giovedì 19 gennaio 2012

E dopo i Forconi?

di Salvo Geraci - È una situazione grave quella che da qualche giorno si sta consumando in Sicilia. Una protesta organizzata e sostenuta da un movimento spontaneo e convinto che non ha precedenti recenti nel Paese.


È il 'Movimento dei Forconi': un insieme di imprenditori, agricoltori, trasportatori e realtà produttive che manifestano tutta la loro volontà di reagire allo ‘status quo’.
I sindacati e le forze sociali ormai da tempo si sono imbolsiti e non rappresentano più i giusti interessi gratificandosi narcisisticamente delle posizioni personali raggiunte per potere ed interesse personale.
Si dichiarano e sono lontani da ogni partito e schieramento esistente. La destra, il centro, e la sinistra, vengono ritenuti semplici indicazioni stradali che non hanno nulla a che vedere con lo spirito che anima il Movimento.
Non amano la violenza né i metodi sbrigativi o antidemocratici, e, tuttavia, chi conosce la storia sa bene che chi a lungo la subisce infine la agisce.
Vogliono ‘cambiare’ e non solo mediante il giusto esercizio del voto!
Il potere, detenuto 'illegittimamente' dai partiti deve essere sostituito con il potere della rappresentanza dei cittadini, dei lavoratori, di chi produce.
Sentire le loro ragioni é illuminante, la chiarezza e la semplicità delle loro affermazioni fanno a pugni con i bizantinismi e le manovre politiche dei partiti tradizionali a cui siamo abituati. C`è in loro la spontaneità e la saggezza di chi non ha scheletri negli armadi e ama la verità. Che è lontana anni-luce dagli interessi particolari e personali di troppi “politici”. Da una visione miope di governanti che hanno prodotto negli ultimi decenni risultati disastrosi.
Hanno lavorato, in silenzio e senza clamori, si sono organizzati senza interventi esterni e aiuti di forze politiche. Che, adesso, tentano di strumentalizzare perfino questo Movimento.
Hanno fatto tutto questo senza sostegno mediatico e, anzi, con uno scientifico boicottaggio rotto solamente dall'evidenza e dall'importanza del fenomeno.
Adesso il Movimento è una realtà verso la quale le istituzioni e la politica dovranno fare i conti. Senza tergiversare, senza perdere tempo, senza dietrologie, ma con la consapevolezza di una novità eclatante nel panorama politico della Sicilia e del Paese. Che non farà sconti a nessuno, che non accetterà compromessi. Attenzione: tentare di soffocare questa forza d'urto può' fare male. Tanto male.

P.S.: non cominciò così anche il tracollo del signor Capeto?

SALVO GERACI
19 gennaio 2012

14 commenti:

  1. io invece penso che questo movimento abbia tantissime zone grigie...anzi nere.
    Premesso che le ragioni di base sono condivisibili, per quanto si tratti di critiche poco strutturali e molto scomposte, voglio chiederti questo:
    1) La "rivolta" nata da gente come morsello non mi convince (soprattutto perchè secondo me dietro c'è Lombardo).
    2) La partecipazione strutturale dei neonazisti è assolutamente inquietante: va bene il movimento aperto a tutti, ma con dei limiti.
    3) Sembra poco casuale che in terra di pdl-pid, la rivolta, guidata dai suddetti tizi, sia esplosa soltanto contro il governo Monti, che a me non piace per nulla, ma sulla situazione attuale non ha particolari responsabilità,.
    4) Ho saputo che stamattina hanno partecipato a varie manifestazioni anche i giovani del pdl...che pur essendo stato fino a ieri al governo di tutti le stratificazioni territoriali, non sente di fare parte della casta maledetta.
    5) Purtroppo mi sembra che i portavoce di questo movimento, o i manovratori (che non dubito ci siano), stanno fomentando la rabbia di tante persone in grave difficoltà, come lo siamo tutti, per il caro gasolio, la pressione fiscale, etc, ma le rivolte fatte solo e soltanto da slogan sono più pericolose che altro...crisi+ignoranza+rabbia cieca = fascismo assicurato
    6) Infatti sono pure usciti fuori gli indipendentisti pseudoborbonici che delirano di secessione siciliana...di lega ce ne basta una, ed io non ho nessuna voglia di averne una versione nostrana.
    Insomma, io credo che la rivolta di cui la sicilia, l'italia, l'europa ed il mondo hanno bisogno, sia una rivolta anzitutto culturale, ben diversa da questa.

