sabato 29 giugno 2019

Espulsione Senatrice Paola Nugnes dal M5S. Dico la mia

di Michele Ginevra - Per aver manifestato comprensione e sostegno alla senatrice Paola Nugnes (da 10 anni attivista del M5S) i soliti talebani da tastiera grillini, mi hanno catalogato come una delle tante vittime della propaganda antigrillina.
E questo dopo l’espulsione della stessa perchè considerata “troppo dissidente” con la linea del Movimento. Stesso atteggiamento nei miei confronti quando in altre occasioni ho manifestato la mia vicinanza alle posizioni del Presidente Fico (che tra l’altro ha manifestato la sua solidarietà alla Nugnes) e della Senatrice Elena Fattori, “sotto inchiesta” dal consiglio di disciplina e anch'essa in odore di espulsione. Mi fa solo sorridere questa loro affermazione “vittima della propaganda antigrillina” rivolta nei miei confronti.

Premetto che sono iscritto al M5S fin dal 2009 quando aveva percentuali da prefisso telefonico, perchè sono sempre stato un curioso delle dinamiche politiche e volevo studiare questo fenomeno emergente dal suo interno, e l’ho persino votato, anche se io sono comunista e non mi riconosco in toto in questa forza politica.

Chi mi conosce sa che non ho mai manifestato avversione preconcetta verso questo Movimento, che ho seguito con interesse, senza però esimermi dal criticarlo duramente, senza sconti, quando l’ho ritenuto opportuno secondo una mia visione della politica ed un mio sentire che deriva dalla mia storia e cultura politica.


Detto questo, da quello che mi scrivono certi “integralisti grillini”, deduco che costoro conoscono poco (o non vogliono conoscere) le dinamiche interne del M5S e la loro pessima gestione del dissenso e della democrazia interna, un vero tallone di Achille in questa forza politica che comunque ha i suoi pregi.

Se continua ad espellere gente come la Nugnes e tenere sotto indagine e a rischio espulsione esponenti di spicco come la senatrice Fattori, e perché no, fra non molto magari anche il Presidente Fico (leggasi i deliranti commenti di molti grillini sulla sua bacheca) il M5S non avrà vita lunga e rischia di tornare a percentuali da prefisso telefonico. Resteranno a sostenerlo solo una fronda di talebani da tastiera beceri ed ignoranti, complottisti, antivaccinisti, sostenitori di scie chimiche (e se aspettiamo un po’ arriveranno anche i terrapiattisti) ed altre amenità del genere. È vero, per carità, attualmente sono per fortuna una percentuale irrilevante ma, ahimè, hanno riferimenti in illustri esponenti a livello regionale, nazionale ed europeo. Altro che vittima di propaganda!!

Faccio solo qualche esempio, ma ne potrei citare altri:

Marco Zullo, europarlamentare M5s - 24 settembre 2014:
"Porterò il caso delle scie chimiche in Parlamento europeo:

Carlo Sibilia, onorevole 5 Stelle, oggi sottosegretario, su Twitter - 20 luglio 2014:
"Oggi si festeggia l'anniversario dello sbarco sulla luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa...". E ancora, ironico: "Scusate. Rettifico. Siamo andati sulla luna, Berlusconi è onesto, la riforma del senato è cosa buona e giusta e Repubblica è un giornale".

Paola Taverna nota senatrice e dichiarata antivaccinista, quella che pubblicamente, in modo subdolo, quasi quasi invogliava le persone a portare i loro bambini a contatto di chi aveva il morbillo per farli contagiare, invece di vaccinarli.

Concludo e mi scuso per questa autoreferenzialità se ricordo, per chi non lo sapesse e potrebbe chiedersi a che titolo parlo di vaccini. Sono medico, specialista in microbiologia con due master in immunologia e primario patologo clinico, per cui credo di sapere qualcosa sui vaccini. Pertanto sentire sui social (ma non solo) colossali idiozie e pericolose prese di posizioni sui vaccini non solo da semplici sostenitori grillini, ma anche da esponenti di rilievo del M5S (vedi Taverna e altri) mi vengono i brividi.

Tanto più quando costato che personaggi di rilievo per competenza, serietà e storia politica all’interno del M5S, come la senatrice Fattori è a rischio espulsione come la Nugnes. Una ricercatrice biologa che ha tutta la mia stima, che si è battuta, con successo, con la consulenza e l’appoggio dell’illustre Prof. Silvestri della Emory University di Atlanta, nell’elaborare una seria legge sui vaccini.

