sabato 13 aprile 2013

Il lavoro dei 10 saggi. L’ultima fatica di Napolitano

Riunione finale dei saggidi Giangiuseppe Gattuso - Ieri, 12 aprile, i dieci saggi, incaricati il 30 marzo, hanno completato il lavoro che Napolitano, per togliersi dall'impiccio della formazione del nuovo governo, gli aveva assegnato.

Le consultazioni infruttuose non avevano consentito di dare un incarico pieno a Bersani. Missione fallita, almeno fino a questo punto.

Al nuovo inquilino del Quirinale il compito di trovare la soluzione migliore. La prima votazione è fissata per giovedì 18 aprile. E bene che vada si comincerà a parlare di nuovo governo i primi di maggio. C'è tempo. Le emergenze del paese possono aspettare, il governo tecnico resta al suo posto e la storia ci dirà se sia stato un bene o un male.

Le risultanze del tavolo a due piani ha generato delle indicazioni che potranno essere utilizzate per la composizione del nuovo governo. I due Gruppi hanno cercato di individuare le misure dirette ad affrontare la crisi economica e la crisi del sistema istituzionale. Insomma un elenco ragionato di possibili linee di una futura azione di governo in campo economico-sociale, e istituzionale per ciascuna delle quali vengono indicati esempi di concreti provvedimenti.

I saggi hanno cercato di individuare i punti per i quali sembrerebbe esservi a prima vista una convergenza potenziale delle forze politiche. Possiamo dire che è stato fatto un buon lavoro, con alcune buone idee. Ma diversi problemi trattati e le possibili soluzioni erano già conosciuti dai cittadini e, ancor di più, dalle forze politiche.

Il Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ha proposto una “Agenda Possibile”( testo completo). Circa 50 pagine di relazione e altre 30 di appendice con i dati statistici. Il contenuto della relazione è stato condiviso da tutti i partecipanti.

Riavviare lo sviluppo economico, renderlo più equo e sostenibile. E la principale emergenza oggi da affrontare: “quella del lavoro e della conseguente crescita della povertà”. In questo senso, viene rilevato, “lo sviluppo lo fanno gli imprenditori e i lavoratori, non i governi. Ma i governi possono agire sui presupposti dello sviluppo. Possono attivare fattori facilitatori, anche interagendo nella sede dell’Unione europea, che persegue i medesimi obiettivi”.

Per quanto riguarda la povertà occorre “destinare qualunque sopravvenienza finanziaria possa manifestarsi nei prossimi mesi alla priorità dell’emergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficoltà economica”. E in quest’ambito viene indicato di “valutare le diverse ipotesi relative all’eventuale introduzione di un reddito minimo di inserimento, da inserire in un quadro complessivo di revisione dell’assistenza”.

È un auspicio importante.

Altri esempi concreti. Uno di questi è l'Expo2015, a Milano, per il quale bisogna “mobilitare istituzioni e sistemi produttivi ai fini di un rilancio dell’immagine italiana nel mondo e per assicurare il massimo impatto dell’evento sull’economia nazionale”. Bisogna nei prossimi due anni potenziare il settore turistico e valorizzare il patrimonio culturale attivando diversi strumenti di partnership pubblico-privato.

Attenzione particolare è stata rivolta al “Miglioramento della legislazione e funzionamento della pubblica amministrazione”, con l’indicazione di eliminare tutti i regimi autorizzatori non necessari ("Opzione zero"). Chi volesse approfondire può consultare il testo dell’Agenda Possibile.

Il gruppo di lavoro sui temi istituzionali ha, invece, proposto una “Relazione Finale” (testo completo). In questo caso la condivisione non è stata unanime e alla fine dei capitoli una nota indica la diversità di opinione. Circa 30 pagine in tutto suddivisi in sei sezioni: 1) Diritti dei cittadini e partecipazione democratica; 2) Del metodo per le riforme costituzionali; 3) Parlamento e Governo; 4) Rapporto Stato-Regioni; 5) Amministrazione della giustizia; 6) Regole per l’attività politica e per il suo finanziamento. Tutti argomenti importanti e interessanti.