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  2. Ancora sui forconi - PRIMA PARTE


    Caro Ettore, non conosco la tua età né la tua attività. In premessa ti ringrazio per l'interlocuzione e ti rappresento la mia soddisfazione nel leggere una risposta così coerente e articolata metodologicamente(non avviene spessissimo).

    Quando si esprimono critiche sensate e autentiche non credo ci si debba preoccupare eccessivamente del fatto che siano più o meno strutturate o addirittura scomposte (...ma poi: chi decide che lo siano?!). Siccome tu parli con grande chiarezza, meriti risposte altrettanto chiare (spero di riuscirvi!); la chiarezza non si acquisisce, almeno non del tutto; è un dono.

    Allora: su quanto appena osservato, ti dico che la mia preoccupazione - semmai ne debba trovare una - è che ci si prenda troppa cura del prendersi cura che le osservazioni siano, in parte, strutturate e scomposte.
    Ho avuto come professore di morale (ahimè quasi quarant'anni fa) un gesuita che allora faceva uscire di senno tutti noi allievi, ma del quale poi - come spesso avviene - quasi tutti abbiamo rivalutato l'insegnamento: via via all'indietro... De Finance, Maritain, fino al grandissimo Pascal. Ricordo uno dei frammenti (pensèes) del Nostro che discettava del punto fisso: "un uomo che fosse sul molo e vedesse una nave con - all'interno - cento passeggeri, e la vedesse allontanarsi, direbbe la verità ove asserisse che la nave si muove; se invece fossero i passeggeri a esprimersi direbbero che è il molo ad allontanarsi! Quell'uno avrebbe ragione contro cento che - a loro avviso ragionevolmente - avessero affermato che era il molo a muoversi.

    Con ciò intendo dire che - purché vi sia una "coerenza interna" al discorso, bisogna esprimere i concetti, forti delle proprie convinzioni, salvo poi rivendicare il più che sano diritto a mutare opinione. Questo è il bello della dialettica; far emergere i "contro e i con" per arricchire tutti gli interlocutori.

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  3. Ancora sui forconi - SECONDA PARTE

    Come si intuisce mi interessa più che tutto il resto, il tema metodologico. Un buon metodo è un 'passe-partout' per affrontare tante eventualità, purché - ripeto - si sappia che non si tratta delle "Tavole della legge"!

    Adesso rispetto al merito, in poche parole; rispetto e condivido molte delle preoccupazioni espresse - tra l'altro - non solo da te.

    Al proposito sai come la penso? E' possibile che ci siano - dietro - i neo-nazi o che non ci siano, è possibile che dietro ci siano i mafiosi oppure no; Lombardo? Possibile... e possibile anche il contrario. La verità non la sapremo adesso, né ci possiamo consentire di attendere i tempi necessari per un'analisi compiuta (è possibile farla?!); se si deve "forzare" il sistema c'è un momento preciso... dopo, il sistema si organizza e vince comunque.

    In quel caso chi avrà perso certamente saranno i tantissimi giovani, giustamente incazzati, che aggiungerebbero alle altre, una nuova frustrazione; i neo-nazi, comunque, continuerebbero i loro squallidi sedicenti esperimenti "politici" e la mafia chi la tocca?

    Lei vince sempre, e purtroppo credo sarà così ancora per alcune generazioni, almeno finché (so di dire una cosa forte e me ne assumo la responsabilità)non si creerà una vera, forte, lunga discontinuità tra generazioni... più chiaramente: finché i figli non avranno la forza e la durezza necessarie per aprire un conflitto definitivo con i loro padri! E infatti la mafiosità, la collusione, la tolleranza e l'omertà si acquisiscono dai propri ascendenti. E ormai purtroppo la ruggine tocca - più o meno - tutti!
    Quanto al pdl, o comprende che si è alzato il vento del cambiamento o sarà la storia a "rullarlo". Mi rifiuto di prendere in considerazione come soggetti politici, i neo-borbonici!!

    La rivolta deve essere culturale; non c'è dubbio. Ma qualcuno ha detto che le posizioni delle piazze non sono espresse da, o non esprimono gli aspetti sociali, antropologici e culturali di un popolo?! Affermerei con forza il contrario.

    Spero di leggerti ancora. Con vivo compiacimento, Salvo Geraci.

