lunedì 14 novembre 2011

Non c'è niente da festeggiare

Non è stata una bella pagina quella vista nelle piazze di Roma la sera del 12 novembre 2011, dopo le dimissioni di Berlusconi. Festeggiamenti, cori, un'intera orchestra a intonare l'alleluia, bottiglie stappate come a capodanno, per una liberazione.
Che non lo é affatto. E, anzi, il rischio è proprio quello di dare ad un uomo ferito la forza e l'orgoglio per reagire. E di fare male.
Le reazioni "spontanee'' e popolari, comprensibili per il disagio diffuso e influenzate dalle enormi campagne stampa possono essere giustificate. Ma sono il segno di un paese immaturo, che non sa accettare ancora le regole della democrazia. Ma sono da deprecare i festeggiamenti dei leader politici. I quali, invece, hanno tutto il dovere di dare al Paese segnali di moderazione, di responsabilità e di senso delle istituzioni.
   Non c'é dubbio che la politica ha perso, da troppo tempo ormai, prestigio e ruolo. E Silvio Berlusconi ha contribuito molto a determinare questa pericolosa deriva. E se il cosiddetto berlusconismo é un fenomeno negativo e deplorevole, lo stesso si può dire dell'anti – berlusconismo. Che ha ridotto il Paese ad un'arena nella quale buoni e cattivi si contendono la vittoria all'ultimo sangue. Spesso tralasciando di affrontare i profondi mali del Paese.
    Gli errori politici e le enormi cadute di stile hanno minato la sua credibilità e, ancora peggio, quella del Paese. E la credibilità, in politica, é tutto. I padri della patria, gli uomini che hanno costruito l'Italia negli anni del dopoguerra di credibilità e di senso dello Stato ne avevano piena l’anima.
    In questo quadro fosco e delicato il voto dell'8 novembre 2011 alla Camera ha convinto Berlusconi a rassegnare le dimissioni per consentire la nascita di un nuovo governo.
   Da quel punto in poi il Presidente Giorgio Napolitano ha assunto un ruolo fondamentale, da Repubblica presidenziale sostanziale. E il suo riconosciuto valore morale e l'equilibrio dimostrato, adesso e negli anni precedenti, hanno confermato l'imprescindibilità e la bontà della sua azione.
    Adesso bisogna mettere in atto le regole e le riforme che l’Europa ci impone. E il governo tecnico del prof. Mario Monti, con l’accordo del Parlamento e di Silvio Berlusconi, che ha ancora la maggioranza al Senato, dovrà portarle avanti senza tentennamenti. Dopo, al più presto, si dovrà andare al voto. E solo allora tutto sarà più chiaro.
   È, quindi, il tempo dell'impegno, il tempo della serietà, il tempo della compostezza e del lavoro. Ed è il tempo dei sacrifici. Per tutti. Altro che festeggiare.
***

13 commenti:

  1. Come previsto con le dimissioni di Berlusconi come per magia le borse sono tornate in positivo, lo spread è diminuito e tutto si è sistemato. A povera italietta che festeggi le dimissioni di un premier, ti voglio quando il governo dei BANCHIERI alzerà le tasse e finirà di svendere le poche imprese italiane rimaste. Mi costa davvero tanto dirlo ma l'unico partito italiano responsabile è la LEGA

    RispondiElimina
  2. Condivido pienamente: adesso è arrivato il momento di far sacrifici se non vogliamo che l'Italia faccia la fine della Grecia. C'è solo da sperare che lo capiscano tutti, anche quelli che al momento festeggiano la fine di Berlusconi perché pare vada di moda.

    Annalisa

    RispondiElimina
  3. GONFALONI

    Scusatemi se non ho messo il gonfalone al balcone... qualche conoscente obietterà che non ho neanche il balcone. E poi: si tratta solo dell'avvicendamento di un governo all'altro, seppure in una situazione particolarmente critica, mica di una partita dell'Italia!

    Facezie a parte,anch'io sono convinto che l'avvicendamento gioverà al Paese; ma pensiamo veramente che sia il caso di tirar fuori gli armamentari dagli armadi e schierare le opposte tifoserie?!

