domenica 21 agosto 2011

La vergogna di Palermo

di Giangiuseppe Gattuso - Il periodo non è adeguato, le vacanze sono in pieno svolgimento, i pensieri sono per il divertimento e la rilassatezza. I problemi, anche quelli più gravi si tende a lasciarli al loro triste destino. Il dimenticatoio. Ma fino a tanto non si può. E stupisce, come sempre, ma non ce ne


faremo una ragione,
la mancanza di sensibilità e pietà umana dei responsabili. Politici, burocrati, forze sociali e, come abbiamo detto altre volte, anche la chiesa palermitana. Nessuno si alza a gridare allo scandalo, alla immensa vergogna e all'inciviltà che, non abbiamo dubbi, non ha paragoni tra i paesi occidentali. 

Il Giornale di Sicilia, diamo pienamente atto, ha affrontato svariate volte la questione con articoli e inchieste approfondite. Ne esce sempre una sostanziale situazione di resa. Mancano le risorse, stiamo lavorando, il nuovo cimitero è in dirittura d'arrivo, le autorizzazioni vanno a rilento, la burocrazia ha i suoi tempi. Tutto viene lasciato in mano alla Gesip ed al suo liquidatore, Massimo Primavera, che con tutta la buona volontà di questo mondo non può certamente sopperire a tanto ma tanto malgoverno e inumana disattenzione. 

Ci vuole sul serio un sussulto di dignità, un impegno di tutte le forze politiche, dei tecnici e dei responsabili per affrontare e risolvere un'indecenza come quella del cimitero dei Rotoli di Palermo.

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3 commenti:

  1. Senza PAROLE neanche da morti si può stare sereni!
    che fare? forse meglio farsi cremare?

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  2. Bjm caro nemmeno quello è possibile vistto che il forno obsoleto non funziona

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  3. Ignazio Mazzara1 settembre 2011 11:06

    Sono convinto che se di responsabilità si debba parlare, essa è da attribuire ai palermitani, che pur di mettere in difficoltà questa Amministrazione si permettono di morire.
    Quindi nessuna colpa è da attribuire al Comune di Palermo.
    Forse la Direzione che si occupa dei servizi cimiteriali non è a conoscenza che nello stesso Comune esiste un Ufficio statistica dal quale può rilevare che nel 2010 sono morti a Palermo 6.188 e -3,9% rispetto al 2.009.
    E' difficile preventivare che nel 2011 servono quanto meno lo stesso numero di loculi e prevedere in tempo utile?
    A questo punto mi chiedo, perchè una attività prevedibile debba diventare emergenza? a chi torna utile? quali sono le lobby a cui torna comoda questa emergenza?
    Perchè non incentivare la cremazione delle salme se è difficile reperire nuove aree dove localizzare cimiteri?
    Ma queste sono domande forse troppo difficili a cui la nostra politica locale debba rispondere, tanto i morti sono morti non si lamentano.
    Ignazio Mazzara

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