Di fronte a casi del genere temo che il M5S abbia un serio problema al suo interno, che se non risolverà in modo democratico, porterà alla fuga milioni di persone, oltre a quelli che ha già perso per altri motivi altrettanto gravi, su cui non mi soffermo.
Una forza politica che espelle suoi esponenti per posizioni non totalmente in linea con i “capi partito”, invece di avviare con loro un confronto serio e costruttivo che può far solo bene alla dialettica interna arricchendola di contenuti, secondo il mio modesto parere, non ha futuro.
Altro che vittima di propaganda!

Michele Ginevra
29 Giugno 2019

Fonti:

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/09/26/news/l-eurodeputato-m5s-a-caccia-di-scie-chimiche-ecco-la-lunghissima-lista-dei-complotti-grillini-1.181876

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/vaccini-taverna-m5s-piccola-ci-portavano-cugini-malati/AEd8jqYF?refresh_ce=1

24 commenti:

  1. Caro Michele, questo articolo lo sottoscrivo in toto e lo faccio mio, in coerenza con quanto vado dicendo e scrivendo ormai da molto tempo. Hai ragione tu. Se questo movimento resterà in mano ai "talebani" si condannerà all'irrilevanza e sarà spazzato via da ogni momento decisionale. Costoro non conoscono il valore del dissenso e aderiscono al M5S come si aderisce ad una fede religiosa. Sono incapaci di individuare le sue criticità accusando chi le vede e le denuncia, di lesa maestà. Gli errori clamorosi, la mancanza assoluta di democrazia interna, le espulsioni facili stanno fiaccando un movimento su cui molti italiani avevano riposto la loro fiducia per un cambiamento radicale e invece, a causa di un atteggiamento presuntuoso e totalitario del capo politico (plenipotenziario e pluriministro del governo), abbiamo perso 6 milioni di voti. Siccome non è cambiato niente e tutto procede come prima, deduco che Di Maio non voglia arrestare l’emorragia. L’ho già detto e lo ripeto: nel M5S ci vuole più umiltà e, soprattutto, più ascolto.

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  2. Bocca della verità29 giugno 2019 18:32

    Governo, Salvini, Di Maio sono una unica realtà. Per adesso forse hanno il consenso dei più, bisogna avere pazienza e resistere.

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  3. Stefania Sardisco29 giugno 2019 18:48

    Solo una domanda sorge spontanea. Se non ti senti in linea con una determinata forza politica, perché la scegli? E secondo poi, conoscendo il Movimento, sono sicura che avranno parlato e discusso. Ma se non si trova un'intesa è giusto che la persona in disaccordo se ne vada. Insomma, il M5S ha sempre avuto idee chiare e precise dalla sua nascita. Entrarci per poi contraddirne i principi, a mio avviso, è da stupidi o malpensanti.

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    1. Bisogna stabilire chi non è linea col movimento. A me sembra che la linea originaria del 5S si stia via via deformando, stando a contatto con la Lega. Non so chi se ne debba andare tra i dissidenti e i padroni del vapore.

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  4. Michele Ginevra29 giugno 2019 18:50

    Stefania Sardisco, è proprio questo il punto: NON HANNO PER NIENTE DISCUSSO nè con la Nugnes nè con altri. Il problema è che non c'è una gestione della democrazia interna degna di questo nome. Sarà perchè io provengo dal PCI dove si discuteva SEMPRE di tutto e di più, con incredibili liti tra di noi. Poi si mettevano ai voti le varie le varie posizioni e si decideva a maggioranza alla quale anche chi era minoranza doveva adeguarsi. E solo dopo, qualora chi era minoranza non si fosse adeguata era fuori dal partito. Era il famoso (o famigerato per alcuni) Centralismo Democratico che veniva applicato a tutti i livelli, locale, regionale e nazionale. Niente di tutto questo o di qualche altra forma SERIA e democratica dove gestire il "dissenso" oggi esiste all'interno del M5S. Questo è il vero problema!

