che il maschio islamico, per mostrarsi forte, abbia bisogno di segregare e sottomettere la donna, dimostrando invece la propria debolezza od insicurezza che sia. Pensano di tenerle al sicuro da un mondo pericoloso, creato da loro stessi? O forse è solo volontà di sopraffazione verso qualcuno che vogliono inferiore, senza possibilità di scelta o di opinione.

Credono che un mondo senza queste possibilità, sia un mondo senza conflitti… l'Islam è perfetto, poiché ogni cosa contraria, non è ne tollerata ne contemplata. Le donne sono le prime ad essere sacrificate a questo credo, e chi se ne scosta rischia anche la vita.
La guerra che l'Isis sta portando avanti contro l'occidente, e non solo, trova un nuovo bersaglio. Non è solo una guerra contro l' infedele, ma molto di più contro essere donna, una guerra di cui poco si parla, è tristemente tragico.

Non sta a noi, forse cercare soluzioni, non ne possediamo le armi, culturali e materiali per farlo, ciò che possiamo fare è parlarne, portare alla conoscenza del mondo quello che accade in quelle terre e non solo, sperando che chi ha i mezzi, mediatici e istituzionali, li metta in campo, e ci provi, almeno ci provi ad arrivare ad un cambiamento.
Non si può restare indifferenti a una simile barbarie, nessuno deve.

Gisa SiniscalchiGisa Siniscalchi
Fusignano (RA)
13 Settembre 2015

28 commenti:

  1. Raffaella Schiavone13 settembre 2015 00:49

    Che sgomento,che tristezza....Si parliamone,ma ho poca fiducia che chi conta ,si faccia promotore di qualche iniziativa....

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  2. eppure le armi le abbiamo...come dice Gisa....le armi della cultura,intendendo con la parola "cultura"non la sapienza o peggio la saccenza,ma il "coltivare"i semi dei giusti valori in una società che valori ne ha pochi....il valore della giustizia,del rispetto,della non discriminazione....soprattutto quella contro le donne in quei paesi....una sorta di razzismo discriminatorio non giustificato e condannabile in tutti i sensi....e non solo in quei paesi,come dice Gisa...basti vedere le pubblicità ammiccanti,buone solo per attrarre l'attenzioni dei signori maschi,non Uomini,ma "maschi",Che fare contro tutto ciò....parlarne nelle scuole,nelle Università,nelle associazioni culturali,religiose,politiche....parlarne,parlarne,fare dibattiti,dare gli esempi di emancipazione con i comportamenti,le azioni,il lavoro.Ai ragazzini bisogna che si aprano le menti parlando nelle scuole,cominciando dalle elementari...bisogna inculcargli l'idea che le discriminazioni in tutti i sensi,anche quelle contro le donne,vanno combattute e che tutti gli esseri umani devono avere pari opportunità...solo che agli uomini sono sempre state date opportunità maggiori che poi si esprimono in un maschilismo non più accettabile e deleterio negli anni 2000.Bisognerebbe che tutte le donne dei paesi in cui sono tenute in grande soggezione,si ribellassero a questo status...invece molte lo accettano passivamente,perchè la loro cultura,la loro religione dice così....per questo io parlo di altro tipo di cultura....

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  3. Giuseppe Scaravilli13 settembre 2015 09:35

    PER INTANTO.- Occorre essere pratici ed anche realisti, io credo che dal lontano ( ma vicino come fatto ) 11 Settembre sia iniziato un attacco frontale tra forme di " fondamentalismo, di intolleranza, di odio " che poi si manifesta con il terrorismo contro il cosidetto mondo civilizzato, ed in questi ultimi tempi si è " palesato " sempre di più per quello che è veramente : un insieme di associazioni criminali e terroriste che, sfruttando molte situazioni difficili , questo insieme cerca di " legalizzarsi " inventandosi " stati " o forme di " stati " per instaurare una " forma di terrore " costante nelle popolazioni, nel mondo. Certo, andremmo lontano ad andare a verificare come queste forme terroristiche hanno preso piede, forse qualchew o molte potenze occidentali dovrebbero fare " mea culpa ". Ma andiamo " al nocciolo ", il terrorismo, l' intolleranza, etc, si fermano con una " azione di intelligence " per colpire i terroristi , non dimenticando però che molti famiglie, molti giovani, molti anziani sono preda ogni giorno delle loro vessazioni e quindi occorre una azione per liberarli da questa situazione e per dare speranze a tanta gente. Ecco, la parola " speranza " ha un significato molto importante perchè questi terroristi vogliono attaccare appunto la " speranza ", se i governi di buon senso, se gli uomini di buona volontà agiscono e lottano per "RIDARE SPERANZA " , più che fare discorsi infiniti, forse ci sarà " speranza " che questa " forma di terrorismo " che vuole impregnarsi di religiosità e di forme alternative ma nei fatti " è solo terrore " sarà sconfitta.-

