mercoledì 9 novembre 2016

USA INCORONANO DONALD TRUMP E L'ESTABLISHMENT PRECIPITA DAL TRONO

Donald Trump Presidente USAdi Giovanni Caianiello - È la sconfitta dei Bush, di Obama e dei Clinton, ma soprattutto delle banche d'affari e speculative, dei grandi finanziatori, dei mass media ed il crollo dell'establishment dei poteri forti che hanno di fatto, fino ad oggi governato il mondo.

Un durissimo colpo al progetto Nuovo Ordine Mondiale e della sua egemonia su gran parte dei paesi del pianeta.

La conferma del gigante che reagisce alla profonda ferita subita, sta nella reazione dei mercati, delle borse e la improvvisa salita dello spread, che suona come una vendetta nei confronti di Trump, che per tutta la durissima campagna elettorale, è stato presentato dal sistema, detentore del potere come un personaggio al limite del ridicolo, snobbandolo e  ricorrendo costantemente alla denigrazione personale.

Hillary TrumpMai una campagna presidenziale aveva raggiunto livelli così bassi.  Ma la scelta dei cittadini americani, ha sorpreso un po’ tutti. Hanno evidentemente avuto una visione più chiara e forte rispetto alla violenza verbale della Clinton e dei media. Donald Trump è il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti e la decisione del popolo americano è presa e va rispettata da tutti. 

Nel suo primo discorso, Trump, ha già annunciato di voler perseguire una politica, diversa, agli antipodi, rispetto a quella tenuta fin qui dai Bush e da Obama, altro vero grande sconfitto di questa tornata elettorale.

Trump Presidente e fagmigliaHa dichiarato infatti, di voler rinnovare il sogno americano e di dare spazio e possibilità ad ogni cittadino. Ma ciò che è veramente dirompente, è il suo annuncio in tema di politica internazionale sulla  rinegoziazione dei mercati di libero scambio, che suona come un macigno sul TTIP, ma soprattutto che collaborerà con i tutti i paesi cercando partenariato invece che gli scontri, che in poche parole, equivale ad una bocciatura della politica estera aggressiva, anche sul piano militare di Obama e della stessa Clinton, ricercando accordi e stabilizzazione dei rapporti con la Russia, la fine delle sanzioni, ma soprattutto, un riequilibrio in tutto il medio oriente. 

Hillary ClintonMa la fine dell'establishment dei poteri forti, bocciati dagli americani, avrà inevitabilmente ripercussioni anche  sulle politiche Europee, influenzando inevitabilmente, le prossime elezioni politiche nel vecchio continente. Persino in casa nostra, la lunga onda della fine della politica dell'austerity americana, che di conseguenza, mette alle strette quella della politica europea  potrebbe essere un forte viatico persino, per il No al referendum di dicembre nel nostro paese, fino ad oggi fortemente avversato proprio dalla troika.

Renzi e ObamaL'affermazione di Trump, promette insomma, di suscitare cambiamenti fin qui neppure immaginati, non solo negli Usa, ma anche nel resto del Mondo, ed il nostro paese non può non esserne influenzato. Si diceva che la vittoria di Trump sarebbe stata quella del populismo, ebbene è proprio il popolo ad essere protagonista del suo populismo e c'è da immaginare che presto lo sarà anche nelle prossime elezioni francesi, tedesche e speriamo anche quelle italiane. Poiché si dice che la voce del popolo sia anche voce di Dio.

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
09 Novembre 2016

25 commenti:

  1. Eugenio Magrini9 novembre 2016 14:04

    Questa è democrazia Il popolo ha deciso

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    1. Eugenio Magrini, quindi quella pagliacciata sarebbe la democrazia?
      1,3 miliardi di dollari spesi in campagna elettorale.
      Le donne avrebbero dovute votare Clinton, i bianchi Trump, i neri Obama e in campagna elettorale argomento principe " le molestie di Trump 15 anni fa, le corna della Clinton!
      Bohh! Circo altro che democrazia!