    D'accordo: si è fatto le leggi ad personam ed ha esagerato con i festini. Ma qualcosa di buono avrà pur fatto.

    Cerchiamo allora di partire da questo; e da quello che - certamente più rigoroso e importante - farà Mario Monti(ma non pretendiamo, nella nostra situazione, che faccia 'mari e monti').

    E -lo dico senza spirito di parte - attenzione a a che l'area di centro non si addensi a danno del Paese... e attenzione anche alle estremità nordiste; non vorrei - non lapidatemi! - che qualche nostalgico rimpiangesse il caro, vecchio, antico ma rassicurante, pentapartito con i suoi bei partiti dell'arco costituzionale (geometria politica), e gli opposti estremismi confinati ad un ruolo che stava benissimo sia agli uni che agli altri. Tanto, alla fine, governava chi doveva governare... o meglio: si tenevano nel dovuto conto Vaticano, massonerie e mafie. Per queste ultime, nel senso di tenerle alla larga, ovviamente!

    Bene o male, adesso rimane da rimboccarsi le maniche e cercare di tirar fuori dai loro antri rassicuranti quegli uomini che si tengono lontani dalla politica per non sporcarsi le mani;se non si coinvolgeranno, stavolta, probabilmente, le mani se le sporcheranno comunque, non molto lontano nel tempo, con un liquido rosso (nel senso del vino?).

    E mettiamoci ancora come Diogene con la lanterna
    a cercare gli uomini: quelli giusti. Non pretendo i Fanfani, i Moro, i Martinazzoli, o - Vivaddio - gli Sturzo e i La Pira... quei pochi che erano rimasti sono stati proiettati fuori dalla politica attiva con l'avvento della seconda Repubblica, quando - come ebbe a dire l'ex ministro Manino - alle prime 10 file si sostituirono le seconde 10.

    Ma, a saper ben guardare, e lo scriveva Gattuso alcune settimane fa, in un redazionale intitolato "Privilegi ed uomini di Stato", alcuni assi nella manica da tirar fuori ci sono in questo malandato Paese, che ha visto sfolgoranti ingegni politici.

    Rileggiamolo, per favore, questo articolo.

    RispondiElimina
  4. Quando in Italia il governo Monti restituirà il potere alla politica , l'unico partito , tra quelli oggi esistenti , che sarà premiato sarà la Lega perchè è la sola ad evere capito che al colpo di stato dell'alta finanza internazionale ,complici poteri forti interni , c'era da fare una sola cosa : opporsi all'ultimo sangue ricorrendo magari ad una grossa coalizione.Gli altri partiti moriranno e dovranno ricomporsi o confluire in nuove formazioni politiche che verranno dopo la riforma elettorale e poco prima delle nuove elezioni ( quelle naturali del 2013 , è chiaro no ? ) . Pasquale Nevone

    RispondiElimina
  5. Chi ha scritto il pezzo iniziale fa un appello alla moderazione ed alla maturita' al popolo italiano.Questo e' bellissimo e personalmente commovente .comunque il popolo italiano e'sempre stato moderato ,non si e' mai scomposto o indignato ne' tantomeno ribellato a niente ed a nessuno.STRAGI DI STATO,RUBERIE DI OGNI GENERE ,MAFIE DI TUTTI I GENERI,CORRUZIONE A TUTTI I LIVELLI,INGIUSTIZIE DI OGNI TIPO,eppure....sempre moderati ,indaffarati e lontani.Quindi tranquillo siamo o no il paese dei gattopardi? SERGIO VOLPE

    RispondiElimina
  6. ho chiamato un amico per commentare Gad lerner ma lui vede fiorello.