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  4. Antonella albertini13 settembre 2015 11:11

    L'articolo di Gisa tratta molto bene un problema che purtroppo ha costantemente accompagnato la storia dell'umanità : la discriminazione nei confronti delle donne. Nel mondo occidentale ci sono stati notevoli cambiamenti grazie ai movimenti femministi degli anni sessanta che hanno ottenuto maggiori diritti e tutele nei confronti delle donne.Tuttavia rimane ancora molta strada da fare perché nel mondo del lavoro e della politica le donne non hanno le stesse opportunità degli uomini, hanno disparità economiche e un accesso più difficile alla carriera. Tuttora sulle spalle delle donne grava il peso del lavoro e della gestione familiare. Speriamo nei maschi delle nuove generazioni per una più incisiva collaborazione. Oltre a questo l'aspetto più inquietante e contro il quale dobbiamo combattere é la visione maschilista della donna come viene rappresentata nel campo della pubblicità e nel mondo di certi programmi televisivi di infimo livello. Questo aspetto assai diffuso va combattuto con tutte le nostre forze perché diffonde fra le ragazze delle nuove generazioni una passiva accettazione di questo modello culturale.Secondo me é uno degli aspetti della decadenza culturale dei nostri tempi. Le donne devono ribellarsi a questi stereotipi e farci valere per quello che siamo in tutti i campi del vivere. La situazione é drammatica se si va a vedere la condizione delle donne nel mondo islamico.La violenza, la sopraffazione, gli abusi ci fanno tremare di rabbia e di indignazione. Il problema é come aiutarle. Oltre a discuterne e a parlarne poco ci rimane. Secondo me i processi di emancipazione non possono essere imposti dall'alto, ma vanno maturati piano piano attraverso l'istruzione e il confronto. Abbiamo visto quello che è successo in Iraq e Afganistan per esportarvi la democrazia. Quello che non riesco a capire é l'atteggiamento tenuto dal mondo occidentale nei confronti dell'Isis; senza dubbio abbiamo a che fare con terroristi che massacrano, uccidono, stuprano, distruggono beni archeologici di inestimabile valore. Che cosa aspettiamo ad intervenire? Queste bande rappresentano un pericolo per tutti; perché stiamo ancora aspettando? Abbiamo scatenato guerre per motivi a volte anche inesistenti, oggi stiamo assistendo impassibili ai massacri

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  5. Non vorrei sconvolgere il tema, ma viene spontanea un'affermazione: "Ad ognuno ciò che merita."
    Analizziamo il lato psicologico, della situazione, che non è da sottovalutare.
    In rare occasioni, fortunatamente, mi sono vergognata in prima persona di essere donna... E naturalmente, da persona morigerata, sono riuscita facilmente a farmi rispettare da tutti gli uomini che conosco!!!
    La maggior parte delle donne è pronta a vendere anima e corpo per una facile carriera...Si pensi alle ragazze nelle facoltà universitarie, che hanno accettato abusi da parte dei professori, al mondo della politica, a quello spudoratamente volgare che è quello dello spettacolo!!! Ricordiamo, dopo lo scandalo Corona, la confessione sugli scheletri nell'armadio di Michelle Hunziker... Che ancora minorenne dovette accettare di andare in vacanza con un famoso, all'epoca, presentatore...e che successone che continua ad avere!!!
    Soldi, feste, gioielli, pellicce, auto, tutto lusso e lussuria!!!
    Gli uomini potenti, diamo per scontato che siano anche intelligenti, conoscono benissimo questa vergognosa realtà, ed è la causa prima che li predispone a "proteggere" le donne a loro care!!!
    Quel se ipotetico, lo condurrà ad accompagnarla come se avesse un handicap e di conseguenza a porle proibizioni...
    Da qui ad arrivare a conclusioni sulla religione islamica ed i loro parametri non credo occorra aggiungere altro!!!
    L'essere donna è un pregio, non un difetto...

