Qualsiasi delusione e aspettativa non corrisposta non giustifica l’allontanamento dalla partecipazione attiva, a cominciare dal voto, che rappresenta l'unica certezza, la madre di tutti i cambiamenti. Chi non capisce questi principi fondamentali non si rende conto del male che fa a se stesso e ancora di più alle nuove generazioni.
Con il referendum del 22 e 23 marzo 2026 i cittadini dovranno decidere sulla revisione della Costituzione approvata dal Parlamento, che segna la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. E, inoltre, stabilisce la creazione di due organi di autogoverno per ognuno dei gruppi di magistrati, con una Alta Corte che deciderà sui provvedimenti disciplinari. La composizione di tali organismi verrà decisa con il metodo del sorteggio, tra tutti i magistrati per la componente togata, e con un sorteggio “corretto” per la componente laica. Significa che il Parlamento provvederà prima a comporre un elenco di autorevoli esperti, professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, poi eletti in seduta comune. Tra questi si procederà al sorteggio. Una modalità, questa per la componente laica, che, credo, sia un errore perchè svilisce lo spirito fondamentale del sorteggio: evitare qualsiasi ingerenza da parte di correnti, blocchi di potere e controllo politico.
Ma veniamo al dunque. Cosa mi guiderà nella scelta tra il SI e il No. Una decisione importante che determinerà o meno la modifica di ben 7 articoli della nostra Carta Costituzionale. Non è questo che mi spaventa, la Costituzione stessa prevede la possibilità di modifica. E dalla sua entrata in vigore, nel 1948, ne sono state fatte oltre 40.
Ciò che mi guiderà riguarda le conseguenze dell'eventuale vittoria del SI, e ciò che ne deriverà per me e per tutti i cittadini. Migliorerà la Giustizia in senso lato? Mi sentirò più garantito e potrò fare valere i miei diritti in tempi umani? Il Giudice sarà più sereno e imparziale, meno condizionabile, mentre il Pubblico Ministero, a carriere separate, non potrà “accordarsi” con il Giudice? Tra l'altro l'unicità delle carriere risale a prima del 1890 quando il ministro liberale Zanardelli, governo Crispi, promosse la sua riforma della Giustizia e dell'Ordinamento Giudiziario.
E i due Consigli Superiori più l’Alta Corte saranno sul serio svincolati da pressioni esterne e più liberi di decidere secondo coscienza? Può darsi. Infatti l’unica parte della riforma che mi convince è l'elezione a sorteggio che però si ferma soltanto alla componente togata mentre per la parte laica viene applicata una versione corretta che determina una forte ingerenza del Governo e dei partiti. Peccato.
Altra questione riguarda la funzione del Pubblico Ministero che da accusatore con l’obbligo di svolgere indagini non solo contro, ma anche a favore della persona sottoposta alle indagini, si trasformerebbe in un, sostanziale, super poliziotto. Che, ovviamente, ha come unico scopo quello di fare condannare l'accusato senza preoccuparsi di ricercare la verità. E mi fermo sulle altre ipotesi che potrebbero presagire una dipendenza del PM dal Governo. Ma su questo non è il caso di insistere.
Mi preme, invece, sottolineare una questione fondamentale che investe proprio la nostra Costituzione e le modalità per le eventuali necessarie modifiche. Si tratta di aspetti importanti che richiedono una partecipazione delle forze politiche ampia coinvolgendo i diversi schieramenti. La Carta è di tutti gli italiani e non ci può essere una proposta di modifica di parte senza tenere conto delle esigenze, aspirazioni, differenze culturali e storiche, della presenza di minoranze religiose, insomma della rappresentanza del popolo nei suoi molteplici aspetti. E infatti Piero Calamandrei, quando si iniziò parlare della dell'organizzazione dei lavori dell'Assemblea Costituente diceva “Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza…” “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”.
Parole significative che dovrebbero essere prese ad esempio da qualsiasi governo e maggioranza parlamentare. Purtroppo, però, oggi sembra fantascienza, ma basta riflettere con libertà di pensiero per apprezzare quella impostazione alla base della nostra carta costituzionale che con troppa facilità i governanti hanno tentato e tentano di stravolgere.
E pertanto, con molta convinzione e consapevolezza il mio voto sarà NO.


Votare NO è un imperativo. Per il semplice fatto che le ragioni del si hanno messo in mezzo la faccia di un morto, un morto condannato per diversi reati e colluso con la mafia, e hanno fatto pure una festa.
RispondiEliminaAnche il mio voto sarà NO
RispondiEliminaQuesto é il testo del quesito referendario <Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?» Molto bene avete capito qual' é il quesito? Tipo volete l'acqua pubblica? Volete il divorzio? NO non sappiamo niente cosa c'é dietro sembra solo che vogliono modificare 7 articoli su 13 (il 54%) dell'ordinamento. Servono i decreti attuativi che sono già pronti e dove si spiega bene come verrà applicata la riforma ma perché questi testi sono tenuti segreti ai cittadini e chiusi in un cassetto? Noi vorremmo sapere come vogliono punire i magistrati che il Premier accusa di favorire i migranti, i delinquenti, etc... come faranno ad impedire preventivamente che si ripetano questi casi. Con questa riforma potranno dunque intimorire o punire e quindi controllare la magistratura? Come saremo sicuri che la Magistratura costituirà un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere? Forse per valutare serenamente questo referendum dovremmo sapere la fine della storia o NO?
