lunedì 14 aprile 2014

Un politico di nome Bersani

bersani_renzidi Giangiuseppe Gattuso - L’ho rivisto con curiosità e interesse a “Bersaglio mobile”, il programma di approfondimento politico di Enrico Mentana su La7, venerdì 11 aprile 2014.

Un’intervista a tutto campo dopo il grave malore del 5 gennaio scorso, quando al governo c’era ancora Enrico Letta. Al suo applauditissimo rientro in Parlamento, il 25 febbraio, si è ritrovato a votare la fiducia a Matteo Renzi. L’uomo che un anno dopo le primarie perse contro di lui, ha stravinto quelle contro Cuperlo e ha ‘sostituito’ il compagno e vice segretario del partito Enrico Letta a Palazzo Chigi. Una ‘rivoluzione’ copernicana. Ma Bersani non si è scomposto e, forse, non si scompone mai. È una personalità singolare, un uomo quasi d’altri tempi. Sereno, equilibrato, concreto, e ‘lento’. Esattamente agli antipodi del giovane fiorentino. Il cambio tra Letta e Renzi lo ha definito ‘inelegante’. Un eufemismo per descrivere un’operazione ‘politica’ spericolata ancora tutta da decifrare.

Bersani a Bersaglio MobilePer Bersani il partito è e deve essere un collettivo, una comunità, che può e deve continuare a vivere a prescindere dal leader. E ha definito il concetto di democrazia con semplicità ed efficacia: “Chi ha il 51% si deve comportare come se avesse, invece, il 49%”. Intendendo dire con questo che la Politica ha il dovere di ascoltare e tenere in debito conto le tesi di chi sta all’opposizione e di chi è in minoranza. Sempre.

Ha parlato della sua avventura elettorale, che non lo ha consacrato vincitore, e anche del grande risultato del M5S, e di quanto è accaduto dopo, compreso il famoso incontro in streaming. Che non ha rinnegato, ammettendo ancora una volta che non era sua intenzione ‘fare’ un governo con i 5 stelle ma, invece, di avere i loro voti per far partire un governo a guida Bersani. Il M5S disse di no e non se ne fece nulla.

Su alcune questioni è stato molto chiaro e determinato. Il combinato tra la nuova legge elettorale e la riforma del Senato provoca delle conseguenze gravi che bisogna assolutamente correggere. Avremmo una camera sola che decide tutto, composta da deputati sostanzialmente ‘nominati’ senza che i cittadini possano esprimere alcuna preferenza. E con un premio di maggioranza abnorme, che, grazie alla presenza di tante liste civette portatrici di voti anche non superando la soglia di sbarramento e quindi senza eletti, porterebbe un partito del 24/25% a prendere tutto.

Renzi e BersaniEleggere il Presidente della repubblica, i Giudici della Corte costituzionale, e tante altre nomine di vitale importanza per l’assetto istituzionale del Paese. Una legge che per come è concepita può produrre effetti paradossali e conseguenze rischiose. Una situazione, quindi, che non può essere trattata con superficialità. Il Pd deve prendere consapevolezza e ha il dovere di porre rimedio.

Insomma, Pierluigi Bersani, ha dimostrato ancora una volta di essere un politico vero, una persona seria e perbene. Rappresenta una concezione del partito opposta a quella di Matteo Renzi, e ha un approccio diverso nell’affrontare i problemi. Ha perso l’occasione della sua vita per guidare il Paese e si è assunto la responsabilità per la mancata vittoria. Non so dire con certezza se avrebbe fatto di più e meglio. È ancora presto per dirlo, ma, credo di potere affermare, che non avrebbe fatto cattiva figura. Sarebbe stato un buon Presidente del Consiglio.