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  6. Carissima Gisa, non so quanto il tuo articolo risenta del tuo vissuto o dall'osservazione e dalla condanna delle atrocità a cui assistiamo da millenni. Nulla da obiettare sul suo contenuto che per me e non solo, e' un ripasso di vita con gli occhi della vecchiaia. Tieni conto che ancora oggi non posso esprimere liberamente il mio pensiero senza correre il rischio di essere richiamata all'ordine. Ho avuto il coraggio di ribellarmi, ma non ho mai denunciato le violenze più psicologiche che fisiche. Ma voglio dire che il problema non si risolve perché le istituzioni preposte sono le prime a non volere accogliere le denunce. Ti dissuadono dandoti il contentino di assicurarti che potresti incorrere in rischi peggiori. Quindi partecipano e obbediscono alla violenza.ma una cosa voglio dire apertamente: se l'isis fosse uno stato e fosse diverso dal l'occidente forse ci sarebbe il modo di annientarlo. Purtroppo credo con tutta convinzione che è soltanto una becera sopraffazione della intelligenza umana attuata con infiltrazioni in tutti gli stati e in tutte le famiglie in cui, per proteggere il "regno" si ricorre ancora al maggiorasco sacrificando la femmina. D'altra parte di donne come la Magnani, la Fallaci e la Morante ce ne sono poche. Sono molte di più le donne che per essere mantenute sono disposte a tutto, perché quando si è nudi non distingui il prete dal marito. Io non ci sto, non amo i minestroni riscaldati e preferisco digiunare. Comunque complimenti, anche se non credo alle donne che stando sul palco cantano vittoria. Non vincono, rimangono a galla. Scusa se ti deludo, ma la mia sofferenza non avrà fine è non scappo.

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    1. Non mi deludi affatto...anzi la tua esperienza che mi rende triste ma consapevole. .è per te...e per le donne come te che ho voluto scrivere...per chi non si arrende e rifiuta i soprusi e le violenze..grazie del tuo commento...vero e sofferto.

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  7. Invece di pensare a reprimere la violenza sulle donne, credo sarebbe ora di iniziare a incentivare la violenza delle donne sugli uomini, non vi pare?

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  8. Allora io ricordo che senza scomodare l'Islam ..che in Italia le donne hanno acquisito il diritto al voto dopo il 1946 .ricordo che le colleghe donne prendevano uno stipendio piu' basso che la donna che commetteva adulterio andava in galera ...l'uomo no !Il mondo arabo e' perfetto appunto come qualcuno ha scritto .semplice certe cose non si fanno e basta . l'uomo e' dominante la donna vale molto meno di un cammello ...questo e' piu' del Grand Canyon la differnza tra uomini e donne ,ricordo anche qualche omicidio qui in Italia perche la ragazza araba voleva indossare la minigonna ..La enorme diferenza tra noi diciamo cattolici e gli arabi e' che loro conoscono benissimo come viviamo noi ..ma noi de mondo arabo del loro modo di vivere piu' intimo ..cosa veramente e concretamente sappiamo ?? Lo dico io ...quasi niente !!

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    1. si...ne conosciamo ben poco, la cosa davvero triste è che persiste anche nel mondo occidentale, non solo in Italia la diseguaglianza, la differenza fra uomo e donna...è da millenni così, anche la chiesa ha da sempre fatto percepire questa disparità, è questione di interpretazione di regole e testi scritti più di duemila anni fa....ed è talmente radicata che persino le donne stesse è come se si aspettassero di meno...sia in termini di rispetto , che di materialità, sul lavoro ad esempio...a parità di titoli, di qualifiche, e lo dico , perchè l'ho sperimentato sulla mia pelle, ricevono uno stipendio inferiore, io mi sono ribellata a ciò, e ho preteso il dovuto, ma non tutte lo fanno, proprio perchè esse stesse si sentono inferiori.
      ci vuole una vera educazione, culturale al rispetto e akl'uguaglianza, altrimenti mai si potrà cambiare direzione...

