mercoledì 6 febbraio 2013

MONTE DEI PASCHI DI SIENA, FONDAZIONI E BANCHE. E la Sicilia sta a guardare…

Filippo-Alesdi Filippo Ales - Il caso Monte dei Paschi chiama in causa, ancora una volta, il ruolo delle “fondazioni”, istituzioni non profit, grandi azionisti degli istituti di credito.
Prima di entrare nella polemica che ha riguardato il PD, vediamo cosa sono le “fondazioni bancarie”, e vediamo in particolare, il ruolo che aveva la fondazione a Siena. Questo articolo vuole trattare questo aspetto e confrontare, di conseguenza, i danni causati dai governi succedutisi alla Regione Siciliana e dall’intera classe politica isolana, per il mancato interessamento ad una sana politica del credito e della finanza.
mps_logoDebbo confessarvi che non mi spiegavo quale fosse la differenza tra Fondazioni e Banche, ovvero quale ruolo avessero le Fondazioni bancarie nella proprietà delle banche, avendo queste personalità giuridica, essendo società per azioni, per lo più quotate in borsa. Pensavo ci fosse un controsenso: una doppia proprietà considerato che, per me, il titolo azionario è un titolo di proprietà.
Per togliermi la curiosità sono andato a consultare “Wikipedia” che mi conferma: “prevale una ambiguità di fondo tra attività bancaria e finalità istituzionali che sono ancora piuttosto confuse, anche perché le fondazioni bancarie da un lato devono controllare la banca e dall'altro devono perseguire scopi non di lucro”.
L'unico elemento chiaro di attività "sociale" delle fondazioni bancarie si ritrova nel dettato della legge 266/1991 istitutiva delle organizzazioni di volontariato: l'art. 15, infatti, dispone che un quindicesimo dei proventi di questi enti (le banche) venga devoluto ai fondi regionali per il volontariato. L'evoluzione normativa degli anni seguenti mira proprio ad eliminare questa confusione: un sistema misto di incentivi e vincoli mette in moto il mercato, nonostante la regolamentazione delle attività istituzionali sia ancora carente. Il Decreto legislativo n. 153 del 1999 (la legge Amato - Ciampi) afferma l'idea per cui le fondazioni devono operare nel mondo no profit, pur potendo conservare una certa vocazione economica (ma sempre nell'ambito degli scopi non lucrativi). Il decreto, nel testo vigente, individua perciò i settori ammessi.
Questi sono le attività, oggi previste, dal cosiddetto “Terzo Settore” o “Settore no profit”, dalle cooperative sociali alle Associazioni di volontariato, etc, ed i campi di azione sono i seguenti: “famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili; prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualità; sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologie e disturbi psichici e mentali; ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualità dell’ambiente; arte, attività e beni culturali”.
Include tutto ciò che riguarda il welfare, ed anche di più,… nel cui ambito le fondazioni scelgono non più di cinque settori rilevanti. Le fondazioni bancarie possono così assumere la struttura di "fondazioni grant-making" (erogare denaro ad organizzazioni non profit che operano nei sei settori individuati) oppure possono scegliere quella di "fondazioni operative", svolgendo direttamente attività d'impresa nei suddetti settori, attività strumentale volta al raggiungimento dello scopo di utilità sociale.
Tale assetto legislativo necessitava di alcuni aggiustamenti, poiché vi era una dispersione di impiego dei proventi patrimoniali da parte delle fondazioni (che erogavano "a pioggia" importi modesti e solo in alcune aree del Paese). La legge del 1998 introduce perciò la «programmazione triennale» dell'attività delle fondazioni e indebolisce il legame fondazioni - banche, affidando la partecipazione a delle «società di gestione del risparmio» (scelte con gare pubbliche) ma soprattutto ribadisce l'appartenenza della materia al diritto privato e non al diritto pubblico.
