venerdì 19 marzo 2021

VIVA L’ITALIA – POVERA ITALIA. PRONTO L'ASSE DRAGHI - MACRON

di Giovanni Caianiello - E così, mentre gli italiani si dibattono assorti su vaccini si, oppure no, sugli odiosi migranti brutti e cattivi e se le danno sui social sullo ius soli, venerando beniamini politici e ne disprezzano altri come ragione di stato, nel silenzio generale di quelli che sanno tutto ed affrontano con sapienza qualsiasi argomento in Tv, nelle segrete stanze, si consuma la promessa della ulteriore svendita dell'Italia, questa volta alla Francia.

La Merkel, a breve uscirà delle scene, e con i forti dubbi sul suo successore, Macron cambia rotta e punta le sue mire sulla conquista dell'Italia.
E, quale miglior interlocutore se non il controllore stesso del paese, poteva scegliere come amico?

Infatti, Draghi che non parla agli italiani, lo fa invece con Macron, che già pensa di penetrare indisturbato nel tessuto economico italiano, soprattutto nelle sue banche, senza ovviamente l'opposizione del governo, al quale chiede di non ricorrere al Golden Power, lo strumento creato proprio per impedire la colonizzazione predatoria contro l’Italia.

Mario Draghi, è un esperto in materia. Lo è sin dagli anni novanta, quando da direttore del Tesoro, ebbe un ruolo di primo piano, nella svendita degli asset strategici pubblici ed industriali dell'Italia agli apparati finanziari angloamericani.
Manovra, che ridusse il paese, da 5 ͣ potenza mondiale, all'orlo del fallimento.

Condizione poi consolidata dalla sostituzione della lira con l'euro ad opera della sua copia conforme Romano Prodi, capace di caricarci sulle spalle l'enorme debito pubblico, per il quale oggi continuiamo ad essere ricattati, proprio dalla stessa finanza.
La realizzazione del disegno, parte da lontano, messo a punto fin dal periodo del primo governo Conte.

Per raggiungere lo scopo, bisognava infatti, portare Mario Draghi a Palazzo Chigi con una forza di maggioranza il più possibile compatta di yes man ed un cavallo di troia.

Il Progetto da realizzare, a seguito di una forte crisi, come nella migliore traduzione della oligarchia finanziaria. È così che piazza i propri uomini nelle istituzioni.

Il cavallo Matteo, fa cadere il governo tradendo la compagine pentastellata, ma il piano fallisce. Manca l’elemento psicologico, la crisi capace di accelerare ogni decisione e renderla digeribile anche se anche impopolare.

Il cavallo Matteo, l’altro Matteo, quello strategicamente impareggiabile, il vero manovratore e vincitore, fa nascere il secondo governo Conte, in attesa che i tempi maturino, poi lo disarciona mandando a casa l’avvocato del popolo, ben conoscendo in anticipo ciò che si andava a realizzare ed i tentativi inutili, prima dello stesso Conte, e poi di Fico.

Il piano che si realizza. Ora bisogna mettere alle corde la vecchia maggioranza.
Dividere i 5 Stelle. Fatto!

Sostituire il Segretario del PD Zingaretti, con l’uomo di fiducia, frequentatore di organizzazioni mondialiste create da David Rockefeller e che amasse molto le lobby (che ne fosse avesse creata almeno una tutta sua).

Allora via Zingaretti, avanti il "francese" Letta. Fatto!
Adesso è ora di dare impulso al cantiere francese in Italia.
Draghi e Macron, hanno già fatta quadrato comune su AstraZeneca.

Intanto, la Banca Nazionale di Parigi, BNP Paribas, controlla già la Banca Nazionale del Lavoro ed ha dato il via al controllo su Cariparma, Carispezia, Credito Valtellinese e FriulAdria.
Franco-olandese, è anche il consorzio che ha lanciato un’offerta per l’acquisizione di Borsa Italiana S.p.A.

Nel frattempo, l’Italia, nonostante gli italiani, festeggia il 160 anniversario dell’Unità del paese, applaude agli oltraggi al suo Inno ed alla sua Bandiera a Sanremo, si scioglie davanti al vincitore del grande fratello 2021 e si dispera per le squadre uscite dalla Champions. Si sprecano tonnellate di incenso e mirra al grido di viva, viva Mario, sulle lingue sudate dei partecipanti alle orge quotidiane della disinformazione in Tv.

Ecco, ci siamo.
Viva l’Italia, Povera Italia.