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    2. Trump non rappresenta nessun peggio della politica... semplicemente perché non è un politico. Infatti ha avuto tutti i politici contro, anche i repubblicani. E poi è tutto da dimostrare che rappresenti il peggio di qualcosa. Se a qualcuno di noi non piace se ne faccia una ragione.

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  2. Non mi piaceva la Clinton o Rodham che si voglia, rappresentante delle grandi famiglie della politica a partire dai Kennedy ma non mi piace neanche Trump che se pure rappresenta un voto di malcontento generalizzato negli Usa, con la classe media allo sfascio e con i poveri diventati sempre più poveri, non mi trova concorde con l'ottimismo per il presunto cambiamento che vede qualcuno.
    Le parole, le affermazioni roboanti sono appunto solo proclami e non dimentichiamoci che le lobby in America sono anche appannaggio dei repubblicani non solo dei democratici.
    Oltre a questo forse è bene anche ricordare che Trump è un imprenditore in odore di evasione fiscale e tendente al profitto come è logico che sia.
    Ripristinare il sogno americano è bello ed accettabile ma siamo sicuri che il sogno di Trump sia il sogno di tutti gli americani...forse è questa la vera incognita.
    Staremo a vedere.

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    1. ...sempre meglio di Obama e della Clinton...

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    2. Meglio della Clinton sicuro!
      Meglio di Obama non credo proprio!

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  3. Trump è stato votato dal ceto medio, dagli operai, dai poveri. Da quelli che si sono sentiti schiacciati e derubati dal potere e traditi dai sindacati. Li chiamano populisti con quel tono da "patrizi" che additano i "plebei"! Ebbene, forse non hanno fatto i conti con l'enorme numero che hanno raggiunto questi....populisti! Non so se Trump manterrà o no le sue promesse...da italiana sono abituata a diffidare e Trump non lo conosco. Ma so che la falsa democrazia ha perso! e non si era accorta che la maschera si era usurata!

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    1. Obama fu eletto perché "diverso"...messo lì dalla massoneria...

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  4. Uno con quella faccia e con le cose che ha detto in campagna elettorale non mi piace neanche un po'. Detto questo, non si può non tenere conto che Trump è stato eletto a grande maggioranza dal popolo americano, ben consapevole del suo spessore culturale e ben conscio dei valori di cui era portatore. Nessuno può dire che non sapeva chi stava votando. Noi in Italia, invece, pur non avendolo mai votato avevamo riposto la nostra fiducia sull'attuale premier il quale ci ha raccontato tante balle, ci ha promesso un Paese da rivoluzionare, una classe politica da rottamare, un’Italia da far ripartire e, una volta al potere, ha fatto tutto il contrario di ciò che ha promesso riciclando lo scarto della prima Repubblica con cui vuole cambiare la Costituzione. Se lo avessimo votato saremmo stati truffati da un sedicente rinnovatore. Questo a Trump non si può addebitare e, anzi, c'è da ritenere che, avendo detto tutto il peggio possibile in campagna elettorale può solamente migliorare e rivedere le sue posizioni in meglio. Le sue prime parole, subito dopo la sua vittoria, sono state infatti: "dobbiamo essere grati a Hillary. Superiamo le divisioni. Cercheremo alleanze e non conflitti nel mondo". Aveva già abbandonato i toni brutali e scorretti che lo avevano caratterizzato. Non voglio dire che siamo davanti ad un giglio di campo, tuttavia la circostanza che Trump sia un cane senza collare, uno che non appartiene a nessun partito, fuori dal ceto politico e dalle dinastie americane del passato può favorire, aiutato da uno staff responsabile ed equilibrato, una conversione delle sue idee estremiste portandosi su posizioni più moderate e rispettose delle tradizioni democratiche americane.