Tra questi vogliamo sottolineare il punto sui “diritti dei cittadini e partecipazione democratica”. I partiti così come previsti dall’art. 49 della Costituzione: una associazione di cittadini che si impegnano con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Questo carattere di libera e nobile associazione politica si è nel tempo affievolito nella percezione dell’opinione pubblica, l’insoddisfazione verso il sistema politico si è rivelata enorme e gli scandali e la crisi dei partiti hanno fatto il resto.

Saluto di NapolitanoPer questo, i saggi, intravedono la necessità di una rilegittimazione dei partiti politici attraverso un loro rinnovato orientamento verso il bene comune. Diventa urgente, quindi, regolamentare la loro esistenza prevedendo dei caratteri minimi nei loro Statuti. Come ad esempio i principi democratici nella vita interna, la scelta dei candidati, il rispetto delle minoranze e i diritti degli iscritti. L’elezione degli organi dirigenti; l’interazione tra iscritti e dirigenti nella formazione degli indirizzi politici; le garanzie per le minoranze; le procedure per modificare statuto, nome e simbolo.

Altro argomento rilevante riguarda il numero dei Parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto. Si individua un rapporto di un Deputato ogni 125.000 abitanti invece di uno ogni 95.000, come è adesso. In tutto 480 Deputati. Per i Senatori, viene proposto un numero complessivo di 120, in proporzione al numero di abitanti in ciascuna Regione.

Non potevamo non rilevare un altro argomento delicato, di cui ci siamo occupati altre volte su PoliticaPrima, come il sovraffollamento carcerario. Vengono indicate alcune soluzioni come l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare; l’introduzione di pene alternative alla detenzione; Il lavoro dei detenuti, che riduce drasticamente la recidiva, rende il carcere più vivibile, e rispetta la dignità della persona detenuta.

Insomma, dopo questa ultima fatica, Napolitano ci lascia. La situazione non è certo rosea. Restiamo in mezzo al guado. E non sappiamo nemmeno quanto sarà stata utile questa attesa e se, e come, le forze politiche utilizzeranno le tesi indicate dai dieci saggi.

Ormai attendiamo il suo successore mentre i partiti, oltre a continuare a perdere tempo, organizzano manifestazioni per ribadire che non c’è più tempo. E sembrano guardare a nuove elezioni. Che Dio ci aiuti.

Giangiuseppe-Gattuso  Giangiuseppe Gattuso
  13 aprile 2013

7 commenti:

  1. Diciamolo francamente. Le analisi e le proposte dei 10 saggi erano e sono risultate in larga parte scontate.
    Inoltre, tutti sapevamo che la costituzione di questa Commissione è stata un "escamotage" per riempire il vuoto tra la fine del secondo giro di consultazione e l'elezione del nuovo Capo dello Stato.
    Sappiamo che il destino di questo lavoro è quello di essere cestinato dal prossimo governo perchè o sarà di minoranza, o di larghe intese o ponte per elezioni anticipate.
    Il lavoro dei 10 saggi potrebbe trovare applicazioe soltanto nell'ipotesi in cui i prossimi Presidenti di Repubblica e CDM fossero scelti tra loro. E questa non mi sembrerebbe una cattiva ipotesi.