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  4. bruno la menza21 gennaio 2012 08:58

    Come spesso accade quando una o piu' categorie decidono di protestare per una sofferenza o insofferenza verso una condizione opprimente, nascono nell'immediato i dietrologi: studiosi del dietro.
    Sostituiti talvolta dai benaltristi che affermano che il problema e' ben altro.
    La politica ci presenta entrambe le categorie: i dietrologi hanno capito che dietro la protesta c'e' il malaffare, la mafia, interessi poco puliti.
    Il tutto ovviamente nella totale incapacita' di individuare e quindi segnalare il nome dei malaffaristi e dei mafiosi, riportando il fenomeno cosa nostra nel limbo dell'anonimato.
    Tale meccanismo comporta che tutto e' mafia ergo niente e' mafia.
    I benaltristi sono piu' interessanti da studiare:
    la politica si autoassolve rispetto alla sua incapacita' di creare le condizioni infrastrutturali e di garanzia economica per le realta' produttive agricole e del trasporto.
    Infatti il problema per i nostri amministratori e' sempre ben altro.
    In queste condizioni arrivano i "cattivi": gli autotrasportatori con il forcone in mano; figli della crisi e della mala politica di cui siamo in grado di fare nomi, cognomi e appartenenza, senza trincerarci dietro una sterile antipolitica.
    Il centrodestra siciliano paghera' infatti il conto della sua scarsa incisivita' nel portare risorse al sud; il tutto per non disturbare il Cavaliere capo della nave.
    Lombardo rimarra' fermo nelle secche del tatticismo che ha spaccato centrodestra e centro sinistra.
    Il centrosinistra spaccato in 4 parti non avra' un programma omogeneo per la Sicilia.
    In tutto questo ci si stupisce che categorie di lavoratori, in modo attualmente incruento, scendano in piazza per mostrare la propra insofferenza e il proprio disgusto verso chi li ha lasciati nella melma.

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  5. L'immagine dell'italia, mi sembra sia resa benissimo da quella nave riversa su un fianco, inerte ed inerme, ingombrante e pericolosamente inquinante. Mentre affondava ed imbarcava acqua, e chissà qualcuno già, moriva, il comandante in graziosa e giovanile compagnia, invitava con aria sicura e supponente, a continuare le feste ed i giochi, e che a tutto il resto avrebbe pensato lui.
    Poi le cose sono andate come tutti sappiamo....
    Torniamo ai "FORCONI", credete davvero che al presidente Monti faranno tentare davvero di salvare l'italia? Ricordate Allende? Ricordate chi lo mise in ginocchio? Ricordate chi venne dopo il suo assassinio? Ricordare credo aiuti a capire meglio, a vedere oltre le nebbie naturali o artificiali. IL FATALISMO È UN LUSSO CHE GLI ILLUMINATI NON POSSONO CONCEDERSI. NOI UN PO' ILLUMINATI LO SIAMO, QUINDI....

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  6. Anzitutto ringrazio Salvo Geraci per la bellissima risposta al mio commento.
    Chiarisco la mia posizione...io sono convinto che le ragioni della protesta siano assolutamente sacrosante (tranne che per i pescatori che vorrebbero pescare le specie protette), e penso anche che la forma della protesta sia assolutamente giusta ed idonea alla situazione attuale.
    la mia preoccupazione è data dal fatto che a soffiare su questa protesta, in alcuni casi anche dall'interno, siano personaggi e forze che non sono assolutamente estranei alla casta di politici ladroni che sono accusati (peraltro con buona dose di ragione) di avere causato questo scempio... tale Morsello è ad esempio stato per anni assessore, membro di coalizioni politiche al governo a tutti i livelli territoriali...il pdl è chiaramente mobilitato (sotto traccia) nell'alimentare la protesta stessa, e lo si vede dalla ricomparsa in ogni trasmissione TV di tutte quelle figure che, forti della loro caratterizzazione personale (mussolini, santanchè, etc) , possono dare l'imprssione di un partito condiscendetnte rispetto ai movimenti di protesta... un partito contro il sistema dei partiti...il pdl!!
    Sostanzialmente dico che parte delle forze che più o meno esplicitamente sostengono questa rivolta, sono le stesse che hanno portato il paese nel baratro che l'ha causata.
    La realtà è che a preoccuparmi non è la protesta in sè, ma chi la alimenta e la strumentalizza...e ripeto che, quando gente senza scrupoli strumentalizza la rabbia (giustificata) di gente disperata, i pericoli sono enormi.
    La mia sensazione è ben esplicitata in un articolo apparso recentemente su "micromega", il cui passaggio finale recita così "La sedicente “rivolta” dei Forconi, insomma, è la dimostrazione di come reti clientelari costruite coi soldi pubblici comincino a sentire i tagli dello Stato centrale. Sarebbe un’ottima occasione per rivendicare diritti e sbarazzarsi dei caporioni di provincia, dei trafficanti dei voti e dei politicanti locali. E invece, guardacaso, questi ultimi appoggiano la “rivolta” e indicano al popolo il nemico: i “politici”, in senso lato. Cioè tutti tranne loro."