Le fondazioni sono costituite da componenti eletti dalla Regione, dalle Provincie, dai Comuni, secondo gli statuti dagli stessi approvato, che ne determina la rappresentanza nel territorio ed il numero dei componenti che verranno nominati. E siccome questo sistema privilegia prevalentemente il territorio, era il Comune, dove aveva la propria sede, che nominava la maggioranza della rappresentanza
PCIGiacché storicamente Siena ha avuto, credo da sempre, una Amministrazione di sinistra, risulta chiaro che i Consiglieri della Fondazione erano segnalati dal PD oggi, come dal PDS prima e dal PCI ancora prima. A Siena lo statuto della “fondazione”, trattandosi della Banca più antica d’Italia, prevedeva pure il finanziamento di opere e di servizi pubblici, quali il pagamento della luce elettrica del comune, le spese di mantenimento dell’ Università, del “palio di Siena” ed altro. Era previsto tra i componenti la “fondazione” anche la nomina di un rappresentante della Curia senese e la fondazione del banco rappresentava un numero di azioni che superava il 50%: Un potere enorme ma come diceva ieri sera, a “Piazza Pulita”, Bersani, in caso di vittoria alle elezioni prossime, proporrà una modifica dell’azionariato delle fondazioni in modo che in nessun caso le fondazioni superino il 50% di azioni.
Quindi le “fondazioni” tutte hanno il compito di scegliere il Consiglio di Amministrazione delle Banche, sotto la vigilanza della Banca d’Italia e del Ministero del Tesoro, e di amministrare 1/15 dei proventi delle banche attraverso gli Enti del Terzo Settore, per cui essendoci uno stretto rapporto tra fondazioni e territori di appartenenza, sono questi che ne risultano avvantaggiati, attraverso i benefit che ricevono, ed i servizi di welfare che vengono erogati ai cittadini.
A questo punto possiamo immaginare le lotte per essere nominati nelle fondazioni. A tal proposito un esempio illuminante è il caso dell’ex sindaco di Torino, Chiamparino che, appena lasciata la poltrona di Sindaco, si è fatto nominare Presidente della fondazione “Intesa - San Paolo” (di origini torinesi), con lo scopo primario di gestire i servizi del Terzo Settore a favore delle popolazioni della sua città.
“Le fondazioni infatti hanno obiettivi di carattere sociale o umanitario o culturale, e la loro attività è resa possibile dal possesso di un capitale che genera delle rendite. In più, quasi il 90% delle risorse economiche delle fondazioni deve essere, per la legge Tremonti, destinato ad iniziative di carattere locale, cioè nell'ambito della Regione di appartenenza.”
Come possiamo constatare la Sicilia non ha più banche, che hanno sede nella nostra regione, e quindi manca quel rapporto tra banche ed il suo territorio, come previsto dalla legge Tremonti, “che destina ad iniziative di carattere locale, o nell’ambito della Regione”, i fondi destinati alle fondazioni bancarie. Tutto questo è stato possibile a causa delle dissennate politiche sul credito ed il risparmio fatte dalla nostra classe politica.
Come abbiamo visto le incombenze delle fondazioni bancarie sono enormi, e la Sicilia ha visto scomparire, una ad una, tutte le banche isolane, dal Banco di Sicilia alla Cassa di Risparmio, a tutte le altre banche delle province siciliane, e visto passare sulla sua testa quanto di buono poteva portare tutto questo, e con loro anche le fondazioni che avrebbero potuto dare un sostegno ed un aiuto ai nostri anziani, ai disabili, ai bambini, ai giovani, ai tossicodipendenti, alla categoria dello svantaggio sociale.
E così il distacco della Sicilia dalle Regioni del Nord aumenta sempre più!.
Filippo Ales
06 Febbraio 2013