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    1. Stefania Sardisco29 giugno 2019 19:02

      Michele Ginevra, impossibile decidere di espellere una persona senza averci parlato, non ci credo. Il M5S, famoso per la richiesta di partecipazione e idee anche da parte dei cittadini, non lo fa. A meno che il dissenso non sia madornale. Certo che se entro in un Movimento che porta la bandiera dalla parte del lavoratore (per fare un esempio) e poi ho idee di destra e sto dalla parte dell imprenditore che sfrutta....allora diventa malafede e intenzione di creare zizzanie. Conosco il M5S da 7 anni. Ho ben chiare le loro pluri posizioni e le condivido. Ecco perché l'ho scelto, perché lo voto e perché fin ora non mi ha mai delusa.

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  5. Il centralismo democratico è una forma di democrazia che permette di salvaguardare l'unita di un partito. Nel PCI si discuteva fino allo sfinimento, ma la minoranza si adeguava sempre. Quelle erano le regole. A me piacciono ancora le regole del centralismo democratico. Ho militato nel PCI dal 1958 fino alla bolognina

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  6. Stefania Sardisco29 giugno 2019 18:52

    Invece io credo che se entro a far parte di una forza politica è proprio perché ne condivido idee e contenuti. Che se poi cambiassero sarebbe una delusione. Si sceglie una linea e si segue quella. Questo è il mio pensiero.

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  7. Il discorso è che una regola del movimento prevede l'espulsione non per chi dissente, il dissenso costruttivo è indispensabile per la democrazia, ma quando reca danno al movimento stesso nel momento in cui il dissenso coincida con quello delle opposizioni. Non voglio essere giudicata una leonessa da tastiera solo perché dissento dai dissensi. Chi non si ritrova nelle linee del movimento può bussare da un'altra parte e forse credo, più dalla parte sinistra a cui Fico fa l'occhiolino. Mi inchino alla sua preparazione medico scientifica che le fa difendere l'uso dei vaccini, alla sua onestà intellettuale, ma, allo stesso tempo, mi dica perché, onesta anch'io intellettualmente, non dovrei essere certa degli effetti collaterali dei vaccini, fra cui l'autismo, testimoniato da tanti genitori che, non credo non vogliano il bene dei figli e da altrettante ricerche fatte da illustri scienziati e virologi che dimostrano che i vaccini non sono tutti innocui. Ed essere contro 16 o poco meno vaccini ma per quelli giusti, non significa essere novax. Ci sono poi tante altre cose che stridono con i convincimenti della massa, solo perché i mass media sono schierati con i poteri, le caste, le lobbies...

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    1. Signora Scelsi le kazzate che scrive sono frutto di uno studio o le vengono proprio spontanee.

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  8. Michele Ginevra29 giugno 2019 19:04

