domenica 13 gennaio 2019

SALVINI PUÒ MANIFESTARE CON LE MADAMINE SITAV?

Salvini Martina tavdi Maurizio Alesi - Cosa succederebbe se mollassimo Salvini. Sarebbe una tragedia elettorale oppure servirebbe a purificare il sistema circolatorio grillino sottoposto, troppo spesso, a rischio di pericolose ostruzioni vascolari.

C’è chi ritiene che uno stop motivato al governo Frankenstein farebbe ritrovare nuova linfa e nuovi stimoli.

Altri invece pensano che equivalga a una certificazione di fallimento che condannerebbe all'archiviazione definitiva l’esperienza grillina al governo del Paese. Due ipotesi che comunque ci interrogano sull'esperienza di Palazzo Chigi e sul bilancio dei risultati fin qui onorati, in relazione a quanto è stato promesso in campagna elettorale.

Ci sarebbe anche da valutare la tenuta dell’integrità politica, etica e morale. Vorrei parlarne senza rischiare di creare fazioni contrapposte ma ragionando laicamente, con la consapevolezza che governare con chi è stato alleato per 20 anni con Berlusconi condividendone la sua immoralità e i suoi interessi personali non è proprio una gita.

Una riflessione dunque s’impone per le fibrillazioni che mostrano una brusca accelerata, a causa dell’opera più assurda e sprecona del secolo che è il TAV.

Premessa essenziale: molti degli attuali parlamentari pentastellati erano No TAV ancora prima della nascita del Movimento, mentre gli altri e l’intera base elettorale sono comunque contro l’opera al 100% per ragioni condivisibili. Dunque per i 5S è un tema simbolo.

FB_IMG_1547315543981 (1)Diciamo subito che il TAV riguarda solo e soltanto trasporto di merci e non di persone. Quali sono le ragioni di contrarietà all’opera: 1) spreco di denaro (si stimano costi fino a 40 miliardi equivalenti a due leggi finanziarie); 2) devastazioni ambientali (si sventra una montagna che contiene amianto per 64 km); 3) l’opera è anacronistica in quanto è stata progettata 30 anni fa ed è vecchia prima di nascere; 4) esiste già un treno merci che collega Torino a Lione che viaggia semivuoto con un carico del 20% della sua capienza; 5) con quei soldi metteremmo in sicurezza il Paese, le nostre scuole, la rete stradale provinciale di mezza Italia; 6) non c’è un euro da sborsare per penali in caso di rinuncia.

Che cosa avevano stabilito Lega e 5Stelle in sede di “stipula” del contratto sul punto? Che tutte le grandi opere vanno ridiscusse compresa la Torino-Lione e che avrebbe costituito valore imprescindibile e vincolante l’esito di una commissione tecnica che certifichi costi e benefici.

Adesso che sono state consegnate le risultanze (contrarie alla fattibilità dell’opera), il rispetto del contratto imporrebbe solo una scelta: accantonare definitivamente quel progetto-rapina. Qualcuno si è accorto che le cose stanno andando così? Manco per niente. La Lega, cui spetterebbe di attenersi al contratto, rilancia e scende in piazza con propri membri del governo, per la seconda volta, insieme ai berlusconiani, al Pd, al partito degli affari travestiti da madamine torinesi. Hanno sferrato un sonoro ceffone a quei fresconi pentastellati, isolandoli e indicandoli come disfattisti e nemici dello sviluppo e del progresso. Salvini non si rassegna e continua a trovare scuse, parla di referendum come se l’esito della commissione (da lui voluta), fosse da cestinare.

Martina-e-Toti-insiemeSbaglia Di Maio a dire che la lega ha il diritto di manifestare. Gli impegni erano ben diversi e incompatibili con le fughe in avanti. Che spettacolo vedere Martina sorridente accanto ai leghisti dimenticando le accuse di fascismo contro Salvini, e il giugiolone Toti uniti nel segno degli affari. Tutto questo è compatibile con la storia del movimento, con i suoi principi, i suoi valori, il suo DNA? Occhio, perché non tutto si può tollerare in nome di un malinteso senso della governabilità.

L’altro giorno la Lega insieme al centro destra e al Pd ha impedito alla Camera di processare parlamentari di diversi partiti accusati di vari reati, in un inciucio generale. La permanenza al governo me la pongo come problema evitando di assolvere o condannare, ma semplicemente riflettendo su quanto accade e su quanto è presumibile che ancora accadrà, in prossimità delle europee.

