sabato 9 marzo 2013

AGORÀ, POLITICA, COMUNICAZIONE E WEB

Giorgia Buteradi Giorgia Butera - Prima era l'Agorà, il luogo intorno al quale si svolgeva la vita sociale, luogo di riunione e di mercato. L'Agorà era considerata la piazza centrale della polis greca dove si svolgeva la vita economico-commerciale. Era il centro religioso, il luogo politico, in quanto luogo della democrazia.
Oggi, gran parte della vita sociale la si svolge all'interno del mondo virtuale. Internet, il centro gravitazionale. All'interno di questa nuova arena si possono osservare comportamenti sociali e nuove forme comunicazionali; in uno spazio chiuso e circoscritto vive un mondo globalizzato e di interdipendenza settoriale.

Indubbiamente la politica ne ha tratto grande vantaggio. Anche se il filo verso il quale viaggiano è molto sottile; se i politici non sono capaci di gestire con spirito democratico il loro essere virtuali, l'azione diventa un boomerang terribile per loro stessi. Troppo esibizionismo personale. Sono parecchio aiutati dal web, dai social network, uno spazio infinito e di moltiplicazione.

I politici hanno il loro blog, da lì fanno partire i loro comunicati, sicché gli operatori del settore devono essere tutti pronti ad attendere il monito quotidiano. Ciò che più li rende prigionieri sono i Twett o, i post su Facebook; molto spesso demagogici e, privi di contenuti. Ma loro, sono maldestramente convinti che ogni Twett gli farà ottenere più consenso. Con buona pace di Obama.
Ed anche quando poco o nulla hanno da dire, inventano argomenti appetibili.
Inizia, così, il processo di vetrinizzazione.

Nel contesto politico attuale sta però verificandosi una spaccatura-comunicazionale proveniente dal Movimento 5 Stelle, non in termini di azione politica della quale possiamo cogliere proposizioni e tendenze; ma a loro va riconosciuto il merito di mettere tutto in piazza. La trasparenza è d’obbligo per gli altri; per se stessi, forse, è ancora tutta da scoprire.

Tornando al principio della notizia politica. Sembra oggi quella con più carica di appeal, nasce, infatti, da un'interpretazione nella quale è inclusa una componente soggettiva maggiore rispetto a quella presente nelle altre notizie. Questo rende tale notizia meno limpida e, obiettiva delle altre perché trattata sempre da un punto di vista schierato, spesso prevenuto, a volte esasperato.

Nell'attuale giornalismo inoltre, spesso si costruiscono casi sostenuti e portati avanti nel nome dell'ideologia e dello spettacolo, condizionati dalla linea politico-editoriale del giornale e lo stesso avviene nei dibattiti televisivi, pronti a dar fastidio o screditare qualcuno.

La notizia oggi non è più il lavoro di un professionista, ma di una star mediatizzata. E se tu, uomo qualunque, non ne vieni in contatto, sei fuori dal sistema sociale; non riesci a comprendere cosa stia succedendo per davvero.

E' la notizia l'argomento su cui i media decidono di prestare maggiore attenzione o, qualunque fatto realmente accaduto, anche se non sapientemente diffuso?
L'Incontro a questo punto con chi sarebbe? Col fatto puro in sé, oppure con il potere dei mass-news?

Giorgia Butera
09 marzo 2013

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante analisi di Giorgia Butera, Sociologa della Comunicazione, che con chiarezza sintetizza l’evoluzione della comunicazione nell’era di internet e dei social network. La politica, in questo senso, ha modificato moltissimo il suo rapporto con i cittadini. Il messaggio è immediato, ma le opinioni e le proposte non sempre sortiscono gli effetti sperati.

7 commenti:

  1. Cosa è rimasto dell'agorà?
    Non è rimasto niente,a meno che non si voglia credere o far credere che sia stata sostituita da piazze virtuali ed immaginarie.
    Amici virtuali,politica virtuale,partecipazione virtuale,financo relazioni o amori virtuali.Fa molto comodo crederci o sforzarsi di credere che sia tutto vero,si rischia altrimenti di toccare e vivere l'immensa solitudine che vive l'uomo del terzo millennio.
    Non voglio per carita' e per amore di pace e concordia, approfondire cio' che penso della politica virtuale che va tanto di moda.

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    1. Sergio,
      anche io pongo delle criticità nei confronti delle comunità virtuali di qualunque natura esse siano, pur riconoscendone tratti positivi.
      La politica virtuale è effimera, inconsistente, priva di contenuti.
      Amo l'Agorà, quella pura.
      Abbraccio,
      Giorgia

      P.s. Sono la figlia di Angelo

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  2. Dobbiamo vivere in pienezza il nostro tempo e trovare nelle condizioni date, hic et nunc, la riservatezza e la socialità, senza innamorarci troppo delle parole e della loro storia. Realtà e virtualità sono sempre esistite, in modi e forme diverse e d'altra parte la democrazia, nella vicenda degli ultimi tremila anni e stata appannaggio delle polis greche, della repubblica romana, di alcuni comuni italiani del tre e quattro cento e poi degli ultimi due secoli americani ed europei, con razzismi, fascismi e comunismi stalinisti, che ne hanno interrotto la continuità e macchiato l'onorabilità. In Italia abbiamo avuto le cannonate di Bava Beccaris e poi Mussolini e nel dopoguerra abbiamo avuto prima una democrazia bloccata dalla guerra fredda e poi il disastro dei partiti di plastica e personali, che ha portato col porcellum, all'ingovernabilità. Senza la comunità virtuale, di cui noi con il nostro blog facciamo parte, non ci troveremo in condizione migliore di quella in cui ci troviamo, anzi. Allora prendiamo il buono che c'è, diamoci appuntamenti, incontriamoci, organizziamoci, non ce lo vieta nessuno: non diamoci alibi, reagiamo con tutta la forza che abbiamo, perchè la democrazia è la più alta forma di politicità, ma ha bisogno di cultura e partecipazione.FGM

