sabato 28 febbraio 2026

TRUMP E LAGARDE. Il gatto e la volpe

di Torquato Cardilli - Di fronte all’arroganza, ai trucchi, alle astuzie di chi è al vertice si ha l’impressione di essere tanti Pinocchio alle prese con il gatto e la volpe che lo fregano. Prendiamo il caso di Trump che si crede padrone del mondo e della Lagarde che si crede proprietaria della BCE e dei nostri denari.

Il primo non ha perso l’occasione per fare un torrenziale discorso sullo stato dell’Unione al fine di nascondere i suoi puteolenti cadaveri nell’armadio di Epstein, tirando fuori il solito armamentario di esaltazione del suo operato per la realizzazione della stagione dell’oro mista ad accuse ingiuriose verso chi la pensa diversamente, che siano Giudici dell’Alta Corte, politici americani o alleati internazionali. Senza vergogna per la figuraccia dei dazi, per la villania verso l’Europa, per l’erraticità nella politica internazionale (aggressione al Venezuela, pretesa sulla Groenlandia, trucco della pseudo pace in Medio Oriente, improduttività dei negoziati sull’Ucraina, creazione del Board of peace), non ha formulato alcuna seria proposta politica salvo il possibile bombardamento dell’Iran e il rafforzamento dell'embargo verso Cuba.

Con una scenografia pacchiana ha mostrato, in tutta la sua rozzezza istrionica, la postura del dittatore provinciale che ordina ai sudditi del Congresso, trattati come un gregge obbediente, di alzarsi in piedi al suo comando e di applaudirlo. Attraversiamo l’oceano per trovarci di fronte alla Lagarde, altro caso di strafottenza. La Presidente della BCE è incappata in una figuraccia di donna esosa con perdita di credibilità. E’ stata sbugiardata dal Financial Times che ha rivelato i maneggi finanziari relativi al benefit di 140.000 euro extra che riceve ogni anno dalla BRI (Banca per i regolamenti internazionali) quale membro del Consiglio.

Questo stipendio, in aggiunta a quello che riceve dalla BCE, già di per sé esagerato di 600.000 euro l’anno, non solo è spudoratamente alto, ma è addirittura contro il regolamento della stessa BCE che vieta ai suoi componenti di accettare denaro da Paesi, Organizzazioni, individui terzi. Con questo bonus extra, Lagarde conquista il record della più alta remunerazione in Europa, dato che incassa ogni anno un totale di 743.000 euro, quasi quattro volte lo stipendio del Presidente della Federal Reserve americana Powell. Come riferisce lo stesso giornale, è stata costretta a confessare la cosa in una risposta a due europarlamentari (uno tedesco e l’altro svedese), che l’avevano inchiodata. L’ammissione ha fatto infuriare i parlamentari europei della zona euro e i dipendenti della BCE ai quali è richiesta la severa osservanza delle norme. Con una faccia di bronzo, più scura dei colossi di Riace, Lagarde si è giustificata con una scusante ancora più imbarazzante ricordando che anche i suoi predecessori, Draghi e Trichet, avevano ricevuto la stessa remunerazione extra.

Da più parti è stata avanzata l’opportunità che lasci l’incarico, ma la padrona dell’Euro ha risposto con iattanza che non intende farsi da parte perché la sua missione non è compiuta e in un’intervista al Wall Street Journal si è vantata della tenuta della moneta e di aver realizzato molto per il bene e la solidità dell’Europa. Questi sono solo due esempi a livello internazionale della strafottenza senza pudore del potere verso quelli che lavorano per un tozzo di pane e che contribuiscono con i loro sacrifici a sovvenzionare chi non ne ha proprio bisogno.

Torquato Cardilli
28 febbraio 2026

3 commenti:

  1. Disgustevoli entrambi per non dire altro...

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  2. di fronte al nulla si può fare tutto...queste esempi di inadeguatezza la ruolo sono certo che saranno ampiamente superati

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