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  9. Liliana Olivieri13 settembre 2015 15:54

    L'articolo di Gisa attraversa tutto il mondo femminile soffermandosi sul ruolo odierno che la vede ancora schiava e sottomessa a vari livelli. Sinceramente anche se tutto questo è sotto i miei occhi perché conosco la condizione di molte donne che per necessità restano accanto a uomini indifferenti o traditori, o peggio sono escluse dalla società come capita nei paesi islamici, mi sento avulsa da tutto questo perché di natura ribelle e indomita. Capisco perfettamente la sofferenza di donne che devono soggiacere alla brutalità di un uomo perché indifese, ma capisco anche che questo nasce per la necessità di un uomo ad avere in dominio su un altro essere, niente di più facile per loro che sottomettere la donna. Questo atteggiamento se nei paesi islamici è più accentuato, è soltanto perché hanno fatto legge, quello che per loro è normale, cioè relegare la donna a un ruolo di sottomissione. Comunque anche in occidente ed a vari livelli molti considerano la donna un passo indietro all'uomo, forse perché per tanti uomini, accettare la parità di diritti alla donna, li rende vulnerabili e in difficoltà di essere pari a una donna. La parità si ottiene con la cultura e il rispetto fin dalla più tenera eta' nei confronti della figura femminile, questo avviene attraverso la famiglia e la scuola. La società la bandirei, perché propone modelli esasperanti in tutti i sensi, sia del mondo femminile che di quello maschile.

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  10. Buona sera
    Chiaro e completo commento su una situazione molto complessa di cui evidentemente la parte più evidente è l’azione volta a ridurre le donne in una posizione di schiavitù rispetto all’uomo. Tuttavia non si deve dimenticare le barbarie compiute verso coloro che non professano la stessa religione fondamentalista e verso le altre civiltà
    Fermarli non sarebbe difficile ma la situazione è molto più complessa, anche perché gli stessi fratelli musulmani non hanno nessuna intenzione d’intervenire e se lo fanno è solo per combattersi fra loro sunniti e sciiti a cui aggiungerei interessi economici e politici Vedi la Turchia.
    Cosa fare? Difficile dirsi salvo che le grandi potenze USA e Russia trovino un accordo politico economico e decidano di unirsi ed allora il problema ISIS sarebbe risolto ma sicuramente non la loro attitudine verso le donne Qui il problema non si risolve con una guerra solo loro potranno farlo Strada lunga e difficile ma conoscendoli bene la vedo dura

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  11. Giuseppe Scaravilli13 settembre 2015 18:45

    l'aberrazione mentale porta a deformare le regole per farle ad uso e consumo di " dogmi " , oserei dire, che hanno solo del " bestiale ", il rispetto della vita, il rispetto delle donne e per le donne; il rispetto per i bambini e gli anziani sono " elementi fondamentali " che dovrebbero valere per chiunque e per qualsiasi " religione ", ma, ahimè, oltre alla speranza in questi nostri giorni è venuto a mancare " IL RISPETTO ".-

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  12. Michele Maniscalco13 settembre 2015 18:46

    "Non sta a noi, forse cercare soluzioni, non ne possediamo le armi, culturali e materiali per farlo, ciò che possiamo fare è parlarne, portare alla conoscenza del mondo quello che accade in quelle terre e non solo, sperando che chi ha i mezzi, mediatici e istituzionali, li metta in campo, e ci provi, almeno ci provi ad arrivare ad un cambiamento." Mi scusi la Brava Siniscalchi se non trovo parole migliori di quelle che usa lei alla conclusione dell'articolo per il mio commento. Per quanto riguarda le donne occidentale, quasi nude nella pubblicità lo trovo un autosfruttamento del proprio corpo.

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    1. Condivido ogni parola perché contiene il mio pensiero.............

