venerdì 30 settembre 2022

GUERRA AI POVERI DEL RDC. PAROLA DI MELONI

di Maurizio Alesi - Mentre il Paese e l’Europa stanno attraversando la crisi economica, sociale, ambientale più grave di sempre la maggioranza “Meloni” di cosa sta parlando nelle interviste e sui giornali. Di come arginare l’aumento inarrestabile dei prezzi delle fonti energetiche? Come mettere in sicurezza il territorio che ad ogni alluvione produce morti e distruzione? Si sta prodigando in Europa per cercare di aprire un canale diplomatico sulla guerra in Ucraina o come venire incontro alle famiglie in difficoltà e alle migliaia di imprese che chiudono per gli alti costi di esercizio? Ma quando mai. L’emergenza numero uno da affrontare all’indomani del suo insediamento, sarà la cancellazione del RdC vero ostacolo alla ripresa economica e spreco intollerabile di cui sono responsabili i poveri e gli emarginati.

Brava Meloni che in campagna elettorale, su questo tema, ha ricevuto finanziamenti dagli industriali, dall’alta finanza e chissà da chi altri destinati a restare ignoti. Sono gli stessi che con i loro voti l’hanno portata ai vertici dello Stato. Tutti uniti contro il nemico dello sviluppo che ci costa nove miliardi sottratti agli amici imprenditori che lacrimano perché non riescono a trovare forza lavoro, essendo tutti percettori di reddito sdraiati sui divani a girarsi i pollici. Loro sì che saprebbero cosa farne di quei soldi. Per il sistema gli unici soldi spesi bene sono quelli destinati alle imprese amiche per coprire i loro buchi neri pagati da noi contribuenti che, da decenni, promettono di dare lavoro foraggiando solo le loro attività.

C’è poi un aspetto ridicolo nella propaganda elettorale che è stata usata dal club della fantomatica agenda Draghi contro il RdC e, soprattutto, contro l’unica forza politica che ha istituito quella misura, allineando l’Italia al resto d’Europa in cui esiste da una vita. È stata condotta una vile e disinformata crociata contro Conte accusato addirittura di voto di scambio con gli elettori del sud a cui sarebbero stati estorti i consensi ricevuti, che lo hanno portato ad essere il primo partito dalla Campania in giù, isole comprese. Ora, a parte il fatto che si tratta di un’accusa vile e infondata, il voto di scambio consiste nel promettere un favore, lecito o illecito, da elargire in cambio dei voti ricevuti: votami ed io ti darò ciò che ti ho promesso, un posto di lavoro, una raccomandazione per un concorso, un avanzamento di carriera. Conte non aveva nulla da scambiare con gli elettori in quanto il reddito di Cittadinanza non poteva essere oggetto di scambio elettorale essendo, da tre anni, legge dello Stato e dunque non barattabile.

Ma la vulgata dei soliti politici e di certa stampa, asservita e pagata per far loro da controcanto, ha cercato di far passare quel messaggio essendo essi medesimi esperti di clientele e di scambi. Peccato che il 26 settembre lor signori si sono svegliati con la bella sorpresa che gli elettori hanno punito i detrattori e i nemici del RdC e premiato i loro sostenitori. Vedremo nelle prossime settimane se saranno capaci di portare a termine l’attacco frontale annunciato, contro la povera gente che ha visto addirittura Renzi, farsi promotore di un referendum per la sua abrogazione. Tutta la vecchia politica del primo governo Berlusconi è stata riesumata e portata in Parlamento a sostegno della Meloni con le solite facce, peraltro invecchiate di trent’anni, come il redivivo Pera, Berlusconi, Salvini, Schifani alla presidenza della regione Sicilia, Miccichè, Casellati, Santanchè, La Russa e compagnia cantando. Tutta gente che ha già fallito e portato al disastro il paese adesso viene riproposta, dietro la faccia (anch’essa tutt’altro che nuova), della “donna” Meloni.

Queste vecchie cariatidi tentano di far passare Conte e il M5S come il partito del sud e del RdC al fine di sminuirne il consenso e marginalizzarlo in un’area ristretta del paese, ignorando il programma del M5S che affronta tutti i temi più importanti e urgenti che abbiamo davanti. Dalla proposta di un fisco più leggero, al salario minimo legale, lo stop al precariato, alla riforma della giustizia, la sicurezza nei luoghi di lavoro, previsione di sgravi per le assunzioni, superbonus edilizia, contrasto alle bollette, riforma sanitaria e molto altro. Su questo la gente ha dato fiducia a Conte, da Trieste a Favignana.

Certo, il voto nazionale è stato disallineato da quello delle regionali in Sicilia ma questa è una storia vecchia. Gli elettori siciliani hanno votato M5S per la forte visibilità e la credibilità di Conte che si avvale di un grande voto di opinione che fa gremire le piazze italiane nei suoi comizi. Giovani, meno giovani, anziani, professionisti, dipendenti, gente con livelli d'istruzione mediamente alti, e di buona cultura. Cittadini affrancati da un certo sistema, da un modo di concepire la "politica" e che hanno acquisito la consapevolezza per un voto ragionato e libero.