RispondiEliminaSecondo me neppure il sorteggio va condiviso. Non solo perché impedisce una scelta consapevole da parte della magistratura, o per la modalità diversificata tra l'elezione della parte togata e quella laica. Ma perché è illusorio e ingenuo pensare che col sorteggio si annullino le correnti. I sorteggiati verranno estratti tra magistrati iscritti ad una corrente (sono oltre il 90%), e una volta diventati membri dei due CSM non cesserà la loro appartenenza. Anzi, c'è la possibilità che si rafforzi. In teoria dall'estrazione potrebbero uscire magistrati iscritti a una sola corrente che detterà legge in quel consesso. Oppure si ricostituiranno, pro quota, le stesse correnti che si pretende di abolire, mentre continueranno a fare quello che facevano prima. Questa riforma è una schifezza, dal primo all'ultimo articolo.
RispondiElimina
EliminaMaurizio, esatto, proprio così!
Io voto NO
RispondiEliminaMolto consapevole per il Si!
RispondiEliminaLA COSTITUZIONE NON SI TOCCA!!!
RispondiEliminaVA REALIZZATA IN TUTTE LE SUE PARTI, COSA CHE ANCORA NON E' STATA FATTA PIENAMENTE, RISPETTANDO LA LETTERA E LO SPIRITO IMPRESSO IN ESSA DAI PADRI FONDATORI, NON VA MODIFICATA, PER ESSERE POI SMANTELLATA.
Il punto più basso della storia d'Italia, raggiunto dal fascismo mussoliniano, é stato bilanciato e superato dall'Italia repubblicana fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza contro il nazifascismo, punto più alto della storia d'Italia.
Non permettiamo che si torni indietro,
al referendum del 22 e 23 marzo votiamo NO
Occasione da non perdere, il 22 e 23 votiamo "NO" anche per mandare a casa anticipatamente questo governo bugiardo e inetto!!
RispondiEliminaCaro Giangiuseppe, vorrei tanto essere smentito dai fatti ma poiché questo referendum, si sa, non si basa, di fatto, sul merito delle questioni, ma è un vero e proprio scontro politico sull'indipendenza della magistratura, che viene dal governo e dai suoi rappresentanti ( prima fra tutti la premier ) quotidianamente delegittimata, temo che alla fine si conteranno i voti co.e si fa alle elezioni politiche...
RispondiEliminaVotare NO è d’obbligo perché questa pseudo riforma della giustizia altro non è che il tentativo di svilire i contenuti della nostra Costituzione. La nostra Carta fondamentale si basa, infatti, su un sistema di pesi e contrappesi che bilanciano gli equilibri tra i poteri. È ovvio che spostare l’ago della bilancia verso l’esecutivo è il disegno della peggiore maggioranza di governo della storia repubblicana. Costoro, infatti, non si riconoscono nei valori della resistenza e non hanno la benché minima cognizione di cosa sia uno stato di diritto. Oggi come non mai occorre esercitare la più attenta vigilanza democratica e rendersi partecipi della politica intesa non come mera militanza ma come esercizio della sovranità che a tutt’oggi, che dir ne voglia quest’accozzaglia di scappati di casa, appartiene ancora al popolo.
RispondiEliminain 12 anni di avvocato non ho mai visto un pm che cerchi provo a favore dell’imputato ahime
RispondiEliminaCERTAMENTE CON CONSAPEVOLEZZA VOTEREMO NO 4 NO IN FAMIGLIA NO NO NO NO
RispondiEliminaSono andato a votare in tutte le consultazioni elettorali e, continuerò a farlo fino all’ultimo: ho 81 anni. Ai quattro referendum costituzionali (del Titolo V – anno 2001, della Devolution – 2006, della Riforma Renzi/Boschi – anno 2016, della Riduzione del numero dei Parlamentari – anno 2020) ho sempre votato NO. Al referendum del 22/23 marzo 2026: VOTERO’ NO. Perché ho votato e voterò NO? La Costituzione non può essere stravolta, nell’assetto istituzionale, dai capricci di una maggioranza che non rappresenta tutto il popolo. Prima di qualsiasi revisione bisogna raggiungere l’obiettivo della piena applicazione di tutti i principi costituzionali. Basta citare una frase di Piero Calamandrei, giurista e Padre Costituente: “La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere.” Il referendum sospensivo ha lo scopo di verificare se la volontà politica del Paese coincide con quella del Parlamento, quando una riforma non ha ottenuto la maggioranza prevista dalla Costituzione. Il referendum, espressione della sovranità popolare, è il più importante istituto di democrazia diretta in quanto prevede l’intervento diretto degli elettori senza condizionamenti.
RispondiEliminaANDIAMO A VOTARE. IO ANDRO’ A VOTARE E, CONVINTAMENTE E LIBERAMENTE, VOTERO’ “NO”.