mercoledì 4 aprile 2012

2013 IL RITORNO DEI PARTITI

Politici-ritornanoDobbiamo farcene una ragione. Siamo in primavera, tra poco arriva l’estate e gira e rigira arriva il 2013. E sono cavoli amari. Nessuno è in grado di andare oltre.
Il buon Mario Monti e la sua squadra di tecnici e professori, con l'avallo del Presidente Napolitano, arriveranno al capolinea.
Un anno cruciale ci aspetta. Scade il settennato del Presidente della Repubblica e scade il Parlamento. Praticamente tutto cambierà. Per l’elezione del Presidente (sarà votato dal nuovo Parlamento, scadendo il 15 maggio 2013), il problema è legato alla scelta di una personalità, meglio se donna si dice in giro, che non sfiguri di fronte al suo predecessore. Per l'elezione di Deputati e Senatori il problema esiste in tutta la sua evidenza.
Si tratta, dopo il periodo di “commissariamento montiano”, del ritorno, volere o volare, della cosiddetta "Politica". O meglio, del ritorno dei partiti. Perché c'è una profonda differenza tra la Politica e i partiti. E meglio ancora, tra la Politica e la degenerazione patologica del sistema dei partiti visti finora. Uno delle questioni sempre aperte dell'Italia.
Un sistema politico istituzionale appesantito da una partitocrazia malata e sovradimensionata. Partiti nuovi, fondati e rifondati, modificati in corso d'opera, e inventati alla bisogna. Gestiti, quasi sempre, come una struttura privata se non, addirittura, per esigenze familiari. Senza regole certe, senza obbligo di trasparenza di bilancio. Garantiti, invece, da laute e puntuali prebende pubbliche al di la di ogni immaginazione. Sarà un caso, sarà colpa dei media, dei magistrati, dei cittadini che non capiscono di politica, se la fiducia nei loro confronti è scesa all'8%. OTTO PER CENTO.
Una cosa mai vista. Un dato, da solo, che avrebbe dovuto imporre una profonda rivisitazione della loro essenza. Una totale riorganizzazione delle strutture centrali e periferiche. Un ricambio generazionale e un'apertura a 360 gradi verso la società. Un'azione di pulizia profonda oltre che estetica. Insomma avrebbe dovuto determinare la scomparsa dagli schermi televisivi e dalle piazze, di centinaia di personaggi che hanno segnato, quasi sempre negativamente, la storia degli ultimi anni.
Invece no. L'otto per cento? e chi se ne frega. Tanto con la legge elettorale, questa, o quella che faranno, la garanzia del ritorno c'è per chi deve esserci. E i cittadini si abituino di nuovo.
Ignazio, Maurizio, Maria Stella, Niki, Alessandra, Fabrizio, Stefania, Antonio, Rosy, Umberto, Anna, Carlo, Daniela, Massimo, e tutti gli altri, stanno tornando. Mario Monti e il suo governo hanno un compito arduo. Forse più difficile di quello finora assegnato. E per il quale, nonostante gli enormi sacrifici “solo” dei più deboli, i risultati stentano ad arrivare.
Quello di creare le condizioni, con ogni mezzo, per il ritorno, questo si, della Politica. Quella vera, vicina e amica della gente. Capace di mediare e garantire equità, di chiedere sacrifici per riceverne sicurezza. Quella Politica che attraverso il lavoro e la passione di migliaia di volenterosi, di volti puliti e giovani darà, sul serio, a questo Paese una nuova stagione. È difficile, ma possibile. Che Dio ci aiuti.

Amen.

PoliticaPrima
04 aprile 2012

5 commenti:

  1. "Quello di creare le condizioni, con ogni mezzo, per il ritorno, questo si, della Politica. Quella vera..." è un sogno? o è ancora possibile? e a quali condizioni? la finanza lo consentirà? e i cosiddetti poteri forti? e le minoranze devianti ma autolegittimate? GIA': "Che Dio ci aiuti." Davvero...

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  2. Se tutto quello che fa il governo Monti è inevitabile perchè lo chiede l'Europa.

    Se è anche fatto bene, con eleganza, con distacco, e competenza, non si sente proprio la necessità o il motivo di smettere.

    A cosa serve la politica, i partiti, il parlamento?

    In pochi giorni Monti è riuscito a portare in Europa, in Cina e la' dove veniva chiesto dai mercati le risposte che volevano.

    Basta con i diritti dei lavoratori, i pensionati che non arrivano a fine mese, i giovani che non lavorano, i malati che pretendono cure quasi gratuite. L'europa e la Cina ed i mercati ci chiedono di smetterla con tutta questa spesa inutile, bisogna guardare al modello Cinese, Pil in crescita a due cifre, giustizia rapida ed efficace, lavoro anche per i giovanissimi, nessun precariato, occupazione piena con ben 12 ore al giorno, certo siamo ancora lontani da questo, ma rendiamoci conto che Monti governa da 5 mesi, diamogli tempo e fiducia.