Ma alle regionali, nella medesima giornata elettorale, parte degli elettori che hanno premiato il M5S e Conte per le elezioni politiche, hanno fatto altre valutazioni esprimendo un voto prevalentemente in direzione del centro destra. Il perché è presto detto. Il sistema “regionale”, articolato in collegi provinciali, permette ai candidati “organizzati” di instaurare un intenso rapporto con gruppi di interesse, capi elettori e direttamente con cittadini, e di promettere (spesso scambiare, loro sì), il voto con un diritto spacciato per favore o per qualcos’altro.

I candidati del M5S rimangono regolarmente schiacciati da un tale sistema di potere e clientelare fondato sullo scambio, a volte politico-mafioso come dimostrano le recenti cronache giudiziarie a carico di tanti candidati, che li fa soccombere, non essendo geneticamente attrezzati per certe pratiche. Ecco perché il RdC da solo non c’entra nulla e non può essere il motivo per il quale il M5S è riuscito ad ottenere alle elezioni politiche così tanti consensi. Anzi, proprio quella differenza tra le due votazioni, Politiche e Regionali, riscontrata in Sicilia, dimostra l’esatto contrario.

Rimane, invece, il mistero su come fanno alcuni candidati in Sicilia ad avere un consenso spropositato di decine di migliaia di voti, senza che di loro si abbia memoria di una legge, un’iniziativa, una proposta che incida sulla collettività e non sui singoli portatori di voti che affollano i loro comitati elettorali in cerca di risposte “personalizzate”.

Maurizio Alesi
30 Settembre 2022

15 commenti:

  1. Cecilia Piscioneri30 settembre 2022 10:47

    OGNUNO DAL PROPRIO CUORE ALTRUI MISURA..........

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  2. Il presidente Conte è l'unico fa battaglie per il popolo...!

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  3. Cosimo Dibenedetto30 settembre 2022 11:09

    Forza presidente conte ci rifaremo alla prossima occasione complimenti così come sei

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  4. Quanto mi piacerebbe che l’Europa bloccasse i soldi che ha riuscito ad avere il presidente Conte col sudore della fronte........poi voglio vedere dove li prendono i soldi per farsi i conti milionari con paghe da 20mila euro al mese........sono sicura che in 24 ore il parlamento sarebbe deserto.....👋

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  5. A levarlo no, ma ha renderlo decente non mi sembra sbagliato visto le indecenze a cui ho assistito. E lo dico da elettore 5 stelle che non ha MAI percepito nulla da Stato in tutta la sua vita.

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    1. Per renderlo decente bisognerebbe rafforzarlo, estenderlo ad una platea più grande, Il reddito ha fatto uscire dalla povertà un milione di italiani ma i poveri assoluti sono ben 5 milioni.

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  6. E' assolutamente inconcepibile sentir parlare di abolizione di supporti sociali presenti in tutta Europa e per di piu' in un momento dove la recessione sta' avanzando veloce mentre in Europa brucia una Guerra. L'argomento principale fare la guerra ai poveri di chi si appresta, in questa situazione, a governare una nazione è follia pura.

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  7. Gaetano Di Salvo30 settembre 2022 13:08

    Ma vai a cagare secondo te se toglie questa stronzata è guerra ai poveri? Di sicuro è guerra agli fannulloni perché è questo quello che avete creato.

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    1. Ma vai a cagare tu. Spero che prima o poi ne avrai bisogno anche tu. Si può essere fannulloni anche senza percepire il reddito

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  8. Maria Grazia Melia30 settembre 2022 15:11

    Le 'misure' vanno adattate ai popoli. Altrove il reddito è una pausa tra due lavori, in italia è un'elemosina di stato, buona per rincoglionire ulteriormente alcuni fannulloni, pessima per chi ha qualche talento. Ancora peggiore per lepiccole imprese che non possono più contare su manovali e apprendisti da avviare ad un futuro, In compenso i pochi, in gran parte stranieri, che vogliono fare qualcosa diventano schiavi senza futuro al soldo delle multinazionali. A riguardo c'è persino una 'divertente' pubblicità. La Meloni non la giudico, è troppo presto anche se le premesse non fanno pensare a niente di meglio di un letta con la gonna, morale sempre servi sono

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  9. Maurizio Pipitone30 settembre 2022 15:14

    La Meloni non ha mai detto si voler abolire il rdc, ma di modificarlo per eliminare i furbetti e dare il lavoro a chi può lavorare l'abolizione, sono parole uscite dai comunisti (5s) per infangare la destra. In Sicilia non si è votato per conte ma pu reddito, di fatto alle regionali non hanno votato per 5s ma per la destra, quindi che conte si metta il cuore in pace, la sua era per fortuna è finita!!

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    1. Invece di fare il profeta su Conte, ricordati quanto è durato Renzi, Draghi e tutti i fenomeni di destra. Adesso toccherà alla Meloni a fare il botto.

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  10. Tina De Santis1 ottobre 2022 09:53

    Bravissimo. Conte è onestissimo.

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  11. In Italia le campagne elettorali non finiscono mai. È arrivato, per le forze politiche che non governeranno il Paese, il momento di trovare un accordo per difendere i diritti conquistati. Il Reddito di cittadinanza rappresenta un salto di qualità che deve essere difeso e migliorato.
    L' analisi del voto siciliano merita una particola analisi. Qui il voto non è frutto di ideologia. È impregnato di clientelismo e di tutela dei privilegi. Qui, stranamente, i poveri, sono tanti, non votano.

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  12. Claudio Vaccari2 ottobre 2022 08:31

    occhio politici improvvisati ! quello che lui dice lo mantiene !

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