sabato 23 maggio 2015

Falcone e Borsellino. Stragi e politica condivisa

Falcone Borsellino contro la mafiadi Franco Luce - "La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano, si può vincere solo impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni". (Giovanni Falcone).
“Temo la fine non so quello che succederà nell'aldilà. L'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento... se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno” (Paolo Borsellino).
Due espressioni di pensiero, due analisi semplici, all'apparenza due diverse considerazioni del proprio lavoro, ma legate da un’identica finalità, dove si intuisce tutto il peso ed il senso di una grande responsabilità nel difficile intento di salvaguardare la parte più pregiata del patrimonio di uno Stato civile: la difesa della legalità.

Falcone BorsellinoDue fedeli servitori dello Stato, due uomini che la storia di questo paese li ha voluti uniti nello stesso destino. Per il loro spirito di abnegazione perfino riduttivo definirli veri eroi, ma non c’è motivo di attingere nuove parole dal lessico della retorica, in quanto i valori che hanno voluto difendere, parlano da soli.
Rileggendo il corsivo non è difficile notare per l’attento lettore di questo blog, quanto i due magistrati avvertissero un vero e proprio senso di isolamento nei loro confronti, nella difficile lotta portata ad una criminalità organizzata, probabilmente collusa con una parte delle istituzioni. Proprio questo mancato sostegno, è stato determinante a rendere quasi impenetrabile l’alone di una omertà diffusa, favorevole soltanto ai burattinai di una strategia atta a stabilire un rapporto paritario con lo Stato.

doodle_google_falcone_borsellinoPerciò potrebbe essere legittimo persino affermare quanto sia fragile la nascita della nuova fase politica che, in molti, identificano come seconda Repubblica. Ora dobbiamo prendere atto che è davvero difficile anche a distanza di ventitré anni da quella tragica stagione, dire qualcosa di definitivo, su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sulla loro vicenda umana, oltre che di magistrati. E ciò perché, a tutt’oggi, ci sono personaggi che in quelle vicende potrebbero essere stati direttamente o parzialmente coinvolti, e va radicandosi anche l’impossibilità di ricavare una ragione più oggettiva e più generale.

falcone-e-borsellino-bisLa ragione è che sugli eventi collegati a quelle stragi, non è stata ancora raggiunta una verità soddisfacente (pertinente rispetto ai fatti ed alle circostanze), condivisa dai protagonisti dell’epoca ed esauriente per chi a quelle vicende guarda con gli occhi di oggi. La responsabilità principale di questa mancata verità, lo si può, senza volontà polemica, ma con mera constatazione dei fatti, imputare ai protagonisti dei due fronti del “conflitto”: Stato e forze politiche, da un lato, e mafia dall'altra. Entrambe le parti, ognuno nel proprio ruolo, in una sorta di complicità spregiudicata, si sono resi responsabili di gravi omissioni, menzogne, depistaggi, versioni continuamente contraddette che malgrado siano tuttora emerse come tali, hanno reso impossibile venire a capo della vicenda.

Coloro che si sono resi responsabili di tutto ciò avranno avuto evidentemente le loro “buone ragioni” per mentire, nascondere e confondere le acque. Le ombre su quel nero periodo storico nel suo complesso e in particolare sul comportamento dei protagonisti, si sono anziché ridotte, estese a dismisura, con il rischio di colpevolizzare persone in perfetta sintonia con la legalità.
Credo sia d’obbligo mettere in risalto, però, che i protagonisti dell’epoca, ancora oggi viventi, non hanno titolo per lamentarsi di quelle ricerche, a volte esasperate, che fioriscono intorno a tanti fatti occulti di quel triste periodo della storia italiana.

caponnetto-falcone-borsellino-2Secondo chi scrive, l’unico modo per evitare le tante dietrologie, sarebbe quello di arrivare ad una verità condivisa, perché senza la verità qualunque dietrologia è possibile, anzi potrebbe definirsi perfino legittima. Tutto questo è possibile solo quando si avrà la forza di abbassare i toni dello scontro politico e riporre la fiducia in quelle istituzioni ai quali la Costituzione assegna il compito di tutela della legalità. Mi auguro che sia la giustizia a trionfare, tenendo presente che oltre la quale, esiste e resiste l’invalicabile muro della coscienza collettiva di un paese che se anche contrassegnato dal grave primato di stragi impunite, sa esprimere al momento opportuno, il suo giudizio o il suo disappunto.