Ma come, il M5S è nato per cambiare il sistema e si ritrova al fianco dell’espressione più evidente del regime che vuole abbattere. È vero, è stato approvato il RdC (dimagrito), il taglio dei vitalizi, la riforma delle pensioni (formato light), un anticipo di riforma della Giustizia. Ma tutto questo è costato lacrime, sangue e consensi lasciati per strada, visti i sondaggi. Una cosa è sicura. La Lega non può indietreggiare e deludere il Nord sugli appalti e sulle grandi opere lasciando campo libero a F.I e FdI. Deve superarli. Sulla giustizia Salvini è più vicino a B. che al 5Stelle. Mentre i grillini hanno le mani legate sul Mose, dopo avere dovuto accettare il Tap, ingoiata la legittima difesa, il tentativo della manina leghista di inserire il condono penale sul decreto fiscale, digerito il decreto sicurezza con le mille forzature. Siamo sicuri che valga la pena continuare a dare il sangue per rimanere al governo?

Invidio chi ha certezze in merito e vedo invece lievitare un malessere diffuso a cominciare da Alessandro Di Battista, tornato dai suoi viaggi in Sud America, inflessibile sul TAV.

Forse si potrebbe valutare pragmaticamente di aver portato a casa tutto ciò che era possibile e umano con questo alleato, e staccare la spina invocando il mancato rispetto contrattuale. Prima di finire a piazza Castello insieme alle madamine e al partito del PIL.

Maurizio Alesi
13 Gennaio 2019

31 commenti:

  1. Massimo Oriano13 gennaio 2019 22:36

    Credo siano in pochi ormai a far finta di non aver capito che il padano-padulo fa il gioco di portare a casa quel che può ma soprattutto di frenare chi voleva cambiare aria. Quando sarà il momento, Salvini non solo potrà contare sull'aumento del suo consenso elettorale, ma andare al tavolo col nano e la bionda forte del fatto che se non sono in galera è merito suo, imponendo così la sua supremazia.

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  2. Raffaele De Vincenzi13 gennaio 2019 22:48

    ....bella domanda alla quale ha già risposto Di Maio: "PUÒ"! Curioso, vero?

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    1. ...curioso?...perché?...

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    2. Raffaele De Vincenzi14 gennaio 2019 09:50

      Lina, .... difficile da capire? Chiedilo allora a chi ha posto la domanda......

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  3. Il fatto che l'abbia detto Di Maio non esaurisce il tema, nè risolve i dubbi, credo. Di Maio ha sempre evitato di gettare la palla in tribuna e, siccome è al governo non può fare altro. Io che non ho vincoli di alleanze non rinuncio a ragionare con la mia testa e, se è possibile, a misurare la temperatura di questo governo attraverso i commenti che spero seguiranno.

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  4. Cocca della verità13 gennaio 2019 23:21

    Sig. Alessi mi permette di fare una previsione sul futuro prossimo diciamo pOLITICO, come vede uso la p in minuscolo. Fingiamo che me lo abbia permesso, quindi lo faccio. Dopo le Europee quando Salvini avrà avuto un notevole risultato, al contrario di Di Maio, pretenderà in un modo o nell'altro la guida del governo. Ricompatterà il centro destra su di lui, ma non avrebbe i numeri in parlamento, ed è allora che i 5 stelle si divideranno, il grosso credo andrà con Di maio a sostenere il nuovo governo magari senza farne parte o forse si, Grillo ed altri faranno l'opposizione vera o finta che sia, io personalmente non peroro nessuna di queste eventualità, ma questo credo che accadrà. Neppure il buon Mattarella potrà impedire questo gli piaccia o no. Chi vivrà vedrà…… grazie sig alessi.