Giangiuseppe-GattusoGiangiuseppe Gattuso
14 aprile 2014

9 commenti:

  1. A Giangiuseppe, dopo ave letto l’articolo, verrebbe da chiedergli “ Bersani chi?”. Quello che ora lui elogia, ” il politico vero, una persona seria e per bene”, oppure l’altro signore che, il presidente Napolitano aveva incaricato di formare il governo, ed egli aveva invitato i grillini ad entrare nella maggioranza, e questi lo presero a pesci in faccia, rischiando subito dopo la vita?
    Perché non ne parla di quest’episodio l’amico Gattuso, così preciso nel suo articolo, si è dimenticato forse di raccontarci proprio la cosa più importante. Non dimentica di fare però, proprio ieri sera su facebook l’appello “Urbi et Orbi”, chiamando i grillini a raccolta, perchè in una trasmissione su “la 7” il giornalista li stava massacrando, a ragione. Perché il bravo Grillo, mentre ha tolto il veto a far partecipare i suoi alle trasmissioni TV, a “Piazza Pulita” non aveva voluto mandare nessuno.
    Si proprio lui, che incitava all’antipolitica, ora che fa parte integrante del sistema, proprio ora che i sondaggi lo vedono a dieci punti di distacco dal PD, una volta annunzia che se perde le elezioni si ritirerà dalla politica, un’altra volta non fa votare quelle riforme che, il giovane di belle speranze, Matteo Renzi li sta facendo veramente. Così da rispettare le promesse da lui fatte agi italiani. E quindi il signor NO (Grillo) fa votare no alla legge che riduce i compensi ai partiti, no all’abolizione delle province, no all’abolizione del Senato. Credo forse si inventeranno una scusa per votare no anche agli 80 euro al mese di aumento di stipendio, per un anno, promessi ai lavoratori a basso reddito. Insomma no a tutto, pure a ciò che avevano detto in campagna elettorale, che avrebbero votato ciò che per loro andava bene. Però per li grillini non va bene niente… Chi vivrà vedrà!

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    1. Ma filippo ha ragione parlare di Bersani non ha senso. La sua occasione l'ha bruciata. Amen. Invece bisogna parlare d'altro più significativo. Suggerimento al direttore: 1) sondaggi per europee. 2) euro si od euro no. 3) la severa condanna per Berlusconi ? I legali di dell'utri colti da epidemia di peste? 4) la legge è uguale per tutti ? 5) Grillo alza l'asticella delle stupidaggini per raggranellare qualche voto in più. 6) Renzi il migliore che passa il convento ? e cosi via...perciò parafrasando Ales, ma Bersani chi ?

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  2. Filippo, l’articolo è su Pierluigi Bersani. Quello che ha battuto Renzi alle primarie, che ha tentato di fare un governo con i voti del M5S, che è stato trattato malissimo dal suo partito nella vicenda dell’elezione del Presidente della repubblica. Quello che ha trovato la situazione politica e di governo stravolta da come l’aveva lasciata. Quello che, sommessamente ma fermamente, ha dichiarato che la legge elettorale e le riforme costituzionali proposte da Renzi sono da modificare, perché rischiose per il sistema democratico. Non è un articolo sui grillini. Ho scritto altre volte su di loro e ho sempre detto ciò che pensavo e penso.
    Per quanto riguarda il ‘fare’ e le promesse di Renzi ne riparleremo tra qualche tempo. Ma possiamo già constatare che quasi tutte le date sulle quali si è impegnato sono state rinviate. Detto questo, spero vivamente che possa fare qualcosa di buono per tutti. Il resto sono chiacchiere e pura demagogia.

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  3. Bersani una persona perbene, un vero gentiluomo.
    Ha commesso un errore, onestamente da me allora condiviso, ma pur sempre un errore troppo grande.
    Si è rivolto umiliandosi alla parte sbagliata, lui al suo livello non poteva non capire con chi o o con cosa tentava un accordo.