10 commenti:

  1. Caro Filippo hai fatto un affresco attendibile dell'affare MPS. La sicilia non ha più banche e quindi le fondazioni con cui fare clientelismo sul territorio? Ma ricordiamo cosa erano banco di sicilia e cassa di risparmio? Erano dei bancomat per i nostri politici. CMQ la sicilia è nel consiglio d'amministrazione di unicredit. Tra l'altro il presidente nazionale è Giuseppe Vita un siciliano di favara. Se in sicilia ci fossero imprentitori seri, penso che troverebbero credito. Sono d'accordo con bersani quando dice i partiti fuori dalle banche, e le banche fuori dai partiti. Si aboliscano le fondazioni. Si tenga sotto controllo il terzo settore e le cosidette onlus, enti non profit, con i soldi pubblici. Siamo sicuri che non ci siano parassiti che mangiano anche sotto forma di consigli d'amministrazione, con stipendi cervellotici...famiglie tutte impiegate in questi enti, che stanno a mungere la mucca dei soldi pubblici. Crocetta faccia pulizia anche tra le onlus! OK? A buon intenditor...

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  2. Ho appena letto l’articolo di Filippo Ales.
    Ne sono rimasto particolarmente ammirato per quanto non pensavo potesse essere diversamente.
    Ritengo peraltro di particolare rilievo il fatto che qualcuno in PoliticaPrima cerchi fare luce su temi come questo, importanti per la nostra vita quotidiana e tuttavia ancora oscuro alla maggior parte della gente.
    Il dramma che riguarda il Monte dei Paschi di Siena ha generato una serie di effetti negativi che difficilmente potranno essere dimenticati nel breve.
    In primo luogo il venir meno della fiducia dei cittadini nei confronti di quella che non può essere ritenuta una istituzione bancaria qualsiasi poiché si tratta pur sempre della prima forma moderna di istituto di credito.
    In secondo luogo il nascere di un clima di sospetto anche attorno le Fondazioni che pure avrebbero dovuto costituire elemento di sicurezza per i cittadini. Uno dei loro compiti primari sarebbe dovuto essere quello di destinare al terzo settore il surplus di utili che in passato venivano assegnati indiscriminatamente ad ambiti i più generici.
    Questa funzione sociale della banca viene meno proprio quando il governo montiano ha ritenuto di fare a meno sempre di più del welfare a favore di uno Stato sparagnino sulle spalle delle classi più disagiate.
    Mi auguro, infine, che altri (se ce ne sono) come Ales continuino ad informarci poiché l’unica arma della quale oggi disponiamo per difenderci consiste nella diffusione di una conoscenza sempre più condivisa e solidale.

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    1. Solo una considerazione sull'articolo, credo che per contenuto, stile ed efficacia,non avrebbe certo sfigurato se pubblicato su importanti quotidiani di settore.
      Davvero complimenti.
      Ogni tanto una''polpettina'' di buona carne in un mare di inutile brodo.

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    2. Giuseppe Arena8 febbraio 2013 09:38

      Scusa Sergio,
      questo articolo è davvero interessante oltre che scritto molto bene.
      Davvero le banche ormai sono padrone della politica di tutte le nazioni tant'è che, ricordiamolo, tutto parte dal fallimento o quasi di banche americane che ha infettato tutto il globo.
      Plaudo a questa polpettina di buona carne, ma se tutto l'altro che scriviamo e commentiamo è un inutile brodo ... !!!
      Io non sono bravo come il cuoco di una nota pubblicità che il brodo lo fa meglio della casalinga, e non sono neppure bravo a scrivere.
      Quello che scrivo mi costa fatica, io stesso dico che scrivo come parlo, ma è fatto con passione ma se lo sostanza non è gradita preferisco non partecipare.

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    3. Perchè non dovresti partecipare? Sergio ha fatto una valutazione positiva dell'articolo di Ales definendolo una polpettina di buona carne. L'inutile brodo riguarda, a volte, tante chiacchiere che vengono fatte tra di noi e forse esagerando. Ma qui ognuno è libero di dire ciò che pensa. Sempre. Senza alcuna limitazione tranne quella, e forse ovvio ricordarlo, quella del decoro e del rispetto. Quindi caro Giuseppe non hai alcun motivo per farti venire certi dubbi. Ognuno di noi per la sua specificità, le sue convinzioni, il suo modo di intendere la Politica, è, per PoliticaPrima, indispensabile, necessario e prezioso!

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  3. Lo scandalo MPS, non c'è dubbio, ha fatto emergere tutte intere le debolezze del nostro sistema bancario. Anche quando ci viene detto e ripetuto che le banche italiane sono tra le più stabili e forti e possono resistere alle burrasche finanziarie più tempestose. Ma lo stupore per l'entità della faccenda emersa in questi giorni non diminuisce affatto e, come era ovvio, influenzerà l'esito elettorale. Non si può sorvolare né si possono giustificare comportamenti così eclatanti. Le cifre fanno rabbrividire e cozzano con le difficoltà che attraversa il Paese e milioni di cittadini. Bisognerà porre rimedio, scovare le responsabilità, recuperare i quattrini e punire chi deve essere punito. È inammissibile assistere a operazioni finanziarie così spregiudicate. Ha fatto benissimo Filippo Ales a trattare l'argomento e a fare luce sui meccanismi delle Fondazioni che sono per lo più sconosciute.
    Per quanto riguarda la Sicilia, è un ripetere e sottolineare la pochezza della classa politica che ha governato la Regione Siciliana. Un livello davvero basso che ha determinato uno scadimento della stessa istituzione regionale e la sua specificità. Speriamo, perchè la speranza non deve mai abbandonarci, che questa nuova compagine governativa guidata da Crocetta e la presenza di tanti giovani volenterosi, in primis, i grillini, possano contribuire a risalire la china. Difficile, ma non impossibile.