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  5. Io al contrario di "Cocco della verità", non sono né un veggente e neppure Il Mago della Tortorella, per questo, mi limito come mia abitudine, a descrivere esclusivamente i fatti per quello che sono .
    La Lega ed il MoVimento 5 Stelle partono da un vissuto, principi e motivazioni diametralmente opposti, come pure lo sono i rispettivi obiettivi.
    I 5 Stelle, hanno fatto del cambiamento loro cavallo di battaglia ed infatti, loro, la scatoletta di tonno, alla fine l'hanno aperta, Tanto è vero, che la politica di questo paese ed il palazzo in particolare, non sono più gli stessi di prima. Non si può dire quindi, che la coerenza non sia il loro forte.
    ma La Lega al contrario, ubbidisce alle vecchie regole di partito, fatte di intrallazzi, di lobosti, di finanziamenti di campagne elettorali ed alle logiche delle manine che sottobanco di nascosto, tentano di infilare norme salva amici degli amici. Il nuovo contro il vecchio, dove quest'ultimo enormemente avvantaggiato dalla propaganda costante di tv e giornali amici dei vecchi partiti, per ovvie ragioni di vicinanza e di auto sostegno, riescono a spostare sondaggi e forse anche voti a proprio favore. Gli unici a non comprenderlo però sono gli italiani, affetti da ignoranza caprina, dove ciò che conta è ciò che viene raccontato e non quello che realmente è.

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    1. Giovanni Caianiello Purtroppo i comportamenti della Lega, diametralmente opposti a quelli del 5S, finiscono per offuscare i buoni principi del movimento. Di Maio è infatti costretto a difendere sempre il suo partner per evitare conflitti e per non fare saltare il tavolo. Ma è proprio questo che rischia di uniformare la logica dei due alleati senza più distinzione. I giornali di sistema fanno il loro lavoro, spetta a noi evitare di servire in un piatto d’argento occasioni per farci massacrare. Vedrete che sul Tav il M5S accetterà un compromesso, magari con la riduzione del progetto.

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    2. Salvatore Mancuso14 gennaio 2019 10:00

      La rottura del patto la deve fare esplicitamente Salvini. Di Maio ed il gruppo di regia del M5S stanno gestendo bene sia il Patto che le difficoltà.

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    3. Salvatore Mancuso Più Chiara di così non vedo come possa essere. Si stabilisce che sul Tav ci si attiene alla commissione tecnica e la Lega, invece di accettare il verdetto che fa? Sputtana l’alleato e sfila con FI e PD a favore del Tav. Ognuno di noi ha la propria soglia di sopportazione. Se per te siamo ancora al di sotto, per me questo è un liberi tutti da parte leghista che vuol fare quello che vuole.

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    4. Salvatore, la rottura la fa chi ritiene che non vi siano più le condizioni per continuare. Il mancato rispetto del contratto non mi sembra una sottigliezza.

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  6. Il TAV non deve essere fatto, perché inutile e costoso.
    Il "SI TAV" è un problema politico!
    Bisogna farlo capire agli italiani....

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  7. Un governo del contratto è già frutto di un compromesso ed i propositi di cambiamento devono essere rivisitati da un restauro non sempre facilmente digeribile. Questo il motivo che mi induce a gridare che il governo non può ne deve soffocare la voce del Movimento, che è la voce dei cittadini ! Va bene Di Maio leader del governo e nel governo, ma che sia affiancato da un’altro leader del Movimento! Alessandro Di Battista è l’ideale. Sembra che finalmente l’abbiano capito!

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  8. Michele Principato Trosso14 gennaio 2019 09:57

    Felpa a parte il decreto sicurezza, ha portato poco e niente a casa. Invece il M5S ha raggiunto buona parte del programma, taglio del vitalizio, taglio delle pensioni d'oro, la spazza corrotti, aumento delle pensioni minime, reddito di cittadinanza e quota 100. Sul tap, l'Ilva e il terzo valico i penta sono corretti e rispettano i denari del popolo italiano. l'analisi costo-benefici, specifica: le opere non si possono più fermare, perché costerebbe un botto alle tasche degli italiani.

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    1. Informati e scoprirai che sul Tav non c’è nulla da fermare perché l’opera non è neanche partita. Inoltre non c’è un centesimo da pagare in penale

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  9. Silvio Barbata14 gennaio 2019 10:21

    "Seminatori di zizzania"...che non vogliono mai un qualcosa di migliorato che sperano sempre in Italia una "politica" furbesca e di casta che pesca nel torbido...quale altra alleanza sarebbe concepibile... con chi, con i lestofanti di FI o con i demagoghi midollari del PD...? Questa alleanza è forte proprio per la dialettica interna; il governo deve andare avanti per 5 anni. L'errore banale di fondo, rispetto alla tesi dell'articolo, consiste nel non considerare l'antica malattia italiana del malaffare; una malattia grave ha bisogno di cure lunghe, se il governo si sfasciasse per una malintesa purezza idealistica dei 5S tornerebbero all'opposizione e verrebbero sempre più emarginati nuovamente e perderebbero ancor più consensi...e il malato (Italia) avrebbe una ricaduta spaventosa. Il trappolone mediatico, che viene tessuto a poco a poco attraverso la diffusione di questa perniciosa tentazione platonica inoculata con una sottile adulazione richiamante alla "purezza" degli intenti, è pericolosissimo e difficile da smascherare. "La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni"...nel senso che "la buona intenzione" deve essere concreta, paziente, giusta, realizzabile in un arco di tempo congruo ( "Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto." Lc 16, 10).