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    2. Grazie per il commento e per l'apprezzamento, le rispondo per quello che riguarda le donne occidentali, sarà come dice lei "autosfruttamento" del proprio corpo...lo trovo troppo semplicistico per un motivo fondamentale a mio parere, che è l'atavico insegnamento familiare e molto di più ecclesiale, ricevuto fin da bimbi, senza distinzioni, sia maschi che femmine, a riguardo della debolezza, sia fisica che mentale, della donna, cosa assolutamente fuori dal mondo, l'uomo si sente superiore alle donne, già in fasce, e le donne, non tutte, spero vivamente, non tutte, si persuadono di questo...e tendono ad aspettarsi di meno, in ogni ambito...è il mio pensiero...grazie.

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  13. Essendo donna. preferisco esprimermi in modo asettico.mi indigno troppo altrimenti.......

    La "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne" del 1993[8]all'art.1, descrive la violenza contro le donne come:

    « Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata. »

    La violenza alle donne solo da pochi anni è diventato tema e dibattito pubblico, mancano politiche in contrasto alla violenza alle donne, ricerche, progetti di sensibilizzazione e di formazione[9][10]. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è endemica[11], nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita[12]. E il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio[13].

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  14. Non solo endemica, io la definisco atavica, dalla notte dei tempi...forse dirò una baggianata ma a volte penso che lo stesso dio o chi per esso sia il primo misogino, per essere gentile, dell' universo conosciuto e non..è talmente radicata la sensazione di superiorità che ha l'uomo nei contronti della donna, che sembra ia nata insieme con lui.

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  15. e questa sensazione è uno dei motivi delle violenze, a mio parere, e anche altro, è come se avesse paura della donna, è un pò ambivalente, la vuole inferiore, forse perchè la sente più capace e ne ha paura, quindi usa la forza, fisica e psicologica per piegarla....potrebbe essere una delle spiegazioni possibili...chissà

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  16. Luciano Tortorelli13 settembre 2015 21:34

    Approfondita analisi della atavica sudditanza della donna rispetto all'uomo, che ha radici antiche. Interessante il parallelo che l'autrice fa tra le donne succubi del nuovo islamismo fondamentalista e il ruolo della donna nella moderna società occidentale. Se le prime sono vittime di dettati religiosi ad uso e consumo di uomini che con un colpo di spugna si privano del "terrore" di una donna libera delle sue azioni e delle sue scelte, nel "civile" occidente, troppo spesso la donna diventa pura merce da esporre, oggetto di belluini sguardi e atteggiamenti che mortificano la figura femminile nella sua più genuina natura. Se anche di natura diversa e più moderata, la discriminazione di genere in occidente, è comunque figlia di mentalità antiche, passata da una semplice differenziazione fisica che dava all'uomo ed alla donna ruoli diversi (l'uomo procacciatore di cibo. La donna procreatrice), ad una differenziazione di poteri, di cui la religione e l'educazione che ne derivava, hanno radicato da sempre nelle società. Anche in pieno ventunesimo secolo stiamo qui a parlarne e bene fa l'autrice, a porre sul tavolo questo atavico problema che sembra trovare sempre nuova linfa, sia per le esasperazioni di tipo religioso, che in una società finalizzata al consumismo. Ma la donna non è prodotto di consumo, né merce di scambio, né foto ammiccante, né perenne "seconda" nel lavoro e nella retribuzione. Anche se molte di esse , volenti o nolenti accettano passivamente queste situazioni, ciò non da alibi ad una società fondamentalmente maschilista, che si discosta dai metodi ma non nella mentalità da quella islamista. Ottima ed esaustiva analisi della Sig.ra Siniscalchi che ancora una volta ci stimola con le sue riflessioni.

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    1. Grazie...il tuo commento è quasi il prosieguo del mio articolo...la tua analisi è perfettamente coerente col pensiero che ho cercato di descrivere nel mio intervento...grazie hai compreso l'essenza di ciò che ho voluto esprimere.

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    2. Luciano Tortorelli14 settembre 2015 01:59

      Grazie a te per gli stimoli che dai alle nostre riflessioni.