    Gentile Signora Carmen Scelsi non è certo questa la sede né il post giusto (che ha un altro tema) per discutere seriamente di vaccini. Tuttavia, da medico, non posso far passare questo messaggio che può essere fuorviante se non pericoloso in quanto si tratta della salute dei nostri bambini. Mi scuso pertanto con Giangiuseppe Gattuso se esco in questo commento fuori tema:
    Facendo cenno sul rapporto autismo-vaccini temo che anche lei, seppure in buona fede, sia caduta nella trappola della disinformazione o peggio quella del complottismo becero.
    Su questi argomenti non ci si può informare e documentare dal fornaio o dall’elettricista, non è rivolto a lei (non mi permetterei) ma in generale per ribadire il concetto delle fonti per una corretta informazione. Ci sono gli organi scientifici deputati a questo scopo, che piaccia o meno. Pensavo che questa bufala della relazione tra vaccini ed autismo fosse ormai chiusa definitivamente, ma vedo con rammarico che non è così.
    Allora anche questa volta cerchiamo di fare chiarezza dando qualche informazione in più:
    tutto ebbe inizio nel 1998, quando il medico inglese Andrew Wakefield (insieme a 12 colleghi del Royal Free hospital di Londra) pubblicò sul Lancet, una delle più prestigiose riviste mediche del mondo, uno studio che segnalava un possibile legame tra autismo e vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia.
    Lo studio aveva preso in esame 12 bambini con disturbi dello spettro autistico, che in otto casi erano iniziati a due settimane dall’inoculazione del vaccino. E nonostante la ricerca ammettesse chiaramente di non aver potuto individuare un nesso causale (spiegare cioè perché la vaccinazione provocasse la malattia), per Wakefield il gioco era fatto.
    È da lì ebbe inizio l’ondata di panico che investì prima l’Inghilterra, e poi il mondo. Peccato che, si scoprì qualche anno più tardi, che i risultati fossero stati contraffatti ad arte, e per biechi motivi economici.
    A svelare la truffa qualche anno più tardi fu un giornalista, il reporter investigativo Brian Deer.
    Il reporter arrivò a dimostrare che il medico aveva modificato i dati della ricerca, in modo che confermassero le sue ipotesi: dei 12 bambini presentati in quella ricerca, tre venivano presentati come autistici ma non avevamo in realtà mai ricevuto una diagnosi e cinque avevano mostrato segni di disturbi neurologici già prima della somministrazione del vaccino.
    I dati dunque erano stati falsificati ad arte, allo scopo di screditare il vaccino trivalente per trarne profitto. Come? Con un kit diagnostico per la nuova malattia inventata da Wakefield, che, scoprì Deer, il medico stava sviluppando insieme al padre di uno dei bambini dello studio, e da cui, stando alle indagini del reporter, speravano di guadagnare almeno 43 milioni di dollari all’anno.
    Di fronte a queste prove, Wakefield, nel 2010 è stato radiato dall’albo dei medici britannico, e il suo articolo del ’98 è stato ritirato dal Lancet.
    Importanti studi scientifici successivi hanno dimostrato senza ombra di dubbio l’assenza di relazione tra vaccini ed autismo.
    Altro argomento che solleva, da cui deduco che c’è molta disinformazione scientifica, è il supposto sovraccarico del sistema immunitario dei bambini quando si somministrano contemporaneamente 12 vaccini. Una colossale sciocchezza:
    Le singole sostanze in grado di stimolare una risposta immune si chiamano antigeni. Gli attuali vaccini 12 vaccini ne contengono circa 200. La informo che basta un piccolo graffio sulla pelle per mettere in contatto il sistema immune del bambino con alcuni milioni di antigeni, una semplice puntura di zanzara per esporlo a molte migliaia. Ho detto tutto.

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  9. Lillo Antinoro29 giugno 2019 19:06

    Con il sistema elettorale attuale, l'elettore sceglie il partito e non il candidato, ciò comporta che per rispetto dell'elettore sarebbe eticamente corretto che chi non condivide la linea politica del partito debba dimettersi e non cambiare casacca. Qualifico come gentaglia tutti coloro che fanno il salto della quaglia. La senatrice in questione, come tanti altri politici, è lo specchio del degrado morale di questa società ed il disprezzo che i politici, a fronte dei 16mila euro, hanno per l'elettore.

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  10. Angelo Lo Presti29 giugno 2019 19:06

    Analisi impeccabile, ma che non coinvolge solo il movimento 5 stelle bensì tutti i partiti e i movimenti. W il dissenso w la democrazia.

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  11. Chi viene eletto in un partito, ne ha già sposato la linea politica...Se "in corso d'opera" dovesse non condividerla più, dovrebbe, per opportunità politica(etica, coerenza, etc...), dimettersi...Si è eletti al Parlamento, è vero, ma per tramite di un partito che viene votato dagli elettori per ciò che esprime e propone....., all'interno del quale si discute anche animatamente.., senza però dissentire tanto da arrivare all'abbandono...Ritengo, perciò, incomprensibile................aggregarsi a gruppuscoli anonimi!

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    1. Lo sai o no che il parlamentare risponde alla nazione e non al partito che lo ha candidato. A proposito di dimissioni, quando il capo assoluto di una forza politica viene delegittimato dal voto degli elettori che ha bocciato la sua linea, deve dimettersi o deve restare per combinare altri guai.

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  12. Da quello che ho capito la senatrice Nugnes è passata al gruppo misto prima di essere espulsa

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  13. Alba La Mantia30 giugno 2019 10:39

    Benvenuto tra i rinnegati. Anche io, movimentista della prima ora, sono tenuta lontano come un'appestata solo per aver fatto notare ambiguità e incongruenze tra quanto si asseriva i pubblico e i compromessi sottobanco.