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  7. Io però penso che la rivoluzione in Sicilia debba essere prevalentemente culturale e che la debbano fare i cervelli prima ancora che i forconi. Anche perchè sono convinto che i forconi, come gran parte dell'entroterra siciliano, in occasione di tutte le campagne elettorali, abbiano cercato di ricavare un vantaggio per la propria attività "puntando" i soldi pubblici prima ancora di chiedere un impegno per il bene comune. Solo adesso che la politica non ha più i mezzi e gli spazi per fare clientelismo si scatena la rivoluzione. Mentre per anni, in passato, col clientelismo, tanta gente di provincia e del mondo agricolo si è arricchita grazie a finanziamenti poco trasparenti. Affinchè nasca una classe dirigente fondata sulla meritocrazia occorra che il popolo siciliano cambi atteggiamento nei confronti della politica e che chieda sviluppo e non assistenzialismo. Perchè non battersi per un contratto di lavoro "siciliano" che proponga alle aziende le medesime condizioni delle fabbriche polacche se non cinesi? Accorrerebbero centinaia di multinazionali ad investire in Sicilia incoraggiati da un costo del lavoro minimo, e per i siciliani sarebbe meglio un salario anche inferiore rispetto al Nord Italia che un salario pari a zero (Fiat Termini docet). D'altronde, nel pubblico, tantissime persone "campano" con 600 euro da precari, con un'utilità molto dubbia, anzi nulla in termini di Pil. E' pronta la Sicilia per chiedere meno intervento pubblico? E' pronta la Sicilia a scegliere i suoi rappresentanti non sulla base delle richieste personali, ma per la visione globale che hanno sullo sviluppo, economico e culturale? Ho i miei dubbi.... E allora, ecco che la rivoluzione nasce per protestare nei confronti della politica perchè non è più in grado di dare risposte....personali. Traendo spunto da una crisi che non è solo siciliana, ma europea.

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  8. Ma la rivolta di noi cittadini e semplici utenti quando la facciamo?
    Viviamo tutti un periodo difficile e ognuno ha il diritto di protestare. Ma la protesta di qualcuno non fa altro che penalizzare tutti gli altri.
    I trasportatori hanno ragione ma potrebbero avere ragione anche gli agenti di commercio.
    I benzinai hanno ragione ma potremmo avere ragione noi consumatori.
    E così via discorrendo.
    E allora la risposta di noi consumatori sarebbe quella di non consumare, fare lo sciopero della spesa, non fare rifornimento di carburanti, non assicurarsi per esempio.
    No non abbiamo il coraggio di gridare le nostre ragioni.
    C'è lo sciopero dei benzinai e corriamo tutti a fare il pieno, c'è lo sciopero dei trasportatori e corriamo a svuotare i magazzini etc. etc.
    No non siamo maturi per una rivoluzione, pacifica ma rivoluzione.
    Finchè la barca va lasciala andare... !!!
    Meditate gente, meditate.
    GIUSEPPE A.

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  9. La risposta di Lombardo alla protesta dei forconi, dopo l'incontro con Monti quale è stata? Quella di aprire 19 tavoli tecnici per 19 punti da trattare. Mah.... mi domando, pur non essendo del mestiere, ma in Sicilia (come nel resto del Paese)per risolvere qualsiasi problema si deve sempre istituire un tavolo tecnico? Non basta il governo regionale e nazionale composto da tecnici, dobbiamo cercare altri tecnici per studiare come fare. Mah.

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  10. Questa dei 19 tavoli tecnici mi sembra una delle tante prese in giro dei nostri politici. Quando si vuole perdere tempo e non si sacome affrantare e risolvere i problemi dei cittadini, speilmente quelli siciliani, si fanno TAVOLI TECNICI. E in questo caso istituirne 19 sa tanto di una trovata pubblicitaria. Ma i "forconi" non credo proprio si accontenteranno facilmente. Mi sembrano delle teste dure e con le idee chiare. Auguri a Lombardo e alla Sicilia.

