sabato 26 gennaio 2013

LA SINDROME DI STOCCOLMA DI MICCIHÈ E LOMBARDO

Raffaele LombardoGianfranco Miccichèdi Ignazio Coppola - Fatte le liste trovato l’inganno. L’inganno dei siciliani e degli italiani di essere perennemente presi in giro da una parte della classe politica che,
alla continua ricerca della propria sopravvivenza e della propria autoreferenzialità, non si fa scrupolo di trasmigrare a seconda delle convenienze da un polo ad un altro e da un partito all'altro  Il termine più esatto ed appropriato per definire queste operazioni politiche sarebbe appunto quello di “transumanza” ossia, secondo il lessico comune, il trasferimento stagionale del bestiame in pascoli di zone climatiche diverse in pianura d’inverno ed in montagna d’estate e viceversa per consentirne al massimo lo sfruttamento stagionale.

Ed è di questa transumanza intesa come sfruttamento a fini personali e condita da una massiccia dose di trasformismo di cui, in occasione della composizione delle liste in questa tornata elettorale, si sono resi protagonisti diversi parlamentari con il loro repentino cambio di casacca. Transumanza e trasformismo sono ormai divenuti sinonimi e regola costante del malcostume politico italiano. Quel trasformismo che ha caratterizzato sin dagli albori dell’Unità la politica con De Pretis, Giolitti e a seguire tanti altri governi e che non ha niente che spartire con lo squallido spettacolo cui ci è dato d’assistere in occasione di ogni campagna elettorale e nel corso delle varie legislature di questa seconda repubblica.

Antonio GramsciSul trasformismo nella politica italiana, con le sue luci ed ombre, argomentarono e disquisirono nel passato storici, filosofi e politici tra cui Benedetto Croce , Gaetano Salvemini ed Antonio Gramsci. Croce addirittura diede una valutazione positiva del trasformismo giolittiano perché ciò, a suo dire, contribuì ad attenuare l’antitesi tra conservatori e rivoluzionari con il beneficio di ridurre le spinte estremiste. Negativo fu, al contrario, il giudizio di Gaetano Salvemini sul trasformismo di Giolitti che utilizzando e strumentalizzando i parlamentari dei vari schieramenti elettorali democratici, repubblicani e riformisti con promesse e lusinghe individuali e pur accontentando le richieste dell’ala riformista perseguiva alla fine un’azione di governo prettamente conservatrice. E infine per Antonio Gramsci, riprendendo il concetto di “rivoluzione passiva” teorizzato nel suo brillante saggio sul Risorgimento, il trasformismo non fu altro che l’assimilazione degli interessi delle classi dominanti in un grande partito conservatore impedendo di fatto l’organico sviluppo di una opposizione delle classi meno abbienti nella lotta politica del paese.

Maroni e BerlusconiIl trasformismo via via nel tempo è andato, alla luce di un crescente degrado morale, culturale e politico, degenerando sino ad assumere ai nostri giorni nel pieno di questa seconda Repubblica i connotati, di vere e proprie “transumanze” con la ineluttabile conseguenza di allontanare con delusione sempre più la gente e l’opinione pubblica dalla vita politica del paese. Transumanze e trasformismi che, in questi ultimi giorni, hanno assunto situazioni ancor più riprovevoli e degradanti allorquando il leader del Partito dei Siciliani Raffaele Lombardo e quello di Grande Sud Gianfranco Miccichè, autonomisti e sicilianisti a parole, affetti dalla Sindrome di Stoccolma”, con il cappello in mano, folgorati sulla via di Damasco in una questuante transumanza che fa tanto rimpiangere il trasformismo di antica memoria, si sono consegnati, in una ibrida alleanza, armi e bagagli, ai loro carnefici della Lega Nord che come prima condizione per scendere in campo a fianco di Silvio Berlusconi hanno preteso ed imposta al signore di Arcore e cultore del “bunga-bunga” la negazione di ogni forma di solidarietà e di sostegno al mezzogiorno ed alla Sicilia.