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  4. Aurea mediocritas. I'ho votato al senato dove era debole, alla camera aveva 10 punti di distacco. Abbiamo visto come è finita. Brav'uomo ma oggi non lo voterei più, perché in periodi storici straordinari occorrono uomini straordinari, e Bersani non lo è. Lui vinse le prime primarie contro Renzi con la protezione della casta rossa. Persona onesta, di buonsenso buono per fare il sindaco di bettola. Riconosca che non è in grado di competere con gente che va di corsa come Grillo, Berlusconi, Renzi. L'unica cosa buona che può fare è di aiutare Renzi, non di fare la tresca con D'alema. Insomma un giudizio negativo, lento, sorpassato, vetusto non in grado di guidare un grande paese moderno in crisi, nevrotico, e che ha bisogno uno che non guardi in faccia nessuno. Infatti uno come Renzi da l'impressione di aver fatto in due mesi quello che Bersani ha fatto in 20 anni. Bocciato !

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  5. Hai ragione pino, bersani non può competere con chi veramente rappresenta gli Italiani e cioè Grillo,, Berlusconi e Renzi.
    La partita cosi' come dimostrano i numeri, è tra i tre grandi della politica.
    A ciascuno il suo, il resto non esiste, è questo che piace ed è questo che gli Italiani votano.
    Se qualcuno, ma non credo, la pensa diversamente almeno taccia.
    Ci piace il ''Leader'', adesso addirittura ne abbiamo tre, possiamo anche scegliere con chi riconoscerci, siamo un popolo fortunato.

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  6. Effettivamente questo Bersani ormai è fuori moda. Abbiamo un presidente giovane giovane che ci risolve tutto e velocemente. Peccato non averlo trovato prima. E chi lo critica è contro il bene dell'Italia e anche un conservatore retrogrado.

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  7. fuori moda? un fallito

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  8. Beh, io non mi fido delle promesse di Renzi, e malgrado ciò, non mi sento ne "fuori moda" e tanto meno un "fallito". Discutiamone, se volete, ma piano con gli insulti e giudizi affrettati. Innanzitutto il modo di far politica di Renzi non mi piace, infatti non si dice a Letta "stai sereno", e dopo qualche giorno lo mandi a casa. Nemmeno Machiavelli intendeva che la slealtà fosse un cardine del suo modo di intendere la politica. Poi, non mi piace Renzi perchè sin'ora si è limitato a fare il "Piazzista delle riforme", senza peraltro farne una di seria. Non riterrete mica che la cancellazione delle Province, così com'è statat attuata, sia una cosa seria? Non riterrete mica che l'eliminazione del Senato e la sua sostituzione con dei rappresentanti regionali (non eletti ma con l'immunità), sia una cosa seria? Non riterrete mica che l'oggettiva alleanza con berlusconi sia una cosa seria? La discussione e la lotta aperta sull'art. 18, secondo voi è una cosa seria, oppure è un modo per affrancarsi rispetto ad una destra che in Italia è sempre stata maggioranza? Io capisco che bisogna prendere atto di questo per fare politica in questo Paese, ma un conto è fare una politica di destra chie tiene conto degli interessi di Tutti, un conto è fare una politica liberista, ma conservando le regole che proteggono gli interessi delle corporazioni. Questo è ciò che noto io nella politica di Renzi. Non per questo io non nutro speranza che si ravveda. Ma non può continuare a fare politica nel modo più deteriore del termine. In poche parole credo che la prima riforma che dovrebbe fare è RIFORMARE IL MODO DI FAR POLITICA. COSA SIGNIFICA QUESTO? SIGNIFICA DIRE LA VERITA' AGLI ITALIANI, SIGNIFICA NON ALLEARSI COI DELINQUENTI. Ma siccome dire la verità significa anche perdere le prossime elezioni, perchè è solo il populismo che paga in questo Paese, allora avanti con le promesse impossibili, avanti con la lotta contro la sinistra. Tanto questo è servito alla dc per governare 50 anni, ed anche a berlusconi a governare per altri 20. I risultati sono noti a tutti.

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