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  11. Santa Tolleranza (1)

    Da un po', in questo blog stiamo trattando argomenti importanti, anche se non necessariamente di natura politica, a meno che non valga l'assunto che tutto ciò che avviene nella 'polis' la condizione e contribuisce a determinare i comportamenti dei cittadini.
    Per trattare l'argomento odierno, devo fare una premessa; e cioè che, come è ovvio, quasi tutti ed io per primo, stigmatizziamo alcuni comportamenti, soprattutto se e quando ne siamo danneggiati. Mi riferisco, in particolare, ad un comportamento che mi serve esclusivamente come spunto per iniziare a discorrere. Intendo la pessima abitudine, particolarmente nella nostra città, di lasciare le macchine in sosta in seconda o addirittura in terza fila. È una regola di civiltà di non farlo. È una regola. Ma, in quanto tale, avrà pure delle eccezioni.

    Quella che adesso vi racconto è una di quelle situazioni che ritengo, anche se mi riguarda in prima persona, ritengo che costituiscano appunto eccezione.

    Da un certo tempo a questa parte sono seriamente invalido con gravi difficoltà di deambulazione; non vi dico come cambi il mondo quando le difficoltà le sopportiamo in prima persona. Intendo dire che, prima degli eventi patologici che mi hanno condotto a questa condizione, quando sentivo parlare in tv o leggevo sui giornali, qualcosa che riguardava le barriere architettoniche, non mi sentivo molto coinvolto e, soprattutto, terminato lo spot o la notizia, il suo contenuto mi era passato completamente di mente.
    Adesso è diverso; sono dall'altra parte della barricata e guardò con disperazione e rabbia, per esempio, una macchina posteggiata con le ruote sul marciapiede, che mi inibisca l'accesso al predetto, poiché sono costretto a passare per la strada che adesso è diventata per me densa di pericoli e comunque a non potermi appoggiare per esempio a un muro, se dovessi avere un cedimento degli atti. Ciò premesso, credo di poter esprimere liberamente il concetto che nasce dall'episodio vissuto da me e da un mio caro amico appena due giorni fa.

    Ero necessitato a compiere un'operazione bancaria in prima persona e questo amico generoso si era prestato ad accompagnarmi, pur essendo a sua volta pieno di impegni. In questa condizione si apprezzano molto i contributi degli amici ed io devo dire di averne testati tanti, e che, immeritatamente, la maggior parte di essi mi è stata vicina, e continua ad esserlo.
    L'operazione era molto breve e il marciapiede prospiciente la banca era interamente occupato da automobili. Il mio amico diligentemente avrebbe voluto allontanarsi per cercare posteggio in una strada vicina, ma io gli ho fatto rilevare come non possa consentirmi che una decina di passi prima di avvertire il cedimento degli arti. L'ho invitato dunque, considerato che la carreggiata rimaneva abbondantemente libera, a posteggiare in doppia fila per qualche minuto di modo che io potessi scendere dal veicolo, con il suo aiuto e, percorsi pochi passi, accedere all'agenzia.

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  12. (2)

    Saranno trascorsi al massimo due minuti, quelli impiegati dal mio amico per accompagnarmi alla porta, aprirla e consentirmi di trovare un luogo dove sedere. Ma ecco che, proprio mentre egli si accinge a ritornare indietro per sistemare meglio la vettura, si ode un clacson urlare con forza e petulanza. Il mio accompagnatore affretta il passo e chiede scusa per aver impedito per due minuti che una vettura, sistemata presso il marciapiede, comunque in condizioni di uscire sei il conducente non fosse stato un coriaceo orchiclasta attaccabrighe, ed, in ogni caso, in divieto di sosta, potesse uscire.
    Concesso allora che aspettasse fin dall'inizio, il massimo di disagio provato avrebbe potuto ammontare a due minuti! Ma, senza neanche ascoltare il mio amico che gentilmente riferiva di aver accompagnato un invalido, l'energumeno urlava con un atteggiamento tracotante che era stato costretto ad attendere tre ore...

    Tre ore!

    Verrebbe voglia di non continuare perché il fatto che spiega da sé e non può che portare a considerazioni di disappunto nei confronti dell'inciviltà di quella persona. Tuttavia qualche considerazione, controllando la nausea, intendo farla.