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  14. Edgardo Sibaldi30 giugno 2019 10:40

    I problemi del movimento rispecchiano le problematiche sociali in particolare la Mancanza di capacita di dialogo e sano confronto unito con una goccia di autoritarismo oligarchico momentaneo ed idiota, nel fra tempo quelli che formano casta si moltiplicano ed occupano posizioni. I principi "cosa vecchia".

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  15. Giuseppe Arnone30 giugno 2019 10:42

    Completamente d’accordo con te Michele, stavolta il tuo intervento è chiaro (dico per me, naturalmente) e assolutamente condivisibile. Se poi penso che quelli che espellono la Nugnes (e presto la Fattori) sono anche alleati a gente come Salvini and company, il cerchio si chiude. Fine di un sogno (trasformato in incubo)

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  16. I 5 stelle non vogliono militanti o iscritti o altro, loro vogliono SEGUACI alla Gattuso , Scelsi , Sardisco e cosi via, peggio della massoneria una vera setta di fanatici. Incredibilmente meglio i leghisti che loro.

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    1. Il solito commento stupidamente denigratorio scritto da persona adeguata

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  17. Premetto che non sono un elettore del M5S ma non ho preconcetti per questo Movimento che ho seguito e seguo con la dovuta attenzione politica per il contributo al cambiamento che avrebbe dovuto e potrebbe ancora dare al Paese. In comune con Michele Ginevra ho la militanza nel PCI, il modo di concepire la gestione democratica di un partito quindi: condivido quanto esposto nell’articolo. I partiti svolgono una funzione fondamentale in quanto costituiscono l’anello di congiunzione fra le istituzioni rappresentative e la volontà popolare. Sono i canali di comunicazione fra governati e governanti. Ruolo e organizzazione dei partiti sono dettati dalla Costituzione. Sono due gli articoli che fissano dei principi inderogabili: la democrazia interna ai partiti; il divieto di mandato imperativo per i parlamentari.
    - Articolo 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”
    - Articolo 67: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.”
    I veri soggetti dei partiti sono i cittadini. Il metodo democratico non riguarda solo la competizione fra partiti, ma anche le dinamiche interne di ciascun partito. La Costituzione condanna espressamente il “partito del capo”. Purtroppo, oggi, la tendenza a verticalizzare il potere nei partiti concentrandolo nelle mani di uno o di pochi comprime la politica del libero dibattito interno e il dialogo con i cittadini.
    Se spostiamo l’attenzione sul principio della rappresentanza nazionale dei parlamentari, in relazione al rapporto che si instaura fra membro del Parlamento e partito politico di appartenenza, il problema del vincolo di mandato pone alcune complessità. Rimane il fatto invalicabile che, in base al divieto del mandato imperativo, il parlamentare espulso dal partito non può essere obbligato a dimettersi. Allora rimane l’unica strada del dibattito democratico interno al partito per elaborare qualsiasi progetto politico.
    Sui rischi che corre una forza politica quando espelle i suoi esponenti senza un dibattito democratico e trasparente, non ho altro da aggiungere a quanto già scritto da Michele Ginevra.
    Dico solo che questi errori, una forza politica come il M5S, non se li può permettere!

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  18. Gianluca Rossini2 luglio 2019 09:48

    Non risulta a nessuno che sia stata eletta per entrare nel gruppo misto. Se la senatrice non è più d'accordo con il Movimento che le ha dato il mandato, deve dimettersi e ripresentarsi alle prossime elezioni, con un diverso schieramento.

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  19. Al M5S dobbiamo molto in termini di denuncia di una casta che si è giovata di leggi ad personam per acquisire privilegi non dovuti.Dobbiamo un cambio di mentalità,di cultura nei confronti della politica.Dobbiamo la rivelazione di tanti mbrogli e interessi.Non posso negare,però,che certe svolte non li ho capite.Espellere tutti coloro che possono fare una critica costruttiva,non mi sembra una buona strategia.Il dialogo all'interno dei parlamentari deve esserci e forse gi epulsi non si ritroverebbero nel gruppo misto.Voglio dire che l'ascolto è meglio del buttare fuori.Fa parte della dialettica partitica.Di Maio ha fatto tanto più di Salvini ma non ha venduto bene.Occorre una buona rivisitazione che salvi il movimento dalle sabbie mobili.La rigidità estrema non mi piace.La legge elettorale va cambiata,Salvini frenato e ammettere che ,sulla linea politica va cambiato qualcosa è senso di realtà.

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