domenica 28 febbraio 2021

CON UN M5S LIBERALE E MODERATO SI PUÒ ANCORA FARE LA RIVOLUZIONE?

di Maurizio Alesi - Può darsi che questo governo si riveli il migliore, nei saecula saeculorum; può darsi che Draghi trasformi l’Italia in una nuova Svizzera; che scompaia la disoccupazione e la povertà oltre al Coronavirus.
Ma io che sono un fottuto realista rifuggo dalla vana speranza e attendo i risultati. Nel frattempo cerco di orientarmi guardandomi intorno, cercando di percepire le reali prospettive offerte da questo esecutivo di “alto profilo”, commissionato da Mattarella e messo a terra da Draghi. Un governo-assembramento senza opposizione a parte la Meloni che si mantiene le mani libere (così come avrebbe dovuto fare il M5S), intestandosi solo le cose condivise dalla maggioranza degli elettori e distinguendosi dai provvedimenti che non condivide.
 
Cominciamo col dire che tutti i governi di larghe intese hanno fin qui fallito: da Dini a Monti a Letta, figuriamoci che destino può avere questo che è un governo extralarge con tutti i posti a sedere esauriti. L’esperienza ci ha insegnato (per ben due volte), che per far fallire un governo – che pure ha lavorato bene - è sufficiente avere al proprio interno un solo guastatore che rema dalla parte opposta. Se pensiamo che l’attuale compagine di governo comprende 15 partiti e partitini oltre una quindicina di gruppi che danno l’appoggio esterno, e che ognuno di loro è alternativo all’altro, possiamo facilmente desumere come andrà a finire.
 
“La forza d’un governo dipende dalla coesione. Se in tanti entrano al governo senza rinunciare alle loro scorribande e intendono compierle a partire da lì per acquisire potere e consenso e promuovere a ogni costo gli interessi particolari di cui sono mandatari, il governo nasce tarlato fin dall’inizio”. Questo è ciò che pensa il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e, dalle sue parole, si intuisce il riferimento a ciò che sta accadendo proprio in questi giorni.
 
I partiti, soprattutto PD e M5S, sono dilaniati al proprio interno per le rotture che ha prodotto la partecipazione al governo Draghi (i grillini sono arrivati addirittura alla scissione). La componente politica di governo ha raggiunto un livello di mediocrità inimmaginabile, e quella dei viceministri e sottosegretari è ancora più infima. Sono stati resuscitati nomi dall’oltretomba come Brunetta, Gelmini (quella dei neutrini nel tunnel), la Carfagna, tutti più berlusconiani di Berlusconi messi in quei posti per tutelare gli interessi del condannato. Come se non bastasse hanno collocato Sisto alla Giustizia, l’avvocato personale di B. specialista in leggi ad personam e promotore dell’assalto al palazzo di Giustizia di Milano contro i giudici, durante il processo Ruby. All’editoria è andato Moles, altro berlusconiano che così ha completato l’ambito di interesse del caimano mentre il M5S ha messo in campo i sottosegretari dimaiani più “fedeli” e ortodossi del verbo grillino, sacrificando i più preparati che non fornivano sufficienti garanzie di affidabilità.
 
Se i dicasteri fondamentali dell’Economia, Finanze, Ambiente, Mise, Transizione ecologica e Digitale, Lavoro, Giustizia, Università, Salute, Cultura, Turismo sono nelle mani della Bce, Lobbysti, Finanzieri, gente piena di conflitti d’interesse e, nella migliore delle ipotesi, sono andati a leghisti, Leu e PD vorrei sapere cosa rimane al M5S che si è dissanguato per avere il ministero dell’Agricoltura e degli Esteri che non decide nulla essendo l’Europa a gestire la politica estera, perdendo i dicasteri più importanti che aveva nel Conte2. Mattarella aveva parlato di governo dei migliori, di alto profilo non di un’accozzaglia che ha spolverato mummie in quarantena da 10 anni. E poi come si fa a dare la fiducia ad un governo senza chiedere cosa abbia in mente di fare, solo sulla parola data al “grillino” Draghi e senza aver posto uno straccio di condizione, a parte la supercazzola con scappellamento a destra dei superministeri, oggi inesistenti e, dove esistessero, sarebbero gestiti da altri.
 