Perciò è necessario che tutti parlino di verità, quella verità fondamentale per non lasciare aperta una purulenta ferita nelle istituzioni del nostro paese. Una situazione che può condizionare la transizione verso una fase nuova della nostra repubblica ma che per essere conseguita è oltremodo necessario chiudere definitivamente e onorevolmente i conti con il passato.

Franco Luce aprile 2015Franco LuceStornarella (FG)
23 Maggio 2015









11 commenti:

  1. Michele Maniscalco24 maggio 2015 10:21

    L'isolamento di Falcone e Borsellino non veniva solo dalle Istituzioni, ma anche da noi tutti. La strgrande maggioranza di noi siciliani, nel proprio intimo e all'interno dei nostri muri dicasa eravamo a favore alla lotta alla mafia condotta da loro, ma ci guardavamo bene dallo esternare questo sentimento. Dopo che sono morti siamo stati capaci di esternare il nostro pensiero.

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  2. Concordo in pieno con MIchele il sacrificio di Giovanni e Paolo non è stato invano il popolo si è svegliato dopo questa immane tragedia..adesso speriamo che i giovani riesco a tener testa a questa piovra dai mille tentacoli che si insedia ovunque...

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  3. Ancora non riesco a capacitarmi come possa essere accaduto e come lo Stato non sia stato capace di proteggere questi eroi. Una pagina nera che di più non si può. Resta la speranza che non sia stato tutto inutile.

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  4. Sento di ringraziare Franco Luce per la generosità e l'impegno spassionato che mette a disposizione di PoliticaPrima.
    Lucide analisi, riflessioni, stimoli per coscienze addormentate. E anche per questa particolare occasione ha voluto essere presente.
    Ha, molto giustamente, accomunato le due tragedie che hanno sconvolto la Sicilia e l'Italia intera. Falcone e Borsellino un'anima unica per una lotta impari e eroica nel senso più più pieno del termine.
    Nessuno dico nessuno, potrà mai imitarli. Resteranno il simbolo più significativo nell'infinita guerra contro il male.
    Grazie sempre a loro e un grazie a Franco.

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    1. Caro direttore, sono io che ringrazio te, per avermi dato la possibilità di poter esprimere la mia "opinione" giusta o sbagliata che sia. La morte di questi due servitori dello Stato, si offre ad una miriade di interpetrazioni, e forse ancora a volta andrà ad arricchire l'archivio dei misteri italiani.

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  5. Giuseppe Vullo24 maggio 2015 14:22

    "L'ITALIA SENZA LA SICILIA NON LASCIA NELLO SPIRITO IMMAGINE ALCUNA" ( WOLFGANG GOETHE) ! GRAZIE A FRANCO LUCE che illumina con il suo articolo, lui Pugliese, i due grandi eroi siciliani...L'ITALIA SENZA I DUE EROI SICILIANI FALCONE e BORSELLINO NON LASCEREBBE NELLO SPIRITO IMMAGINE ALCUNA !!

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    1. Grazie Giuseppe della bella considerazione nei miei confronti. Hai affermato una verità: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono certamente il fiore all'occhiello per una Sicilia spesso omertosa ed addormentata, però resta sempre una regione ammirata e desiderata da tanta gente che ne fa dell'onestà una propria bandiera.

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  6. Senza retorica, cosa inutile e di comodo.mi piace ricordare così:
    Palermo chiama e oggi oltre 40.000 studenti di tutto il Paese, e un centinaio di ragazzi provenienti da Europa e Stati Uniti, hanno risposto unendosi in un unico coro nel ricordo delle stragi di Capaci e Via D'Amelio. "Palermo chiama Italia" è il titolo della manifestazione organizzata dalla Fondazione `Giovanni e Francesca Falcone', in occasione del XXIII anniversario della morte dei due giudici, del giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e degli uomini delle loro scorte Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano.