    RispondiElimina
  7. non c'è molto da festeggiare e credo nessuna persona seria e responsabile ha festeggiato, anche quelli del Quirinale non erano festeggiamenti ma manifestazioni organizzate dal cosidetto POPOLO VIOLA come è stato ampiamente dimostrato. L'immagine che più mi ha deluso ancora una volta è stata quella del brindisi di Bersani, spero almeno fosse con spumante italiano.
    L'unica cosa di cui dobbiamo renderci conto è che dal 13 Novembre non ci saranno più alibi per nessuno, si ritorna alla politica vera e ognuno sarà valutato per quello che farà e dirà, anche Berlusconi, non ci saranno più alibi per nessuno. Prepariamoci bene perchè è momento di cambiamenti impensabili fino a ieri, chi avrà filo tesserà la tela.

    RispondiElimina
  8. L'amico franco sostiene che dal 13 novembre si tornera' all politica vera. vorrei chiedergli se gia' questo non e' piu' che un buon motivo per festeggiare? THE FOX

    RispondiElimina
  9. bonanni segretario cisl ha detto appena adesso che stiamo uscendo da 15 anni di bipolarismo distruttivo.il fatto che anche in ritardo se ne sia accorto e' meglio che niente ,forse potrebbe anche ricordarsi che forse sarebbe il caso di ricostruire l'unita' sindacale e difendere i lavoratori ed il lavoro che a mio giudizio sono stati gli unici a pagare il conto di un disastro suciale ed economico che va riconsiderato non con una patrimoniale ma con dieci se servono.

    RispondiElimina
  10. Caro Giangiuseppe, e se tutti questi festeggiamenti volessero dire: dateci la serietà e i sacrifici li affronteremo? dico così perchè questo è un paese, nonostante inspiegabilmente voti Berlusconi, è in grado di dimostrare una serietà impressionante. Non so se tu hai notatato ma i festeggiamenti erano composti e spontanei, segno evidente che la gente è consapevole di ciò che dovrà affrontare ma il fatto che sia una figura seria come Monti a guidare tale sfida farà di certo pensare il classico mal comune mezzo gaudio. io, personalmente preferisco che torni il ruolo di prestigio che avevoa l'Italia nel mondo, preferisco che tante aziende vere (non gli speculatori) tornino ad investire qui, preferisco vedere un premier che, quando è all'estero per un incontro importatane, sia attorniato dai colleghi e non isolato.Il paese ha storicamente voltato pagina e questo è una buona notizia in quanto non ci faremo più fregare l'uomo sorridente con le televisioni!!!!

    RispondiElimina
  11. Ignazio Mazzara16 novembre 2011 12:03

    Caro Giangiuseppe,
    I festeggiamenti ai quali abbiamo assistito, non sono altro che da attribuire al senso di liberazione che la gente ed il popolo italiano ha percepito con le dimissioni di questo governo ed impersonato dal solo Berlusconi.
    La mancanza dell'accettazione delle regole della democrazia non sono da attribure a questo popolo che ha festeggiato ma a questo governo che ha calpestato tutte le regole possibili esistenti in ogni sua manifestazione.
    Non scordiamo che lo stesso Berlusconi ha ribaltato grazie ad una montagna di soldi il poco già virtuoso tavolo della politica italiana, e che disponendo di un immenso patrimonio si era comprato un governo, una maggioranza e tutte le leggi di cui aveva bisogno.
    E allora ben vengano i festeggiamenti per questa liberazione

    RispondiElimina
  12. Caro vecchio idealista Sergio... credi ancora nel Sindacato? ... e in Bonanni? Ti prego, rientra in te! Il Cefop caccia d'acchito 1000 persone dopo 18 mesi senza stipendio? Cos'hanno detto o fatto D'Antoni, Cocilovo, Riggio e Bonanno?? tvb Salvo Geraci

    RispondiElimina
  13. Quando si perde la sovranità popolare non c'è nulla da festeggiare.
    Tutti dicevano elezioni, elezioni. Tutti dichiaravano di non avere paura del confronto elettorale. Tutti i sondaggi davano i partiti in crescita e allora?
    No troppo semplice nessuno ha avuto il coraggio di rinunciare ad un anno e mezzo di stipendio e peggio ancora una legislatura pensionabile.
    E abbiamo voglia di festeggiare.
    Mediate gente, mediate.
    GIUSEPPE A.

    RispondiElimina