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    1. Maurizio Alesi Ne sono convinto anche io. Penso che l'uso del suo linguaggio e certa sua spregiudicatezza verbale siano stati solo un modo di attirare attenzione su di se. Infine non comprendo davvero tutto questo tifo per i democratici visto che, alla fine, non hanno risolto in meglio il problema del mediooriente ma anzi lo hanno aggravato, visto che, se è vero, l'operazione Gheddafi fu una delle tante trovate, per non definirle peggio, della Clinton, il fatto che già il marito della stessa non è che avesse lasciato un buon ricordo di se, visto che Obama, malgrado le premesse e le promesse alla fine non ha fatto che seguire, in politica guerrafondaia di sempre , in certi casi, come la recente trovata di allertare la Nato in Lettonia andando oltre certi limiti, mi pare che ci sia più che una logica reazione del popolo americano nella scelta del Presidente. Se riuscissimo a pensare seriamente ai fatti di casa nostra e a tentare di risolverli con la stessa capacità del popolo americano forse si potrebbe uscire dalla deriva tragica in cui gli ultimi governi ci hanno trascinato.

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  5. Donald Trump, un po' sciovinista ed un po' razzista, e' il nuovo Presidente USA. Egli, non essendo più in campagna elettorale, e non dovendo più convincere i quacqueri e i puritani americani bianchi del suo disprezzo ariano verso altre razze, si comporterà, più o meno, come un qualsiasi Presidente USA. Al contrario di Obama, egli, avendo il favore del Congresso, avrà vita facile per quanto riguarda la vita politica ed economica del suo Paese:financo i mercati finanziari, dopo il primo impatto, hanno preso atto della sua accennata "normalità". Egli insomma si comporterà come degno capo di una superpotenza capitalista. L' Italia e l'Europa della Signora Merkel, strano a dirsi, ma evidedente nei fatti, ci guadagneranno in questo cambio di guardia: non saranno più stretti nella morsa di due superpotenze capitaliste antagoniste - la Russia e l'America - ma potranno instaurare un proficuo " dialogo" economico con ambedue.
    Putin, Trump e la Merkel: tre capitalisti perfetti, che troveranno l'unico ostacalo nelle mire espansionistiche del neocapitalismo cinese, che si sta espandendo anche in Africa. L'Isis sarà finalmente e definitivamente sconfitto e la satrapia turca di Erdogan " si dovrà dare una calmata". Meglio di così!?
    Hasta la victoria sempre comandante Che Guevara!

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  6. Nottata trionfale, quella americana. Una cavalcata storica.
    Il popolo americano ha votato il suo nuovo presidente ed ha stravinto contro banchieri, finanzieri, massoni, lobbisti, giornalisti, cantanti, attori, contro le politiche guerrafondaie di Obama e delle stessa Clinton.
    Il popolo americano ha operato il più grande e radicale cambiamento politico che si potesse immaginare. Io mi trovo momentaneamente in America ed ho seguito in diretta tutta la nottata elettorale. Non potete immaginare la goduria, anche pensando alle cose di casa nostra.
    Pensare a Renzi, ai giornalisti di Repubblica, l'Espresso, Il sole 24 ore, a tutti i nostrali radical chic, a tutta questa pletora di gente delusa dal risultato americano, credetemi, per me è stata una soddisfazione grandissima, epocale.
    Già pregusto ricadute positive sulla nostra Italia.
    Intanto Trump vuole normalizzare le relazioni con la Russia di Putin, e allora via le sanzioni insulse e controproducenti ordinate da Obama anche a noi, e conseguente caduta delle controsanzioni russe contro il nostro export di prodotti agricoli che tanto danno hanno portato alla nostra economia.
    Via l'idea di continuare a fare guerre a cazzo per imporre chissà quale supremazia al mondo.
    Ma soprattutto questa vittoria del popolo americano potrebbe essere un esempio da seguire per i popoli europei nelle prossime tornate elettorali per buttare giù l'establishment che sta comprimendo e mortificando le economie degli stati europei sotto da dominazione franco-tedesca.
    In ultimo, il risultato del popolo americano potrebbe influire positivamente sulla vittoria del no al nostro prossimo referendum.
    Non voglio parlare del modo vergognoso di come hanno descritto e presentato il personaggio Trump, per il semplice motivo che il popolo americano lo ha votato infischiandosene alla grande e perché gli eventuali difetti di una persona di fronte alla grande politica hanno importanza pari a zero. E poi siamo sempre là, il moralismo è l'arma dei miserabili.