    Il corteo di studenti, nel tragitto verso l''albero Falcone', ha intrapreso una sorta di viaggio della memoria, soffermandosi nei luoghi simbolo della lotta alla mafia, dove sono stati uccisi uomini dello Stato impegnati nella lotta contro la mafia. La prima sosta in via De Amicis, dove furono uccisi dalla mafia il 25 settembre del 1979 il giudice Cesare Terranova e il maresciallo di polizia Lenin Mancuso. Quindi in via Di Blasi, dove cadde il capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano, il 21 luglio del 1979. In via Vittorio Alfieri, una sosta per l'imprenditore Libero Grassi, ammazzato il 29 agosto del 1991 dopo avere denunciato i suoi estortori. Durante ogni sosta sono stati pronunciati i nomi dele vittime e i motivi che portarono la mafia a eliminarli.

    A Palermo rispondono le piazze di Milano, Gattatico, Firenze, Napoli, Rosarno, Corleone e tantissime altre.

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  7. lo stato non ha voluto difenderli. loro lo sapevano bene , percio' avrebbero dovuto lasciare piu' tracce sul lavoro svolto

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  8. Marisa Bignardelli27 maggio 2015 19:28

    Falcone e Borsellino .Amarono la nostra città e la legalità al di sopra di tutto ma con la loro morte non è tutto finito è tutto iniziato. Falcone aveva trovato un modo nuovo per attaccare la mafia e Buscetta scelse lui,quando decise di dissociarsi Il maxi processo ne fu la conseguenza. Nessuno aveva osato tanto,nessuno poteva immaginare tanto!Tra i tanti ergastoli inflitti ci furono Reina e Provenzano(latitanti) Tutti abbiamo un debito verso di loro che possiamo pagare amando la verità e la legalità Eppure a Giovanni Falcone fu negato l’incarico di Procuratore di Palermo.Dovette subire dai politici ma anche dagli stessi colleghi magistrati sospetti e accuse di protagonismo. Borsellino e Falcone si riunirono,quando Falcone ebbe la nomina a Direttore della Procura nazionale antimafia e insieme ripresero il loro lavoro convinti che la mafia si può sconfiggere. Due fatti vergognosi voglio citare per far capire l’isolamento istituzionale .La bomba dell’addaura,dove fonti autorevoli sostennero che l’attentato era stato organizzato dallo stesso Falcone per farsi pubblicità L’altro episodio eclatante è stata l’intervista di Leoluca Orlando a Samarcarda in cui scagliò accuse infamanti contro Falcone che nascondeva documenti importanti per far chiarezza dentro i cassetti e non fu la sola infamia e la sola intervista lanciata da Leoluca Orlando Ma noi cari cittadini dalla memoria corta lo abbiamo eletto alla carica di primo cittadino Lui ci rappresenta e dunque rappresenta anche l’solamento di cittadini che non hanno mostrato riconoscenza !Alla fine questi morti sono costati molto alla mafia che ha visto sorgere un movimento antimafia e una nuova consapevolezza Se s’illudevano di eliminare il pericolo hanno solo coltivato semi!!!!

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  9. come ogni anno mi sono recata insieme ad amiche e amici, cercando di coinvolgere anche gli alunni e i loro genitori alla manifestazione del 23 maggio. Sono molto legata a questa Commemorazione perchè con la mia famiglia e i miei piccoli figli passai proprio circa un'ora prima che accadesse quel tragico evento. Mi ricordo poi, giunta a Ribera, sentendo la notizia, che guardai, seduti nel sedile posteriore, i miei figlioli e pensai che sarebbe bastato davvero poco per rimanere coinvolti..........che dire? Come insegnante combatto quotidianamente nelle aule delle scuole palermitane per porre le basi di una società dove la parola MAFIA sia solo un RICORDO, un brutto ricordo, un MOSTRO che, forse, noi stessi abbiamo consentito che venisse creato. Vi assicuro che sarebbe ora per noi adulti di ritornare a ragionare come i bambini che con semplici parole, a volte, trovano soluzioni per un mondo che a loro NON piace così come purtroppo lo stanno ereditando. Nei loro cuori non c'è posto per le guerre.....e desiderano tanto circondarsi di bellezza e cortesia

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