    Infatti non si tratta di semplice inciviltà, tracotanza, egoismo, stupidità e tutto quanto altro si possa dire a proposito ma l'episodio raggiunge i termini del grottesco, fin quasi al ridicolo (se si potesse ridere per una cosa del genere) proprio per il gigantismo della rappresentazione che l'infelice soggetto aveva fatto della difficoltà che sosteneva di avere subito... se pur crediamo nella teoria marxiana della possibilità che il tempo possa subire allungamenti e contrazioni come un elastico, tuttavia ci pare che sia stata sovvertita ogni legge fisica quando due minuti vengono vissuti come 180. A meno che il "signore" in causa non fosse un malato mentale con una percezione del tempo decisamente anomala.

    Ma in realtà non era affatto così. Il tizio era semplicemente un maleducato incivile, intollerante e ridicolo. Ma quanti ce ne sono di simili, quand'anche non siano al medesimo livello?! Quanti probabilmente ce ne sono pure tra noi, magari in situazioni diverse e di rilevanza minore? Quanti dr. Jekill e mr. Hide??

    Ne ho voluto parlare non tanto perché la cosa mi ha riguardato in prima persona, ma soprattutto perché io ed il mio amico, perplessi e attoniti (come diceva il poeta) in un primo momento, dopo un po' abbiamo inferito che l'inciviltà, la mafiosità e poi la mafia, la litigiosità e poi il malaffare, spesso hanno inizio da comportamenti come questi.

    Se vogliamo trarre una morale, io credo che questa probabilmente sia che, come il disastro economico che stiamo vivendo; dagli uomini saggi viene vissuto come un'opportunità di ridimensionamento dei costumi e delle abitudini, e così questo 2012, preannunciato come il fatidico, potrebbe o dovrebbe essere per i palermitani, proprio nel momento nel quale si accingono ad eleggere un nuovo Sindaco, dovrebbe essere vissuto come l'opportunità per cominciare a dismettere l'intolleranza che nasce dalla frustrazione e dall'impotenza, dalla paura, e magari avviare un meraviglioso percorso di sobrietà!

    Chissà; magari è possibile anche cominciare da queste piccole cose, tentare di arrivare ai grandi cambiamenti, e, soprattutto, comprendere che, come diceva un antico spot elettorale, "1 + 1 + 1 fanno i tanti", e che quindi il cambiamento della società parte del cambiamento di ciascuno di noi.

    Salvo Geraci

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  13. Caro Salvo, purtroppo succede che un normale cittadino che non si permetterebbe mai di inveire contro alcuno, quando entra nella sua automobile diventa un'altra persona, assumendo comportamenti contrastanti e schizofrenici, e mostrando il peggio di sè, anche se a pensarci bene si potrebbe dire che esce fuori "al naturale", come se l'automobile diventasse una specie di macchina della verità. Ho visto con i miei occhi fior di professionisti, da me già conosciuti e che normalmente si comportano in maniera educata e ineccepibile diventare automobilisti insofferenti, maleducati, intolleranti, "vastasi" e chi ne ha più ne metta. Evidentemente la macchina viene considerata un porto franco, una terra di nessuno dove si può fare quel che si vuole. E se così è, (quì casca l'asino), viene da chiedersi se sia più vero l'automobilista prevaricatore o il signore che fuori dalla macchina è sempre educato, gentile e rispettoso degli altri. Questo è un fenomeno che andrebbe studiato a fondo, se pure già non lo sia stato, perchè getterebbe una luce sui alcuni comportamenti umani. Siccome un pensiero tira l'altro, mi sovviene di quello che è successo in Irak nei primi giorni dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, quando il popolo iracheno, in preda all'anarchia più sfrenata e nella completa assenza di forze dell'ordine si diede alle devastazioni più terribili e a tutti quei comportamenti che noi definiamo incivili, barbari e animaleschi (senza offesa per gli animali). Che l'uomo sia veramente così, ladro, assassino e incivile? A questo interrogativo nemmeno voglio provare a rispondere, per paura di dover concludere in maniera spiacevole il ragionamento.

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  14. Caro Salvo dici bene che si può arrivare a grandi cambiamenti, partendo da noi. Con questa storia hai rappresentato due realtà. Sicuramente, la realtà che dobbiamo prendere ad esempio, è il comportamento del tuo amico; generoso nell'aiutare una persona bisognosa ed educato nell'affrontare la situazione a lui presentatasi. Questi, sono i comportamenti che portano lentamente ad un vero cambiamento della società.

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