Ma allora perché si è decisa questa linea (ipocritamente affidata a poche migliaia di iscritti con un quesito discutibile), perdendo uomini valorosi come Morra, una quarantina di parlamentari e milioni di elettori che abbandoneranno il movimento. È meglio tenersi i mediocri come Crimi e soldatini sempre pronti a dire signorsì cacciando i migliori? Che ne penseranno gli elettori? Come si fa a difendere le cose fatte senza poter toccare palla nel governo, senza occupare postazioni importanti e decisive. Come si fa a fare la riforma della giustizia con Sisto e la Cartabia, sponsorizzata da Cassese.
 
Pensi davvero di rinnovare la P.A con Brunetta o gestire l’ambiente con Gingolani, quello che passava i finanziamenti alla società della moglie e assumeva i figli e il marito della badante. Sarebbe stata più efficace una presenza responsabile in parlamento piuttosto che starsene seduto in un cantuccio accanto a degli impresentabili. Mi dispiace, ma a queste condizioni sarebbe stato meglio, molto meglio, non esserci.
 
Maurizio Alesi

28 Febbraio 2021

5 commenti:

  1. Grillo Grillo mandai il mio progetto brevettato per produrre una mascherina innovativa e non era vostro interesse nazionalizzarla e ora vai in giro con uno scafandro?
    Prima del vaccino servirebbe protezione per concedere scuole e lavoro "a rischio".
    Ma certi progetti si realizzano con fondi e tecnici idonei per renderla al meglio.

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  2. Perché Luigi Di Maio, pur sapendo che avrebbe scatenato la rabbia dei “duri e puri”, ha battezzato il M5S, che forse sarà guidato da Giuseppe Conte, Liberale e Moderato?! Forse, da fedele sostenitore dell’ala governista del Movimento, intende giustificare le alleanze con qualsiasi forza politica. Dalle posizioni di altri politici è evidente che il Movimento sta attraversando una crisi dovuta anche alla costante perdita di consensi. Andrea Cioffi ha detto: “Il M5S non è una forza moderata e liberale, non lo è mai stata e non lo diventerà”. Massimo Bugani: “Quindici anni di battaglie per diventare una costola di Berlusconi? Un trionfo. Gianroberto Casaleggio in piazza ci fece scandire il nome di Berlinguer, non quello di Luigi De Mita”. Sergio Battelli: “Qualcuno non sarà d’accordo, ma è indispensabile ammettere a noi stessi di essere cresciuti, di aver capito cosa voglia dire prendersi delle responsabilità”. Chi di loro rappresenta la vera anima del Movimento? Comunque, bisogna riconoscere che il M5S è maturato. Forse il senso di responsabilità verso il Paese poteva essere dimostrato sostenendo il governo Draghi con l’astensione e l’impegno di votare i provvedimenti di interesse generale. Questo governo impegnato nella lotta contro la pandemia, difficilmente, potrà fare riforme significative. Ho il dubbio che il M5S e il PD, da questa responsabile esperienza, usciranno con le ossa rotte. I sondaggi politici elettorali sembrano premiare i partiti di destra.

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  3. Orazio Focarino2 marzo 2021 15:52

    Qualsiasi cosa si faccia o si tenti di fare non va bene. tutte le persone non vanno bene, tutti i governi non vanno bene ogni scelta eè sbagliata o criticata, Prodi, NO, Berlusconi , No, Renzi No, Letta No, Gentiloni No, Salvini no, Graghi No, D?alema No, Ciampi NO, Monti No, Andreotti NO, e potri continuare per ore. Ladomanda è semplice , ma chi c.... vi piace?

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    1. Non capisco questa orgia di governi citati a sproposito. A me piaceva il governo Conte2. Gli altri li lascio alla simpatia di chi non ha preferenze e digerisce tutto.

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