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  4. Ottimo articolo, e soprattutto tempestivo per attualità dell'argomento.Sinceri compimenti Filippo. Comunque, giusto per dissipare sospetti o accuse di qualche anonimo di turno circa una mielosa piaggeria reciproca da vecchi amici dal pensiero unico di "clan", vorrei fare qualche osservazione che, per davvero, non vuole avere nulla di polemico. Insomma,caro Filippo e cari amici, fatemi "giocare" un pò da "bastian contrario".
    Allora. Per prima cosa voglio ricordare che in Sicilia una Fondazione bancaria è rimasta tuttora, ed è la FONDAZIONE SICILIA, erede della vecchia Fondazione del Banco di Sicilia, con sede a Palermo a Villa Zito in Via Libertà, e con sede distaccata, sempre a Palermo, a Palazzo Branciforti, ex sede della vecchia Fondazione della fù Cassa di Risparmio V.E. per le Province Siciliane. Ne racchiude le eredità di tutte e due queste ex Fondazioni. Il Presidente del CDA è l'emerito, arciconosciuto e plurincaricato Prof. Giovanni Puglisi. Il Vice Presidente dell'Organo Superiore è S.E. Mons. Bonmarito (ex arcivescovo di Catania). Basta leggere il sito ufficiale e si possono leggere i numerosi personaggi, professionisti e burocrati che ne fanno parte. Le finalità sono le stesse di tutte le altre Fondazioni bancarie italiane ricordate da Filippo.Le entrate provengono dalla parte di utili derivante dalla quota di partecipazione azionaria della Regione Siciliana in Unicredit. Piccola curiosità: il sito è molto "avaro" di notizie dettagliate. Cihissà perchè!
    Esiste qualche altra fondazione bancaria siciliana, ad esempio la Fondazione Curella , relativa alla Banca Popolare S.Angelo. Ne ricordo al momento solo queste due, ma credo che ce ne siano della altre ancora.
    Con questo voglio dire che anche la Sicilia ha e fà la sua parte in questo campo.
    Riguardo allo scandalo MPS vorrei dire che, a mio parere, l'opera di massicico insabbiamento è già compiuto. Fra qualche giorno, quindi prima delle elezioni, non se ne parlerà quasi più. Infatti Draghi questa sera ha parlato da Francoforte per dire che La Banca d'Italia (da lui guidata all'epoca dei fatti) ha bene operato e fatto tutto quello che poteva. Di più non ha potuto perchè non ha il potere di licenziare i dirigenti ed amministratori scorretti. Il FMI gli ha dato pieno sostegno ed apprezzamento. L' a.D. attuale di MPS ha dichiarato che la banca non ha più problemi perchè non ci sono più derivati tossici in portafoglio, che il danno è limitato a soli 730 milioni, e che, soprattutto, nessun cliente è scappato dalla banca più antica del mondo e 3.a in Italia.
    Il motivo di tutto ciò è evidente, lo scandalo non è solo italiano è europeo, perchè vi sono coinvolti il Santander, BNP (compresa l'affiliata italiana BNL), la Deutsche Bank , oltre a finaziarie inglesi e svizzere. Tutti questi signori hanno lucrato in danno dei risparmiatori italiani. Il potere finaziario e politico europeo non vuole essere coinvolto in questa operazione di verità.
    Infine Bersani. Mi fà ridere che dice che la Fondazione di Siena, che oggi ha oltre il 50%, per legge (che vorrebbe fare lui) non dovrà avere più del 50%. Infatti, intanto le fondazioni bancarie vanno tutte sciolte. Punto e basta. Inoltre, qualcuno vuole ricordare a Bersani che oggi le imprese in genere si controllano con il cosiddetto "patto di sindacato", cioè l'accordo chi detiene almeno il 30% delle azioni, perchè il restante 70% è parcellizzato tra milioni di risparmiatori che acquistano qualche azione in borsa. Grillo ne acquistate soltanto "due" per andare a dirgliene quattro a Profumo e compagni.

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    1. Scusate. Volevo aggiungere che Draghi oggi pomeriggio ha anche dichiarato che al MPS le ispezioni la ha volute lui ed ha approvato le relazioni. Ma soprattutto che, saputa della situazione finanziaria della banca, ha dato al MPS 2 miliardi a interessi zero in grandissimo ed assoluto segreto per " non turbare il mercato". Che delicatezza!
      Inoltre volevo ricordare che in Italia le Fondazioni bancarie sono oltre 200 (solo quella di Siena è composta da oltre 200 componenti a vario titolo). Moltiplicate il numero di persone coinvolte e i soldi amministrati (o condizionati) e verrà fuori una verità insopportabile.

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  5. Antonio Rubino9 febbraio 2013 16:01

    Sembra tutta una barzelletta questa del monte dei paschi di siena. Solo che si tratta di una barzelletta che costa tantissimi soldi e tutti sulle spalle degli italiani. Gli affari che sono stati fatti sono esagerati e tanti si sono arricchiti, e la cosa che è molto strana è che non c'è nessun arrestato. Non ci sono responsabilità e quasi quasi ci faranno credere che tutto è stato fatto con la massima trasparenza e le ruberie sono solo dei sogni di qualcuno. Tutti angioletti della rossa toscana e della siena del palio.

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