Di tutto questo ai siciliani, che ancora hanno l’orgoglio di esserlo, non resta che prenderne sdegnosamente atto e ricordare a loro stessi e questi transfughi della politica, le parole che poco meno di 150 anni addietro Garibaldi ebbe a dire al suo medico personale Enrico Albanese che lo curò dopo i fatti di Aspromonte: “Quando i posteri esamineranno gli atti del governo e del parlamento italiano vi troveranno cose da cloaca”. Allora il Nizzardo fu facile profeta. Oggi come allora, per quanto ci è dato d’assistere, nulla è cambiato

Ignazio Coppola
26 gennaio 2013




5 commenti:

  1. Certo le cinque foto fanno riflettere ,ma e' come se avvertissi che uno tra i cinque abbia una diversa statura morale ,ma non riesco a capire chi puo' essere quel qualcuno .

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  2. Sindr. degli ascari o di stoccolma sempre traditori degli interessi dei siciliani sono...per un piatto di lenticchie. Cosa hanno in comune lombardo e miccichè con la lega? Hanno il compare berlusconi. Poi forse il fatto del cognome lombardo che lo fa sentire un pò padano...e miccichè? ha l'accento come la santanchè! Ma i generali felloni della sicilia tradita stanno perdendo quasi tutte le truppe è di stamattina la notizia che mineo padre e figlio hanno lasciato miccichè. Poi lombardo non si era dimesso dalla sicilia perchè indagato per mafia? Ha già...berlusconi gli ha dato un salvacondotto per la padania...avendo perso un pò di indagati camorristi in cammpania...un pò di profumo di indagati di mafia è meglio di niente.

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  3. Il termine "transumanza" sostituisce egregiamente quello antico di "trasformismo".
    Al di là dei termini, comunque, il fenomeno è sempre lo stesso. Si tratta di biechi politici che tradiscono ideali,programmi ed elettori per la riconferma del proprio seggio, per arricchirsi, per il potere.
    La seconda repubblica è nata nel 1994 con un vasto trasformismo, è andata avanti con una goccia cinese, ed adesso in questa campagna elettorale è diventata di massa.
    Che dire? Gli italiani siamo davvero bei tipi!
    Riguardo a Lombardo e Miccichè non mi meravigliano le loro contorsioni elettorali. Sono politicamente dei moribondi, e quindi cercano di sopravvivere in tutti i modi possibili. Non credo ci riusciranno. Al massimo conserveranno il proprio seggio personale, ma i loro movimenti politici sono già su un binario morto. Pertanto non mi darei tanta pena neanche a parlarne.

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  4. Giuseppe Arena27 gennaio 2013 11:42

    Tutto cambia per non cambiare, da sempre i politici predicano un ideale per poi accordarsi, magari obtorto collo, alle condizioni più favorevoli con una opposizione pretenziosa.

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  5. Lombardo e Miccichè, due fantasmi di un passato che è duro a morire, alla ricerca di una risalita dovunque e comunque.
    Non hanno programmi, per esempio per lo sviluppo del nostro meridione, cosa che dovrebbe essere più che dovuta, viste le condizioni in cui versa la nostra regione.
    Questi politici nani "della malavita"di oggi, stranamente tutti di destra, ma non cambia molto rispetto a quelli dell'Italia giolittiana, sono solo capaci di fare accordi con i politici giganti del nord. Ai quali si sottopongono, senza mai considerare il danno che fanno alla loro terra, tutti presi come sono dalla preoccupazione di guadagnarsi una poltrona!
    La questione meridionale è ancora in vita, proprio per queste politiche corrotte e sottoposte ai grossi potentati industriali e finanziari della parte più ricca d'Italia; sostenuti con sollecitudine dai nostri bene amati rappresentanti locali.
    Sindrome di Stoccolma?
    Sicuramente: dei nani fedeli e innamorati dei loro stessi carnefici, garanti di una politica tutta a svantaggio di coloro che continuano a credere in loro e che -insensatamente- li mandano ancora nelle cabine di comando.
    In tal senso è sicuramente lecito affermare che tutto cambia per non cambiare!

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