    Certo abbiamo problemi da risolvere, vi pare poco la presenza della C.G.I.L o peggio della F.I.O.M?
    Penso e spero che Monti li metta presto fuori legge o li sciolga.
    Non si può governare con simili organizzazioni sempre a favore dei poveri e contro l'Europa, i mercati e la Cina.
    Il mondo ha bisogno solo di tecnici, i quali fanno benissimo le cose inevitabili, noi siamo molto fortunati ma anche meritevoli di avere Monti.
    Io credo che chi non la pensa come lui vada isolato e messo in condizione di non nuocere, e credo anche che l'Europa ce lo chiederà.
    Monti è la modernità,l'efficienza l'evoluzione della destra nel terzo millennio.
    Prima per fare molto meno di quanto ha già fatto lui occorrevano carri armati, chiusure di televisioni, violenze di ogni tipo.
    Lui invece ...5 mesi e guarda che ha già fatto. Immaginate in 5 o 10 anni.

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  3. Il sarcasmo amaro dell'amico Volpe mi fa pensare a quello altrettanto amaro di Dante Alighieri nei confronti di Firenze, il famoso "Godi Fiorenza poichè sei sì grande / che per terra e per mare batti l'ale / e nello inferno tuo nome si spande".
    Il popolo italiano sta subendo le cose più atroci senza ribellarsi, con una sorta di rassegnazione impensabile fino a qualche mese fa, come se Monti e il suo governo fossero un segno del destino, anzi come se fossero il destino stesso contro cui non si può combattere.
    Dove sono le belle firme che tuonavano un giorno si e un altro pure contro il governo di destra? Dove sono gli spiriti eletti (quelli di micromega e affini) che disquisivano un giorno si e un altro pure sul popolo bue che bisognava educare, altrimenti avrebbe continuato a scegliersi governi indegni?
    Adesso tutti zitti; ci stanno facendo a pezzi, e loro zitti, nel Veneto 58 imprenditori si sono suicidati in preda alla disperazione di chi le tasse le paga anticipatamente mentre lo stato non paga i lavori già effettuati e le banche non scuciono un euro, e loro...zitti.
    Dove sono gli indignados, i pacifisti a senso unico, i popoli viola, etc. etc? Svaniti, scomparsi! Adesso è il trionfo dell'ipocrisia.
    Ha detto bene Valentino Parlato, l'ex direttore del Manifesto, lamentando che il suo giornale aveva perduto tanti lettori perchè con Monti non poteva permettersi tutte le cattiverie usate quando c'era da combattere contro Berlusconi.
    In tutto questo, i partiti, tutti i partiti, seguitano a mostrare il peggio di sè, per i continui casi di corruzione e per la pervicacia con cui continuano a difendere le loro rendite; la fiducia all'otto per cento di cui vengono accreditati, secondo me è anche troppa.
    La politica, questa politica, dovrebbe essere rottamata al più presto, nella speranza che dalle sue ceneri possa nascere una nuova generazione di politici giovani, capaci, entusiasti e, dulcis in fundo, onesti.
    Capisco come questa sia un'utopia bella e buona,ma se non c'è la speranza a sostenerci, dove possiamo appoggiarci?

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  4. GIUSEPPE ARENA05 aprile 2012 12:22

    La politica, i tecnici della politica, i buoni e i cattivi.
    Li stiamo (o meglio li subiamo) provando tutti ma il risultato sostanziale e che paghiamo sempre noi. Paghiamo per chi ha sbagliato, paghiamo per chi ci vuole rimettere con i conti a posto, pagheremo per chi ci governerà dopo. Mi pare giunto il momento di essere stanco. Vorrei una politica che facesse leggi giuste, vorrei una giustizia giusta, vorrei non pagare più per gli errori degli altri.
    Ma è possibile che a pagare siamo sempre gli stessi?
    Meditate gente, meditate.
    GIUSEPPE ARENA

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  5. I partiti per nascere, crescere e sopravvivere hanno bisogno dei consensi e quindi ,devono necessariamente attuare e sostenere provvedimenti che diano benefici al popolo, naturalmente a chi più a chi meno ma che siano benefici.
    Monti, se ha potuto migliorare in pochi mesi il sistema Italia, nei confronti dell'europa, in buona parte lo deve al fatto che dei consensi non gliene frega niente, il suo modo di operare ha avuto consensi e dissensi,quindi partiti che l'hanno appoggiato e altri no.
    Mi spiace solo che sia stato efficace solo in parte, facendo pagare il conto solo ai più poveri, facendo mantenere alla casta i privilegi di sempre.
    Sono certo che la politica che verrà dovrà far tesoro dell'esperienza Monti, magari migliorandola dividendo i sacrifici in modo equo tra ricchi e poveri, perché in caso contrario, saranno stati inutili i nostri sacrifici.

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