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  17. Non sono del tutto d'accordo con l'articolista. Nel mondo musulmano esistono oggi prevalentemente due correnti del movimento delle donne. Un femminismo islamico che propone una rilettura del Corano sostenendo che le interpretazioni ufficiali tradiscono il messaggio divino di giustizia di genere e di uguaglianza e un femminismo laico che si pone al di fuori della religione. I rapporti tra femminismo e religione non sono nuovi e anche in Occidente sono stati reinterpretati allargando il concetto di divinità, sottraendolo all’autorità maschile che ne ha sempre dato una versione misogina e patriarcale.

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    1. È ciò che ho tentato di spiegare...la interpretazione delle scritture è il vero nocciolo del problema. ..e ben vengano le proteste e i tentativi delle donne islamiche di una rilettura più attinente alla realtà. ..il profeta desiderava per la donna un ruolo pari all'uomo...come ho già ricordato nell'articolo.

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  18. Non condivido le leggi del Corano rispetto alla donna.
    Ma questo mi ha fatto ricordare che l'introduzione del divorzio, in Italia, avvenne nel 1970 e solo nel 1984 fu tolta la possibilità di uccidere la moglie adultera. Solo 70 anni fa la donna adultera finiva in galera se denunciata dal marito che, invece, poteva avere tutte le donne che voleva.....e senza sposarle. La moglie doveva obbedienza al marito. Questa era la Chiesa meno di 70 anni fa. Detto questo devo dire che l'articolo mi è piaciuto molto e molto mi ha fatto riflettere. Ci sarebbe troppo da dire, da fare e da disfare....ma fondamentalmente credo che tutte le religioni in un modo o nell'altro siano state storpiate e interpretate a seconda dei tempi e dei voleri dei potenti....così come le tradizioni! che esse siano piu o meno sane.... Ricordo, con immenso orrore, che tutt'oggi in alcuni paesi africani, viene ancora tagliato l'organo genitale della donna e questo..............., appunto per tradizione, viene fatto senza pietà e in modo devastante! a volte porta anche alla morte. Mi vengono i brividi di terrore solo a pensarci.

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  19. L'integralismo di qualsiasi tipo e da qualsiasi parte arrivi, è veramente una brutta malattia. Delle donne islamiche che subiscono le peggio cose ne possiamo solo parlare, gridarlo al mondo .... ma mi pare che nessuno si interessi più di tanto per queste donne!!! L'ignoranza di un popolo la dice lunga : più ignorante è e più viene manipolato, pressato, violentato ... noi donne occidentali stiamo decisamente meglio anche se tante la subiscono quotidianamente. In famiglia, sul lavoro, per come vestiamo, per cosa diciamo, per come ci esprimiamo .... molti nostri uomini approvano il sistema islamico, quante volte ho sentito dire che fanno bene ... così si fa, così si tengono in pugno, così non si montano la testa ecc.ecc. lo sanno bene loro, gli uomini, che noi siamo superiori, siamo più forti di testa e di fibra... se solo fossimo più unite... il mondo è delle donne... dicono.

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  20. Generalizzazioni come "il maschio islamico" mi sembrano francamente azzardate, l'Islam è un'area religiosa più variegata rispetto al mondo cristiano, tra sunniti e sciiti e relative sottocorrenti, l'atteggiamento e la considerazione verso la donna vanno di conserva all'eterogeneità delle posizioni sulla donna tra cui purtroppo quelle barbare praticate dall'Isis, per il quale peraltro la genuinità della vocazione religiosa è abbastanza inficiata dal sostegno che ha avuto e sta avendo, come ha ancora ricordato il leader siriano Bashar Assad, dai paesi occidentali cristiani (USA, UK e Francia), dalla Turchia autoritaria di Erdogan, e da quei fulgidi esempi di democrazia alleati degli USA che sono i paesi del golfo persico come Qatar e Arabia Saudita, in cui alle donne è tra l'altro vietato di guidare l'auto nel silenzio di Hillary Clinton che ostenta interesse solo per la causa delle donne afghane.

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  21. So bene che ci sono differenze nel mondo islamico...certo ..il mio intervento è forse un po riduttivo...limitato alla interpretazione ...infatti è sempre questione di come si legge...grazie.

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