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    1. Raffaele De Vincenzi14 gennaio 2019 11:22

      Silvio, ......e allora.....buon viaggio...

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    2. Silvio, come spesso ti capita, debordi dal tema per dare sfoggio alla tua saccenza. Non pretendo che tu abbia letto il mio articolo ma se proprio decidi di commentare un pensiero altrui, attrezzati con argomenti appropriati. Intanto senza lanciare invettive fuorì luogo e poi mostrando maggiore prudenza rispetto alle tue affrettate certezze o abbandonarti a pronostici sulla durata del governo. Io ho posto elementi per riflettere ma vedo che tu hai il sole in tasca. Continua ad autogratificarti.

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  10. Simone Zagarolo14 gennaio 2019 10:47

    Credo che sia un bilancio magro per il M5S dopo questo periodo al governo con la Lega. Ha perso consensi e le promesse fatte, in molta parte disattese, in moltissime altre dimezzate se non annullate del tutto. Il bilancio va fatto rispetto alle attese e le aspettative, a come il primo partito della coalizione ha via via visto superarsi dall'alleato minore, fino a diventarne suo succube e stampella
    Il credo che un bilancio più fallimentare non vi possa essere, e a niente servirebbe questa o quella iniezione di innesti dal volto umano o rompono questo abbraccio mortale questo dead lock, fare autocritica pubblica e aperta, oppure il tramonto è inevitabile
    Il popolo votante è "mobile qual piuma al vento" Ricordate il consenso bulgaro di Berlusconi, e quello abnorme del PD. E vedete come sono ridotti!!!!
    Una bella iniezione di autocritica e di sincerità. onestà intellettuale, non vi farebbe male!!!!

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    1. Massimo Oriano14 gennaio 2019 11:23

      Checché se ne dica, anche la Lega ha dovuto ridurre le proprie proposte/attese.
      Anch'io rimango convinto che l'accordo con la Lega non si dovesse fare, ciononostante su una tua affermazione non sono d'accordo in linea di principio, ovvero che non vi possa essere un bilancio più fallimentare. Certo, poteva esserci: il potere ancora in mano a Pd/Fi. Dopodiché possiamo convenire sul fatto che "tanto peggio, tanto meglio", vale a dire che un'altra legislatura in mani loro avrebbe prodotto la stra-vittoria del Movimento alla tornata successiva, ma sta di fatto che sarebbe stato peggio.

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  11. Silvio Barbata14 gennaio 2019 11:25

    Questo governo in pochi mesi ha fatto ottime cose rispetto al disastro ereditato... quando c'è una frana rallentarla è già un successo notevole.

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  12. Bocca della verità14 gennaio 2019 12:09

    Sig Alessi, sia gentile, spieghi al commentatore che mi ha definito COCCO, che ho solo sbagliati tasto. Se vuole può anche dirgli che io mi ero rivolto soltanto a Lei e credo con rispetto.

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    1. L’errore dovuto ai tasti mi era sembrato evidente. Se si riferisce a Caianiello posso assicurare che non intendeva certamente irridere sul nome. Sono sicuro che pensava davvero che fosse proprio così. Stiamo parlando di una persona seria, posso assicurarla.

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  13. Il contratto vale 5 anni.
    Staccare la spina per far che? Un governo con tutti dentro escluso il m5*?
    Veramente geniale per chi vuole togliersi il m5s dai piedi
    Certo al partito del pil niente potrebbe fare piu piacere

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    1. Semplicemente per essere coerente con i propri programmi sottoposti a pesanti condizionamenti.

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    2. Simone Zagarolo15 gennaio 2019 13:52

      E allora continuate a stare nel governo, a dissanguarvi facendo i donatori alla Lega, Tanto dopo le Europee Salvini vi darà un calcio in culo e la grosse koalition si farà lo stesso!!!!