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  7. Rondolino scrive:
    "Trump? Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale"
    e Napolitano afferma:
    “La vittoria di Trump uno degli eventi più sconvolgenti della storia del suffragio universale”.

    Non so se in futuro Trump possa stimolare un cambiamento positivo ma, di certo, la sua elezione in Italia ha avuto un effetto benefico.....ha fatto gettare la maschera a padri, padrini e paladini della riforma costituzionale, mostrando agli occhi di tutti....o almeno di coloro che non si rifiutano di vedere.... la loro schietta natura antidemocratica

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    1. Eugenio Magrini10 novembre 2016 19:35

      Ma penso che l'anti democrazia in Italia fu confermata dai ns ipocriti padri costituenti con la promulgazione di questa costituzione "popolo sovrano del nulla" e tutto con la scusante del periodo storico.

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  8. In Italia hanno vinto Salvini,Grillo,Meloni e Berlusconi. Renzi ed Obama hanno perso.
    La destra unitA VINCE.

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  9. Salvatore Di Salvo10 novembre 2016 19:18

    Le reazioni stizzite dei vari leader europei la dicono lunga di quanto tengano in conto le scelte "democratiche"di un popolo,che ancora una volta ha dato una lezione al mondo,Trump non mi piace, ma W la Democrazia!

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    1. Trump rappresenta quanto di peggio della politica.
      Peggio di lui credo solo Hillary Clinton!

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    2. Giovanni Caianiello10 novembre 2016 19:56

      Vadim Nardone, stiamo attenti a non fidarci troppo dei media americani, quasi interamente organi di propaganda dell'establishment dei poteri forti dei Bush,Clinton o di Obama.

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  10. Santussa Andriano10 novembre 2016 19:19

    Personalmente non avrei votato ne' l'uno ne' l'altro, ma come si fa a dire che e' il peggio se non si e' visto all'opera? Comunque meglio un popolo che dice basta agli ipocriti e ad una palesemente falsa democrazia, piuttosto che un popolo pecorone

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  11. Michele Maniscalco10 novembre 2016 19:27

    "L'affermazione di Trump, promette insomma, di suscitare cambiamenti fin qui neppure immaginati, non solo negli Usa, ma anche nel resto del Mondo, ed il nostro paese non può non esserne influenzato. Si diceva che la vittoria di Trump sarebbe stata quella del populismo, ebbene è proprio il popolo ad essere protagonista del suo populismo e c'è da immaginare che presto lo sarà anche nelle prossime elezioni francesi, tedesche e speriamo anche quelle italiane. Poiché si dice che la voce del popolo sia anche voce di Dio." Finalmente Caianiello ha trovato come battere i "POTERI FORTI" GRILLO e GRILLINI SONO VENUTI ALLO SCOPERTO HANNO TROVATO IL LORO RAPPRESENTANTE MONDIALE.

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    1. Santussa Andriano10 novembre 2016 19:28

      Col cavolo che Trump possa essere rappresentante del M5Stelle! Mancava solo questa ingiuria, ma quando la sapete lunga.