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  3. La rete ormai è uno strumento acquisito definitivamente dal singolo individuo. E' impensabile e stolto pensare di potere tornare indietro,, di rimuoverla e ridimensionarla all'insignificanza.
    Ciò detto, però, bisogna avere il coraggio del'onestà intellettuale per riconoscere e denunciare che il web ha creato un mondo virtuale parallelo al mondo reale. Nel primo entrano e vivono tutto il meglio di noi, e cioè i valori, i principi, gli ideali, le analisi e le proposte. Nel secondo la lotta quotidiana ed eterna reale e materiale per difenderli e riformarli, dunque la lotta "utile ed inevitabile" per vivere e/o quantomeno sopravvivere con dignità.
    Purtroppo questi due mondi, la rete e la realtà quotidiana, a tutt'oggi si scontrano e si elidono a vicenda. Ognuno vuole la morte dell'altro, cerca l'assassinio volontario e premeditato dell'altro. La conseguenza è quello a cui assistiamo oggi in Italia: l'instabilità e l'ingovernabilità assoluta. Da un lato il WEB M5S e dall'altro, nel bene e nel male, la realtà umana e concreta dei partiti politici.
    Concludo. Se la rete non viene ricondotta a quello per cui è nata, e cioè il mezzo più moderno della "semplice" comunicazione di informazioni, dunque un "umile ed utile" strumento al servizio della realtà umana individuale e sociale per farla progredire in forme più evolute senza abolire l'incontro fisico e materiale delle persone, oppure andiamo verso un "pianeta delle scimmie" cannibali che si lottano con il computer invece che con le noci di cocco.

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  4. Una certezza che mi sento di affermare è che la rete, internet, i social network, i blog come il nostro, sono un arricchimento enorme delle potenzialità dei cittadini. Rappresentano il mezzo attraverso il quale si può interagire con chiunque, senza distanze e senza confini. Sostanzialmente ogni cittadino può, quasi gratis, accedere ad una miriade di informazioni. Ascoltare le opinioni, in questo caso dei politici, farsene una sua e, nello stesso tempo, mettere il suo pensiero a disposizione di chi vuole conoscerlo.
    Tutto ciò non va drammatizzato e non va nemmeno mitizzato.
    La rete va, semplicemente, utilizzata. Al meglio e secondo le esigenze di ognuno di noi. Semmai, è gravissimo che, ancora oggi, buona parte della popolazione italiana risulta sprovvista di mezzi adeguati per utilizzarla, tantissimi altri non hanno la cognizione minima per usarla, e, in ultimo, le infrastrutture digitali sulle quali si regge sono paragonabili a quelle di tanti paesi del terzo mondo.
    E tutto questo per una colpevole disattenzione dei governati che, per ragioni facilmente intuibili, hanno determinato un enorme ritardo nella diffusione, nell'utilizzo e nell'adeguamento delle infrastrutture della rete alle più moderne ed efficienti tecnologie. E quindi, viva la rete, viva internet e viva ai politici che hanno nel loro programma l’uso, la diffusione e l’ammodernamento della rete internet in Italia. Tutto il resto è oggetto di studio dei fenomeni sociali e dei comportamenti comunicazionali. Come spiega bene l’autrice dell’articolo. Aspettiamo un suo prossimo intervento.

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  5. Se la credibilità di una classe politica deve passare dal blog, pazienza. in ogni caso confidiamo che la nostra rappresentanza diventi"social" nelle sue forme più alte e dignitose.

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  6. La rete e i social network sono una grande fonte di arricchimento. Ma come giustamente dicono sia l’autrice che gli altri amici del blog, questi devono essere utilizzati al meglio secondo le varie esigenze.
    E’ bello creare una rete di scambio di opinioni, idee e cultura, ma altresì è necessario ogni tanto uscire da questo mondo virtuale e organizzare incontri per approfondire gli argomenti trattati. Perché, a parer mio, la comunicazione attraverso la rete oggi è fondamentale, ma nelle relazioni umane la comunicabilità è fatta di rapporti veri.
    Per quanto riguarda l’utilizzo di questi mezzi di comunicazione in politica, è giusto che chi la esercita usufruisca della rete per far conoscere il proprio pensiero, far conoscere gli appuntamenti pubblici o le manifestazioni, coinvolgendo chi è interessato.
    Ma la cosa importante, visto che parlano tanto di trasparenza e cambiamento, è quella di utilizzare la rete per far conoscere al cittadino come lavorano è cosa fanno per il bene della comunità, come hanno iniziato a fare gli eletti del Movimento 5 Stelle o qualche politico giovane del PD.
    Perché le Amministrazioni a tutti i livelli non mettono nel sito come gestiscono il denaro pubblico?
    Le Amministrazioni Comunali, perché non fanno tesoro di questo mezzo di comunicazione, per mettere a conoscenza dei cittadini la destinazione del denaro proveniente dalle tasse, o dalle tante multe che effettuano?
    Questo è utilizzare al meglio la tecnologia.

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