Giovanni Caianiello

19 Marzo 2021   

9 commenti:

  1. Infatti ci risiamo. Però stavolta ci risiamo con dentro il M5S, il che fa un pò impressione.

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  2. Se il piano che si realizza prevede che il M5S si divida, visto che ognuno dovrebbe essere l'artefice del proprio destino, come mai i 5 stelle non provano a mandare per aria il piano compattandosi anzichè dividendosi? C'è qualcosa che lo impedisce, oppure chi ha operato per realizzare il piano ha soltanto preso atto che il M5S stava dividendosi a prescindere e quindi con la sua divisione ha assecondato la creazione di questo piano?

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    1. Orazio Focarino20 marzo 2021 19:42

      Sig. Pepe non ho capito cosa lei abbia voluto dire, cmq mi adeguo.

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  3. Mirella Zanotti19 marzo 2021 21:57

    È incredibile quanto siamo deficienti

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  4. Elisa Grimaldi19 marzo 2021 23:19

    Degni compari

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  5. Adelina Costantino19 marzo 2021 23:20

    Meno vedo questa faccia e meglio sto.

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  6. Ormai si muovono in una logica di un sistema economico-finanziario “europeista” dove Germania e Francia sono gli assi trainanti , con la volontà di volerlo trasformare forzatamente in sistema politico , stralciando la Costituzione Italiana e considerando la storia nazionale che nel “45 porto’ ad essa come sacrificio utile per arrivare a questo mostro artificioso con la testa che tende tra USA e Cina , due sistemi in pratica sull’orlo del fallimento politico-economico è vicini alla guerra totale .

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  7. Franco Gentile20 marzo 2021 17:18

    Man mano che passano i giorni più mi convinco di aver sottovalutato l'inganno perpetrato alle spalle del popolo italiano e sopravalutato la capacità del M5S di poter arginare la deriva a cui ci stiamo avviando ogni giorno di più. Ne chiedo scusa a chi ho contraddetto. Si prefigura, come dice l'Autore, un avvenire di lagrime e sangue che solo una presa di coscienza dell'elettorato alle future elezioni potrebbe fermare e trasformare in una riscossa delle persone oneste. Saremo mai capaci di combattere questa battaglia? Intanto sarebbe opportuno che il M5S ritrovasse la sua unità e, liberandosi degli infidi e dei volta gabbana, ritrovasse l'entusiasmo della prima ora e la capacità di rinnovarsi sotto tutti i punti di vista ma anche sperare che l'elettorato, dopo l'esperienza Conte, comprenda la gravità delle sue azioni non correndo come accade ormai da trenta e più anni dietro agli imbonitori da mercato rionale alla Berlusconi, Salvini e Renzi ma indirizzando le proprie preferenze verso chi ha dimostrato di essere dalla parte dei deboli e degli onesti. Sarà capace di questo? E' l'augurio che bisogna farsi e fare. Dai Italia! Ritrova la vera via della tua dignità e della tua grandezza culturale, etica e sociale, ritrova i valori che hanno ispirato la nascita della Repubblica!

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  8. Premetto che a 76 anni, dopo una lunga militanza nel PCI, il più grande complotto che ho visto e subito è quello che Alberto Ronchey definì il “fattore K”. Quel complotto che ha impedito un ricambio delle forze politiche al governo. Al PCI, il più forte partito comunista d’Occidente, era preclusa la possibilità di governare il Paese. Enrico Berlinguer, vista la situazione, non propose mai un governo della sinistra unita, sapeva che era impossibile avviare il superamento del capitalismo con il 51 per cento dei voti. Perseguì l’ipotesi del “compromesso storico”. Oggi il più grave complotto è quello della cattiva informazione, della mancanza di informazione e della mistificazione politica. A differenza del passato gli italiani non dibattono, si esprimono con slogan e non cercano la verità. La tifoseria e il fanatismo hanno preso il posto del civile confronto. E’ una situazione che impedisce di analizzare alcuni eventi che stanno trasformando o demolendo alcuni valori per i quali ci siamo battuti. Il fatto più grave è rappresentato dalla mancanza di una prospettiva per il futuro. I recenti fatti politici che ci hanno portato alla situazione attuale sono state causate, in primis, dalla prevaricazione e dalla debolezza dei partiti che sostenevano il precedente governo. L’attuale governo è nato e si regge sul sostegno del M5S e del PD ma sembra egemonizzato dalla destra. Quello che più preoccupa è il ritorno dell’asse Lega e una parte del M5S, quella governativa. Con un M5S diviso e scisso e un PD dilaniato dalle correnti: possiamo sperare in un futuro diverso, senza le destre? Giuseppe Conte per il M5S e Enrico Letta per il PD, rappresentano le figure giuste per riformare e costruire una sintesi politica unitaria per i rispettivi partiti?


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