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    2. Giovanni Caianiello10 novembre 2016 19:39

      Michele, mi pare una interpretazione alquanto faziosa. Potesse essere nelle mie possibilità, batterei volentieri i poteri forti, causa di ogni nostra disgrazia, ma dimenticho che non faccio politica, e sono solo un cittadino della strada. Credo che i grillini non intendessero identificarsi in Trump , ma che si riferissero esclusivamente al fatto che la vittoria di Trump, causerà sicuramente un effetto domino, che porterà alla caduta della oligarchia europea ed al rilancio del potere espresso dai popoli.

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  12. Giacomo Ferraro10 novembre 2016 19:31

    Trump con tutto quello che si porta addosso ha comunque saputo cavalcare il malcontento e parlato alla pancia del popolo che votandolo ha dato un calcio in bocca a banchieri, lobbisti e massoni

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  13. Ci sono tre segni che fanno ben sperare: il primo, appena eletto Trump ha fatto un discorso improntato al fair play; il secondo, i Fratelli musulmani considerano una disgrazia l'elezione di Trump; terzo, Napolitano pensa di Trump che la sua elezione sia una tragedia. Se anche la Boldrini criticherà duramente Trump vorrà dire che lui è davvero l'uomo giusto al posto giusto!
    (da un commento in facebook)

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  14. L'America? Lontana ma troppo vicina per il condizionamento globale nella politica economica e militare. Confesso che non nutro particolari simpatie per gli stati egemoni e, l'America lo è per eccellenza. Ovviamente nutro gli stessi sentimenti per gli stati succubi che vantano la così detta amicizia con gli USA. Gli americani, democraticamente, hanno designato Donald Trump quale successore di Obama. Di lui non sappiamo niente a parte il comportamento e quanto detto durante la campagna elettorale. Le campagne elettorali, in particolare quelle americane, sono famose per i colpi bassi ma quest'ultima passerà alla storia per lo sputtanamento reciproco dei due candidati. Hillary Clinton avrebbe potuto essere la prima donna a conquistare la Casa Bianca. Non era il momento o ha sbagliato strategia elettorale!? Entrambi. Forse la candidatura Berni Sanders avrebbe impedito l'ascesa alla presidenza di Trump. La realtà è rappresentata dalla volontà popolare che ultimamente, quasi sempre, smentisce qualsiasi sondaggio. Possiamo dire che il sogno americano della Clinton, pur avendo ottenuto più voti di Trump, è stato fermato dal sistema elettorale americano. Trump è stato incoronato malgrado le inaccettabili minacce pronunciate durante la campagna elettorale. Sicuramente, con la consapevolezza di rappresentare tutti i cittadini, cercherà di muoversi con più cautela, non gli mancheranno assistenti qualificati. L'analisi di Giovanni Caianiello descrive con chiarezza tutte le cause che hanno determinato il successo di Donald Trump malgrado la complicità della stragrande maggioranza dell'informazione e di tanti di quelli che contano. Il sogno americano è diventato una chimera. Tanti sono i problemi e le contraddizioni della società americana, alcuni sono gravissimi. Gli otto anni della presidenza Obama non è riuscita ad eliminare la questione razziale. La povertà aumenta emarginando una consistente parte della società, tantissimi vivono per le strade. Non parliamo del sistema sanitario, malgrado i tentativi delle precedenti amministrazioni, per i poveri curarsi è quasi impossibile, va meglio in Italia. Potremmo citare tante altre cose: la libertà di armarsi come nel vecchio far west o la facilità con la quale la polizia uccide anche gente disarmata. Forse su questo versante la politica della nuova amministrazione sarà più permissiva. Ora per concludere dobbiamo chiederci se il miliardario Trump, nel corso del suo mandato, adotterà provvedimenti per eliminare tutte le disparità sociali che non dovrebbero esistere nella nazione più ricca e più forte del mondo. Se lo farà influenzerà in modo positivo il resto del mondo: più stato sociale e meno guerre. Questa sarebbe la vera rivoluzione. Vedremo, purtroppo non sempre la voce del popolo è anche quella di Dio.

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