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  2. Non so dire se la missione sia fallita o se, piuttosto, non prosegua secondo copione condiviso, in una complicità sottaciuta tra il presidente Napolitano, Bersani, Sel, M5S.
    Mai attacchi veramente aperti tra queste parti; alla fine, tutti concordi nel tirare avanti l'operazione ritardo, per arrivare “immuni” all’elezione del Presidente della Repubblica, senza nominare prima il Governo.
    Me lo fa pensare pure la proposta, venuta fuori, tra le altre tutte nobili, dal risultato delle primarie grilline proprio riguardo il nome del Presidente della Repubblica: stranamente, c’è (anche) Prodi.
    No, non poi tanto stranamente, visto che Prodi, antipatico quanto si voglia, è stato l’unico che per ben due volte ha battuto Berlusconi nelle passate consultazioni elettorali, e resta dunque, e non solo per questo, quel nome che potrebbe raccogliere un buon condiviso consenso nell’intero arco del centro sinistra.
    E poi, Bersani non è un testone da poco, vivaddio!
    Non vuole perdere l’ultimo treno, o si manda a casa Berlusconi adesso o mai più.
    Berlusconi l'ha capita e sferra attacchi frontali, facendo appello al popolo con i suoi soliti proclami.
    Nel discorso di Bari ha fatto affermazioni pesanti, proponendosi, in caso di nuove elezioni, come candidato premier.
    E’ un duello all’ultimo sangue, che non potrà che concludersi con la morte di uno dei due contendenti.
    Se il governo di sinistra si farà, secondo me, non sarà a tempo.
    Dopo tanta tensione e tanta fatica, sarà un governo ben rappresentativo delle parti in campo, e capace di proposte serie.
    Resisterà, e ci riporterà alla democrazia reale e alla buona ricostruzione del Paese.
    O sì, i dieci saggi hanno detto cose sagge, ma tutte scontate. Un modo come un altro per perdere tempo.
    E’ da tanto che se ne parla di queste novità, e, va detto, particolarmente qui in PoliticaPrima.
    Molti, infatti, sono stati gli articoli a riguardo tutti dotti e ben centrati.

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  3. Calogero Dolcimascolo14 aprile 2013 14:35

    Non vorrei sembrare come l’avvoltoio pronto a colpire la preda! Lungi da me appassionato della politica e del mio Paese essere considerato uno scapestrato del centro-destra pronto a difenderlo a tutti I costi.
    Nella considerazione che qualsiasi ultrattività del capo dello Stato non espressamente disposto dall’art. 92 della Costituzione per l’incarico al futuro premier rientra nelle facoltà facoltizzanti dello stesso, ritengo che il lavoro dei saggi vada tenuto debitamente in considerazione, senza nulla togliere ad eventuali iniziative parlamentari circa l’eventuale miglioramento del testo licenziato, in quanto le osservazioni meritevoli e il lavoro fatto non può che essere tradotto in atti legislativi.
    Inoltre considerato lo stallo parlamentare determinatesi sarei dell’opinione che la figura che oggi, sia per la sua statura personale che per quella Istituzionale, si addice maggiormente alla guida del Paese, per affrontare un Parlamento lacerato sarebbe quella del futuro senatore a vita Giorgio Napolitano.
    La sua partecipazione nell’agone politico la considero necessaria e indispensabile per mettere di fronte alle proprie responsabilità i due rami del Parlamento e poi magari tra un paio di anni andare a votare.
    Votare a giugno, come dice Berlusconi, senza avere fatto alcuna modifica sia elettorale che istituzionale sarebbe una follia.
    Le parole di Confindustria, circa la diminuzione dell’1% del PIL in questi due mesi a causa della mancanza del governo, dovrebbe fare riflettere tutti sulla gravità dell’attuale situazione economica.
    Qualcuno potrebbe meravigliarsi del mio commento ma considero molto meglio un galantuomo di sinistra per traghettarci fuori dalla crisi politica e non chi guarda le elezioni a giugno come una rivincita.
    Anch'io, come Pepe, penso di andare in ferie ma non di abbandonare questo Blog.

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  4. Per definire governo di sinistra un esecutivo organico con Grillo, ci vuole tanta ingenuità e fantasia, può piacere o non piacere, ma credere o solo sperare che Grillo ed il Grillismo possano essere qualcosa di riconducibile anche lontanamente alla sinistra è semplicemente assurdo.