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    3. Simone, noi non stiamo donando nulla a nessuno
      Stiamo sostenendo un governo con un indice di gradimento senza precedenti.
      Mettere fine a un governo senza avere una maggioranza per farne un altro è semplicemente demenziale
      B. Renzi e Salvini non aspettano altro

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  14. Salvatore insinga.14 gennaio 2019 20:22

    Se la tav si farà allora perché no il ponte sullo stretto?

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  15. Silvio Barbata15 gennaio 2019 13:55

    mi vien da ridere...anzi mi appare tragicomico a legger i nevrotici della tastiera che passano giornate intere ad arzigogolare risposte esclusivamente oppositive, nel tentativo di catturare un po' di attenzione virtuale, fuori da ogni dialettica razionale, senza un pensiero strutturato e propositivo... è indicativo della deriva che ha preso l'umanità, internet incanala le nevrosi in modo che si mimetizzino e tali rimangano.

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  16. LA TONNARA A 5 STELLE
    I 5S si sono infilati in un labirinto di reti che ricorda quelle delle antiche tonnare. Ogni giorno avanzano verso la camera della morte, come i tonni.
    Stanno perdendo su tutte le loro battaglie demagogiche basate sulla disinformazione e sulla menzogna. Hanno coniugato battaglie viscerali antiscientifiche con il sistematico discredito dell’azione e dei sacrifici necessari per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo del paese. Hanno diffuso il miraggio che le soluzioni erano facili e dietro l’angolo e che non erano perseguite solo per favorire lobbies, banche e poteri forti. Il PD di Renzi era proprio il servo di questi poteri.
    Dopo l’ILVA, la TAP, il reddito di cittadinanza, il salvataggio delle banche, la fiducia in Parlamento, il decreto sicurezza….
    Stanno perdendo su tutto il fronte. Allora si attaccano alle due bandiere rimaste: La TAV e le trivelle.
    Non importa se servono al paese. Se il loro blocco procurerà danni enormi allo sviluppo del paese, alle aziende coinvolte, all'occupazione, allo sviluppo tecnologico. Solo un ignorante come Di Maio può affermare che l’attività upstream è roba vecchia. Le nuove frontiere della ricerca viaggia su livelli tecnologici e specialistici di altissimo livello. Senza di questo il mondo si fermerebbe.
    Eppure sono costretti ad andare avanti nella tonnara, devono poter dire che almeno qualcuna delle loro menzogne aveva un senso e che sono riusciti a realizzarla.
    Sono pericolosissimi.
    A parte la battaglia di Chiamparino a Torino, il PD su questi due fronti cosa sta facendo? Sulla produzione delle fonti energetiche nazionali, qual’è la posizione del PD post-renziano? Solo un silenzio imbarazzato segno dell’ambiguità permanente su un futuro governo con i 5S? Oppure siamo alla condivisione di un quadro di ignoranza sulla problematica energetica ed ambientale paragonabile a quella dei 5S?
    Perché i candidati tacciono e cercano solo di inventare tattiche di fantomatiche aperture a liste aperte (a chi, Zingaretti, agli ex-LeU, come alle regionali del Lazio?), per poter prevenire ipotetiche liste europee, fatte da forze riformiste e liberali?
    Misuratevi sulle politiche concrete, se ne siete capaci e date dei segnali inequivocabili sullo sviluppo del paese e sulle infrastrutture di cui c’è bisogno assoluto.

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    1. E’ davvero qualificante esprimersi in questi termini, con questa rabbia cieca, con un livello di disprezzo che nulla ha di politico ma mostra tutti i limiti di chi vede nel M5S il terrore di perdere ciò che riteneva prezioso nei partiti del vecchio e putrido regime, spazzato via dagli italiani. Un commento disinformato che sembra essere partorito dai frequentatori del bar Sport, piuttosto da chi ha maturato un’esperienza sul campo. Con tutti i limiti, la coabitazione forzata con la Lega, gli errori che si fanno quando ci si rimbocca le maniche, non è umanamente possibile non riscontrare in questo governo e nel M5S, giganteschi elementi di novità e di riforme epocali. Non devo certo ricordarlo all’autore dello sprezzante commento, il quale sa cogliere molto bene la differenza con il suo passato. Il problema è che resiste ancora la voglia di sedersi nelle vecchie segreterie di partito dove poter sentirsi rivolgere la mitica domanda: a Frà che te serve.

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