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  5. Se proprio vogliamo parlare del lavoro dei dieci saggi scelti da Napolitano allo scopo di dare qualche argomento di discussione a giornali e televisioni mentre trascorrono gli ultimi giorni del suo settennato, dobbiamo dire che ci troviamo di fronte a risultati modesti per i quali non varrebbe la pena perdere del tempo in commenti e riflessioni.
    Nel Paese dei disoccupati, sentirsi dire dai dieci saggi che tra le priorità dell’Italia ci sia la mancanza di lavoro è come per un malato di tumore sentirsi dire che il suo problema principale è il cancro. Tutti capiscono che a fronte di oltre un milione di posti di lavoro persi nel 2012 la lotta alla disoccupazione è una vera emergenza che doveva essere risolta da tempo e che i tecnici del governo Monti non lo hanno capito.
    Occorre comunque osservare che i saggi non hanno la soluzione in tasca né avremmo potuto aspettarci molto da loro. .La ricetta presentata al presidente Napolitano non può tirarci fuori dai guai,infatti, ha spiegato il capo dello stato, “le relazioni (dei saggi) faranno parte delle mie consegne al nuovo Presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia riflessione”. Un modo eufemistico per dire che al nuovo inquilino del Colle passerà soltanto una patata bollente.
    Le cose dette e scritte dai saggi, sull’emergenza lavoro e il sostegno alle persone in grave difficoltà economica attraverso un alleggerimento dell’imposizione diretta sul lavoro e sul sostegno alle famiglie più povere, sono cose scontate e dette e scritte tante volte prima di loro, come pure queste: “Il livello della pressione fiscale ha raggiunto, in Italia, livelli molto elevati: aliquote fiscali e contributive così alte, a fronte di un livello di servizi pubblici non sempre adeguati sono un ostacolo alla crescita economica”. MA VA’? NON CE NE ERAVAMO MAI ACCORTI !!! Vogliamo continuare con le ovvietà a cura della premiata ditta dei “Dieci Saggi” ? :“Se si rompe la coesione della società è in pericolo la democrazia, ogni azione pubblica è paralizzata”.
    Alla coesione sociale, sempre secondo i magnifici dieci, vanno associate (altre ovvietà) la tutela dei risparmiatori e il rispetto della Costituzione e delle regole europee.

    Insomma, non voglio continuare con l’elenco della relazione dei dieci saggi perché io stesso a questo punto ne ho abbastanza. Dico soltanto che è stato un lavoro inutile e un esercizio del Capo dello Stato volto soltanto a perdere tempo, visto che le proposte dei saggi non sono obbligatorie né ultimative per il governo che verrà e non sono nemmeno proposte di legge, ma soltanto elenchi, nemmeno tanto originali, di alcuni dei bisogni del nostro Paese.
    A questo punto la domanda sorge spontanea: quanto è costato, in denaro, questo inutile esercizio, ai contribuenti italiani?.

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  6. La patata bollente era un gioco tanto diffuso quando andavo alle elementari, non pensavo fosse conosciuto anche ai tempi di Napolitano, che dimostra comunque di esserne campione indiscusso!
    Tanto ha fatto, fino a portare l'Italia in stasi e scaricare a chi verrà i compiti ardui...le ha provate tutte!!
    Ricordavi nell'articolo del potenziale lavorativo e d'immagine di Expo 2015, ma ricordi della possibilità dei giochi olimpici offerta a Roma per il 2020? Monti decise che "Non potevamo correre rischi". Morale: persi almeno 15 miliardi di euro d'introiti e la faccia davanti al mondo!
    Ringrazio Napolitano, per averci insegnato il peso che può avere nel momento di bisogno un presidente della repubblica e di quanto importante risulta essere la sua elezione, che spero avvenga con criterio, almeno stavolta!

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  7. maria pia labita15 aprile 2013 18:01

    Sono convinta anche io che i 10 saggi siano stati una mossa per colmare il vuoto assoluto.
    D'altra parte qualcosa andava fatto dato che l'Italia pende dalle labbra della politica sperando in una qualche miracolosa soluzione che ci consenta di uscire fuori da un imbalsamamento totale.
    E mentre tutti si spremono le meningi, giocando la propria partita a scacchi.....ci sono i disperati che si suicidano, ormai sono tanti, ogni giorno se ne sente uno. Riusciranno i nostri eroi a traghettarci verso una sponda meno infelice?.....

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